SCUSATE LA MIA IGNORANZA : LA STANLEY ALLA FINE OPERA COME UN CENTRO TELEMATICO O NO ?xeolites ha scritto:Visto gli ultimi sviluppi degli ultimi mesi, decreti legge, assoluzioni, denunce ecc...
Abbiamo capito tutti, anke i più ignoranti, come funzionano le cose.
Magari qualcuno di noi fa finta di non aver capito, ma è tutto chiaro, sia dalla vendita dei corner ai famosi decreti anti telematico.
Possiamo parlare all'infinito, ma è tutto scritto da tempo, loro (i potenti) sanno ciò ke fanno, noi siamo convinti ke sono pazzi, ke ci odiano (noi telematici) invece è stato tutto studiato a tavolino.
Dopo tutti gli eurozzi sborsati dai grandi colossi sono stati costretti a firmare nuovi decreti anke anticostituzionali, se no a ki potevano intaccare e affidare le nuove concessioni?
Comparazione bonus scommesse
Calma apparente...............................
Situazione attuale, prospettive, notizie.
Questa sezione non è un mercato. Gli obiettivi primari sono: a) raccogliere informazioni attendibili sul tema raccolta del gioco sul territorio attraverso CTD/CED, PVR, corner, agenzie etc. etc. b) approfondire i temi più importanti, gli aspetti legali e regolamentari del settore.
Potete contattare in privato solo chi lo chiede espressamente, sia che lasci la sua e-mail, o che sia abilitato all'uso dei messaggi privati.
Contattare in privato, o tentare di farlo, chi non lo chiede espressamente è spam.
Se qualcuno viene contattato via MP senza averlo richiesto può segnalarlo ai Mods.
Se lasciate un indirizzo e-mail invece la responsabilità è vostra.
Non postate link a siti di bookmaker così come offerte pubblicitarie.
Ricordate che qui non si parla di online, ma solo di raccolta su territorio.
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Messaggioda MORGAN05 » 22/11/2007 - 13:33
Messaggioda milohc » 22/11/2007 - 13:55
rebnat ha scritto:i due europarlamentari emanano aria fritta!![]()
in europa c'è la libertà di stabilimento!! se un 'azienda ha le concessioni ed autorizzazioni nel proprio paese , proprio la sentenza Placanica evidenzia la legittimità di quest'operatore di operare nella comunità !!
il sistema concessorio italiano , se preposto alla libera concorrenza, come infatti hanno fatto ultimamente ( se no veramente crollava tutto ) può essere sì accettatoe non è in contrasto coi principi comunitari , cosiccome ogni stato membro ha il proprio sistema di autorizzazioni.
Ma se la Stanley o chi come essa è già autorizzata ad operare in inghilterra , allora può tranquillamente operare e raccogliere scommesse nel mercato italiano!
l'unica cosa che può fare il sistema italiano, visto che è un sitema dove i giochi e le scommesse sono legalissime,incentivatissime e pubblicizzate è verificare se sistono comprovati rischi di natura di ordine pubblico o di possibili infiltrazioni criminali legati a questi operatori.
finora non ne hanno ancora trovati, infatti i giudici logicamente dissequestrano tutti i ctd per questi motivi . cioè che non esistono problemi di natura di ordine pubblico!
invece l'unica cosa che verifica ed interessa al sistema concessorio italiano, ad AAMS è che questi operatori paghino il pizzo locale e che le loro lavagne si adeguino e non vadano al di sotto del 110% !!! il resto sono balle,
è uno schifo , mi meraviglio come ladbrokes sia cascata in questa melma!
Non voglio farti una lezione di diritto dell'Unione Europea ma in estrema sintesi voglio ricordare alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra ordinamento giuridico interno e comunitario che rendono i tuoi interventi piuttosto fuori luogo:
i principi comunitari, come tu li chiami, sono quelli contenuti in tutti i trattati comunitari (TCE, TCECA, TCEEA), nel TUE e, per via giurisprudenziale, nelle sentenze della CGE e devono essere comunque essere in armonia con i principi fondamentali dell'ordinamento interno che anzi sono prevalenti in via esclusiva in alcuni ambiti (materie) non oggetto del trattato (p.es l'ordine pubblico che non è materia oggetto dei trattati); va da sè che negli ambiti delle materie comunitarie (p.es. la politica monetaria) prevalgano esclusivamente le norme comunitarie;
nell'ambito della concorrenza inoltre il TCE ha una competenza esclusiva (art. 49 TCE) e le norme comunitarie prevalgono o informano quelle interne in tale ambito; inoltre la Commissione è l'organo dell'Unione Europea (più specificatamente della Comunità Europea) che è per così dire a "guardia" dell'applicazione delle norme comunitarie ed ha una competenza specifica anche regolamentare in materia di concorrenza;
tutte le sentenze di assoluzione o dissequestro sopra riportate fanno riferimento a giudizi nati prima del c.d. bando bersani (che ha introdotto un sistema concessorio con gara europea ad evidenza pubblica); tali sentenze in soldoni prevedono la non applicazione del diritto interno (TULPS) per la tutela del principio comunitario della concorrenza; ma a partire dalla c.d. sentenza PLACANICA evidenziano anche la legittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi comunitari (per cui la Suprema Corte Europea per così dire avalla il bando bersani);
l'interrogazione dei parlamentari di cui sopra è diretta non al parlamento europeo ma alla commissione che, come detto sopra, è l'istituzione comunitaria che ha una competenza specifica in maniera di tutela della concorrenza....per cui tutto mi sembra fuorchè aria fritta...ed anzi presto i ctd stanley avranno delle bad news...chi di spada ferisce (la concorrenza)...di spada perisce....a buon intenditor...
Messaggioda MORGAN05 » 22/11/2007 - 14:06
concordo in pieno !!!!!!milohc ha scritto:rebnat ha scritto:i due europarlamentari emanano aria fritta!![]()
in europa c'è la libertà di stabilimento!! se un 'azienda ha le concessioni ed autorizzazioni nel proprio paese , proprio la sentenza Placanica evidenzia la legittimità di quest'operatore di operare nella comunità !!
il sistema concessorio italiano , se preposto alla libera concorrenza, come infatti hanno fatto ultimamente ( se no veramente crollava tutto ) può essere sì accettatoe non è in contrasto coi principi comunitari , cosiccome ogni stato membro ha il proprio sistema di autorizzazioni.
Ma se la Stanley o chi come essa è già autorizzata ad operare in inghilterra , allora può tranquillamente operare e raccogliere scommesse nel mercato italiano!
l'unica cosa che può fare il sistema italiano, visto che è un sitema dove i giochi e le scommesse sono legalissime,incentivatissime e pubblicizzate è verificare se sistono comprovati rischi di natura di ordine pubblico o di possibili infiltrazioni criminali legati a questi operatori.
finora non ne hanno ancora trovati, infatti i giudici logicamente dissequestrano tutti i ctd per questi motivi . cioè che non esistono problemi di natura di ordine pubblico!
invece l'unica cosa che verifica ed interessa al sistema concessorio italiano, ad AAMS è che questi operatori paghino il pizzo locale e che le loro lavagne si adeguino e non vadano al di sotto del 110% !!! il resto sono balle,
è uno schifo , mi meraviglio come ladbrokes sia cascata in questa melma!
