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Il 6 Marzo la sentenza Placanica.
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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Messaggioda maverik » 06/03/2007 - 14:28
STEBOMBER ha scritto:Domanda: ma i siti oscurati, finalmente verranno resi visibili dopo la sentenza?
Per logica si, anche perchè li non deve pronunciarsi alcun giudice, AAMS non ha alcun diritto di mantenere il blocco.
In pratica li terranno oscurati finche possono = ovvero finchè un giudice italiano non gli imponga il contrario ed anche in quel caso (astrabet) non si sono adeguati....
Se non altro non dovrebbero più continuare ad oscurare nuovi siti
Messaggioda maverik » 06/03/2007 - 15:26
Sentenza Placanica, Ughi (SNAI): "Conferma della legittimita' del sisterma concessorio italiano"
Con la sentenza Placanica (Cause riunite C-338, 359 e 360/04), pronunciata in data odierna, la Corte di giustizia CE è ritornata sui rapporti fra la legislazione italiana applicabile ai giochi ed alle scommesse ed il diritto comunitario, segnatamente sui principi di libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi. Confermando un consolidato orientamento giurisprudenziale, la Corte ha ritenuto che il quadro regolamentare in vigore in Italia, ed in particolare le disposizioni della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, risponde ad esigenze imperative di interesse generale, che possono anche prevalere sui principi di libera circolazione previsti dal Trattato CE. In particolare, la Corte ha finalmente riconosciuto che "un sistema di concessioni può [...] costituire un meccanismo efficace che consente di controllare coloro che operano nel settore dei giochi di azzardo allo scopo di prevenire l'esercizio di queste attività per fini criminali o fraudolenti".
Quanto alla politica condotta dalle autorità italiane, volta a migliorare ed a promuovere l'offerta di giochi legale nel contesto di un mercato regolamentato, la Corte ha statuito che "una politica di espansione controllata del settore dei giochi d'azzardo può essere del tutto coerente con l'obiettivo mirante ad attirare giocatori che esercitano attività di giochi e di scommesse clandestini vietati in quanto tali verso attività autorizzate e regolamentate" ed ha dato atto che "gli operatori autorizzati devono costituire un'alternativa affidabile, ma al tempo stesso attraente, ad un'attività vietata, il che può di per sé comportare l'offerta di una vasta gamma di giochi, una pubblicità di una certa portata e il ricorso a nuove tecniche di distribuzione".
à‰ quindi riconosciuto pienamente il ruolo dei concessionari pubblici, che operano a salvaguardia dell'interesse generale alla prevenzione della diffusione del gioco illegale, offrendo al tempo stesso servizi attraenti ai consumatori. Come atteso, la Corte ha rimesso ai giudici nazionali la valutazione circa il rispetto dei principi di necessità , non discriminazione e proporzionalità della legislazione italiana. Sotto questo profilo, ricordiamo che le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato (sentenza Gesualdi del 26 aprile 2004, n. 111) che la Legge 401/89 risponde ad esigenze di tutela dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza che giustificano gli ostacoli alle libertà comunitarie. Prendiamo atto del fatto che la Corte ha decretato l'incompatibilità col diritto comunitario delle norme nazionali che limitavano alle sole società di persone la possibilità di ottenere le concessioni necessarie alla raccolta delle scommesse.
L'illegittimità di tali norme potrà riflettersi sui procedimenti penali in corso innanzi ai tribunali di Larino e Teramo. Occorre tuttavia ricordare che le stesse norme sono state abrogate dal legislatore italiano e pertanto il quadro regolamentare vigente risulta pienamente compatibile con il diritto comunitario. L'art. 22, n. 11, della Legge finanziaria per il 2003, infatti consente a qualunque persona giuridica, senza limitazione alcuna quanto alla forma, di partecipare alle gare per l'attribuzione delle concessioni. Secondo Maurizio Ughi, Presidente di SNAI, "Con la sentenza Placanica la Corte ha consolidato il principio secondo cui gli Stati membri restano liberi di regolamentare le attività di gioco e scommessa attraverso un regime di concessioni. La pronuncia della Corte costituisce un passaggio di estrema importanza, poiché riconosce la specificità del settore dei giochi e delle scommesse e l'impossibilità di procedere a liberalizzazioni incontrollate attraverso l'applicazione diretta delle disposizioni del Trattato CE". "Siamo certi che i giudici nazionali sapranno applicare i principi ed i criteri di valutazione indicati dalla Corte nella sentenza odierna, conformandosi agli orientamenti già seguiti dalla Cassazione.
