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Situazione attuale, prospettive, notizie.
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Messaggioda pull » 27/04/2005 - 22:57
[b]27/04/2005 12:40
Scommesse, Izzo (FI): "Nessuno deve aggirare la legge sulla raccolta del gioco"
--------------------------------------------------------------------------------
“...eventualmente domani mattina (oggi per chi legge n.d.r.), proseguirà fino alla sua conclusione la discussione generale sul disegno di legge di conversione del decreto-legge concernente il Piano di sviluppo economico.â€
Scommesse, Izzo (FI): "Nessuno deve aggirare la legge sulla raccolta del gioco"
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“...eventualmente domani mattina (oggi per chi legge n.d.r.), proseguirà fino alla sua conclusione la discussione generale sul disegno di legge di conversione del decreto-legge concernente il Piano di sviluppo economico.â€
Messaggioda pull » 28/04/2005 - 19:44
[color=red][b]28/04/2005 15:27
Ultim'ora: Bruxelles decide di bocciare la proposta che escludeva i giochi dalla direttiva sui servizi
--------------------------------------------------------------------------------
La Commissione Industria del Parlamento Europeo ha deciso di non votare la proposta del relatore Gebhardt, proposta nella quale, tra le altre cose, si chiedeva l’esclusione del “ principio del paese d’origineâ€
Ultim'ora: Bruxelles decide di bocciare la proposta che escludeva i giochi dalla direttiva sui servizi
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La Commissione Industria del Parlamento Europeo ha deciso di non votare la proposta del relatore Gebhardt, proposta nella quale, tra le altre cose, si chiedeva l’esclusione del “ principio del paese d’origineâ€
Messaggioda pull » 29/04/2005 - 19:45
NEL BELPAESE UN GIRO DI SCOMMESSE DA 28 MILIARDI DI EURO ALL'ANNO
Gli allibratori inglesi conquistano l'Italia
Cause per milioni contro il monopolio
Stanley: nel Belpaese i più grandi scommettitori d'Europa
Federico Monga
inviato a LIVERPOOL
Gli allibratori di Queen Elisabeth vogliono il mercato italiano. A tutti i costi. E che costi. Alcune società arrivano a puntare su avvocati e tribunali anche due milioni di sterline all'anno pur di scardinare il monopolio made in Italy delle scommesse. Tra i bookmaker inglesi e il Belpaese è in atto una partita senza esclusioni di colpi che si gioca tra Corte di Giustizia di Bruxelles, Consigli di Stato e Corte Cassazione a Roma. In palio una martingala da 28 miliardi di euro annuali. Numeri, corse di cavalli, partite di calcio, fino al 1998 erano una affare a due. A far da concorrenti ai Monopoli di Stato c'erano le scommesse clandestine. Sisal e Totocalcio contro il «Tavolone del nero» di Montecatini, la cupola delle puntate illegali.
A metà degli anni '90, forti dell'abbattimento delle frontiere europee, Eurobet, Ladbrokes cominciarono ad affacciarsi nel Belpaese. Qualche pubblicità , pochi negozi, tanto per tastare il terreno senza dare troppo nell'occhio. I trenta milioni di giocatori però fanno troppo gola a chi da sempre scommette su tutto anche su quante volte andranno al gabinetto Carlo e Camilla prima del matrimonio. La partita allora si sposta nelle aule dei tribunali e nel 2003 StanleyBet International, quotata al listino della City, schiera i suoi agguerriti uffici legali.
Gli inglesi oltre che del calcio e delle scommesse sono anche i padri della concorrenza. Le barriere sul gioco d'azzardo devono essere abbattute e così inizia un'offensiva che ora sembra giunta alle battute finali. Con pazienza e tanti soldi, Stanley sta smontando tutte le resistenze, facendo riaprire di Tar in Consiglio di Stato le sue 700 ricevitorie chiuse dalle questure di mezz'Italia. Stanley punta dritta a scardinare il monopolio.