Non voglio farti una lezione di diritto dell'Unione Europea ma in estrema sintesi voglio ricordare alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra ordinamento giuridico interno e comunitario che rendono i tuoi interventi piuttosto fuori luogo:
i principi comunitari, come tu li chiami, sono quelli contenuti in tutti i trattati comunitari (TCE, TCECA, TCEEA), nel TUE e, per via giurisprudenziale, nelle sentenze della CGE e devono essere comunque essere in armonia con i principi fondamentali dell'ordinamento interno che anzi sono prevalenti in via esclusiva in alcuni ambiti (materie) non oggetto del trattato (p.es l'ordine pubblico che non è materia oggetto dei trattati); va da sè che negli ambiti delle materie comunitarie (p.es. la politica monetaria) prevalgano esclusivamente le norme comunitarie;
nell'ambito della concorrenza inoltre il TCE ha una competenza esclusiva (art. 49 TCE) e le norme comunitarie prevalgono o informano quelle interne in tale ambito; inoltre la Commissione è l'organo dell'Unione Europea (più specificatamente della Comunità Europea) che è per così dire a "guardia" dell'applicazione delle norme comunitarie ed ha una competenza specifica anche regolamentare in materia di concorrenza;
tutte le sentenze di assoluzione o dissequestro sopra riportate fanno riferimento a giudizi nati prima del c.d. bando bersani (che ha introdotto un sistema concessorio con gara europea ad evidenza pubblica); tali sentenze in soldoni prevedono la non applicazione del diritto interno (TULPS) per la tutela del principio comunitario della concorrenza; ma a partire dalla c.d. sentenza PLACANICA evidenziano anche la legittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi comunitari (per cui la Suprema Corte Europea per così dire avalla il bando bersani);
l'interrogazione dei parlamentari di cui sopra è diretta non al parlamento europeo ma alla commissione che, come detto sopra, è l'istituzione comunitaria che ha una competenza specifica in maniera di tutela della concorrenza....per cui tutto mi sembra fuorchè aria fritta...ed anzi presto i ctd stanley avranno delle bad news...chi di spada ferisce (la concorrenza)...di spada perisce....a buon intenditor...
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john frusciante
- Allievo Marciatore

- Messaggi: 203
- Iscritto il: 10/02/2004 - 23:59
Messaggioda john frusciante » 22/11/2007 - 14:25
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Non voglio farti una lezione di diritto dell'Unione Europea ma in estrema sintesi voglio ricordare alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra ordinamento giuridico interno e comunitario che rendono i tuoi interventi piuttosto fuori luogo:
i principi comunitari, come tu li chiami, sono quelli contenuti in tutti i trattati comunitari (TCE, TCECA, TCEEA), nel TUE e, per via giurisprudenziale, nelle sentenze della CGE e devono essere comunque essere in armonia con i principi fondamentali dell'ordinamento interno che anzi sono prevalenti in via esclusiva in alcuni ambiti (materie) non oggetto del trattato (p.es l'ordine pubblico che non è materia oggetto dei trattati); va da sè che negli ambiti delle materie comunitarie (p.es. la politica monetaria) prevalgano esclusivamente le norme comunitarie;
nell'ambito della concorrenza inoltre il TCE ha una competenza esclusiva (art. 49 TCE) e le norme comunitarie prevalgono o informano quelle interne in tale ambito; inoltre la Commissione è l'organo dell'Unione Europea (più specificatamente della Comunità Europea) che è per così dire a "guardia" dell'applicazione delle norme comunitarie ed ha una competenza specifica anche regolamentare in materia di concorrenza;
tutte le sentenze di assoluzione o dissequestro sopra riportate fanno riferimento a giudizi nati prima del c.d. bando bersani (che ha introdotto un sistema concessorio con gara europea ad evidenza pubblica); tali sentenze in soldoni prevedono la non applicazione del diritto interno (TULPS) per la tutela del principio comunitario della concorrenza; ma a partire dalla c.d. sentenza PLACANICA evidenziano anche la legittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi comunitari (per cui la Suprema Corte Europea per così dire avalla il bando bersani);
l'interrogazione dei parlamentari di cui sopra è diretta non al parlamento europeo ma alla commissione che, come detto sopra, è l'istituzione comunitaria che ha una competenza specifica in maniera di tutela della concorrenza....per cui tutto mi sembra fuorchè aria fritta...ed anzi presto i ctd stanley avranno delle bad news...chi di spada ferisce (la concorrenza)...di spada perisce....a buon intenditor...[/quote]
nn vorrei dire stupidate ma mi sembra che ci siano stati molti riesami vinti anche dopo il il bando di gara ... riesami vinti perchè la normativa interna è palesemente in contrasto con quella comunitaria per quel che riguarda la liberta di stabilimento di aziende che operano all'interno della CE
Non voglio farti una lezione di diritto dell'Unione Europea ma in estrema sintesi voglio ricordare alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra ordinamento giuridico interno e comunitario che rendono i tuoi interventi piuttosto fuori luogo:
i principi comunitari, come tu li chiami, sono quelli contenuti in tutti i trattati comunitari (TCE, TCECA, TCEEA), nel TUE e, per via giurisprudenziale, nelle sentenze della CGE e devono essere comunque essere in armonia con i principi fondamentali dell'ordinamento interno che anzi sono prevalenti in via esclusiva in alcuni ambiti (materie) non oggetto del trattato (p.es l'ordine pubblico che non è materia oggetto dei trattati); va da sè che negli ambiti delle materie comunitarie (p.es. la politica monetaria) prevalgano esclusivamente le norme comunitarie;
nell'ambito della concorrenza inoltre il TCE ha una competenza esclusiva (art. 49 TCE) e le norme comunitarie prevalgono o informano quelle interne in tale ambito; inoltre la Commissione è l'organo dell'Unione Europea (più specificatamente della Comunità Europea) che è per così dire a "guardia" dell'applicazione delle norme comunitarie ed ha una competenza specifica anche regolamentare in materia di concorrenza;
tutte le sentenze di assoluzione o dissequestro sopra riportate fanno riferimento a giudizi nati prima del c.d. bando bersani (che ha introdotto un sistema concessorio con gara europea ad evidenza pubblica); tali sentenze in soldoni prevedono la non applicazione del diritto interno (TULPS) per la tutela del principio comunitario della concorrenza; ma a partire dalla c.d. sentenza PLACANICA evidenziano anche la legittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi comunitari (per cui la Suprema Corte Europea per così dire avalla il bando bersani);
