25/10/2005 15:31
Scommesse:grande inchiesta a tutto campo sul betting in Italia di Sport & Scommesse
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Molto interessante l'inchiesta pubblicata oggi dal settimanale "Sport & Scommesse". Tutti gli 8 provider autorizzati sono infatti messi al confronto su questi 3 temi:
- Come valutate il servizio offerto dal totalizzatore nazionale e come interverreste per migliorarne l'appeal?
- Quale è il vero problema che potrebbe rallentare la crescita del mercato delle scommesse?
- La prevista piattaforma "unica" per il gioco "a distanza" è un vantaggio o no? Il telematico è gestito bene dall'Amministrazione o sarebbero necessari interventi?
Molto preciso è dettagliato l'intervento di Giuseppe Tarricone sul numero odierno di "Sport & Scommesse". Il patron di Totosì elenca infatti una serie di interventi necessari per migliorare la raccolta delle scommesse: "per aumentare la raccolta ulteriormente bisogna intervenire in maniera sostanziale sui seguenti punti
- La riduzione della tassazione
- Eliminazione e/o modificazione di applicazione del bonus
- Ampliamento dell'orario di gioco (24 ore su 24)
- L'incremento del numero degli avvenimenti sportivi
- L'incremento delle tipologie di scommesse
- La ricerca di nuove scommesse, un esempio emblematico è fornito dagli indici di borsa ma anche altri settori potrebbero essere di grande interesse, ad esempio la meteorologia, gli avvenimenti politici, quelli socioculturali, lo spettacolo e il cinema e i reality show. Insomma argomenti che consentano di diversificare la clientela e far si che aumenti anche la platea femminile sempre di più
- L'eliminazione del concetto palinsesto
- La possibilità di introdurre nuove tipologie di gioco (poker room, casino, bingo, lotterie, gratta e vinci, superenalotto, totocalcio, ed altro)
- La possibilità di raggiungere tutti gli oltre 7mila comuni italiani sprovvisti di agenzie, non trascurando nemmeno quello più piccolo, attraverso la distribuzione di macchine serviti dall'esercente che ha già un rapporto in atto con l'Aams. Tali macchine polifunzionali dovrebbero in sostanza offrire la possibilità di scommettere a scelta dello scommettitore con tutti i bookmaker italiani.
- Incremento della scommessa ippica su internet e telefono apportando modifiche sulle modalità di scommessa e rendendo il servizio sempre più appetibile allo scommettitore"
Come sempre mirata e dettagliata la puntualizzazione di Giorgio Sandi, pubblicata oggi su "Sport & Scommesse", in merito a cosa potrebbe creare problemi al settore delle scommesse: "c'è davvero il rischio di una crescita disordinata e pericolosa per i giocatori e per il mercato, rispetto all'opportunità in far crescere un settore in modo armonico, regolamentato e garatendo competitività . Oggi, accanto ai concessionari legalmente autorizzati dallo Stato - ha spiegato Sandi - vi sono operatori che in virtù di licenze ottenute all'estero, pretendono di utilizzare punti vendita in Italia con modalità che la magistratura penale ed amministrativa hanno definito illecite. Anche alcuni operatori dotati di concessioni nazionali, adottano modalità di raccolta presso punti collegati sul territorio, violando di fatto il divieto di intermediazione. Tra l'altro attraverso tali modalità ottengono volumi di raccolta di gioco telematico che snaturano l'esatta dimensione del mercato e le prospettive di sviluppo dello stesso. Sui giocatori italiani piovono offerte che gli stessi non sanno riconoscere se legali o meno, fuorviati anche da poco chiari messaggi pubblicitari. Fa bene la legge Finanziaria in discussione a portare ulteriori freni a questi comportamenti".
