Messaggioda bigmatch » 19/03/2007 - 16:02
Quaranta operatori non hanno rinnovato le concessioni di scommesse ottenute con la prima apertura del mercato del betting nel 1999 e sono stati disconnessi dalla rete dei Monopoli di Stato.
Quello che si paventava dallo scorso autunno è diventato realtà . Molti operatori sono rimasti fuori dal mercato.
Le 40 concessioni sono quelle che non hanno pagato il rinnovo delle concessioni per scelta. Qualcuno anche per protesta. Il motivo è semplice. Questi operatori fanno parte della pletora delle 700 concessioni di gioco ippico e sportivo rilasciate nel 1999. Dalla scorsa estate all'autunno inoltrato, il Sindacato Sicon e altri operatori avevano chiesto una proroga sui tempi di presentazione delle fideiussioni e dei pagamenti delle concessioni. C'era di mezzo l'estate e molti problemi tecnici oltre che economici. Si era arrivati persino al ricorso al Tribunale amministrativo, per cercare di ottenere qualche giorno in più. Aams, però, non ha concesso alcuna proroga e in prossimità dell'introduzione del nuovo palinsesto di scommesse a quota fissa, il nuovo sistema di accettazione che entrerà il 2 aprile in funzionamento, ha ‘tagliato' gli inadempienti per sommare i vecchi operatori, a questo punto 660, alle 14 mila nuove concessioni di gioco rilasciate con la legge Bersani sulle liberalizzazioni.
Tuttavia non si tratta di un provvedimento di ritiro o sequestro delle concessioni. Tra le quaranta licenze si distinguono varie categorie di operatori che, per diversi motivi, hanno deciso nolenti o volenti di uscire dal mercato del betting italiano.
C'è chi non ce l'ha fatta a pagare e coprire economicamente le garanzie, chi ha deciso di non proseguire nell'attività di scommesse e chi, la maggior parte, non se l'è sentita di entrare in concorrenza con le 14 mila nuove concessioni che si tramuteranno presto in negozi di gioco e corner di scommesse. Una concorrenza territoriale spietata cui molti vecchi concessionari saranno esposti. I volumi di raccolta dovranno, giocoforza, diminuire per l'aumento degli operatori. Senza contare poi il fatto che alcuni dei concessionari stavano ancora pagando debiti relativi agli 8 anni precedenti e reinvestire altre centinaia di migliaia di euro per il rinnovo delle licenze in mercato allargato con soli 8 anni per ammortizzare i costi, a parecchi operatori è sembrata una vera e propria follia.
Qualcuno però potrebbe trovare il modo di rientrare: "Certo avendo avuto tempo da ottobre se avessero voluto pagare lo avrebbero fatto già da tempo, ma non è detto che, essendoci tempo fino al due aprile, non ci sarà qualche operatore pronto a fare i salti mortali per recuperare i diritti", ha spiegato Raffaele Palmieri presidente del Sicon. In effetti lasciarsi scappare 40 concessioni così facilmente appare molto strano. "E' possibile anche che qualcuno abbia già trovato un'altra occupazione nel settore", ipotizza Palmieri. Strano anche che alcuni operatori stranieri ma anche italiani, non abbiano sfruttato l'occasione rilevando le concessioni in questione.
Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori: dal 2 aprile vecchi e nuovi concessionari potranno partire ‘a braccetto' con i nuovi giochi previsti dalla legge Bersani recepita dall'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.
fonte l'automatico
Le 40 concessioni sono tra le ultime di quel bando del '99 , che è stato un vero è proprio massacro.....le altre avevano già chiuso nel 2003 ....tra qualche anno vedremo i poveri sventurati che apriranno negozi e corner attuali .... ma io mi chiedo come è possibile che noi (oggi punti di commercializzazione) non siamo niente per nessuno ...tutti si lamentano ricevitori,concessionari...ctd stanley e noi stiamo qui a guardare ....impauriti e inerti ad aspettare che ci diano la possibilità di diventare gli attuali corner , a sperare sempre che qualcosa cambi in positivo per noi .....sanno solo pubblicizzare sui media i grossi introiti che
il telematico porta alle casse senza vedere che siamo noi punti di commercializzazione che facciamo quei volumi che leggiamo un po qua un po là .... .. e senza rendersi conto che siamo una grossa realtà del mercato delle scommesse ....