l'interrogazione dei parlamentari di cui sopra è diretta non al parlamento europeo ma alla commissione che, come detto sopra, è l'istituzione comunitaria che ha una competenza specifica in maniera di tutela della concorrenza....per cui tutto mi sembra fuorchè aria fritta...ed anzi presto i ctd stanley avranno delle bad news...chi di spada ferisce (la concorrenza)...di spada perisce....a buon intenditor...[/quote]
nn vorrei dire stupidate ma mi sembra che ci siano stati molti riesami vinti anche dopo il il bando di gara ... riesami vinti perchè la normativa interna è palesemente in contrasto con quella comunitaria per quel che riguarda la liberta di stabilimento di aziende che operano all'interno della CE
Messaggioda enzo-bet » 22/11/2007 - 14:45
(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 22 Novembre 2007 - Ore 13,07 - SCOMMESSE: KOSTAS GEORGOULAS (DIR.GENERALE INTRALOT) "D'ACCORDO CON L'IDEA DI RIDURRE LA TASSAZIONE , MA NECESSARIO ASSOCIARE LA LOTTA ALL 'ILLEGALITA' MALE SOCIALE RADICATO SOPRATTUTTO IN ITALIA"
"Mi trovo pienamente d'accordo con l'idea della riduzione della tassazione sulle scommesse, questo senza dubbio viene incontro alle stesse esigenze dei consumatori/giocatori che devono sempre esser tutelati." Questo quanto dichiarato ad Agicoscommesse dal Direttore Generale di Intralot, Kostas Georgoulas in riferimento all'ipotesi di ridurre la pressione fiscale del quale si è parlato nel corso del Convegno organizzato da Agicos e Gmm, "Race for Italian Market": "Intralot condivide pienamente questa idea, soprattutto se si pensa ai mercati cui si rivolge: per la maggior parte dei casi si inserisce in mercati monopolizzati, per i quali la tassazione prevista è ancor più pesante. Questo, come già anticipato, non viene incontro alle stesse esigenze dei consumatori. In realtà le proposte da fare non sono moltissime:la riduzione della tassazione e l'eliminazione totale dell'illegalità sono due tematiche legate insieme e da tenere fortemente in considerazione. "Afferma Georgoulas. Poi prosegue "Il gioco illegale è un vero e proprio male sociale che deve necessariamente essere estirpato e che purtroppo in Italia è più radicato e diffuso rispetto agli altri paesi europei e non. Il gioco telematico purtroppo è portatore di questo pericolo perché il controllo non è attuato adeguatamente. Ciò a cui è necessario puntare di più in Italia è una collaborazione reciproca tra gli operatori e la stessa Amministrazione dei Monopoli affinché insieme si attuino controlli più serrati. Intralot stessa in vari paesi europei in cui sta operando, ha contribuito fortemente a dimezzare, insieme alle istituzioni competenti, il gioco illegale, attuando laddove necessario ispezioni accurate e verifiche dovute." A conclusione di ciò un riferimento all’insediamento di Intralot nel mercato italiano: "In Italia, come anticipato, il problema del gioco illegale e dell'evasione fiscale è molto sentito, ma comunque non bisogna parlare solo di questo, anzi – puntualizza – in Italia ci sono strutture serie che permettono di lavorare molto bene e noi siamo soddisfatti della serietà del mercato italiano. I vari problemi sulle verifiche da attuarsi – e con questo conclude - possono essere risolti senza dubbio con la collaborazione di tutti gli operatori e con un valido piano attuativo di quelli che non devono essere solo progetti".
agicoscommesse - 22/11/2007 - im
Per difendere la legalita' delle scommesse si sono scomodati anke i greci,credo che finalmente si porra' fine a questo bordelaim(cosi' chiamato dal signor Grimaldi,che se nn ricordo male e' stato anke Ad della step),tutti ctd e punti telematici chiusi,largo arrivano li "greci",anche loro paladini della legalita',"forse".
"Mi trovo pienamente d'accordo con l'idea della riduzione della tassazione sulle scommesse, questo senza dubbio viene incontro alle stesse esigenze dei consumatori/giocatori che devono sempre esser tutelati." Questo quanto dichiarato ad Agicoscommesse dal Direttore Generale di Intralot, Kostas Georgoulas in riferimento all'ipotesi di ridurre la pressione fiscale del quale si è parlato nel corso del Convegno organizzato da Agicos e Gmm, "Race for Italian Market": "Intralot condivide pienamente questa idea, soprattutto se si pensa ai mercati cui si rivolge: per la maggior parte dei casi si inserisce in mercati monopolizzati, per i quali la tassazione prevista è ancor più pesante. Questo, come già anticipato, non viene incontro alle stesse esigenze dei consumatori. In realtà le proposte da fare non sono moltissime:la riduzione della tassazione e l'eliminazione totale dell'illegalità sono due tematiche legate insieme e da tenere fortemente in considerazione. "Afferma Georgoulas. Poi prosegue "Il gioco illegale è un vero e proprio male sociale che deve necessariamente essere estirpato e che purtroppo in Italia è più radicato e diffuso rispetto agli altri paesi europei e non. Il gioco telematico purtroppo è portatore di questo pericolo perché il controllo non è attuato adeguatamente. Ciò a cui è necessario puntare di più in Italia è una collaborazione reciproca tra gli operatori e la stessa Amministrazione dei Monopoli affinché insieme si attuino controlli più serrati. Intralot stessa in vari paesi europei in cui sta operando, ha contribuito fortemente a dimezzare, insieme alle istituzioni competenti, il gioco illegale, attuando laddove necessario ispezioni accurate e verifiche dovute." A conclusione di ciò un riferimento all’insediamento di Intralot nel mercato italiano: "In Italia, come anticipato, il problema del gioco illegale e dell'evasione fiscale è molto sentito, ma comunque non bisogna parlare solo di questo, anzi – puntualizza – in Italia ci sono strutture serie che permettono di lavorare molto bene e noi siamo soddisfatti della serietà del mercato italiano. I vari problemi sulle verifiche da attuarsi – e con questo conclude - possono essere risolti senza dubbio con la collaborazione di tutti gli operatori e con un valido piano attuativo di quelli che non devono essere solo progetti".
agicoscommesse - 22/11/2007 - im
Per difendere la legalita' delle scommesse si sono scomodati anke i greci,credo che finalmente si porra' fine a questo bordelaim(cosi' chiamato dal signor Grimaldi,che se nn ricordo male e' stato anke Ad della step),tutti ctd e punti telematici chiusi,largo arrivano li "greci",anche loro paladini della legalita',"forse".
Messaggioda maiemi » 22/11/2007 - 14:53
Ma se fosse così 'legale' aprire un CTD, perchè i vari Ladbrokes, Whill, ecc,(che se lo mangiano uno come Stanley) hanno sborsato tutti quegli euro per licenze e concessioni quando allora potevano benissimo aprire anche loro come ha fatto Stanley e ed essere tutti più felici e contenti? Forse sono così incompetenti da non conoscere le leggi? Mah...
