
10 – Kane indomabile – La risposta a Diego Costa è lui. Il centravanti del Tottenham realizza una tripletta, portando il suo score personale a quota 13 gol. Il duo formato con il compagno di squadra Alli è dominante, ed il Tottenham si gode i suoi due gioielli. Gli Spurs annientano il WBA e volano al secondo posto in classifica, ma la domanda è anche un’altra; è Kane la soluzione finale ai problemi continui della nazionale britannica?
9 – Magic Toffees – Un netto 4-0 è quel che si legge dalle parti di Goodison Park; con ampio contributo di Romelu Lukaku, l’Everton spazza via dal campo un Manchester City disorientato. E’ questo il cambio di marcia che Koeman si augurava; solo una sconfitta nelle ultime cinque (nel derby contro il Liverpool) poi una serie di prestazioni molto convincenti, trainate dal suo bomber belga.
8 – Burnley nella top 10 – Con una rete del controverso Joey Barton, sempre sotto ai riflettori, il piccolo Burnley è decimo in classifica. Un macchina da punti casalinga capace di stendere anche il Southampton e di continuare questo favoloso campionato. Tra le mura del Turf Moor infatti i Clarets di Sean Dyche hanno totalizzato la gran parte dei punti ottenuti sino a qui in campionato.
7 – L’esordio di Arnold – Dalle giovanili alla prima squadra; Alexander Arnold le ha fatte tutte. E non poteva esordire (dal primo minuto) in un match così delicato per tutti i tifosi/giocatori del Liverpool; ad Old Trafford contro lo United. Invece, questo classe ’98 ha sostituito in modo eccellente l’infortunato Clyne, marcando un cliente molto scomodo come Anthony Martial.
6 – La provvidenza di Ibra – Lo svedese mette a segno la sua rete numero 14 in Premier League, salvando il Man United da una sconfitta interna molto dolorosa. La strapotenza di Ibra è anche questo; la squadra è “sua” e gioca per lui. Rimane in ombra per diversi minuti e poi colpisce, senza preavviso. Per il momento, potrebbe andar bene anche così….
5 -Il poker servito dello Swansea – Come già detto, ormai la trasferta gallese di Swansea si trasforma in massacro per i padroni di casa, e in una festa del gol per chi è ospite; anche l’Arsenal si diverte a segnarne quattro ai derelitti Swans, che ormai sembrano aver mollato ogni speranza di salvezza. La cosa peggiore per i tifosi gunners è stata la sostituzione di Sanchez; rottura in arrivo?
4 – Il filotto del Southampton – Le sconfitte consecutive sono arrivate a quattro, per i Saints. Esclusa l’ottima prestazione in Coppa di Lega contro il Liverpool (vera competizione a cui ambiscono i Saints) in campionato è quasi uno strazio. Il KO sul campo del Burnley è solo l’ennesima riconferma del momento nero della squadra di Puel.
3 – L’atteggiamento di Payet – Che si rifiuta di giocare. La scusa ufficiale sarebbe un presunto infortunio, ma in realtà la rottura con il West Ham è ormai prossima. I tifosi Hammers non gliela perdonano, intonando cori poco piacevoli per il giocatore francese. Il Marsiglia chiama, e Dmitri sembra non averci pensato su due volte.
2 – Leicester spento – Doveva essere una partita tutta da vivere, ed invece è stata una facile vittoria per il Chelsea. Lo scontro tra “italians” Ranieri-Conte va al secondo, che ringrazia e allunga in classifica, a +7 sulle dirette inseguitrici. La facilità con cui i Blues hanno vinto al King Power Stadium è disarmante; se pensiamo che qualche tempo fa le Foxes ne rifilarono quattro al Man City, il tutto è decisamente surreale.
1 – Big indigeste – Il Manchester United contro le grandi non vince. E’ un dato di fatto, nudo e crudo. Solo il Tottenham è capitolato (1-0 a Old Trafford); in tutte le altre sfide, solo pareggi e sconfitte. Il livello di maturità si evince anche da questi aspetti. I Red Devils di Mou non sono ancora pronti, è troppo presto; chiedere a Pogba, autore di una partita da 4 in pagella. Menomale che Ibra c’è….
0 – Non è un paese per Pep 2.0 – Avevamo già ipotizzato che la Premier League non fosse il campionato per Pep Guardiola. Altra sconfitta, altra batosta. Contro un avversario non di grande livello. Il Man City di Guardiola vede la vetta allontanarsi sempre di più, e anzi, vede lo United, che fino a qualche settimana fa era lontano, avvicinarsi ulteriormente (solo due punti di distanza). Lo stile di gioco di Guardiola, non sembra sposarsi a pieno con l’organico dei Citizens. Prendere nota.







