secondo me si sta facendo troppa confusione .
non bisogna accostare assolutamente il concetto di quota a quello di probabilità , Lamucca lo ha fatto ma per evidenziarne la totale distanza.
e io quoto Lamucca per questo fatto, sia ben chiaro solo per questo fatto, perchè lui è un Viola, gli piace Murray e fa le multiple

!!!!
altri invece continuano ad accostare i due concetti , e secondo me è profondamente sbagliato , ora siccome non è ben chiaro cosa sia in realtà una quota se non un fattore moltiplicativo del nostro danaro.
esistono varie definizioni di probabilità !
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da wikip
* Definizione classica (Laplace): si applica ad esperimenti casuali i cui eventi elementari sono ritenibili equiprobabili. La probabilità di un evento è il rapporto tra il numero dei casi favorevoli e il numero dei casi possibili, purché questi ultimi siano ugualmente possibili.
* Definizione frequentista (von Mises): si applica ad esperimenti casuali i cui eventi elementari non sono ritenibili ugualmente possibili, ma l'esperimento è ripetibile più volte sotto le stesse condizioni. La probabilità di un evento è associata alla frequenza relativa del verificarsi dell'evento stesso, su un elevato numero di prove (tendenti all'infinito).
* Definizione soggettiva o soggettivista (De Finetti, Savage, Ramsey): si applica a esperimenti casuali i cui eventi elementari non sono ritenibili ugualmente possibili e l'esperimento non è ripetibile più volte sotto le stesse condizioni. La probabilità di un evento è fornita secondo l'esperienza personale e le informazioni disponibili.
Un esempio, dovuto al de Finetti, chiarisce tutto. Immaginiamo che ci sia una partita di calcio e che lo spazio dei tre eventi siano la vittoria della squadra di casa, la vittoria della squadra ospite e il pareggio. Vediamo cosa accade con i tre approcci:
* secondo la teoria classica esiste 1 probabilità su 3 che avvenga il primo evento
* secondo la teoria frequentista ci si può dotare di un almanacco e controllare tutte le partite precedenti e calcolare la frequenza di un evento
* oppure, secondo la teoria soggettiva, ci si può documentare sullo stato di forma dei calciatori, sul terreno di gioco e così via fino ad emettere una probabilità soggettiva.
Risulta interessante notare che nella definizione classica è contenuto un vizio logico. Il fatto di supporre che tutti i casi siano egualmente possibili implica di avere definito in precedenza la probabilità nel momento stesso in cui la si definisce.
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è indubbio che il Betting sia legato alla definizione soggettiva , dove quindi intervengono fattori di valutazione personali ,
quindi credere che giocando con lavagne sotto il 100% nel lungo periodo porti a vincere è come credere che i quotisti mondiali abbiano sviluppato una matematica precisa delle probabilità degli eventi sportivi.
il che non è credibile.
beh , io almeno non ci credo , credo invece che giocando sotto 100% porti un indubbio vantaggio , ma prendiamo l'esempio di sergab :
lui gioca 99 volte su 100 a quote vantaggiose , non si sa bene come fa ma lo fa , è uno dei misteri più arcani di IB , è bravo
comunque non gioca tutto quello che passa il convento , lui fa le sue valutazioni e soprattutto sceglie cosa giocare .
quindi il fattore personale è anche qui determinante
dipende dalle scelte , dalle stagioni, dallo stato d'animo, dallo stato di salute e serenità ! tutta roba che con le probabilità non vuole e non può stare
cade ogni discorso di lungo periodo, di probabilità , di associamente al rosso a 2,15 , cade tutto, son discorsi che non reggono,
puoi scommettere anche tutta la vita sotto 100% , ma se fai le scelte sbagliate puoi non vincere.
questa è la mia logica suntiva !
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