Messaggioda MORGAN05 » 22/11/2007 - 15:26
NO, RISPARMIARE MILIONI E MILIONI DI TASSEmaiemi ha scritto:Ma se fosse così 'legale' aprire un CTD, perchè i vari Ladbrokes, Whill, ecc,(che se lo mangiano uno come Stanley) hanno sborsato tutti quegli euro per licenze e concessioni quando allora potevano benissimo aprire anche loro come ha fatto Stanley e ed essere tutti più felici e contenti? Forse sono così incompetenti da non conoscere le leggi? Mah...
Messaggioda MORGAN05 » 22/11/2007 - 15:54
SENTITE IL PRESIDENTE MICROGAME (AGICOSCOMMESSE) - Roma, 21 Novembre 2007 - Ore 17,26 - SPECIALE CONVEGNO AGICOS: FABRIZIO D'ALOIA (PRES. MICROGAME) "I PUNTI DI COMMERCIALIZZAZIONE HANNO FORMATO GLI UTENTI" (1)
* dai nostri inviati - Nel corso del Convegno "Gioco online e Gioco in agenzia: dalla guerra alla trattativa per uno sviluppo parallelo. Aspettative, vantaggi e problemi del nuovo mercato Bersani a pieno regime", Fabrizio D'Aloia, presidente di Microgame SpA, partecipa con un intervento in cui presenta il mercato italiano del betting e del betting online. In particolare afferma: "Il mercato del betting è in continua crescita dal 1998 con quasi tre miliardi di euro di turnover previsti nel 2007. E' un mercato che rientra tra i primi tre al mondo." spiega. "Grande e positiva novità è quella del mercato italiano del betting online che è in forte crescita dal 2002, con più di un milione di utenti registrati. Microgame è leader assoluto del mercato con un modello operativo unico al mondo. Le differenze principali tra il betting shop ed il betting online sono innumerevoli:
- gioco anonimo al portatore;
- l scarsa tutela dei minori, degli scommettitori e dei soggetti deboli;
- l rischio riciclaggio di proventi illeciti e usura viste le già accertate infiltrazioni della malavita organizzata.
Il numero è in aumento solo in Italia a fronte di ciò che accade in Europa. Il discorso cambia quando si prende in considerazione il betting shop online, per il quale è palese la conoscenza e l'identità degli scommettitori, la tracciabilità di tutte le operazioni, il monitoraggio stesso del gioco anomalo e di eventuali eventi truccati, senza citare il controllo sull'evasione fiscale e sull'antiriciclaggio. Senza dubbio i punti di commercializzazione hanno consentito la conoscenza e la diffusione del betting sul territorio e hanno permesso l'incentivazione del betting online, fornendo l'adeguato supporto e la più adeguata formazione agli utenti e - conclude - sono stati sempre osteggiati dai Betting shop alla pari dei CTD e degli Internet Point collegati ad operatori esteri". (segue)
agicoscommesse - 21/11/2007 - im
MEDITATE GENTE, MEDITATE................
* dai nostri inviati - Nel corso del Convegno "Gioco online e Gioco in agenzia: dalla guerra alla trattativa per uno sviluppo parallelo. Aspettative, vantaggi e problemi del nuovo mercato Bersani a pieno regime", Fabrizio D'Aloia, presidente di Microgame SpA, partecipa con un intervento in cui presenta il mercato italiano del betting e del betting online. In particolare afferma: "Il mercato del betting è in continua crescita dal 1998 con quasi tre miliardi di euro di turnover previsti nel 2007. E' un mercato che rientra tra i primi tre al mondo." spiega. "Grande e positiva novità è quella del mercato italiano del betting online che è in forte crescita dal 2002, con più di un milione di utenti registrati. Microgame è leader assoluto del mercato con un modello operativo unico al mondo. Le differenze principali tra il betting shop ed il betting online sono innumerevoli:
- gioco anonimo al portatore;
- l scarsa tutela dei minori, degli scommettitori e dei soggetti deboli;
- l rischio riciclaggio di proventi illeciti e usura viste le già accertate infiltrazioni della malavita organizzata.
Il numero è in aumento solo in Italia a fronte di ciò che accade in Europa. Il discorso cambia quando si prende in considerazione il betting shop online, per il quale è palese la conoscenza e l'identità degli scommettitori, la tracciabilità di tutte le operazioni, il monitoraggio stesso del gioco anomalo e di eventuali eventi truccati, senza citare il controllo sull'evasione fiscale e sull'antiriciclaggio. Senza dubbio i punti di commercializzazione hanno consentito la conoscenza e la diffusione del betting sul territorio e hanno permesso l'incentivazione del betting online, fornendo l'adeguato supporto e la più adeguata formazione agli utenti e - conclude - sono stati sempre osteggiati dai Betting shop alla pari dei CTD e degli Internet Point collegati ad operatori esteri". (segue)
agicoscommesse - 21/11/2007 - im
MEDITATE GENTE, MEDITATE................
Messaggioda MORGAN05 » 22/11/2007 - 16:12
(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 21 Novembre 2007 - Ore 17,57 - SPECIALE CONVEGNO AGICOS: FABRIZIO D'ALOIA (PRES. MICROGAME) I MOTIVI PRINCIPALI DELLO SCONTRO TRA BETTING SHOP E REMOTE BETTING (4)
- A conclusione del suo intervento Fabrizio D'Aloia fa un ultimo riferimento alle problematiche emerse dallo "scontro" tra Betting Shop e Remote Betting : "Il problema interno dei Punti di commercializzazione - dice - è che il mercato da condividere è assolutamente lo stesso e la concorrenza è inevitabile. Però la difficoltà principale può consistere anche nel riuscire ad accettare la competizione stessa da parte degli operatori dei BS che prediligono posizioni garantiste e monopoliste sul territori. lLa tecnologia rende il RB sempre più simile a quello nei BS. Comunque, i remote betting offrono migliori quote, più eventi, maggiore disponibilità di servizio (tempo e luogo), più garanzie per gli utenti, prodotti esclusivi (skill games, poker, bingo, gratta e vinci, ecc.). Il problema esterno - prosegue - è legato al fatto che il business degli operatori stranieri va a gonfie vele e che i CTD e gli Internet point conquistano il territorio.
Il successo deriva principalmente dalla domanda insoddisfatta di poter effettuare l’attività legale di raccoglitore di scommesse indipendente per conto di un bookmaker autorizzato e solo in minima parte dal migliore prodotto e dalla fiscalità agevolata. Non basta - conclude D'Aloia - attivare altri BS se questi sono solo dei burattini nelle mani degli operatori che hanno acquisito i relativi diritti (bando Bersani)". (fine)
l
agicoscommesse - 21/11/2007 - im
IL GRAN CONFLITTO.........
