Non solo Rashford e Alli, ecco il futuro dell’Inghilterra

La visione della linea verde del calcio inglese potrebbe essere non così drastica come si pensava. Ecco una possibile formazione del futuro dei Tre Leoni.

Il futuro dei Tre Leoni – Spesso e volentieri la Premier League viene accusata di offrire pochissimo spazio ai giovani calciatori inglesi, premiando invece il talento di giocatori, giovani e non, esteri. Eccezion fatta per il Southampton, anche club meno blasonati tendono a puntare sempre meno sul settore giovanile, o meglio, a svilupparlo in un determinato modo, confinando i talenti migliori a prestiti eterni che si risolvono poi in un nulla di fatto. Negli ultimi anni però si sono messi in mostra diversi talenti, anche giovanissimi, che forse possono fare intravedere una luce di speranza in fondo al buio tunnel del calcio inglese, inteso prettamente come quello rappresentato dai giocatori britannici. Se infatti la Premier League sprigiona spettacolo e ricchezza, il movimento calcistico inglese è in crisi nera da svariati anni, nonostante la vittoria nel Mondiale Under 20 giocatosi in Corea del Sud da maggio a giugno 2017.

Proviamo allora a vedere, sulla falsariga della formazione campione del Mondo, i migliori 11 giocatori da schierare nati dopo il 1996, analizzandoli uno per uno. Il modulo scelto è un 4-3-3, e occhio a Russia 2018…..

Portiere: Freddie Woodman, Newcastle, 4 marzo 1997.

Il ruolo del portiere è stato maledetto sin dai tempi del post David Seaman. Nessun portiere inglese è riuscito a diventare un pilastro fisso della nazionale. David James, Robert Green, Joe Hart e tanti altri hanno fallito miseramente, e ancora oggi l’Inghilterra ha un grosso punto interrogativo su chi affidarsi per un ruolo così delicato. Ci sono Jordan Pickford e Jack Butland, ma entrambi sono classe 1994 e nel giro di poche stagioni riveleranno il loro vero potenziale. E’ interessante notare come, tra i top club, nessuno si affidi ad un portiere inglese; solo l’Everton ha appena pagato una ingente somma per prelevare Pickford dal Sunderland, indicandolo come successore di Tim Howard.

Arriviamo però al nostro interessato. Freddie Woodman si è resto protagonista del Mondiale U-20 con questo e altri interventi, vincendo il titolo di miglior portiere. A livello di club, il Newcastle non lo ha fatto ancora debuttare in prima squadra, girandolo prima al Crawley Town e poi agli scozzesi del Kilmarnock. Indubbiamente la sua occasione è prossima, essendo attualmente in rosa con i Magpies. Rafa Benitez dovrebbe e potrebbe offrigli almeno qualche possibilità di mettersi in mostra per capire effettivamente se il talento c’è, oppure se la maledizione è destinata a continuare.

Terzini: Trent Alexander-Arnold, Liverpool, 7 ottobre 1998 e Kyle Walker-Peters, Tottenham, 13 aprile 1997.

Le fasce più lunghe della storia del calcio. Scherzi a parte sui cognomi, questi due terzini sono già in orbita Premier League. Alexander-Arnold ha debuttato l’anno scorso in campionato, ed è partito nell’11 iniziale di Klopp quest’anno. Il suo incredibile talento è stato notato in Champions League contro l’Hoffenheim, dove ha segnato il suo primo gol tra i professionisti. Il Liverpool non ha investito sul mercato da quella parte di campo, per cui il giovane terzino destro si giocherà il posto ogni giornata con Nathaniel Clyne, quando tornerà dall’infortunio. A sinistra troviamo il quasi omonimo di Kyle Walker, passato al Manchester City. Walker-Peters nasce terzino destro ma nell’Academy del Tottenham ha giocato anche dal lato opposto, posizione in cui lo collochiamo in questa formazione. La prima giornata contro il Newcastle è partito titolare, rimanendo fuori tuttavia nel derby contro il Chelsea. Come Alexander-Arnold, potrebbe ritagliarsi uno spazio importante durante la stagione; la cosa certa è che entrambi potranno darci assaggio del loro talento fin dall’immediato futuro.

Difensori centrali: Mason Holgate, Everton, 22 ottobre 1996 e Joe Gomez, Liverpool, 23 maggio 1997.

