
Gianmarco Pozzecco ha ripreso da dove aveva lasciato il basket italiano, ovvero da una conferenza stampa condita da lacrime, battute e momenti di grande ilarità. Il nuovo allenatore della Consultinvest in poche ore ha già generato un effetto domino sul popolo della Fortitudo, se è vero che sabato sera per il suo esordio al Paladozza con Montegranaro è previsto il tutto esaurito.
All’inizio della conferenza è arrivato il dovuto ringraziamento a Matteo Boniciolli, tecnico che ha benedetto il suo ritorno a Bologna. “Ringrazio Matteo che mi ha chiamato lunedì auspicando quello che poi è successo, in modo affettuoso e premuroso con un grande atto di onestà intellettuale e stima nei miei confronti. Mi ha richiamato ieri per congratularmi, regalandomi il suo bagaglio di esperienza e mettendosi al servizio per qualsiasi domanda gli facessi. Sono stati due giorni strani, turbolenti, adesso dovrò continuare in questo percorso per portare a giocare il derby e visto che la Virtus non retrocederà vedremo di salire noi. Non sarà facile, certo, lo sappiamo”.
Alla domanda “Perché la Fortitudo?” non ha saputo rispondere, sciogliendosi in lacrime. “In questi mesi mi sono arrivate dieci offerte tra Serie A e Legadue, a questa chiamata non potevo dire di no. Sono scelte che non si possono spiegare ma avvengono. Anche se da giocatore finì male con l’esclusione dalla rosa decisa dal mio amico Repesa, sono rimasto fortitudino dentro. Andai a Mosca e poi la Virtus mi voleva in tutti i modi: avevo già trovato accordo, ma poi capii che non mi sarei potuto vedere con la maglia bianconera e che ero rimasto fortitudino”.
Pozzecco ha firmato un contratto anche per la prossima stagione. “Siamo secondi, è vero che abbiamo balbettato e c’è qualcosa da migliorare. Il mio lavoro non può esaurirsi alla fine di questi playoff, sono contento di continuare il percorso di Boniciolli mettendoci un po’ del mio. L’anno prossimo, mi auguro, si possa competere a un livello superiore, allora farò discorsi un po’ più miei. La Fortitudo gioca per essere promossa. Mi ha fatto piacere rivedere Fultz e Mancinelli, con i quali ho giocato. Questa squadra ha buona conoscenza della pallacanestro. Non voglio allenare come ho fatto prima, il primo obiettivo è essere più cinico, più freddo, più calcolatore, mi auguro di riuscire a fare un passo avanti in quel modo; cercherò di vivere più pacatamente la partita. Voglio lavorare su questo aspetto”.
Ce la farà? Domani sera ne sapremo di più…