Intervento deciso e come al solito mai banale, quello di Maurizio Ughi sulle pagine di "Sport & scommesse" oggi in edicola: " l'adozione di un solo totalizzatore nazionale ha quale conseguenza naturale quella di un "appiattimento" dell'offerta: le scommesse sono le stesse per tutti i concessionari e provider, le quote in pagamento sono uguali per tutti. Con gli attuali concessionari e provider in attività , potrebbero operare in Italia da tre a cinque totalizzatori, tutti sottoposti al controllo da parte di Aams e Sogei ma gestiti da altrettanti provider: questa soluzione porterebbe a un'automatica concorrenza tra i vari concessionari, portati a offrire il miglior prodotto agli scommettitori. In questo senso gioverebbe la definizione di un importo massimo di prelievo ma non di un importo minimo, concedendo ai concessionari la definizione autonoma dei margini di rischio. Si lascerebbe spazio alla creatività imprenditoriale di ogni singolo concessionario o provider, l'offerta ne sarebbe avvantaggiata e di conseguenza anche l'interesse per gli scommettitori. Questo è quanto accade, per esempio, in Gran Bretagna con Betfair: si tratta betting exchange e non di un vero e proprio totalizzatore, ma è interessante il ruolo di Betfair che esercita un'azione di controllo mentre le quote sono definite tra banco e giocatori". Ed a proposito della possibile piattaforma unica per il gioco telematico Ughi ha dichiarato che: "se la piattaforma viene intesa come una base tecnologica deputata a garantire la piena regolarità del gioco si tratta di una soluzione assolutamente vantaggiosa: offrirebbe le migliori garanzie di sicurezza per tutti, concessionari e scommettitori. Non deve però risultare essere una "ingessatura" dell'offerta all'interno degli attuali canoni, impedendo competitività e concorrenza".
Sul numero di "Sport & Scommesse" oggi in edicola interessante intervento di Roberto Righetti sul gioco " distanza": "sulla questione del telematico le circolari emesse hanno ulteriormente dato interpretazioni fuori da ogni logica, creando una rete alternativa costruita sull'equivoco (ad ogni punto che dovrebbe vendere le card si vendono invece sistematicamente i biglietti)". Righetti ha anche parlato dell'attuale palinsesto delle scommesse: "dopo tutti gli esperimenti attuati a tutt'oggi il totalizzatore sportivo dimostra che il pubblico non gradisce queste tipologie di giochi, poiché il più delle volte le vincite sono popolari nonostante le difficoltà di individuare i pronostici. Infatti i concorsi pronostici sono condizionati dal montepremi".
"La piattaforma "unica" rappresenterebbe la morte per il gioco a distanza". Così esordisce Fabrizio D'Aloia nel suo intervento su "Sport & Scommesse". "Per intenderci - spiega D'Aloia - è come se si imponesse a tutti di essere "uguali" per legge. Gioco a distanza non significa riduttivamente solo la possibilità per l'utente di poter effettuare una scommessa da casa via internet. L'insuccesso di molti progetti per il gioco a distanza sviluppati, anche da blasonati service provider, con questa logica "di regime" è sotto gli occhi di tutti. Al contrario il gioco a distanza si caratterizza proprio per la capacità da parte degli operatori di mettere lo scommettitore al "centro della scena" con servizi di comunicazione e di gestione "unici" e "personalizzati" proprio per "lui" facendolo sentire parte di una "comunità " di soggetti che condividono gli stessi valori, gli stessi interessi ed una comune cultura per lo sport e le scommesse come elementi distinti ma complementari del proprio tempo libero. L'intervento politicamente più importante da parte di AAMS sarebbe quello di chiudere definitivamente con la stagione delle "denuncie", del "divieto di intermediazione" e delle "norme ambigue" interpretate a seconda dei casi e degli interlocutori con "elasticità " o "rigidezza" e che hanno contribuito a creare un clima di "guerra civile" tra gli operatori nazionali a tutto vantaggio degli operatori stranieri e clandestini. L'intervento operativamente più importante da parte di AAMS sarebbe invece quello di trasformare i punti vendita autorizzati di "ricariche" in "mini agenzie" autorizzate all'accettazione delle "scommesse al banco". Migliaia di ricevitori e piccoli imprenditori sarebbero lieti di servire al meglio lo scommettitore con evidenti vantaggi sia per l'AAMS che per l'Erario. Sarebbe di fatto "cancellata" dal territorio la presenza di operatori clandestini o stranieri grazie alla capillare presenza di soggetti autorizzati alla raccolta delle somme sse per conto dei concessionari".