- A conclusione del suo intervento Fabrizio D'Aloia fa un ultimo riferimento alle problematiche emerse dallo "scontro" tra Betting Shop e Remote Betting : "Il problema interno dei Punti di commercializzazione - dice - è che il mercato da condividere è assolutamente lo stesso e la concorrenza è inevitabile. Però la difficoltà principale può consistere anche nel riuscire ad accettare la competizione stessa da parte degli operatori dei BS che prediligono posizioni garantiste e monopoliste sul territori. lLa tecnologia rende il RB sempre più simile a quello nei BS. Comunque, i remote betting offrono migliori quote, più eventi, maggiore disponibilità di servizio (tempo e luogo), più garanzie per gli utenti, prodotti esclusivi (skill games, poker, bingo, gratta e vinci, ecc.). Il problema esterno - prosegue - è legato al fatto che il business degli operatori stranieri va a gonfie vele e che i CTD e gli Internet point conquistano il territorio.
Il successo deriva principalmente dalla domanda insoddisfatta di poter effettuare l’attività legale di raccoglitore di scommesse indipendente per conto di un bookmaker autorizzato e solo in minima parte dal migliore prodotto e dalla fiscalità agevolata. Non basta - conclude D'Aloia - attivare altri BS se questi sono solo dei burattini nelle mani degli operatori che hanno acquisito i relativi diritti (bando Bersani)". (fine)
l
agicoscommesse - 21/11/2007 - im
IL GRAN CONFLITTO.........
Messaggioda rebnat » 22/11/2007 - 16:49
milohc ha scritto:rebnat ha scritto:i due europarlamentari emanano aria fritta!![]()
in europa c'è la libertà di stabilimento!! se un 'azienda ha le concessioni ed autorizzazioni nel proprio paese , proprio la sentenza Placanica evidenzia la legittimità di quest'operatore di operare nella comunità !!
il sistema concessorio italiano , se preposto alla libera concorrenza, come infatti hanno fatto ultimamente ( se no veramente crollava tutto ) può essere sì accettatoe non è in contrasto coi principi comunitari , cosiccome ogni stato membro ha il proprio sistema di autorizzazioni.
Ma se la Stanley o chi come essa è già autorizzata ad operare in inghilterra , allora può tranquillamente operare e raccogliere scommesse nel mercato italiano!
l'unica cosa che può fare il sistema italiano, visto che è un sitema dove i giochi e le scommesse sono legalissime,incentivatissime e pubblicizzate è verificare se sistono comprovati rischi di natura di ordine pubblico o di possibili infiltrazioni criminali legati a questi operatori.
finora non ne hanno ancora trovati, infatti i giudici logicamente dissequestrano tutti i ctd per questi motivi . cioè che non esistono problemi di natura di ordine pubblico!
invece l'unica cosa che verifica ed interessa al sistema concessorio italiano, ad AAMS è che questi operatori paghino il pizzo locale e che le loro lavagne si adeguino e non vadano al di sotto del 110% !!! il resto sono balle,
è uno schifo , mi meraviglio come ladbrokes sia cascata in questa melma!
Non voglio farti una lezione di diritto dell'Unione Europea ma in estrema sintesi voglio ricordare alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra ordinamento giuridico interno e comunitario che rendono i tuoi interventi piuttosto fuori luogo:
i principi comunitari, come tu li chiami, sono quelli contenuti in tutti i trattati comunitari (TCE, TCECA, TCEEA), nel TUE e, per via giurisprudenziale, nelle sentenze della CGE e devono essere comunque essere in armonia con i principi fondamentali dell'ordinamento interno che anzi sono prevalenti in via esclusiva in alcuni ambiti (materie) non oggetto del trattato (p.es l'ordine pubblico che non è materia oggetto dei trattati); va da sè che negli ambiti delle materie comunitarie (p.es. la politica monetaria) prevalgano esclusivamente le norme comunitarie;
nell'ambito della concorrenza inoltre il TCE ha una competenza esclusiva (art. 49 TCE) e le norme comunitarie prevalgono o informano quelle interne in tale ambito; inoltre la Commissione è l'organo dell'Unione Europea (più specificatamente della Comunità Europea) che è per così dire a "guardia" dell'applicazione delle norme comunitarie ed ha una competenza specifica anche regolamentare in materia di concorrenza;
tutte le sentenze di assoluzione o dissequestro sopra riportate fanno riferimento a giudizi nati prima del c.d. bando bersani (che ha introdotto un sistema concessorio con gara europea ad evidenza pubblica); tali sentenze in soldoni prevedono la non applicazione del diritto interno (TULPS) per la tutela del principio comunitario della concorrenza; ma a partire dalla c.d. sentenza PLACANICA evidenziano anche la legittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi comunitari (per cui la Suprema Corte Europea per così dire avalla il bando bersani);
l'interrogazione dei parlamentari di cui sopra è diretta non al parlamento europeo ma alla commissione che, come detto sopra, è l'istituzione comunitaria che ha una competenza specifica in maniera di tutela della concorrenza....per cui tutto mi sembra fuorchè aria fritta...ed anzi presto i ctd stanley avranno delle bad news...chi di spada ferisce (la concorrenza)...di spada perisce....a buon intenditor...
niente da dire , mi trovi pienamente d'accordo,
ma se rileggi bene quello che ho scritto ( e non è che me lo sono inventato , ho riportato pareri e notizie dagli esperti del settore, fonte jamma.it e altro ),ho detto che il sistema concessorio italiano dopo la rivisitazione del recente Bersani non si trova più in contrasto con i principi comunitari sulla libera concorrenza quindi è tutto ok , vi ricordo che solo per quello che vi era ante decreto l'italia dovrebbe essere sottoposta a pesanti sanzioni e procedure d'infrazione come probabilmente lo è .
ma è tutto ok sotto questo punto di vista , ossia che il sistema concessorio italiano è adeguato,chi ha una concessione in italia è un'operatore più che legittimo nel mercato dei giochi e delle scommesse , ma se un'operatore comunitario gode di concessione nel proprio paese comunitario di appartenenza il monopolio italiano NON HA NESSUN DIRITTO , a proibire la loro libera prestazione di servizi.