L'Italia rappresenta già poco meno del 10 per cento del fatturato globale che l'anno passato si è chiuso a 1,6 miliardi di sterline, circa 2,5 miliardi di euro. «La nostra strategia - spiega Adrian Morris, direttore finanziario della compagnia - non si ferma, vogliamo entrare in tutti i mercati europei, Italia compresa, o diventiamo partner legali, come è già avvenuto in Croazia, Romania e Belgio, oppure la battaglia legale continuerà ».
Quanto i giocatori nostrani siano desiderati da Stanleybet lo si capisce girando per i quattro piani della palazzina in stile impero nel centro di Liverpool, dove la compagnia ha il suo quartier generale. Italiani dappertutto. Nel customer service per dare assistenza agli agenti alle prese con i guai legali o a chi vuole iniziare un nuovo business. Nel piccolo ufficio dove si fanno le quote. «The Italian are the best» dicono nell'ambiente. Cani e cavalli agli inglesi, ma sul calcio, in quanto a competenza e preveggenza, non c'è partita. E ancora nelle sale di controllo, dove un sofisticato software marca a uomo tutte le giocate alla ricerca di combine e puntate anomale. Le scommesse, tanto per fare l'esempio più recente, sul famoso cinque a due che ha dato il là allo scandalo della Bundesliga non vennero più accettate già mezza giornata prima del fischio di inizio. L'obiettivo di Stanley è ottenere piena libertà nella trasmissione dei dati. Gli agenti italiani raccolgono solo le scommesse a fronte di una provvigione del 9 per cento sull'ammontare e le spediscono tutto ai cervelloni di Liverpool. Niente società in Italia ma solo semplici ricevitorie collegate con l'Inghilterra dove le tasse si fermano al 15 per cento. Morris allarga le braccia: «Controlliamo i nostri agenti tutti i giorni. E' tutto ok, ma lo Stato italiano non vuole dividere con altri il Tesoro». Chi vincerà ? Bookmaker favoriti. Si accettano scommesse.
Gli allibratori inglesi conquistano l'Italia
Cause per milioni contro il monopolio
Stanley: nel Belpaese i più grandi scommettitori d'Europa
Federico Monga
inviato a LIVERPOOL
Gli allibratori di Queen Elisabeth vogliono il mercato italiano. A tutti i costi. E che costi. Alcune società arrivano a puntare su avvocati e tribunali anche due milioni di sterline all'anno pur di scardinare il monopolio made in Italy delle scommesse. Tra i bookmaker inglesi e il Belpaese è in atto una partita senza esclusioni di colpi che si gioca tra Corte di Giustizia di Bruxelles, Consigli di Stato e Corte Cassazione a Roma. In palio una martingala da 28 miliardi di euro annuali. Numeri, corse di cavalli, partite di calcio, fino al 1998 erano una affare a due. A far da concorrenti ai Monopoli di Stato c'erano le scommesse clandestine. Sisal e Totocalcio contro il «Tavolone del nero» di Montecatini, la cupola delle puntate illegali.
A metà degli anni '90, forti dell'abbattimento delle frontiere europee, Eurobet, Ladbrokes cominciarono ad affacciarsi nel Belpaese. Qualche pubblicità , pochi negozi, tanto per tastare il terreno senza dare troppo nell'occhio. I trenta milioni di giocatori però fanno troppo gola a chi da sempre scommette su tutto anche su quante volte andranno al gabinetto Carlo e Camilla prima del matrimonio. La partita allora si sposta nelle aule dei tribunali e nel 2003 StanleyBet International, quotata al listino della City, schiera i suoi agguerriti uffici legali.
Gli inglesi oltre che del calcio e delle scommesse sono anche i padri della concorrenza. Le barriere sul gioco d'azzardo devono essere abbattute e così inizia un'offensiva che ora sembra giunta alle battute finali. Con pazienza e tanti soldi, Stanley sta smontando tutte le resistenze, facendo riaprire di Tar in Consiglio di Stato le sue 700 ricevitorie chiuse dalle questure di mezz'Italia. Stanley punta dritta a scardinare il monopolio.
