
10 – L’Empoli corsaro e quasi salvo – Va bene, il rigore contro la Fiorentina la settimana scorsa era inesistente e la traversa centrata da Ocampos sta ancora tremando. Ma vincetele voi due trasferte consecutive a Firenze e Milano con lo stesso risultato, 2-1, contro squadre che hanno nel mirino la qualificazione all’Europa League. Mchedlidze è uno che segnerà con maglie importanti, Thiam segna il primo gol in serie A, Skorupski para un rigore dentro la sua stagione strepitosa e la Roma forse il portiere più forte dei tre che ha è anche quello che non avrà mai in rosa. Sarebbe quasi fatta per la salvezza, comunque distante cinque punti, se il Crotone…
9 – Il Crotone irriducibile – …se il Crotone non avesse preso a correre con passo europeo nell’ultimo mese. Sembrava spacciato il 19 marzo dopo la sconfitta casalinga contro la Fiorentina, da quel momento tre vittorie con Chievo, Inter e Sampdoria e il pareggio a Torino. Nicola quando vince lo fa sempre allo stesso modo, 2-1, a Marassi la ribalta nel secondo tempo e Falcinelli è firma pregiata e altro nome azzurro che sentiremo pronunciare a Ventura. Segna il pareggio, inventa l’assist vincente per Simy, è una furia. Cinque giornate e cinque punti da recuperare. Ma soprattutto un motivo concreto per seguire ancora la coda della classifica.
8 – La notte folle di Firenze – Lascia stare che l’Inter ci lascia le penne e anche l’Europa League. La notte del Franchi è abbondantemente la più divertente, pazza, allucinante del campionato. Nove gol, Bernardeschi che spreca un rigore, Astori (!) che la butta dentro, doppietta di Babacar. C’è più fantascienza nel secondo tempo che nelle pagine di Isaac Asimov. C’è pure Candreva che al 50′ del secondo tempo va vicino all’incredibile contrappasso del derby rischiando di pareggiare. La Fiorentina in casa nel girone di andata non segnava mai. Adesso è luna park dove si divertono tutti. Tutti, tranne i nerazzurri. E Paulo Sousa silenziosamente è a tre punti dall’Europa League e ora alla corsa partecipa pure lui.
7 – Caldara, lo specialista dei calci piazzati – L’Atalanta veniva da due pareggi consecutivi e aveva bisogno di ossigeno, oltre che di tre punti, per continuare a inseguire l’Europa League con otto punti di vantaggio sull’Inter. Con il Bologna, rutilante pomeriggio ricco di gol, la risolve ancora Caldara. Difensore col vizio del gol, 7 in stagione, una sentenza quando piomba in area da dietro sui calci piazzati, si fa perdonare lo svarione che aveva rimesso in partita la squadra di Donadoni. Uno dei giovani più promettenti del campionato italiano. Come dite? E’ già della Juventus? Sì, dal 2018.
6 – Berardi & Mazzitelli (più Milik) – C’è del bello per il calcio azzurro nel mezzogiorno del Mapei Stadium. Il ritorno al gol su azione di Berardi, che mancava dal 28 agosto, può essere l’inizio ufficiale della primavera. Il primo gol in serie A di Mazzitelli, cresciuto nel settore giovanile della Roma, rischia di favorire forse definitivamente i giallorossi nella corsa al secondo posto. Il ritorno al gol di Milik, che aiuta a non sprofondare il Napoli, è anche il gesto tecnico più bello della giornata con lo stop di petto e la conclusione di sinistro senza fare rimbalzare il pallone e restituisce al finale di campionato un protagonista mancato troppo a lungo.
5 – La Sampdoria col freno a mano – Dieci risultati utili consecutivi spezzati dalla sconfitta a Sassuolo. Già che c’è, Giampaolo decide di interrompere anche la striscia positiva casalinga che durava dal 10 dicembre contro la Lazio e nonostante il vantaggio propiziato da uno Schick sempre più prelibato, uno dei gol più belli della giornata, si fa recuperare e rimontare dal Crotone nel secondo tempo. Due sconfitte consecutive e vittoria che manca dal 3 aprile, dentro un campionato comunque positivo.
