humanoidale ha scritto:Ti faccio presente che in inghilterra per poter aprire dei centri scommesse bisogna avere delle licenze.
Son daccordo con te per il fatto che sono poco competitivi e che quindi ci vorrebbe un maggiore allineamento allo standar "estero".
D'altra parte, so perfettamente cosa la stanley ha in inghilterra; tutte le agenzie di scommesse che stanley ha sul territorio inglese sono frutto di autorizzazioni territoriali specifiche e, non sicuramente frutto di una sfrenata apertura senza nessun criterio logico, come intendete fare voi esclusi (dal bando naturalmente).
Cosa che il decreto Bersani ha fatto sul territorio italiano.
In inghilterra non si trovano stanley in tutti i cantoni e città .
Cosa che qui in Italia è stata fatta e che in inghilterra esisteva già .
Purtroppo in Italia vige la legge del fai da te e tutti si sentono di interpretare come meglio piace il diritto di fare quello che si vuole.
ora intraleggo più coerenza
purtroppo la mia conoscenza non arriva al punto di confrontare il sistema delle autorizzazioni territoriali inglesi, con le similnorme imposte dall'AAMS nell'ultimo bando. Questo sarebbe un approfondimento molto interessante da indirizzare ai più esperti ed ai più coinvolti.
Però emerge dal bando italiano , non solo una regolamentazione territoriale , ma anche una feroce selezione dei partecipanti con annessi favoreggiamenti e manovre subdole per favorire i soggetti più influenti , che guardacaso sono quelli più sotto pericolo per il boom di questo mercato, in Italia gli ultimi anni c'è stato il boom delle scommesse e del telematico, e gli indici segnalavano un certo "risvegliamento" dell'utenza verso offerte migliori e più competitive quali erano i bookmaker esteri.
Tutto a danno dei dinosauri snai e similari, che per come la penso io hanno costretto , in associazione m.....a con l'AAMS (governo-stato-melma), i soggetti esteri ad adeguarsi all'incompetitività , così la giungla è rimasta tale, e chi veramente non viene tutelato sono gli scommettitori italiani e , secondo me , anche molti operanti del settore.
La questione terittoriale personalmente la ritengo opinabile, nel senso che non son mica tanto convinto che sia necessario porre delle distanze e dei limiti di densità , credo che si possa perseguire un mercato concorrenziale più libero , dove la vera selezione la fanno gli scommettitori, la qualità del prodotto offerto,la piacevolezza degli ambienti, nonchè la cortesia e la disponibilità degli operanti
questo è il vero liberalismo, le fantomatiche e utopistiche liberalizzazioni!, non come quello che è avvenuto per la distribuzione del gas o dell'energia elettrica, o per il sistema ferroviario , dove vantaggi concreti per l'utenza non se ne sono riscontrati ,anzi