L'Italia rappresenta già poco meno del 10 per cento del fatturato globale che l'anno passato si è chiuso a 1,6 miliardi di sterline, circa 2,5 miliardi di euro. «La nostra strategia - spiega Adrian Morris, direttore finanziario della compagnia - non si ferma, vogliamo entrare in tutti i mercati europei, Italia compresa, o diventiamo partner legali, come è già avvenuto in Croazia, Romania e Belgio, oppure la battaglia legale continuerà ».
Quanto i giocatori nostrani siano desiderati da Stanleybet lo si capisce girando per i quattro piani della palazzina in stile impero nel centro di Liverpool, dove la compagnia ha il suo quartier generale. Italiani dappertutto. Nel customer service per dare assistenza agli agenti alle prese con i guai legali o a chi vuole iniziare un nuovo business. Nel piccolo ufficio dove si fanno le quote. «The Italian are the best» dicono nell'ambiente. Cani e cavalli agli inglesi, ma sul calcio, in quanto a competenza e preveggenza, non c'è partita. E ancora nelle sale di controllo, dove un sofisticato software marca a uomo tutte le giocate alla ricerca di combine e puntate anomale. Le scommesse, tanto per fare l'esempio più recente, sul famoso cinque a due che ha dato il là allo scandalo della Bundesliga non vennero più accettate già mezza giornata prima del fischio di inizio. L'obiettivo di Stanley è ottenere piena libertà nella trasmissione dei dati. Gli agenti italiani raccolgono solo le scommesse a fronte di una provvigione del 9 per cento sull'ammontare e le spediscono tutto ai cervelloni di Liverpool. Niente società in Italia ma solo semplici ricevitorie collegate con l'Inghilterra dove le tasse si fermano al 15 per cento. Morris allarga le braccia: «Controlliamo i nostri agenti tutti i giorni. E' tutto ok, ma lo Stato italiano non vuole dividere con altri il Tesoro». Chi vincerà ? Bookmaker favoriti. Si accettano scommesse.
- giallorosso
- Arsenico

- Messaggi: 3444
- Iscritto il: 24/04/2004 - 19:27
- Località: Lecce - Prato
- Contatta:
Messaggioda giallorosso » 29/04/2005 - 19:51
Pull, per caso hai postato da queste parti ultimamente??
:mrblue:
- giallorosso
- Arsenico

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- Iscritto il: 24/04/2004 - 19:27
- Località: Lecce - Prato
- Contatta:
Messaggioda giallorosso » 29/04/2005 - 23:34
pull ha scritto:ohhhhhhhhhhhhhh chi si rivede...miracolo...visto! mi sono creato uno spazio personale dove metto le ultime stronzate degli onorevoli più altre cose più o meno interessanti...usalo pure tu e aiutami ad aggiornarlo...![]()
Per te questo e altro
Messaggioda pull » 02/05/2005 - 15:51
(AGICOS) - Roma, 2 Maggio 2005 - Ore 15,12 - SCOMMESSE: I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI DELLE AGENZIE DI SCOMMESSE DELUSI DALL'INCONTRO CON I MONOPOLI DI STATO
Alcuni rappresentanti dei lavoratori delle agenzie di scommesse hanno incontrato i Monopoli di Stato per manifestare le preoccupazioni di una categoria che sente a rischio il proprio posto di lavoro. "Purtroppo non ci è stata data nessuna garanzia - ha dichiarato Bruno Battista, uno dei rappresentanti dei lavoratori delle agenzie - perché è ancora allo studio il bando di gara. Non ci sono state date risposte ed ora non ci rimane che aspettare e vedere che cosa verrà proposto nel bando per le nuove concessioni. Non sono state adottate misure repressive nei confronti di coloro che operano nell'illegalità e questo ha permesso la proliferazione di punti di raccolta di scommesse camuffati da promotori di contratti per il gioco telematico. Abbiamo chiesto che qualsiasi allargamento della rete debba tener presente la tutela dei posti di lavoro attualmente in essere".