4 – Il Napoli piccolo con le piccole – C’è un poker di pareggi che zavorra la stagione del Napoli e probabilmente chiude ogni speranza di secondo posto. Il 2-2 della prima giornata con il Pescara, l’1-1 casalingo con il Palermo e i due collezionati contro Di Francesco, 1-1 al San Paolo e il 2-2 al Mapei Stadium. C’è anche dose di sfortuna coi due legni del secondo tempo ma c’è anche forte autolesionismo sul gol di Berardi e ci sono quattro punti collezionati contro le squadre che più hanno deluso in questa stagione. Se fossero appena il doppio, la corsa con la Roma per la Champions League diretta sarebbe pari e invece stasera rischia di essere di nuovo distante quattro punti. Quattro è numero che rischia di essere ricorrente negli incubi di De Laurentiis e Sarri, che confezionano capolavori contro le grandi ma perdono troppi ponti per strada nelle giornate che dovrebbero essere in discesa.
3 – Bologna, pennarello sbiadito – L’ultima volta che la squadra di Donadoni è stata vista vincere risale al 19 marzo, San Giuseppe, 4-1 casalingo contro il Chievo. Da quel giorno tre sconfitte contro Fiorentina, Roma e Atalanta e il pareggio senza reti di Palermo. I felsinei continuano a giocare con una specie di Stabilo Boss fosforescente al posto delle maglie e almeno a Bergamo ritrovano il gol, che mancava appunto dalla vittoria con i veronesi, ma la stagione sta scivolando dalle mani di Donadoni senza acuti. I gol di Destro e Di Francesco non rendono migliore una primavera più fredda del previsto e non solo per le temperature insolitamente basse.
2 – Chievo e Palermo, finale inglorioso – La squadra di Maran raccoglie la quinta sconfitta consecutiva perdendo 3-1 in casa con il Torino. Non vince dal 12 marzo contro l’Empoli, da allora quattro gol incassati dal Bologna, due da Crotone e Juve, quattro dal Cagliari, tre dai granata. Fa 15 reti subite e 3 segnate, molto più che letargo. Il Palermo incassa la peggiore sconfitta stagionale all’Olimpico, la sesta nelle ultime sette gare e tra Cagliari, Milan e Lazio ne subisce 13 con la parentesi dello spento 0-0 casalingo contro il Bologna. Gli bastano 18 minuti per prenderne 5 dalla banda di Inzaghi. La serie A non riesce a darsi un presidente di Lega, in compenso è bravissima ad avere tantissime squadre inutili che colgono margherite a primavera.
1 – Il Milan lascia aperta la corsa – L’Inter è pazza, ma il Milan non è savio. Poteva vincere a San Siro e spingere i cugini a meno cinque e quasi fuori dalla porta di servizio dell’Europa League. Invece Montella rimedia la quarta sconfitta casalinga della stagione, regala le copertine all’Empoli quasi salvo, e vive un pomeriggio simile alla serata di Pioli. Senza senso e senza logica, la corsa al sesto posto sarà a chi sbaglia di meno tra le due squadre che sprecano di più. Certo che passare dalla Milano da bere di Berlusconi e Moratti alla Milano bevuta dei cinesi fa una certa impressione.
0 – Inter morra cinese – Puoi pareggiare un derby all’ultimo secondo quando sei avanti 2-0 ma puoi fare ancora meglio la settimana dopo, perdendo 5-4 una partita nella quale a inizio secondo tempo eri avanti 2-1, sei finito sotto 5-2 e ne segni due nel tempo di recupero rischiando anche di pareggiare. Si dirà che non tutte le colpe erano di De Boer e che Pioli ha mollato emotivamente dopo le ultime sberle, ma anche così i conti non tornano se l’Inter più che dei cinesi sembra una squadra del campionato cinese al cospetto della Fiorentina che pare l’Ajax di Crujiff. E sbaglia pure un rigore, sennò segnerebbe cinque gol nel secondo tempo. Dal 7-1 all’Atalanta, 12 marzo, i nerazzurri non hanno più vinto. Due pareggi, tre sconfitte, 10 gol fatti, 13 subiti. Icardi segna una tripletta in trasferta, come gli veniva chiesto, ma per noi il limite emotivo più che fisico di una squadra è in un’immagine specifica. La fascia di capitano indossata dall’argentino, che riporta MI9. Le sue iniziali. Simbolo assoluto dell’individualità anteposta allo spirito di squadra e nonostante tutto l’Europa League è ancora distante solo due punti. Ma ora anche la Fiorentina partecipa alla volata.