L'unica cosa che può fare uno stato membro è verificare se questi servizi sono in netto contrasto con ordinamenti interni ( e non è il caso dell'Italia dove ultimamente i giochi e le scommesse vengono addirittura pubblicizzate sui media , dove ci sono videopoker nei bar , dove vendono gratta e truffa in ogni ricevitoria ) oppure in netto contrasto con questioni di ordine pubblico e/o infiltrazioni criminali .
quest'ultimo è l'unico punto a cui si può attaccare il monopolio italiano, Stanley lo sa e si è fatta pioniera di questa battaglia sventolando alla CGE i propri requisiti e bontà dei loro servizi. Gli altri grossi operatori stanno alla finestra e molti per ora hanno deciso di adeguarsi al sistema corrotto italiano , ma è certo che lo hanno fatto solo per incominciare a ritagliarsi la propria fetta di mercato in attesa che la situazione si chiarisca e possano così offrire liberamente il proprio "servizio"
vi ricordo che non stiamo parlando di "prodotti particolari" come alcoolici o tabacchi o droghe minori dove ogni stato applica le proprie normative per cause contingenti , ma si parla di "servizi" addirittura "servizi telematici" dove per i le direttive comunitarie vi è la piena libertà di stabilimento e circolazione di questi servizi.!!
se io voglio aprirmi un conto bancario in una banca estera posso farlo benissimo, magari mi dovrò presentare lì magari no , ma non mi venite a dire che la banca deve pagare i bolli in italia!!
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john frusciante
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Messaggioda john frusciante » 22/11/2007 - 17:28
enzo-bet ha scritto:(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 22 Novembre 2007 - Ore 13,07 - SCOMMESSE: KOSTAS GEORGOULAS (DIR.GENERALE INTRALOT) "D'ACCORDO CON L'IDEA DI RIDURRE LA TASSAZIONE , MA NECESSARIO ASSOCIARE LA LOTTA ALL 'ILLEGALITA' MALE SOCIALE RADICATO SOPRATTUTTO IN ITALIA"
"Mi trovo pienamente d'accordo con l'idea della riduzione della tassazione sulle scommesse, questo senza dubbio viene incontro alle stesse esigenze dei consumatori/giocatori che devono sempre esser tutelati." Questo quanto dichiarato ad Agicoscommesse dal Direttore Generale di Intralot, Kostas Georgoulas in riferimento all'ipotesi di ridurre la pressione fiscale del quale si è parlato nel corso del Convegno organizzato da Agicos e Gmm, "Race for Italian Market": "Intralot condivide pienamente questa idea, soprattutto se si pensa ai mercati cui si rivolge: per la maggior parte dei casi si inserisce in mercati monopolizzati, per i quali la tassazione prevista è ancor più pesante. Questo, come già anticipato, non viene incontro alle stesse esigenze dei consumatori. In realtà le proposte da fare non sono moltissime:la riduzione della tassazione e l'eliminazione totale dell'illegalità sono due tematiche legate insieme e da tenere fortemente in considerazione. "Afferma Georgoulas. Poi prosegue "Il gioco illegale è un vero e proprio male sociale che deve necessariamente essere estirpato e che purtroppo in Italia è più radicato e diffuso rispetto agli altri paesi europei e non. Il gioco telematico purtroppo è portatore di questo pericolo perché il controllo non è attuato adeguatamente. Ciò a cui è necessario puntare di più in Italia è una collaborazione reciproca tra gli operatori e la stessa Amministrazione dei Monopoli affinché insieme si attuino controlli più serrati. Intralot stessa in vari paesi europei in cui sta operando, ha contribuito fortemente a dimezzare, insieme alle istituzioni competenti, il gioco illegale, attuando laddove necessario ispezioni accurate e verifiche dovute." A conclusione di ciò un riferimento all’insediamento di Intralot nel mercato italiano: "In Italia, come anticipato, il problema del gioco illegale e dell'evasione fiscale è molto sentito, ma comunque non bisogna parlare solo di questo, anzi – puntualizza – in Italia ci sono strutture serie che permettono di lavorare molto bene e noi siamo soddisfatti della serietà del mercato italiano. I vari problemi sulle verifiche da attuarsi – e con questo conclude - possono essere risolti senza dubbio con la collaborazione di tutti gli operatori e con un valido piano attuativo di quelli che non devono essere solo progetti".
agicoscommesse - 22/11/2007 - im
Per difendere la legalita' delle scommesse si sono scomodati anke i greci,credo che finalmente si porra' fine a questo bordelaim(cosi' chiamato dal signor Grimaldi,che se nn ricordo male e' stato anke Ad della step),tutti ctd e punti telematici chiusi,largo arrivano li "greci",anche loro paladini della legalita',"forse".
eh menomale , la prima cosa che mi hanno detto questi e che a loro serveno le concessioni in italia perchè " devono mettere tutto in lavatrice , devono pulire tutto"...capisci a me'!!!
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Messaggioda cumulonembo » 22/11/2007 - 19:40
rebnat ha scritto:invece l'unica cosa che verifica ed interessa al sistema concessorio italiano, ad AAMS è che questi operatori paghino il pizzo locale e che le loro lavagne si adeguino e non vadano al di sotto del 110% !!! il resto sono balle,
è uno schifo , mi meraviglio come ladbrokes sia cascata in questa melma!
Concordo su tutto, ma ladbrokes, come altri ha notato che gli italiani godono a giocare al 110% minimo, col bonus e con GIOCATE DA 20 AVVENIMENTI
Scagliatore di I^ in azione, non affiancarsi.
Messaggioda milohc » 22/11/2007 - 21:30
rebnat ha scritto:milohc ha scritto:rebnat ha scritto:i due europarlamentari emanano aria fritta!![]()
in europa c'è la libertà di stabilimento!! se un 'azienda ha le concessioni ed autorizzazioni nel proprio paese , proprio la sentenza Placanica evidenzia la legittimità di quest'operatore di operare nella comunità !!
il sistema concessorio italiano , se preposto alla libera concorrenza, come infatti hanno fatto ultimamente ( se no veramente crollava tutto ) può essere sì accettatoe non è in contrasto coi principi comunitari , cosiccome ogni stato membro ha il proprio sistema di autorizzazioni.
Ma se la Stanley o chi come essa è già autorizzata ad operare in inghilterra , allora può tranquillamente operare e raccogliere scommesse nel mercato italiano!
l'unica cosa che può fare il sistema italiano, visto che è un sitema dove i giochi e le scommesse sono legalissime,incentivatissime e pubblicizzate è verificare se sistono comprovati rischi di natura di ordine pubblico o di possibili infiltrazioni criminali legati a questi operatori.
finora non ne hanno ancora trovati, infatti i giudici logicamente dissequestrano tutti i ctd per questi motivi . cioè che non esistono problemi di natura di ordine pubblico!
invece l'unica cosa che verifica ed interessa al sistema concessorio italiano, ad AAMS è che questi operatori paghino il pizzo locale e che le loro lavagne si adeguino e non vadano al di sotto del 110% !!! il resto sono balle,
è uno schifo , mi meraviglio come ladbrokes sia cascata in questa melma!