agicos - 02/05/2005 - sb
-------------------------------------------------------------------------------------
PAROLE SANTE...SONO STATE PRESE MISURE SOLO PER CHI LAVORA ALLA LUCE DEL SOLE COME I CTD CON TANTO D'INSEGNA
ORA SPERO LE PRENDANO A TE LE MISURE...SI PER LA CASSA DA MORTO...BUFFONE
Alcuni rappresentanti dei lavoratori delle agenzie di scommesse hanno incontrato i Monopoli di Stato per manifestare le preoccupazioni di una categoria che sente a rischio il proprio posto di lavoro. "Purtroppo non ci è stata data nessuna garanzia - ha dichiarato Bruno Battista, uno dei rappresentanti dei lavoratori delle agenzie - perché è ancora allo studio il bando di gara. Non ci sono state date risposte ed ora non ci rimane che aspettare e vedere che cosa verrà proposto nel bando per le nuove concessioni. Non sono state adottate misure repressive nei confronti di coloro che operano nell'illegalità e questo ha permesso la proliferazione di punti di raccolta di scommesse camuffati da promotori di contratti per il gioco telematico. Abbiamo chiesto che qualsiasi allargamento della rete debba tener presente la tutela dei posti di lavoro attualmente in essere".
agicos - 02/05/2005 - sb
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PAROLE SANTE...SONO STATE PRESE MISURE SOLO PER CHI LAVORA ALLA LUCE DEL SOLE COME I CTD CON TANTO D'INSEGNA
ORA SPERO LE PRENDANO A TE LE MISURE...SI PER LA CASSA DA MORTO...BUFFONE
Info
Messaggioda ctd.salvo » 02/05/2005 - 22:01
02/05/2005 18:19
Scommesse: clamorosa sentenza in Germania a favore dei CTD
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Ancora una pronuncia di un tribunale nazionale destinata ad avere ripercussioni sull'intero panorama del mercato dei giochi in Europa. Secondo la sentenza emessa in questi giorni da un giudice di una corte federale tedesca l'accusa di gioco illegale non è sufficiente a giustificare la chiusura di un esercizio dove si svolgono attività di gioco. In attesa della sentenza definitiva la chiusura può essere determinata solo ed esclusivamente sulla base di una concreta e precisa constatazione circa l'esistenza di "pericoli per l'ordine pubblico". La sentenza così espressa rappresenta una sorta di vittoria intermedia per quegli operatori che in Germania svolgono raccolta di scommesse per conto di operatori esteri privi della concessione statale, e che hanno sempre difeso la loro attività sulla base delle motivazioni della sentenza della Corte Europea del 2003. Il giudice bavarese - fa sapere www.jamma.it - ha aggiunto infatti che la regolamentazione del gioco e le restrizioni applicate sul mercato sono " al vaglio delle Commissione Europea e proprio su questi punti sono stati espressi molti dubbi". Si calcola oggi che in Germania siano stati raccolti almeno 700 milioni di euro in scommesse attraverso operatori non autorizzati e questa sentenza avrà conseguenze importanti soprattutto nell'Hessen e in Baviera dove da tempo le sentenza di condanna sembrano essere diventate il vero deterrente contro la cosiddetta concorrenza sleale dei non-concessionari. Il Ministro degli Interni ha intanto fatto sapere attraverso un portavoce che esaminerà quanto prima la questione così come le sue possibili conseguenze con "estrema serenità ". La sentenza definitiva della corte costituzionale federale è invece prevista per la prossima estate.(agicos - 02/05/2005 - cg)