Ci auguriamo inoltre che le valutazioni della Corte siano apprezzate dalla Commissione europea nella sua attività di controllo sull'applicazione del diritto comunitario. Riteniamo che non possano sussistere ulteriori dubbi sulla validità del quadro regolamentare in vigore e che i rapporti fra libera iniziativa economica e tutela dell'interesse pubblico siano ora tracciati in modo sufficientemente preciso. Prendiamo atto che, in considerazione della sentenza della Corte, il sistema sanzionatorio attualmente in vigore possa essere rivisto.
A nostro avviso, l'applicazione di pene detentive a fronte della violazione delle norme che regolano le concessioni e le autorizzazioni non è la sola strada percorribile. Un quadro di sanzioni amministrative, purchè applicate rigorosamente, potrebbe servire in modo efficace lo scopo di garantire il funzionamento del sistema".
NO COMMENT...
Con la sentenza Placanica (Cause riunite C-338, 359 e 360/04), pronunciata in data odierna, la Corte di giustizia CE è ritornata sui rapporti fra la legislazione italiana applicabile ai giochi ed alle scommesse ed il diritto comunitario, segnatamente sui principi di libertà di stabilimento e libera prestazione di servizi. Confermando un consolidato orientamento giurisprudenziale, la Corte ha ritenuto che il quadro regolamentare in vigore in Italia, ed in particolare le disposizioni della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, risponde ad esigenze imperative di interesse generale, che possono anche prevalere sui principi di libera circolazione previsti dal Trattato CE. In particolare, la Corte ha finalmente riconosciuto che "un sistema di concessioni può [...] costituire un meccanismo efficace che consente di controllare coloro che operano nel settore dei giochi di azzardo allo scopo di prevenire l'esercizio di queste attività per fini criminali o fraudolenti".
Quanto alla politica condotta dalle autorità italiane, volta a migliorare ed a promuovere l'offerta di giochi legale nel contesto di un mercato regolamentato, la Corte ha statuito che "una politica di espansione controllata del settore dei giochi d'azzardo può essere del tutto coerente con l'obiettivo mirante ad attirare giocatori che esercitano attività di giochi e di scommesse clandestini vietati in quanto tali verso attività autorizzate e regolamentate" ed ha dato atto che "gli operatori autorizzati devono costituire un'alternativa affidabile, ma al tempo stesso attraente, ad un'attività vietata, il che può di per sé comportare l'offerta di una vasta gamma di giochi, una pubblicità di una certa portata e il ricorso a nuove tecniche di distribuzione".
à‰ quindi riconosciuto pienamente il ruolo dei concessionari pubblici, che operano a salvaguardia dell'interesse generale alla prevenzione della diffusione del gioco illegale, offrendo al tempo stesso servizi attraenti ai consumatori. Come atteso, la Corte ha rimesso ai giudici nazionali la valutazione circa il rispetto dei principi di necessità , non discriminazione e proporzionalità della legislazione italiana. Sotto questo profilo, ricordiamo che le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato (sentenza Gesualdi del 26 aprile 2004, n. 111) che la Legge 401/89 risponde ad esigenze di tutela dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza che giustificano gli ostacoli alle libertà comunitarie. Prendiamo atto del fatto che la Corte ha decretato l'incompatibilità col diritto comunitario delle norme nazionali che limitavano alle sole società di persone la possibilità di ottenere le concessioni necessarie alla raccolta delle scommesse.
