e questo????
ce ne vuole di coraggio ziocane...
L’EDITORIALE
DOMANDE GARANTISTE
GIANCARLO PADOVAN
Noto con piacere che qualcuno in Italia coÂmincia a domandarsi non solo quali siaÂno il livello e la profondità dello scandalo TeÂlecom- Inter, ma anche come mai molti giorÂnali autorevoli ne parlino così poco e così di contraggenio. Ieri, per la verità , è tornata a scriverne La Repubblica, diffondendo una noÂtizia che, immagino, avrà molto alterato il già provatissimo umore di Massimo Moratti. La notizia è questa: « Anche Juve, Figc e Gea erano controllate dalle spie Telecom». SiccoÂme il patron dell’Inter pensa al giornalismo e ai giornalisti come a «quelli che stanno inÂtorno ad un certo mondo condannato» – l’ha detto lui martedì, sempre che non provveda ad una seconda autosmentita – mi piacerebÂbe sapere intorno a chi o a cosa ruotano quelÂli di Repubblica. E mi piacerebbe pure capiÂre in cosa consistono le «reazioni scomposte e smodate» del mondo di cui sopra. Se, per caso, Moratti si riferisse a Tuttosport, sappia che chi lo dirige si scandalizza, casomai, delÂl’assoluto torpore in cui vegeta buona parte della stampa italiana (sportiva e non sportiÂva), dei silenzi televisivi sull’Inter, delle irÂresponsabili parole del suo allenatore e delÂle palesi contraddizioni confezionate dallo stesso Moratti. Materiale che al dottor BorÂrelli – e a qualche altro – non dovrebbe esÂsere sfuggito.
Comunque la linea difensiva del numero 1 interista mi appare già chiarissima. Noi – diÂce e dirà il petroliere – non abbiamo mai coÂmandato un’indagine su De Santis, né su alÂtri. Al massimo ce l’hanno offerta. AmmetÂtiamo che tutto ciò sia credibile. Chi gliel’ha offerta? E perché esiste una ricevuta di paÂgamento intestata a F.C. Internazionale MiÂlano presso la sede inglese della Worldwide Consultant Security allestita da Emanuele Cipriani?
Si dà poi il caso che l’amministratore delegaÂto di Telecom, Carlo Buora, sia anche viceÂpresidente dell’Inter. E che Buora sia stato indicato da Giuliano Tavaroli (ex numero 1 della sicurezza di Telecom, attualmente in carcere) come l’uomo cui lo stesso Tavaroli riÂferiva direttamente. Ora, come ribadisce La Repubblica, Telecom spiava – oltre all’arbitro De Santis – la Juve, la Federcalcio, la Gea, alÂtri personaggi importanti o meno importanÂti del calcio italiano. C’è qualcuno in grado di spiegare quali interessi abbia un’azienda teÂlefonica nei confronti della Juve, della FeÂdercalcio e della Gea? E’ evidente che TeleÂcom lo faceva per altri, effettivamente coinÂvolti nel calcio. E ancora: siamo di fronte ad un reato sportivamente rubricabile alla voce slealtà o ad un reato penalmente riconduciÂbile allo spionaggio industriale? In ogni caso, se Tavaroli dice la verità , Buora risulterebbe direttamente responsabile per Telecom e ogÂgettivamente per l’Inter.