io parto da un presupposto: nei book lavora gente più o meno brava e più o meno seria che, facendolo di mestiere, dovrebbe sapere tutte le sfumature di una partita (sappiamo che non sempre è cosi).
cmq, se tutti i book escono con una squadra a 1,45 anche mia nonna davanti alla comparazione quote dice: azz, quella squadra è favorita, mi sa che vince. poi vince e mia nonna allora la innalzo a paladino della scommessa.
il discorso secondo me è che bisogna sfruttare la propria competenza per giocare quella squadra non a 1,45 ma a 1,6, solo cosi nel lungo periodo si vince. facio un esempio: boniek è vero, i tuoi prono sono stati spesso giusti, però guardala sotto questo punto di vista:
la dinamo, tu sentivi che puzzava.. potevi bancarla a 1,6/1,7 (non ricordo a quanto è scesa) e giocarla poi sopra il 2.. in quel momento potevi scegliere cosa fare: spalmare la vincita, giocare X2 a una quotona, andare sulla dinamo con quota che nessuno aveva in mano.
lo stesso con il vardar: hai detto di averlo giocato a 2,75, correggimi se sbaglio, beh stanotte l elbasani è sceso sotto il 2. avresti potuto bancarlo, e ora avresti gia vinto, o avresti in mano sul vardar ben oltre il 3.
voglio dire che la tua competenza potresti sfruttarla meglio, vincere di più (o perdere di meno nel mio caso

)..
altro esempio: nel lungo periodo tu giochi sempre a 1,8 io gioco sempre a 2, stesse squadre.
io ne prendo la metà e vado a pari, tu che sei più bravo ne prendio qualcuna in più e vai pari.. c è qualcosa che non torna, vero?