Scommesse: ParadiseBet sotto inchiesta dalla Procura di Bari
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(n.s.) Con l'accusa di aver costituito a Londra una società di bookmaker dedita alle scommesse clandestine on line su eventi sportivi, una decina di persone, tra cui alcuni cittadini originari di Bari, è indagata dalla Procura del capoluogo pugliese. La società finita sotto indagine è la 'Paradisebet limited' con sede legale e operativa nel Middlesex. La società di bookmaker è stata costituita - secondo l' accusa - anche da soci baresi nel gennaio del 2002 e avrebbe fatturato negli ultimi anni milioni di sterline raccogliendo scommesse (come pubblicizzato dalla stessa societa' nel sito web) in molti Stati, tra cui Cina, Australia, Stati Uniti fino ai Paesi dell'Europa dell'Est e in Italia. Nel nostro Paese - secondo il pm inquirente del Tribunale di Bari Giuseppe Scelsi - la società opera senza alcuna autorizzazione e raccoglie da anni scommesse sui principali eventi sportivi, primi tra tutti calcio, tennis, Formula Uno, motomondiale, sci alpino, basket, rugby e football americano. Il sito internet della Paradisebet (
www.paradisebet.com) è menzionato anche da siti web in lingua cinese, giapponese e spagnola. Nel proprio sito la Paradisebet si definisce 'leader nel mercato delle scommesse on line' e il 'bookmaker preferito dagli scommettitori'. Fino a qualche mese fa l'indagine era coordinata dal pm della Procura distrettuale antimafia di Bari Francesco Giannella, che ipotizzava nei confronti degli indagati reati più gravi e, per questo motivo, fece sequestrare circa un milione e 300 mila euro, dissequestrati poi dal Tribunale del Riesame di Bari che ritenne insussistente il reato di scommesse clandestine. All'esito delle indagini delegate a militari della Guardia di Finanza, il pm Giannella derubricò una serie di reati ed escluse le aggravanti contestate e, non ritenendo più il fascicolo di competenza della Dda, lo inviò alla Procura ordinaria. L'indagine fu quindi assegnata al sostituto procuratore Scelsi. Della vicenda del sequestro si è anche occupata qualche tempo fa la Cassazione che - a quanto si è saputo - rinviò ogni decisione sulla sussistenza del reato di scommesse clandestine al giudice di merito poichè - secondo fonti inquirenti - sarebbe contrastante la legislazione in materia fra l'Unione Europea e l'Italia. In sostanza, la legge italiana prevede che per operare nel campo delle scommesse on line è necessaria l'autorizzazione dei Monopoli; per la Corte di giustizia europea, invece, la normativa italiana, prevedendo questa autorizzazione, ostacola la concorrenza perchè lo Stato - è il ragionamento dei giudici di Strasburgo - difficilmente darebbe l'autorizzazione a operare sul proprio territorio a una societa' che farebbe concorrenza allo Stato stesso. Per questo motivo sia la normativa italiana che quella europea prevedono ora un ostacolo al rilascio delle autorizzazioni: la tutela dell'ordine pubblico. La verifica del superamento di questo limite è al vaglio della Procura di Bari.
www.agipronews.it - 31 gennaio 2006 ore 18:31