Il serpente e il lupo:
Un giorno un grosso serpente stava strisciando per la foresta quando improvvisamente un albero gli cadde addosso. Il serpente si contorse, tirò, si contorse, tirò, ma nonostante tutti i suoi tentativi non riusciva a liberarsi.
Proprio in quel momento un taglialegna che viveva lì vicino decise di andare a far legna. Prese la sua ascia e si inoltrò nella foresta: e qui incontrò il serpente prigioniero dell'albero. Il serpente lo chiamò:
«Mio buon'amico, liberami, per piacere! Sposta l'albero che mi schiaccia al suolo!»
L'uomo rispose:
«No, non sposterò l'albero, perché tu, appena libero, mi divoreresti».
«Credimi, non lo farò», replicò il serpente.
«Non ti credo», disse l'uomo. Ma il serpente lo supplicò tanto che alla fine l'uomo ebbe pietà di lui e spostò l'albero. Il serpente fu libero e poiché non aveva mangiato per tutto il giorno ed aveva fame disse all'uomo:
«Brav'uomo, sto morendo di fame e perciò ti mangerò».
«Come? Vuoi mangiarmi dopo che ti ho liberato dall'albero?»
«Certamente. Non sai che il bene può essere ripagato con il male?»
«Che sciocchezza!» gridò l'uomo arrabbiato e il serpente riprese:
«Pensi ch'io sbagli?»
«Certo che sbagli!»
«Bene», disse il serpente. «Chiama quattro animali, e chiederemo il loro parere. Sentirai cosa diranno».
L'uomo cercò quattro animali e trovò un cervo, un cavallo, un puma e un lupo. Li condusse dal serpente che li interrogò uno alla volta:
«Fratello puma, pensi che il bene possa essere ripagato con il male?»
«Sì», rispose il puma.
«Fratello cavallo, pensi che il bene possa essere ripagato con il male?»
“Sì», rispose il cavallo.
«Fratello cervo, pensi che il bene possa essere ripagato con il male?»
«Sì», rispose il cervo.
Quando l'uomo udì le risposte dei tre primi animali, cominciò ad aver paura. Era rimasto solo il lupo e il serpente gli si rivolse chiedendogli:
«Fratello lupo, pensi che il bene possa essere ripagato con il male?»
E il lupo rispose:
«Io non so cosa è accaduto, e perciò non posso sapere se ciò che dici è vero e se è giusto che tu divori quest'uomo. Mettiti di nuovo come stavi e noi decideremo».
Gli altri animali furono d'accordo col lupo e gridarono tutti:
«Mettiti di nuovo come stavi, e noi decideremo».
Il serpente si appiattì al suolo e l'uomo gli rovesciò di nuovo il tronco addosso. Il lupo disse:
«Ed ora, serpente, puoi restare qui. Noi ce ne andiamo».
L'uomo ringraziò il lupo e gli disse:
«Ora, fratello lupo, vieni a casa con me e ti donerò una coppia di pollastri».
«No, amico, non voglio venire a casa tua. Portami i pollastri domani nella foresta».
L'uomo tornò a casa e narrò alla donna cosa gli era accaduto. E le disse pure che aveva promesso al lupo dei pollastri. Ma la moglie ne fu molto seccata:
«Non devi dar niente a quel maledetto lupo!»
«Moglie mia, il lupo mi ha salvato la vita e io gli ho promesso dei pollastri».
«Ti sto dicendo che non gli darai neppure un pollastro. Al posto dei polli, metti nel sacco dei cani, di quelli che mordono le orecchie, loro sanno come si tratta con un lupo».
E siccome l'uomo non voleva litigare con la moglie, fece ciò che essa gli aveva detto. Il giorno dopo mise dei cani nel sacco, di quelli che mordono le orecchie, e andò nella foresta.
Il lupo lo stava già aspettando:
«Fratello lupo», disse l'uomo, «ti ho portato dei pollastri».
«Grazie», rispose il lupo.
L'uomo slegò il sacco e saltarono fuori i cani, di quelli che mordono le orecchie. I cani si avventarono sul lupo e gli morsero le orecchie.
Alla fine il lupo riuscì a scappare e filò via nella foresta, borbottando:
«Aveva ragione il serpente, il bene può essere ripagato con il male!».
rileggendo bene la profezia ho capito che guillermo canas non può perdere col pollastro Robredus!! domani deve mangiare le orecchie al lupo!
speriamo che tocca buone quote

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