
FIBA Euroleague rottura prolungata
Nei giorni scorsi la FIBA ha incassato l’appoggio di nove federazioni (tra queste anche Italia, Germania, Serbia, Grecia e Spagna), che hanno scritto una lettera ad Euroleague in cui sottolineando l’importanza di dover tenere unito il sistema della pallacanestro internazionale hanno condannato la decisione di Euroleague di rifiutare la proposta della FIBA di spostare al venerdì le gare delle qualificazioni ai Mondiali del 2019. Nello specifico, parliamo delle finestre di novembre e febbraio.
Nella lettera, le Federazioni hanno chiarito che una coesistenza tra gli impegni delle coppe e delle Nazionali è possibile sottolineando che la stessa Euroleague qualche mese fa, scrivendo alla Commissione Europea, aveva ribadito che mandare i giocatori per gli impegni con le Nazionali non sarebbe stato un problema.
Infine hanno condannato ogni pressione esercitata sui atleti da parte dei club per spingerli a non accettare le convocazioni. Il dialogo tra le parti sembra sempre più in salita ma il tempo stringe e sarà necessario trovare presto una soluzione in questi giorni. Intanto Gigi Datome ha chiarito che a novembre non ci sarà mentre Daniel Hackett ha preso tempo.
Immediata è arrivata la risposta di Jordi Bertomeu, presidente di Euroleague. «Tre anni fa la Fiba voleva portarsi a casa l’Eurolega, un anno fa ci ha provato con l’Eurocup. La scorsa estate i calendari. Non è in questo modo che si tratta. L’unico risultato è stato indebolire il movimento della pallacanestro. Noi abbiamo proposto una cosa semplice, ovvero la suddivisione delle responsabilità. A noi l’organizzazione dell’attività internazionale dei club, alla Fiba la formazione e l’attività delle Nazionali. Con due programmi integrati».
Bertomeu ha fatto anche riferimento al fatto che al di là della diatriba con Euroleague, le qualificazioni al Mondiali sarebbero penalizzate dall’assenza dei giocatori NBA. “Le finestre delle Nazionali ignorano il fatto che i giocatori NBA non lasceranno il campionato per giocare le qualificazioni. Il prodotto offerto dalle Nazionali non sarà quindi di qualità. E a noi per primi interessa vedere Nazionali al massimo livello, per il bene del movimento: i migliori 108 giocatori dei vari Paesi non disputeranno le qualificazioni con la propria rappresentativa. Nel calcio nessuno si immaginerebbe di non vedere in campo Messi o Ronaldo, nel basket invece accadrà così”.
La polemica continua, non si vede luce in fondo al tunnel…