Non voglio farti una lezione di diritto dell'Unione Europea ma in estrema sintesi voglio ricordare alcuni meccanismi che regolano i rapporti tra ordinamento giuridico interno e comunitario che rendono i tuoi interventi piuttosto fuori luogo:
i principi comunitari, come tu li chiami, sono quelli contenuti in tutti i trattati comunitari (TCE, TCECA, TCEEA), nel TUE e, per via giurisprudenziale, nelle sentenze della CGE e devono essere comunque essere in armonia con i principi fondamentali dell'ordinamento interno che anzi sono prevalenti in via esclusiva in alcuni ambiti (materie) non oggetto del trattato (p.es l'ordine pubblico che non è materia oggetto dei trattati); va da sè che negli ambiti delle materie comunitarie (p.es. la politica monetaria) prevalgano esclusivamente le norme comunitarie;
nell'ambito della concorrenza inoltre il TCE ha una competenza esclusiva (art. 49 TCE) e le norme comunitarie prevalgono o informano quelle interne in tale ambito; inoltre la Commissione è l'organo dell'Unione Europea (più specificatamente della Comunità Europea) che è per così dire a "guardia" dell'applicazione delle norme comunitarie ed ha una competenza specifica anche regolamentare in materia di concorrenza;
tutte le sentenze di assoluzione o dissequestro sopra riportate fanno riferimento a giudizi nati prima del c.d. bando bersani (che ha introdotto un sistema concessorio con gara europea ad evidenza pubblica); tali sentenze in soldoni prevedono la non applicazione del diritto interno (TULPS) per la tutela del principio comunitario della concorrenza; ma a partire dalla c.d. sentenza PLACANICA evidenziano anche la legittimità del sistema concessorio italiano rispetto ai principi comunitari (per cui la Suprema Corte Europea per così dire avalla il bando bersani);
l'interrogazione dei parlamentari di cui sopra è diretta non al parlamento europeo ma alla commissione che, come detto sopra, è l'istituzione comunitaria che ha una competenza specifica in maniera di tutela della concorrenza....per cui tutto mi sembra fuorchè aria fritta...ed anzi presto i ctd stanley avranno delle bad news...chi di spada ferisce (la concorrenza)...di spada perisce....a buon intenditor...
niente da dire , mi trovi pienamente d'accordo,
ma se rileggi bene quello che ho scritto ( e non è che me lo sono inventato , ho riportato pareri e notizie dagli esperti del settore, fonte jamma.it e altro ),ho detto che il sistema concessorio italiano dopo la rivisitazione del recente Bersani non si trova più in contrasto con i principi comunitari sulla libera concorrenza quindi è tutto ok , vi ricordo che solo per quello che vi era ante decreto l'italia dovrebbe essere sottoposta a pesanti sanzioni e procedure d'infrazione come probabilmente lo è .
ma è tutto ok sotto questo punto di vista , ossia che il sistema concessorio italiano è adeguato,chi ha una concessione in italia è un'operatore più che legittimo nel mercato dei giochi e delle scommesse , ma se un'operatore comunitario gode di concessione nel proprio paese comunitario di appartenenza il monopolio italiano NON HA NESSUN DIRITTO , a proibire la loro libera prestazione di servizi.
L'unica cosa che può fare uno stato membro è verificare se questi servizi sono in netto contrasto con ordinamenti interni ( e non è il caso dell'Italia dove ultimamente i giochi e le scommesse vengono addirittura pubblicizzate sui media , dove ci sono videopoker nei bar , dove vendono gratta e truffa in ogni ricevitoria ) oppure in netto contrasto con questioni di ordine pubblico e/o infiltrazioni criminali .
quest'ultimo è l'unico punto a cui si può attaccare il monopolio italiano, Stanley lo sa e si è fatta pioniera di questa battaglia sventolando alla CGE i propri requisiti e bontà dei loro servizi. Gli altri grossi operatori stanno alla finestra e molti per ora hanno deciso di adeguarsi al sistema corrotto italiano , ma è certo che lo hanno fatto solo per incominciare a ritagliarsi la propria fetta di mercato in attesa che la situazione si chiarisca e possano così offrire liberamente il proprio "servizio"
vi ricordo che non stiamo parlando di "prodotti particolari" come alcoolici o tabacchi o droghe minori dove ogni stato applica le proprie normative per cause contingenti , ma si parla di "servizi" addirittura "servizi telematici" dove per i le direttive comunitarie vi è la piena libertà di stabilimento e circolazione di questi servizi.!!
se io voglio aprirmi un conto bancario in una banca estera posso farlo benissimo, magari mi dovrò presentare lì magari no , ma non mi venite a dire che la banca deve pagare i bolli in italia!!
Credo che ancora una volta ci sia un pò di confusione, per così dire giuridica, in quanto da te sopra affermato; provo a spiegarmi per continuare a tenere viva questa discussione sperando che ciò sia di comune interesse e di una qualche utilità per gli utenti del forum.
Il principio di libero stabilimento di iniziativa economica è uno dei principi comunitari in materia di impresa e servizi che si possono enucleare dal TCE, giustissimo; peraltro nel recente passato questo ambito è stato caratterizzato da un ampio dibattito con forti tensioni politiche relativamente alla c.d. direttiva Bolkestein (emanata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europa su proposta dell'omonimo Commissario della Commissione Prodi ) che, per così dire, è la norma comunitaria di riferimento in materia; ora questa norma (emanata finalmente dopo una lunga gestazione il 12-12-2006) al punto 25 esplicitamente prevede: "(25) àˆ opportuno escludere dal campo d’applicazione della presente direttiva i giochi con
denaro, ivi comprese le lotterie e le scommesse, tenuto conto della natura specifica di tali
attività che comportano da parte degli Stati membri l’attuazione di politiche di ordine
pubblico e di tutela dei consumatori.".
Chi non si fida può controllare quì http://register.consilium.europa.eu/pdf ... 1.it06.pdf
Per cui amen....non c'è trippa per gatti sul principio della libera prestazione di servizi da te invocato e da Stanley propagandato (con la "faccia" di altri ignoranti però, nel senso che ignorano la legge)....Ladbrokes, Codere, ecc. hanno sicuramente dei legali migliori....
Messaggioda rebnat » 22/11/2007 - 22:33
milo è veramente un piacere discutere con te,
ti ringrazio per aver messo questo importante link , tra l'altro scritto in italiano.
ce ancora poco da obiettare su quello che scrivi/riporti.
sulla bolkestein si è dibattuto a lungo in parlamento europeo e finalemente si è arrivati l'anno scorso a questa stesura comunitaria conciliante.
soffermiamoci:
"àˆ opportuno escludere dal campo d’applicazione della presente direttiva i giochi con denaro, ivi comprese le lotterie e le scommesse, tenuto conto della natura specifica di tali attività che comportano da parte degli Stati membri l’attuazione di politiche di ordine pubblico e di tutela dei consumatori."
per me la questione è tutta qui ,
se non si permettesse ad uno stato membro di attuare una politica a tutela del proprio ordine pubblico e a tutela di propri consumatori ,
nei confronti di ogni fantomatica società di bookmaker e/o giochi online / casino' ,poker ,corse virtuali di cani etc.. ( e credimi ce ne sono a centinaia ) lo stato membro non avrebbe i mezzi giuridici per cessare le loro attività di raccolta telematica nel territorio .
tipo io mi faccio un sito internet , pagamenti elettronici , metto giù quote , software di giochini e minchiate varie e se non entro in dispute coi clienti potrei tranquillamente operare.
io la vedo così,
La direttiva di cui sopra , legittima uno stato ad attuare un sistema concessorio di controllo e tutela dei consumatori, e se becca una di queste fantomatiche società o uno di questi siti allegrotti , ha tutto il diritto di prendere provvedimenti e di oscurare il sito.
la questione centrale è sempre quella , siamo o no membri della comunità europea ? una concessione autorizzazione in uno stato membro è o no legittima ? io dico di si !
quindi se la concessione europea è legittima cade totalmente la questione della tutela dei consumatori, perchè i consumatori sono tutelati , se l'italia crede che chi scommette su betfair o su stanjames o su miapuesta non sia tutelato si sbaglia di grosso, a questo punto sarebbe giusto defilarsi dalla comunità europea e perseguire con più coerenza la propria politica nazionalistica.
