L'ippica italiana per questo sta morendo: i premi si fanno con quanto disponibile dal gioco, se però dall'ammontare di questo prelevano in troppi e troppo al giocatore rimane niente e si stanca (o spenge) in fretta, salvo pochi saladipendenti. Gli ippodromi sono semideserti, offrono spettacoli indegni perchè sono troppi e malgestiti, e poi uno non può giocare al tot un cavallo che, a partenza avvenuta, non si sa quanto paga senza contare che giocando cifre elevate uno si abbassa , in specie su un fav,automaticamente la quota

Non so se qualcuno si ricorda quando venne proposto (non importa dire da chi) di far giocare il calcio al totalizzatore: ma nemmeno uno di "Villa Baruzziana" avrebbe potuto escogitarlo
Quindi diminuisce costanemente il gettito per i premi, i TROPPI proprietari non possono mantenere i TROPPI cavalli di stanza nei TROPPI ippodromi il cui costo di gestione aumenta di continuo.E TROPPI sta a significare anche che l'ippica deve essere una cosa abbastanza seria e non un tentativo per vivere di espedienti
Ci sono miriadi di tris, tiercè, quintè, e simili acchiappacitrulli.
Non si possono risolvere i problemi, anche temporanei come questo sciopero ignorato, proponendo le corse a Salon de Provence o similia.
Devono essere cambiati in blocco gli uomini che negli ultimi venti anni hanno gestito il tutto e ripartire da zero sulle macerie, come dopo una guerra persa.
Ma tutto questo è solo utopia.
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