Il Merseyside si divide in due per il cuore della difesa, con un elemento per parte di Everton e Liverpool. Holgate, dopo aver debuttato col Barnsley in Football League 1 ha giocato ben 18 partite l’anno scorso, venendo difatti lanciato dal tecnico Ronald Koeman. La duttilità è il suo punto forte, in quanto è stato schierato sia da esterno basso che da centrale, a seconda delle necessità. Può essere l’erede in ordine di tempo del non brillante John Stones. Suo “cugino” Joe Gomez fu pagato 4 milioni per prelevarlo dal Charlton, e debuttò quasi subito in Premier League, nell’annata 2015-16 (cinque presenze). Dopo un anno di Academy, Gomez ha ricalcato i campi della Premier entrando nel finale di Watford-Liverpool. Qualche passo indietro rispetto a Holgate, Gomez possiede prestanza fisica e un buon occhio per gli interventi, qualità da tenere d’occhio per lo sviluppo del giocatore.

Centrocampisti: Tom Davies, Everton, 30 giugno 1998, Ruben Loftus-Cheek, Chelsea, 23 gennaio 1996 e Dele Alli, Tottenham, 11 aprile 1996.

Tre giocatori molti duttili occupano i tre slot di centrocampo. Partendo da un altro prodotto del settore giovanile dell’Everton, Tom Davies è un jolly di centrocampo, usato spesso e volentieri da Koeman come centrale, esterno e trequartista. Con due gol nella passata stagione, anche nel 2017-18 verrà usato principalmente dalla panchina per cambiare la partita. La giovane età e la possibilità di migliorarsi potrebbero candidarlo a sostituire Ross Barkley, a sua volta talento dell’Academy sul procinto di andarsene. In mezzo, la potenza fisica di Loftus-Cheek non passa inosservata. Classico “box-to-box midfielder”, il giocatore del Chelsea in prestito al Crystal Palace potrà mostrare tutto il suo valore con la maglia delle Eagles. Frank de Boer lo ha già schierato titolare in entrambe le gare del Palace. Ai tempi delle giovanili del Chelsea veniva paragonato a Micheal Ballack. Il terzo elemento, nonchè quello più forte e affermato, è Dele Alli. Giocatore più determinante del Tottenham assieme ad Harry Kane, è la punta di diamante della squadra e della nazionale Inglese. Tasso tecnico, qualità e fisico, Alli ha davvero tutto per arrivare ad altissimi livelli già in questa Premier 17-18.

Ala sinistra: Dominic Calvert-Lewin, Everton, 16 marzo 1997.

Seconda punta impiegata anche come esterno di centrocampo o ala in questo caso, Calvert-Lewin è il terzo “Toffee” che figura in questa squadra. Schierato in ogni partita questa stagione (Europa League e Premier) ed autore già di due assist, ha tutto per diventare a breve un giocatore davvero interessante. E’ valido lo stesso discorso fatto per Davies e Holgate; Koeman ama lanciare i giovani dell’Academy, per questo motivo, Calvert-Lewin sarà spesso utilizzato, anche come titolare, nell’Everton di quest’anno. Data l’altezza, è stato paragonato a Danny Welbeck.

Punta centrale: Dominic Solanke, Liverpool, 14 settembre 1997.

Strappato al Chelsea a parametro zero, Solanke è stato capocannoniere del Mondiale Under 20 con 5 gol, esaltando la sua presenza sottoporta, come già aveva dimostrato nelle giovanili dei Blues con 41 reti nel 2014-2015. Il passaggio in prestito al Vitesse, condito da 7 marcature in 25 presenze è servito come esordio tra i professionisti, e dopo aver trovato poco spazio a Londra, ha deciso di sposare il nuovo progetto del Liverpool, debuttando agli ordini di Klopp alla seconda giornata di campionato. Anch’egli viene impiegato come ala o seconda punta, tuttavia avendo una media realizzativa più alta, è giusto collocarlo al centro dell’attacco.

Ala destra: Marcus Rashford, Manchester United, 31 ottobre 1997.

Assieme a Dele Alli è sicuramente la star di questa squadra. Tra i preferiti di Mourinho, è stato capace di segnare prestissimo con la Nazionale maggiore, nonchè di essere in grado di decidere partite delicate per il suo United. Velocità e tecnica sono il punto forte della casa, e sempre più spesso si sacrifica in fase difensiva per aiutare il centrocampo. L’allenatore portoghese lo impiega come esterno nel 4-2-3-1, anche se di fatto Rashford nasce come centravanti. Essendo nel giro della Nazionale maggiore, può rappresentare la figura del veterano, sebbene abbia solo 19 anni. La differenza sostanziale tra lui (e Alli) con il resto dei compagni è che è praticamente già sicuro di avere un futuro brillante davanti, oltre che una convocazione sicura a Russia 2018.