Rimane la questione dell'ordine pubblico , e qui si entra più nello specifico, L'italia ha tutto il diritto di regolamentare la raccolta fisica di gioco nel proprio territorio , tantevvero che stanno riempiendo il telematico di norme e regolamenti forse un pò eccessive ma tendenzialmente coerenti.
cioè , trattandosi di servizio telematico , è più che giusto che chiunque usufruisca di questo servizio sia censito telematicamente, sia possessore di un conto gioco , e riceva eventuali fondi tramite un sistema personalizzato oppure tramite persona giuridica abilitata a transazioni finanziarie.
é normale che in Italia, in queste condizioni, non ci sarà mai un PuntoStanley simil ad un puntoSnai , Stanley recrimina semplicemente il proprio diritto e la propria libertà ad offire il proprio servizio telematico nel territorio di uno stato membro, Stanley ha più volte ribadito di essere disposta ad adeguarsi alle norme sul telematico,
ma tutte le altre norme, bandi , imposizioni fiscali , assegnazioni licenze territoriali del sistema concessorio non hanno niente a che vedere con le direttive europee, con l'ordine pubblico e con la tutela dei consumatori, anzi noi consumatori a vedere l'offerta dei giochi e delle scommesse in italia non siamo affatto tutelati siamo nella bocca del leone ,
e il fulcro del nostro sistema concessorio non si trova affatto in armonia con queste direttive.
parliamoci chiaro , la questione è solo una , i danè , c'è un leone in italia e tanti leoncini che stanno azzannando la preda , intorno ci sono le iene ed è normale che il leone mostra i denti alle iene , è normale se fossimo però sottoposti alla legge della savana, qua dovremmo essere nel libero mercato
a tutela del consumatore
PS: beati noi che comunque aggiriamo l'oscurameto , ma c'è tanta gente che non è pratica è appassionata di sport ed è costretta per divertirsi un pò di più e scommettere ad infilarsi nelle fauci del leone
ti ringrazio per aver messo questo importante link , tra l'altro scritto in italiano.
ce ancora poco da obiettare su quello che scrivi/riporti.
sulla bolkestein si è dibattuto a lungo in parlamento europeo e finalemente si è arrivati l'anno scorso a questa stesura comunitaria conciliante.
soffermiamoci:
"àˆ opportuno escludere dal campo d’applicazione della presente direttiva i giochi con denaro, ivi comprese le lotterie e le scommesse, tenuto conto della natura specifica di tali attività che comportano da parte degli Stati membri l’attuazione di politiche di ordine pubblico e di tutela dei consumatori."
per me la questione è tutta qui ,
se non si permettesse ad uno stato membro di attuare una politica a tutela del proprio ordine pubblico e a tutela di propri consumatori ,
nei confronti di ogni fantomatica società di bookmaker e/o giochi online / casino' ,poker ,corse virtuali di cani etc.. ( e credimi ce ne sono a centinaia ) lo stato membro non avrebbe i mezzi giuridici per cessare le loro attività di raccolta telematica nel territorio .
tipo io mi faccio un sito internet , pagamenti elettronici , metto giù quote , software di giochini e minchiate varie e se non entro in dispute coi clienti potrei tranquillamente operare.
io la vedo così,
La direttiva di cui sopra , legittima uno stato ad attuare un sistema concessorio di controllo e tutela dei consumatori, e se becca una di queste fantomatiche società o uno di questi siti allegrotti , ha tutto il diritto di prendere provvedimenti e di oscurare il sito.
la questione centrale è sempre quella , siamo o no membri della comunità europea ? una concessione autorizzazione in uno stato membro è o no legittima ? io dico di si !
quindi se la concessione europea è legittima cade totalmente la questione della tutela dei consumatori, perchè i consumatori sono tutelati , se l'italia crede che chi scommette su betfair o su stanjames o su miapuesta non sia tutelato si sbaglia di grosso, a questo punto sarebbe giusto defilarsi dalla comunità europea e perseguire con più coerenza la propria politica nazionalistica.
Rimane la questione dell'ordine pubblico , e qui si entra più nello specifico, L'italia ha tutto il diritto di regolamentare la raccolta fisica di gioco nel proprio territorio , tantevvero che stanno riempiendo il telematico di norme e regolamenti forse un pò eccessive ma tendenzialmente coerenti.
cioè , trattandosi di servizio telematico , è più che giusto che chiunque usufruisca di questo servizio sia censito telematicamente, sia possessore di un conto gioco , e riceva eventuali fondi tramite un sistema personalizzato oppure tramite persona giuridica abilitata a transazioni finanziarie.
é normale che in Italia, in queste condizioni, non ci sarà mai un PuntoStanley simil ad un puntoSnai , Stanley recrimina semplicemente il proprio diritto e la propria libertà ad offire il proprio servizio telematico nel territorio di uno stato membro, Stanley ha più volte ribadito di essere disposta ad adeguarsi alle norme sul telematico,
ma tutte le altre norme, bandi , imposizioni fiscali , assegnazioni licenze territoriali del sistema concessorio non hanno niente a che vedere con le direttive europee, con l'ordine pubblico e con la tutela dei consumatori, anzi noi consumatori a vedere l'offerta dei giochi e delle scommesse in italia non siamo affatto tutelati siamo nella bocca del leone ,
e il fulcro del nostro sistema concessorio non si trova affatto in armonia con queste direttive.
parliamoci chiaro , la questione è solo una , i danè , c'è un leone in italia e tanti leoncini che stanno azzannando la preda , intorno ci sono le iene ed è normale che il leone mostra i denti alle iene , è normale se fossimo però sottoposti alla legge della savana, qua dovremmo essere nel libero mercato
PS: beati noi che comunque aggiriamo l'oscurameto , ma c'è tanta gente che non è pratica è appassionata di sport ed è costretta per divertirsi un pò di più e scommettere ad infilarsi nelle fauci del leone
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