Da zero a dieci, Fiorentina implacabile e mezzo campionato in vacanza

La nostra rubrica sul meglio e peggio del campionato italiano: la Fiorentina ferma la Juve e riapre il campionato, ma mezza serie A è già in vacanza

10 – Fiorentina casa e Chiesa – L’impresa dei viola dimostra che al Franchi quest’anno le grandi non passano. La Roma ci rimise le penne, Milan e Napoli ci hanno rimediato due pareggi sofferti, la Juve ci riapre il campionato. Prima Kalinic la piazza in buca d’angolo su assist di Bernardeschi. Poi Federico Chiesa, figlio di tanto Enrico padre, forse la tocca, forse no, ma è un altro colpo di biliardo che vale il ko nonostante la tassa Higuain venga pagata. Regalando a tutti un girone di ritorno esplosivo.

9 – L’Inter Gagliard(ini) – Quella di Pioli è una squadra gagliarda e Gagliardini. La vittoria con il Chievo è la quinta consecutiva in campionato, arriva in rimonta (la seconda consecutiva dopo Udine) e profuma di Champions League in prospettiva. Ma c’è un nuovo arrivato che sembra frequentare San Siro da sempre, c’è un Icardi che ritrova il gol, c’è qualità e non solo risultati in una seconda parte di stagione che sembra l’antitesi della prima. Lampi di calcio bellissimo e questi sono gli stessi giocatori che facevano disperare De Boer e tifosi. Bello, oltre che bene.

8La difesa della Roma – Sei vittorie nelle ultime sette giocate, ma soprattutto due vittorie in trasferta consecutive come non accadeva da ottobre a Napoli e Sassuolo. La squadra di Spalletti trova continuità lontano dall’Olimpico e lo fa con la sua fase difensiva, colabrodo in autunno e sempre più ermetica in inverno. Seconda partita consecutiva con la porta inviolata, quattro nelle ultime sei. Con Fazio che giganteggia in area, l’acquisto più azzeccato dell’ultima estate di Sabatini nella capitale. E se tiene Sczesny, altro grande protagonista, al sicuro anche con Juan Jesus in campo significa che le cose funzionano sul serio. Non è casuale che adesso la seconda migliore difesa del campionato, dopo quella della Juve, sia la sua. Due gol subiti nelle ultime sei giornate testimoniano una crescita esponenziale.

7 – Il centrocampo della Lazio  Insomma, si diceva, quello di mezzo è il reparto più debole della squadra di Inzaghi. Milinkovic-Savic è lento, Parolo ha poca personalità, Biglia non fa più la differenza, Felipe Anderson è incostante? Sono loro a spazzare via l’Atalanta in un monologo crescente dopo essere andati in svantaggio e mantenendo a portata di vista la zona Champions. Con il tecnico biancoceleste che batte Gasperini proprio dove Gasperini solitamente batte gli avversari. In mezzo al campo. In panchina invece è pareggio, espulsi entrambi per intemperanze assortite.

6 – Il Cagliari over – Dal 21 agosto al 19 novembre il Cagliari aveva collezionato dodici over consecutivi in serie A, nessuno ha una striscia simile nel nostro campionato. Gli under sono stati appena tre contro Chievo, Pescara e Milan, mentre l’unica partita in cui non ha subito gol in stagione risale al 18 settembre contro l’Atalanta. Con i sardi si va sul sicuro: in casa basta giocare gol di entrambe le squadre e in trasferta è quasi sempre over.

5 – La Juve bianca o nera – Non ci sono vie di mezzo per Allegri. O vince o perde. Solo che le sconfitte in campionato sono già quattro, tutte in trasferta, tutte su campi che solitamente sono feudo della signora. Prestazione incolore e prepararsi a discussioni infinite sulle scelte del tecnico, con Pjanic escluso dai titolari, con Pjaca mandato in campo sul 2-0, su una posizione arretrata di Dybala che gli toglie visione della porta. E un centrocampo che torna in competizione con quello delle scorse stagioni per riapre una domanda senza ancora risposta: la Juve è più forte delle edizioni passate?

4 – Il Genoa in bambola – Il solito quattro alla banda di Preziosi, che perde la quarta partita consecutiva e dopo venti minuti del secondo tempo a Cagliari aveva già subito quattro gol. Non era nemmeno bastato andare in vantaggio nel primo tempo per cambiare il trend di inizio inverno. Che la stagione sarebbe andata in salita con le perdite di Rincon, Pavoletti e Perin si sapeva, ma il secondo tempo del Sant’Elia è stato imbarazzante.

3 – Il Crotone disperso – Contro il Bologna somigliava molto all’ultima chiamata per credere che il girone di ritorno potesse avere un senso, anche piccolo. Invece è la terza sconfitta consecutiva, la quarta nelle ultime cinque partite intervallata solo dalla vittoria con il Pescara. Contro Udinese, Lazio e Bologna gli uomini di Nicola non hanno segnato e incassato quattro reti. Ultimo posto in classifica insieme al Pescara in una partita buia, vuota, risolta quasi per caso da Dzemaili, illuminata solo dal giallo fosforescente delle maglie da trasferta che sembrano i gilet catarifrangenti degli automobilisti. Ma di luminoso, da qui a maggio, non c’è niente.

2 – Rigoristi della domenica – Dzeko e Mchedlidze sbagliano la propria trasformazione dal dischetto e sono errori che pesano. Il bosniaco, che da quando ha perso Salah come partner in attacco ha segnato solo un gol con il Chievo, aumenta il proprio digiuno e sembra il gigante sbilenco della scorsa stagione. Il georgiano poteva dare all’Empoli la vittoria della definitiva salvezza. Che comunque non è intaccata perché dietro non vincono mai. Caprari segna un rigore di nessuna utilità e l’unico davvero influente è quello di Immobile che la sblocca con l’Atalanta.

1 – I gol segnati dalle retrocedende  Con l’Empoli a più otto sulla serie B, la giornata di Palermo, Crotone e Pescara si chiude con due reti segnate. Uno, quello di Caprari al San Paolo, inutile ai fini del risultato e a tempo scaduto. L’altro, quello di Quaison, illude soltanto il Palermo prima del diluvio di Sassuolo. In totale fa otto gol subiti e due realizzati. La corsa salvezza più brutta di sempre.

0 – Mezzo campionato in vacanza – Il problema si ripercuote su quasi metà campionato. Facciamo che fino ai 26 punti del Cagliari, metà esatta della classifica, si possa ancora sognare un posto in Europa League. Ma dietro ci sono dieci squadre che praticamente, a metà gennaio, non hanno più niente da chiedere alla stagione. Una vacanza lunga un intero girone di ritorno e chissà quanto si parlerà di possibili partite aggiustate da qui a maggio. Tanto appassionante la lotta Champions quanto deprimente quello che succede in coda.