L'illegittimità di tali norme potrà riflettersi sui procedimenti penali in corso innanzi ai tribunali di Larino e Teramo. Occorre tuttavia ricordare che le stesse norme sono state abrogate dal legislatore italiano e pertanto il quadro regolamentare vigente risulta pienamente compatibile con il diritto comunitario. L'art. 22, n. 11, della Legge finanziaria per il 2003, infatti consente a qualunque persona giuridica, senza limitazione alcuna quanto alla forma, di partecipare alle gare per l'attribuzione delle concessioni. Secondo Maurizio Ughi, Presidente di SNAI, "Con la sentenza Placanica la Corte ha consolidato il principio secondo cui gli Stati membri restano liberi di regolamentare le attività di gioco e scommessa attraverso un regime di concessioni. La pronuncia della Corte costituisce un passaggio di estrema importanza, poiché riconosce la specificità del settore dei giochi e delle scommesse e l'impossibilità di procedere a liberalizzazioni incontrollate attraverso l'applicazione diretta delle disposizioni del Trattato CE". "Siamo certi che i giudici nazionali sapranno applicare i principi ed i criteri di valutazione indicati dalla Corte nella sentenza odierna, conformandosi agli orientamenti già seguiti dalla Cassazione.
Ci auguriamo inoltre che le valutazioni della Corte siano apprezzate dalla Commissione europea nella sua attività di controllo sull'applicazione del diritto comunitario. Riteniamo che non possano sussistere ulteriori dubbi sulla validità del quadro regolamentare in vigore e che i rapporti fra libera iniziativa economica e tutela dell'interesse pubblico siano ora tracciati in modo sufficientemente preciso. Prendiamo atto che, in considerazione della sentenza della Corte, il sistema sanzionatorio attualmente in vigore possa essere rivisto.
A nostro avviso, l'applicazione di pene detentive a fronte della violazione delle norme che regolano le concessioni e le autorizzazioni non è la sola strada percorribile. Un quadro di sanzioni amministrative, purchè applicate rigorosamente, potrebbe servire in modo efficace lo scopo di garantire il funzionamento del sistema".
NO COMMENT...
PLACANICA BATTE ITALIA UNO A ZERO
Messaggioda ercolino » 06/03/2007 - 16:03
SCOMMESSE:
ca - 06/03/2007 - 10:26
Con la sentenza, attesa da anni, sul caso Placanica, Stanley infligge un altro duro colpo allo Stato italiano. Il caso che riguardava gli operatori Placanica, Palazzese e Sorricchio è quindi, risolto nello specifico. I centri dei tre operatori erano stati chiusi per la solita motivazione da parte dei giudici italiani: un centro scommesse era considerato potenzialmente pericoloso per l'ordine pubblico e per questo veniva disposta la chiusura. Cruciale a questo proposito, il passaggio in cui i giudici della Corte Europea indicano che va dimostrato a fondo la pericolosità e il fatto che in un'agenzia di scommesse vengano perseguiti fini criminali e fraudolenti. Non è più sufficiente una generica ordinanza di ordine pubblico come quelle utilizzate per le centinaia di chiusure perpetratesi in questi anni nei confronti delle agenzie Stanley aperte in Italia senza la necessaria concessione.
Caso risolto, come detto ma la palla passa ancora ai giudici italiani che adesso dovranno seguire queste indicazioni fornite dai giudici europei. Insomma, si tratta solo di una battaglia vinta ma la guerra continua. La sentenza non risolve tutte le questioni in ballo e i conflitti tra Stanley e lo Stato italiano. Non stiamo parlando di una legge o di un quadro normativo che impone il diritto comunitario su quello nazionale. Certo è che le chiusure e le reprimenda portate avanti da Aams e le autorità giurisdizionali italiani subiscono un brutto colpo. Si tratta, quindi, di un'altra arma in più a favore di Stanley.
Si è già parlato di ricorso contro il bando recente dell'assegnazione delle sedicimila concessioni. Tuttavia la Corte esprime un parere fondamentale anche sul regime concessorio italiano: non possedere una concessione non giustifica sanzioni contro uno Stato membro. Questo è un vero colpo ai Monopoli di Stato.
fonte:lautomatico
ca - 06/03/2007 - 10:26
Con la sentenza, attesa da anni, sul caso Placanica, Stanley infligge un altro duro colpo allo Stato italiano. Il caso che riguardava gli operatori Placanica, Palazzese e Sorricchio è quindi, risolto nello specifico. I centri dei tre operatori erano stati chiusi per la solita motivazione da parte dei giudici italiani: un centro scommesse era considerato potenzialmente pericoloso per l'ordine pubblico e per questo veniva disposta la chiusura. Cruciale a questo proposito, il passaggio in cui i giudici della Corte Europea indicano che va dimostrato a fondo la pericolosità e il fatto che in un'agenzia di scommesse vengano perseguiti fini criminali e fraudolenti. Non è più sufficiente una generica ordinanza di ordine pubblico come quelle utilizzate per le centinaia di chiusure perpetratesi in questi anni nei confronti delle agenzie Stanley aperte in Italia senza la necessaria concessione.