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http://www.snai.it
Scommesse: clamorosa sentenza in Germania a favore dei CTD
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Ancora una pronuncia di un tribunale nazionale destinata ad avere ripercussioni sull'intero panorama del mercato dei giochi in Europa. Secondo la sentenza emessa in questi giorni da un giudice di una corte federale tedesca l'accusa di gioco illegale non è sufficiente a giustificare la chiusura di un esercizio dove si svolgono attività di gioco. In attesa della sentenza definitiva la chiusura può essere determinata solo ed esclusivamente sulla base di una concreta e precisa constatazione circa l'esistenza di "pericoli per l'ordine pubblico". La sentenza così espressa rappresenta una sorta di vittoria intermedia per quegli operatori che in Germania svolgono raccolta di scommesse per conto di operatori esteri privi della concessione statale, e che hanno sempre difeso la loro attività sulla base delle motivazioni della sentenza della Corte Europea del 2003. Il giudice bavarese - fa sapere www.jamma.it - ha aggiunto infatti che la regolamentazione del gioco e le restrizioni applicate sul mercato sono " al vaglio delle Commissione Europea e proprio su questi punti sono stati espressi molti dubbi". Si calcola oggi che in Germania siano stati raccolti almeno 700 milioni di euro in scommesse attraverso operatori non autorizzati e questa sentenza avrà conseguenze importanti soprattutto nell'Hessen e in Baviera dove da tempo le sentenza di condanna sembrano essere diventate il vero deterrente contro la cosiddetta concorrenza sleale dei non-concessionari. Il Ministro degli Interni ha intanto fatto sapere attraverso un portavoce che esaminerà quanto prima la questione così come le sue possibili conseguenze con "estrema serenità ". La sentenza definitiva della corte costituzionale federale è invece prevista per la prossima estate.(agicos - 02/05/2005 - cg)
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http://www.snai.it
Diamo inizio al gioco......vincere e vinceremo.
Messaggioda pull » 04/05/2005 - 11:14
(AGICOS) - Roma, 4 Maggio 2005 - Ore 9,00 - GIOCHI: DOMANI INCONTRO TRA L'ON. MANLIO CONTENTO E CONARI-CORIPRO-CLACS-CISL
E' previsto per domani un incontro tra una delegazione del coordinamento sindacale CONARI-CORIPRO-CLACS-CISL e l'on. Manlio Contento presso la sede dei Monopoli di Stato. I temi, si legge in un comunicato, che saranno trattati, riguarderanno il prossimo bando di gara per le scommesse ippiche e sportive, i concorsi a pronostico (Totocalcio e Totogol) e l'attuale condizione della categoria dei ricevitori.
agicos - 04/05/2005 - cg
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PER CHI NON LO SAPESSE CONARI E CORIPRO SONO VICINI AI CTD RICONOSCENDO LORO IL DIRITTO DI FAR PARTE ALLA SPARTIZIONE DELLA "TORTA SCOMMESSE"...DIRITTO CONQUISTATO A SUON DI SEQUESTRI E PROCESSI VERGOGNOSI FRUTTO DI UN SISTEMA MAFIOSO RETTO DA POLITICI INDEGNI DI PORTARE IL TITOLO DI "ONOREVOLE"
E' previsto per domani un incontro tra una delegazione del coordinamento sindacale CONARI-CORIPRO-CLACS-CISL e l'on. Manlio Contento presso la sede dei Monopoli di Stato. I temi, si legge in un comunicato, che saranno trattati, riguarderanno il prossimo bando di gara per le scommesse ippiche e sportive, i concorsi a pronostico (Totocalcio e Totogol) e l'attuale condizione della categoria dei ricevitori.