Molto preciso l'intervento di Massimiliano Casella, in merito ai problemi che si trova ad affrontare il mercato del betting, su "Sport & Scommesse": "sono tanti, e tutti importanti, i fattori che determinano congiuntamente il successo o l'insuccesso di una determinata strategia o politica di sviluppo del mercato delle scommesse a quota fissa. Le scommesse a quota fissa rappresentano un tipico prodotto di "mercato in concorrenza" dove i fattori "iniziativa" e "innovazione" vanno incentivati e non frenati o contrastati in ogni modo da parte di AAMS, lasciando agli operatori tutto lo "spazio" di cui necessitano per porre in essere con serenità tutti gli investimenti ritenuti opportuni per seguire i trend tecnologici o di mercato. Occorre concettualmente smetterla una volta per tutte di "parlare" congiuntamente di giochi e scommesse e conseguentemente evitare di agire con una politica unitaria imposta dall'alto senza il coinvolgimento degli operatori del settore. Le scommesse solo le scommesse e basta! Con le loro caratteristiche uniche che le differenziano da tutti i giochi presenti sul mercato necessitano di strategie e politiche di gestione specifiche. Come si può parlare contemporaneamente di New slot, Superenalotto, lotterie istantanee e scommesse a quota fissa? Solo perché per partecipare in ogni caso si paga una posta? àˆ troppo semplicistico e porta a valutazioni e strategie errate. L'istituzione di un osservatorio permanente sul settore scommesse a quota fissa a disposizione degli operatori del settore e di un organismo tecnico che consenta un periodico e quindi continuo confronto e scambio di informazioni tra AAMS e i service provider è oramai indispensabile e non più rimandabile. Ovviamente prima occorrerà istituzionalizzare e regolamentare una volta per tutte la figura atipica del "service provider" che di fatto rappresenta il "motore" del settore delle scommesse a quota fissa".
Sugli interventi da fare per migliorare l'offerta è intervenuto, sul numero di "Sport & Scommesse" oggi in edicola, anche Pietro Cannistrà : "riguardo gli interventi, noi mireremmo ad uno snellimento del servizio ed in particolare partiremmo da una programmazione libera ed indipendente del palinsesto, con la possibilità di poter offrire differenti sports e tipologie di quote, cosa che ci permetterebbe di raggiungere i seguenti vantaggi: 1- Saremmo messi in condizione di fare quello per il quale siamo bravi, aumenterebbe la nostra competitività e quindi la soddisfazione del cliente di fronte ad una offerta più vasta e analoga a quella dei Bookmakers stranieri. 2- Si alleggerirebbe il costo del servizio offerto da Sogei. 3- Aumenterebbero gli incassi di noi Providers e le entrate Erariali".
Questo l'intervento di Enrico Marzola sui problemi dell'attuale palinsesto e del settore in generale, pubblicato oggi da "Sport & Scommesse": "attualmente abbiamo operato entro degli schemi molto rigidi, senza la possibilità di poter determinare il prodotto da offrire al pubblico. Vengono decise dall'alto le tipologie di scommesse, gli eventi da proporre, le quote di allibramento, insomma una sorta di prodotto pre-confezionato che appiattisce il mercato e ci rende poco concorrenziali rispetto ai bookmaker esteri. Gli stessi tempi di certificazione dei risultati risultano estremamente lunghi e laboriosi, se rapportati alle esigenze del mercato. àˆ difficile gestire la raccolta ed i palinsesti da chi non ha mai gestito sul territorio ed è paradossale che chi si assume il rischio non possa determinare l'offerta. Decentriamo una serie di attività e di scelte alla rete delle agenzie, soprattutto quelle che incidono direttamente sul prodotto e sulla raccolta, una sorta di "devolution" e lasciamo che il totalizzatore nazionale si occupi degli aspetti generali e di garanzia". Marzola è anche intervenuto sull'attuale mercato del betting: " di fatto siamo imballati in dei "range" molto stretti. Se non si capisce il passaggio delicato che stiamo affrontando; se non si conoscono le difficoltà che incontra la base della rete nella raccolta; se non si ha ben presente l'importanza di avere strumenti più dinamici per confrontarsi quotidianamente con un mercato sempre più aggressivo, allora è difficile raggiungere i livelli di crescita di cui il mercato italiano "potenzialmente" dispone. Non basta immettere sul mercato nuove tipologie di scommesse - gli indici borsistici, miss Italia, Sanremo, ecc - pensando che questa sia la panacea di tutti i mali. Bisogna che l'azione della P.A. sia più concreta e coinvolga di più gli operatori del settore per meglio individuare i prodotti che il mercato richiede".
Ovviamente non poteva mancare, sulla visione globale dei provider italiani sull'attuale momento del mercato delle scommesse, l'intervento su "Sport & Scommesse" di Giuseppe Core:"uno dei problemi più seri è sicuramente il mancato rispetto dei ruoli. Il concessionario deve fare attività di impresa, fare economie e produrre di più. I rappresentanti sindacali devono adoperarsi perché il settore funzioni meglio e l'amministrazione rispettare tutti gli operatori ed elaborare progetti e correttivi che ricadano su tutto il settore e non in modo parziale. Da un mercato protetto a uno, due o te aziende, bisogna passare ad una competizione aperta".
agicos - 25/10/2005 - cg
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