04/07/2005 17:07
Giochi e scommesse: il mercato europeo verra' liberalizzato ma non in tempi brevi
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Se in alcuni Stati membri dell'Unione Europea si può continuare ad applicare restrizioni e divieti al gioco d'azzardo "cross-border", sarà questo il nucleo di ogni futura discussione relativa all'industria dell'I-gaming. Ne sono perfettamente convinti gli avvocati e gli esperti che si sono dati appuntamento a Montreal per il Global Interactive Gaming Summit and Expo, l'evento che ogni anno vede riuniti tutti i protagonisti dell'industria del gaming e che si è da poco concluso . Tutti, operatori e legali, si sono trovati d'accordo su un punto: ci sono importanti segnali che fanno propendere per una affermazione del mercato libero. L'evento, che quest'anno si è tenuto in Canada, è stato quasi interamente dedicato all'Europa e alla legittimità o meno dei divieti che possono essere applicati ad un operatore perfettamente autorizzato ad esercitare una attività nel proprio paese d'origine. Un gruppo di operatori, in testa al quale c'è Ladbrokes e William Hill, sostiene che si blocchi l'attività degli operatori stranieri per difendere il monopolio statale violando così il trattato europeo sul commercio. Il problema rappresenta anche il punto centrale di tre cause finite dal luglio 2004 davanti alla Corte Europea . I ricorsi, che vedono chiamati in causa i singoli governi, riguardano Finlandia, Olanda , Svezia ,Belgio , Germania e Italia.La battaglia suon di carte bollate si è scatenata dopo il novembre 2003, quando la Corte Europea emanò la nota sentenza Gambelli, in riferimento alla quale fu detto dall'Avvocato Generale Albert che la legislazione italiana " rappresentava una misura discriminatoria e - alla luce dei fatti- fallì la giustificazione circa i motivi di interesse generale. Gli operatori, di conseguenza, hanno costruito le loro cause contro le legislazioni europee intorno a questa sentenza ma Thibault Verbiest, avvocato belga che conosce molto bene anche il mercato francese e che a Montreal è stato moderatore della Conferenza, ha spiegato come queste compagnie abbiano cavalcato l'onda . La decisione è estremamente complessa, ha detto Verbiest, e non sono state considerate tutte le sue implicazioni. " La Corte non dice formalmente che la legislazione rappresenta una infrazione di uno dei principi fondamentali del trattato comunitario, spiega Verbiest, ma che ci deve essere una precisa politica sul gaming, e non dice in un modo o nell'altro se questo è il caso dell'Italia". Come si legge su
www.jamma.it, è vero però che in Europa non esiste nessuna legge che riguardi l'industria del gioco interattivo. Ci sono leggi sulle attività economiche nei diversi paesi europei, leggi che si riferiscono allo scambio di beni e di servizi attraverso i paesi membri, ma nessuna di loro parla di remore gambling. Secondo l'avvocato Quirino Mancini, avvocato consulente oltre che membro dell'International Master Gaming Law, la Commissione Europea può scegliere tra due alternative se vuole risolvere il problema. Potrebbe decidere di rimuovere tutte le limitazioni e le barriere che restano nella clausola del Mercato Interno contenuta nella Direttiva sui Servizi , il che- secondo Mancini- spianerebbe la strada ad un mercato liberalizzato per l'industria del gambling remoto. Se invece i politici decidono per una riduzione e un contenimento dell'industria, un cambiamento delle direttive potrebbe essere indirizzato ad applicare restrizioni. Tra le direttive che potrebbero essere prese in considerazione c'è la direttiva sul commercio elettronico e una direttiva specifica per le società che si occupano di servizi di informazione ( sotto la quale l'e-gaming potrebbe essere facilmente classificato). Quest'ultima soluzione comunque, ha aggiunto Mancini, risulta essere piuttosto improbabile, considerando che gli operatori privati farebbero qualsiasi cosa pur di mantenere il mercato più "aperto" possibile. Secondo gli esperti che hanno partecipato al GIGSE di Montreal lo sviluppo di regole specifiche per l'industria del gambling remoto rappresenta in assoluto la via più probabile ma questo, avverto, richiederà tempo. Fino ad allora cause e sentenze detteranno le norme che regoleranno l'attività degli operatori privati. Il mese scorso la Suprema Corte Amministrativa finlandese ha ribaltato una decisione dello Stato che impediva a Ladbrokes di operare sul mercato nazionale. Casi simili a questo sono ancora aperti in Nord Europa ed in altri Paesi. In un quadro generale , Verbiest ritiene che così come tutti i segmenti del commercio nel mercato Europeo si stanno aprendo , così , come è inevitabile, sempre meno restrizioni saranno applicate al gambling. " Sarà un processo lento- ha spiegato Verbiest- ma a lungo termine l'Unione Europea rappresenterà un mercato molto interessante per gli operatori". Quanto lungo può essere questo "tempo" lo ha spiegato Wulf Hambach, avvocato tedesco da tempo impegnato sul fronte del gioco d'azzardo via Internet. Secondo Hambach non ci saranno grandi cambiamenti in un senso o nell'altro in termini di regolamentazione comunitaria, almeno per i prossimi tre-cinque anni. Per tutto questo periodo qualunque paese che vorrà applicare delle normative sul gioco, si scontrerà inevitabilmente con la Corte Europea.
(agicos - 04/07/2005 - pa)
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Diamo inizio al gioco......vincere e vinceremo.