
Noi scommettitori siamo gente strana, pronta a fare le ore piccole e a cambiar fuso orario per un incerto pugno di dollari. Dateci un turno finale di un qualsiasi girone, dateci differenze reti da calcolare, ma soprattutto dateci le quote e le scommesse live. E noi saremo lì, convinti di poter fare il più grosso affare della nostra vita.
Ma non sono certo qui a parlare di scommesse. Dopo il palo non si fa.
Ieri notte c’era Ecuador-Argentina, con il mondo intero in attesa di sapere se Leo Messi ce l’avrebbe fatta a portare i suoi al mondiale. E Leo ha tirato fuori una prestazione delle sue, chiudendo il discorso nonostante un inizio choc della gara, con il gol di Romario Ibarra dopo pochi secondi.
Così twittava poche ore dopo Clarin Deportes:”El “messias”, la estampita de Messi que se viralizó en las redes sociales después del partido contra Ecuador.”
Va bene, ma Messi è Messi. E la qualificazione dell’Argentina secondo molti era nell’aria, bastava vedere le quote. In ogni caso tutti i riflettori erano puntati sullo Stadio Olimpico Atahualpa.
Quello che sarebbe successo poco dopo però appartiene a una categoria differente. C’è lo sport certo, ma non solo.
Estadio Rommel Fernandez, Panama City. E’ in programma la sfida tra Panama e Costa Rica, valida per il girone CONCACAF di qualificazione a Russia 2018. I Canaleros devono vincere per coronare il sogno della prima partecipazione a una fase finale di un mondiale mentre i costaricani sono già qualificati.
Non si mette bene per i padroni di casa che al 36′ vanno sotto. Poco dopo l’inizio del secondo tempo, al minuto 52 per la precisione, il primo colpo di scena. Sul tabellino troverete 1-1 (Gabriel Torres) ma lui la palla non l’ha mai toccata, se non, forse, con una mano. Su Youtube trovate il video. Una svista clamorosa di Walter Lopez e i suoi collaboratori: il pallone non varca la linea bianca nemmeno lontanamente.
Panama in ogni caso merita questo mondiale. Quelli della Federación Panameña de Fútbol sono dei geni. E non sto scherzando.
Ecco la descrizione del gol: “Panamá empató a los 54 minutos por medio de Gabriel Torres, quien marcó uno de los goles más mágicos de la historia de las eliminatorias de la CONCACAF. Después de recoger la bola en su propio terreno, el delantero de 28 años de edad dribló por la columna vertebral del campo, eludiendo a un par de defensores, antes de sacar un remate desde 15 metros que se metió por parte posterior de la portería con su pie derecho.”
Riguardatevi il video e poi rileggetela. Ditemi se non sono dei fenomeni. Li vorrei nel girone con l’Italia, se avrà la fortuna di qualificarsi.
Ma non è finita, questo lo sapete già. Di gol ce ne voleva un altro. Il Panama attacca, conclude anche verso la porta di Pemberton, ma nulla di clamoroso. C’è un’aria strana però, da appuntamento con la storia.
L’eroe della serata è Roman Torres, a me sconosciuto, ma vincitore di numerosi campionati nel continente americano, di cui tre in Colombia oltre all’edizione 2016 della MLS. Difensore col vizietto del gol questo Torres, assurto a eroe nazionale.
Quando il suo destro gonfia la rete a due minuti dalla fine viene giù lo stadio. Il pallone sparisce, è un delirio.
El Gobierno de la Republica de Panama decreta festa nazionale per il giorno dopo. Anche il comunicato è da urlo. “Debido a la victoria de Panama ante nuestros hermanos de Costa Rica…”.
Per Messi fare tre gol è quasi ordinaria amministrazione, fa notizia, fa sicuramente contenti milioni di tifosi. Ma non fa storia a meno che non vinca il mondiale.
A Roman Torres forse dedicheranno uno stadio, o una piazza. O forse un giorno del calendario.
I telecronisti mi sono sembrati abbastanza neutrali, gli è solo sfuggito un ‘Bye bye Estados Unidos’. Si perché chi ci ha rimesso sono proprio gli americani, che si classificano quinti, perdendo anche l’accesso al playoff con l’Australia.
Non sono certo un anti-americano, ma il sorrisetto è scappato anche a me. In fondo hanno tutto, e del soccer maschile gli importa il giusto. In attesa delle partite ho assistito alla replica di un match di NCAA, che a malapena so cosa sia. Una cosa spaventosa, con 100.000 spettatori per una partita di College Football.
I panamensi sono impazziti di gioia, hanno decretato festa nazionale, negli USA la qualificazione sarebbe finita nelle scritte in sovrimpressione. Più bello così.