agicos - 04/05/2005 - cg
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PER CHI NON LO SAPESSE CONARI E CORIPRO SONO VICINI AI CTD RICONOSCENDO LORO IL DIRITTO DI FAR PARTE ALLA SPARTIZIONE DELLA "TORTA SCOMMESSE"...DIRITTO CONQUISTATO A SUON DI SEQUESTRI E PROCESSI VERGOGNOSI FRUTTO DI UN SISTEMA MAFIOSO RETTO DA POLITICI INDEGNI DI PORTARE IL TITOLO DI "ONOREVOLE"
Messaggioda pull » 04/05/2005 - 15:38
[b](AGICOS) - Roma, 4 Maggio 2005 - Ore 13,05 - SCOMMESSE: PRESENTATA UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER RIORDINO DEL SETTORE DELLE SCOMMESSE
E' stata presentata una interrogazione parlamentare a firma del senatore Brunale (DS) e Bonavita (DS) presentata in Commissione Finanze del Senato - si legge su www.jamma.it - per chiedere al Ministero delle Finanze chiarimenti in merito al bando di gara per il riordino del settore delle scommesse.
Premesso che:
da notizie riportate su organi di stampa del settore si apprende che sarebbe imminente, entro la fine del prossimo mese di maggio, la pubblicazione, ad opera dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, di un bando di gara per il riassetto del settore delle scommesse a quota fissa; tale bando di gara sembrerebbe destinato ad operare una radicale trasformazione del mercato prevedendo un consistente allargamento dell’attuale rete dei concessionari delle scommesse sportive, che da circa 1.000 passerebbero a 5.000 o oltre; tale modello segue quello del multiproviding già sperimentato per la gestione dei concorsi pronostici sportivi (totocalcio e totogol) e quello degli apparecchi da intrattenimento, con risultati che sembrano annunciare esiti largamente deficitari rispetto alle previsioni; tali notizie, alle quali non ha fatto finora seguito alcuna presa di posizione ufficiale da parte dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, destano allarme e preoccupazione tra gli operatori in attività , che, risultati vincitori delle selezioni di aggiudicazione delle concessioni avvenute nel 1999, hanno sostenuto in questi anni importanti investimenti finanziari per consentire la crescita del mercato ed il suo attuale consolidamento, assicurando entrate certe e crescenti allo Stato; a suscitare le maggiori preoccupazioni non è l’allargamento in sé della rete dei concessionari, quanto le modalità con le quali tale operazione verrebbe realizzata, che prevederebbero l’affidamento della gestione dei servizi per la nuova rete di raccolta delle scommesse a quota fissa a ben 15 soggetti; in questi anni la crescita del mercato delle scommesse è avvenuta non senza problemi per gli operatori nazionali, passati dalla vicenda dei minimi garantiti alla concorrenza sleale praticata dai Centri trasmissione dati collegati ad operatori esteri, in particolare britannici, con conseguenze finanziarie pesanti sulla gestione delle concessioni e sulle stesse entrate erariali; se il progetto di riforma del mercato delle scommesse corrisponde alla necessità di una maggiore apertura alla concorrenza, anche e soprattutto in un’ottica comunitaria, non può essere ignorato il ruolo degli attuali concessionari che hanno fatto da veri e propri “apripistaâ€
E' stata presentata una interrogazione parlamentare a firma del senatore Brunale (DS) e Bonavita (DS) presentata in Commissione Finanze del Senato - si legge su www.jamma.it - per chiedere al Ministero delle Finanze chiarimenti in merito al bando di gara per il riordino del settore delle scommesse.
