
Scommesse elezioni presidenziali francesi: le quote a poco più di due mesi dal voto.
Dopo il SI alla Brexit e la vittoria di Trump negli Stati Uniti, senza dimenticare la sconfitta di Renzi nel referendum costituzionale, l’esito della tornata elettorale francese assume un significato che va molto oltre i confini nazionali. Secondo gli esperti, se a prevalere fosse Marine Le Pen, potrebbe realmente determinare la fine dell’Unione Europea così come siamo abituati a pensarla.
Avevo già scritto un articolo sul tema a metà dicembre, riportando le quote disponibili in quel momento: Fillon era chiaramente favorito, a 1.74, con la candidata del Front National prima alternativa a 4.7 e Macron a 7.0.
Da quel giorno la situazione è molto cambiata. L’affaire Penelope o Penelopegate, che dir si voglia, ha zavorrato pesantemente la corsa del candidato di centrodestra. La moglie di Francois Fillon sarebbe infatti stata remunerata con 900mila euro, nel corso di otto anni, per un’attività di assistente parlamentare mai realmente svolta.
Ci sono poi i soliti sondaggi che al momento danno in vantaggio Marine Le Pen, almeno per quanto riguarda il primo turno.
Scommesse elezioni presidenziali francesi, le quote attuali

Avevo scritto che Emmanuel Macron, classe 1977, era l’outsider più intrigante, anche se non potevo certo sapere quali problemi di lì a poco avrebbe dovuto affrontare Fillion. Ora lo ritroviamo favorito a 2.44.
Il mio punto di riferimento è sempre il sito di Betfair, nella sua versione internazionale. Il volume di scommesse è passato da circa 1.4 milioni di sterline ai 3.8 milioni di oggi. C’è quindi un certo interesse anche tra gli scommettitori, con un mercato abbastanza liquido e quote affidabili. Chi mi ha seguito, anche se non esperto di queste cose, dovrebbe ormai sapere che le scommesse possono essere un elemento di valutazione utile solo se il mercato delle quote disponibili ha certe caratteristiche.
Dicevo di Marine Le Pen in testa ai sondaggi: è accreditata di un 25% circa al primo turno contro poco più del 20% del fondatore di En Marche!. Il nome del prossimo presidente però non sortirà dalle urne il 23 aprile. Il sistema elettorale francese prevede infatti il doppio turno, a meno che uno dei canditati non ottenga il 50% dei voti, cosa che non capita quasi mai.
Il sistema elettorale maggioritario uninominale a doppio turno, così si chiama, sfavorisce le posizioni politiche più estreme. Per questo motivo si pensa che al ballottaggio la candidata del Front National potrebbe essere battuta sia da Macron che, eventualmente, da Fillon, sebbene in misura meno netta.
E’ interessante rilevare come, con regole che non favoriscono il suo partito, Marine Le Pen sia data appena a 3.65 (probabilità di vittoria stimata del 27.39%).
Il tema dell’immigrazione, già uno dei driver della Brexit, e la situazione di disagio delle classi più povere del paese offrono alla destra nazionalista un’occasione quasi unica. Tra l’uscita di un grande paese amico come la Francia dall’UE e persino dalla NATO non ci sono quindi i grandi partiti tradizionali ma un giovane centrista indipendente.
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