Messaggioda rebnat » 27/11/2007 - 16:59
i cavalli sono una brutta bestia , io ho mi sono avvicinato per cause naturali, e per fortuna non mi sono appassionato , cosiccome il casinò , mi reputo moolto fortunato a non essere stato stregato da queste adreline.
però ho un vantaggio considerevole , sono figlio di un padre che è stato grossissimo giocatore d'azzardo , mio padre ha scagliato qualche miliardo delle vecchie lire nel gioco d'azzardo e nei cavalli , ora da quando c'è l'euro è un pò più calmo ma una mezza milionata l'ha lasciata per strada sicuro.
è un cronico compulsivo , quando lo vedevo prendere una trio temevo per il suo cuore , al casinò poi non ne parliamo..
detto questo, qual'è l'utilità del mio post in questo bel thread?
è che secondo me , da quello che per quindici anni ho potuto captare dalla malattia di mio padre , il vero problema che lega la gente a queste
" patologie" vissute in maniera viscerale ( compreso betting sportivo , poker , macchinette , lotto, enalotto, dadi etc.etc. ) non è propriamente la passione per il settore, perchè se uno è appassionato si gusta l'evento anche senza ballarsi nulla , direi neanche la necessità di " riempire " il tempo vuoto , perchè quando si cade in una abitudinarietà basta anche un piccolo periodo di stacco per trovare nuove strade , l'insoddisfazione personale è una componente direi rilevante ma è da catalogare in base a alla tipologia d'insoddisfazione.non è detto che chi abbia una vita brillante non possa essere giocatore.
la vera spinta letale la dà secondo me, e nel caso di mio padre, la "necessità di recuperare", perchè la stragrande maggioranza dei giocatori abitudinari è risaputo sono in perdita , è come una sfida eterna tra individuo e sala da gioco, tra se stessi e la propria esistenza , una sfida logorante che ti stringerà per sempre , una grande vincita può addirittura aggravare la patologia come l'aggrava una perdita , fino a quando non si ammette definitivamente questa specie di" sconfitta " uscirne è veramente dura , ma si capisce che è anche molto dura ammettere la "sconfitta" , l'orgoglio ha una sua valenza, in molti casi si parla proprio di sindromi gravi e probabilmente serve un aiuto dall'esterno.
forza d'animo e volontà , testa , apprezzare le cose belle e provare altre emozioni sono sicuramente la via d'uscita. non è facile
in bocca al lupo
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