Caso risolto, come detto ma la palla passa ancora ai giudici italiani che adesso dovranno seguire queste indicazioni fornite dai giudici europei. Insomma, si tratta solo di una battaglia vinta ma la guerra continua. La sentenza non risolve tutte le questioni in ballo e i conflitti tra Stanley e lo Stato italiano. Non stiamo parlando di una legge o di un quadro normativo che impone il diritto comunitario su quello nazionale. Certo è che le chiusure e le reprimenda portate avanti da Aams e le autorità giurisdizionali italiani subiscono un brutto colpo. Si tratta, quindi, di un'altra arma in più a favore di Stanley.
Si è già parlato di ricorso contro il bando recente dell'assegnazione delle sedicimila concessioni. Tuttavia la Corte esprime un parere fondamentale anche sul regime concessorio italiano: non possedere una concessione non giustifica sanzioni contro uno Stato membro. Questo è un vero colpo ai Monopoli di Stato.
fonte:lautomatico
erc
Messaggioda pull » 06/03/2007 - 17:15
PURTROPPO RIMARRANNO SEMPRE DELLA LORO OPINIONE...NON C'è SENTENZA EUROPEA CHE REGGA...SI CI SARANNO PIù ASSOLUZIONI MA PER ARRIVARCI AVVOCATI SPESE SU SPESE...I VERI PROBLEMI SONO MANIFESTAZIONI COME SAN REMO...IL LAVORO PER I GIOVANI UN PICCOLO DETTAGLIO TRASCURABILE, IMPORTANTE CONTINUARE AD ARRICCHIRE LE SOLITE MERDACCE...RIPETO L'ITALIA GRAN PAESE PER IL CIBO E L'ARTE...MA PER IL RESTO DEVO CONIARE ANCORA UNA PAROLACCIA CHE RENDA BENE L'IDEA
Messaggioda maverik » 06/03/2007 - 17:48
Hanno vinto loro!!! Stasera festeggiano.... l'europa gli ha dato ragione!
QUESTI NON LI SMUOVONO NEANCHE A CANNONATE!!!!
Commento di AAMS sulla sentenza della Corte di giustizia
relativa al cosiddetto caso Placanica
Roma, 6 marzo 2007. AAMS - Amministrazione autonoma dei Monopoli Stato - prende atto con soddisfazione e si riconosce nei principi contenuti nella odierna sentenza della Corte di Giustizia relativa al cosiddetto caso Placanica.
In particolare, la previsione della possibilità , per gli Stati membri, di porre limitazioni alla libertà di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi nel settore del gioco per motivi di interesse pubblico connessi alla prevenzione di finalità criminali e per la tutela dei consumatori, nonché la dichiarata efficacia del sistema concessorio per “…controllare coloro che operano nel settore dei giochi d’azzardo…â€
QUESTI NON LI SMUOVONO NEANCHE A CANNONATE!!!!
Commento di AAMS sulla sentenza della Corte di giustizia
relativa al cosiddetto caso Placanica
Roma, 6 marzo 2007. AAMS - Amministrazione autonoma dei Monopoli Stato - prende atto con soddisfazione e si riconosce nei principi contenuti nella odierna sentenza della Corte di Giustizia relativa al cosiddetto caso Placanica.
In particolare, la previsione della possibilità , per gli Stati membri, di porre limitazioni alla libertà di stabilimento ed alla libera prestazione di servizi nel settore del gioco per motivi di interesse pubblico connessi alla prevenzione di finalità criminali e per la tutela dei consumatori, nonché la dichiarata efficacia del sistema concessorio per “…controllare coloro che operano nel settore dei giochi d’azzardo…â€
Messaggioda ercolino » 06/03/2007 - 19:36
(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 6 Marzo 2007 - Ore 18,55 - SPECIALE "CASO PLACANICA": PANNELLA E CAPPATO "IL TRATTATO UE VA APPLICATO ANCHE NELLA PARTE RELATIVA ALLA LIBERTA' DI PRESTAZIONE DI SERVIZI E DI STABILIMENTO"
Il commento degli europarlamentari radicali Marco Pannella e Marco Cappato sulla sentenza Placanica è secco: "Il governo italiano deve adeguarsi alle regole del mercato interno europeo". "Anche se ha il diritto di imporre restrizioni agli operatori stranieri di scommesse sportive" spiegano poi i due politici, "lo deve fare solo nel rispetto delle regole europee, ossia in modo proporzionato e non discriminatorio. Non sembra che il governo italiano abbia seguito finora questi principi e la Corte ha giustamente deciso di condannarlo".
"Dopo il famoso caso Gambelli del 2003" proseguono ancora, "la Corte di Giustizia Europea oggi condanna un'altra volta l'Italia sul caso Placanica, l'agente di Stanleybet International, al quale, in modo ingiustificato
e discriminatorio è stato impedito di svolgere l'attività legale di operatore di scommesse sportive, pur avendo una regolare licenza in una altro stato membro, in questo caso il Regno Unito".
La sentenza della Corte di Giustizia quindi inciterà "potrà convincere la Commissione Europea a continuare sul percorso dell'apertura di procedure di infrazione iniziata l'anno scorso nei confronti di 10 stati membri, inclusa l'Italia, che con i suoi Monopoli di Stato impedisce investimenti legali internazionali all'interno del suo territorio. Il provvedimento odierno rafforza quello relativo al caso Gambelli: il Trattato Ue va applicato anche nella parte relativa alla libertà di prestazione di servizi e di stabilimento".
agicoscommesse - 06/03/2007 - mr
Il commento degli europarlamentari radicali Marco Pannella e Marco Cappato sulla sentenza Placanica è secco: "Il governo italiano deve adeguarsi alle regole del mercato interno europeo". "Anche se ha il diritto di imporre restrizioni agli operatori stranieri di scommesse sportive" spiegano poi i due politici, "lo deve fare solo nel rispetto delle regole europee, ossia in modo proporzionato e non discriminatorio. Non sembra che il governo italiano abbia seguito finora questi principi e la Corte ha giustamente deciso di condannarlo".
"Dopo il famoso caso Gambelli del 2003" proseguono ancora, "la Corte di Giustizia Europea oggi condanna un'altra volta l'Italia sul caso Placanica, l'agente di Stanleybet International, al quale, in modo ingiustificato
e discriminatorio è stato impedito di svolgere l'attività legale di operatore di scommesse sportive, pur avendo una regolare licenza in una altro stato membro, in questo caso il Regno Unito".
La sentenza della Corte di Giustizia quindi inciterà "potrà convincere la Commissione Europea a continuare sul percorso dell'apertura di procedure di infrazione iniziata l'anno scorso nei confronti di 10 stati membri, inclusa l'Italia, che con i suoi Monopoli di Stato impedisce investimenti legali internazionali all'interno del suo territorio. Il provvedimento odierno rafforza quello relativo al caso Gambelli: il Trattato Ue va applicato anche nella parte relativa alla libertà di prestazione di servizi e di stabilimento".
agicoscommesse - 06/03/2007 - mr
erc
Messaggioda ercolino » 06/03/2007 - 19:43
(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 6 Marzo 2007 - Ore 16,35 - SPECIALE "CASO PLACANICA": DA AAMS NESSUNA PREOCCUPAZIONE PER LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA "SENTENZA SUPERATA DAL NOSTRO RIORDINO DEL SETTORE"
I vertici dei Monopoli di Stato non sono preoccupati per quanto stabilito questa mattina dalla Corte di Giustizia Europea in merito al “Caso Placanicaâ€
I vertici dei Monopoli di Stato non sono preoccupati per quanto stabilito questa mattina dalla Corte di Giustizia Europea in merito al “Caso Placanicaâ€
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Messaggioda agozzino48 » 07/03/2007 - 00:02
non finira mai il monopolio in italia
l' importante e vincere non partecipare !!!
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