Premesso che:
da notizie riportate su organi di stampa del settore si apprende che sarebbe imminente, entro la fine del prossimo mese di maggio, la pubblicazione, ad opera dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, di un bando di gara per il riassetto del settore delle scommesse a quota fissa; tale bando di gara sembrerebbe destinato ad operare una radicale trasformazione del mercato prevedendo un consistente allargamento dell’attuale rete dei concessionari delle scommesse sportive, che da circa 1.000 passerebbero a 5.000 o oltre; tale modello segue quello del multiproviding già sperimentato per la gestione dei concorsi pronostici sportivi (totocalcio e totogol) e quello degli apparecchi da intrattenimento, con risultati che sembrano annunciare esiti largamente deficitari rispetto alle previsioni; tali notizie, alle quali non ha fatto finora seguito alcuna presa di posizione ufficiale da parte dell'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, destano allarme e preoccupazione tra gli operatori in attività , che, risultati vincitori delle selezioni di aggiudicazione delle concessioni avvenute nel 1999, hanno sostenuto in questi anni importanti investimenti finanziari per consentire la crescita del mercato ed il suo attuale consolidamento, assicurando entrate certe e crescenti allo Stato; a suscitare le maggiori preoccupazioni non è l’allargamento in sé della rete dei concessionari, quanto le modalità con le quali tale operazione verrebbe realizzata, che prevederebbero l’affidamento della gestione dei servizi per la nuova rete di raccolta delle scommesse a quota fissa a ben 15 soggetti; in questi anni la crescita del mercato delle scommesse è avvenuta non senza problemi per gli operatori nazionali, passati dalla vicenda dei minimi garantiti alla concorrenza sleale praticata dai Centri trasmissione dati collegati ad operatori esteri, in particolare britannici, con conseguenze finanziarie pesanti sulla gestione delle concessioni e sulle stesse entrate erariali; se il progetto di riforma del mercato delle scommesse corrisponde alla necessità di una maggiore apertura alla concorrenza, anche e soprattutto in un’ottica comunitaria, non può essere ignorato il ruolo degli attuali concessionari che hanno fatto da veri e propri “apripistaâ€
Info....
Messaggioda ctd.salvo » 06/05/2005 - 18:52
News
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05/05/2005 19:09
Il Senato ha approvato il Decreto sulla competitivita'
--------------------------------------------------------------------------------
Con 165 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto, il Senato ha approvato ieri in serata il decreto-legge n. 35, recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il testo del decreto, che passa ora alla Camera, corrisponde a quello licenziato dalla Commissione Bilancio. Inseriti - fa sapere www.jamma.it - i due emendamenti a firma del relatore Izzo relativi al settore dei giochi e delle scommesse. All'art 7 infatti , dopo il comma 3 è stato aggiunto il seguente comma 3-bis. All'articolo 4, comma 2, della legge 13 dicembre 1980, n. 401, è aggiunto il seguente periodo: «La stessa sanzione si applica a chiunque, in qualsiasi modo, da pubblicità in Italia a giochi, scommesse ed a lotterie, da chiunque accettate all'estero.»." e all' art 14 il seguente Art. 14-ter
1. Sono abrogati l'articolo 2, commi 8 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, l'articolo 2, comma 6 del decreto ministeriale 2 giugno 1998, n. 174 e l'articolo 10 del decreto del Ministro delle finanze 7 aprile 1999.
2. L'attività di raccolta e accettazione delle scommesse ippiche e sportive può essere esercitata dal concessionario con mezzi propri o di terzi, nel rispetto dell'articolo 93 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
(agicos - 04/05/2005 - ms)
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http://www.senato.it
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05/05/2005 19:09
Il Senato ha approvato il Decreto sulla competitivita'
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Con 165 voti favorevoli, 112 contrari e un astenuto, il Senato ha approvato ieri in serata il decreto-legge n. 35, recante disposizioni urgenti nell'ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Il testo del decreto, che passa ora alla Camera, corrisponde a quello licenziato dalla Commissione Bilancio. Inseriti - fa sapere www.jamma.it - i due emendamenti a firma del relatore Izzo relativi al settore dei giochi e delle scommesse. All'art 7 infatti , dopo il comma 3 è stato aggiunto il seguente comma 3-bis. All'articolo 4, comma 2, della legge 13 dicembre 1980, n. 401, è aggiunto il seguente periodo: «La stessa sanzione si applica a chiunque, in qualsiasi modo, da pubblicità in Italia a giochi, scommesse ed a lotterie, da chiunque accettate all'estero.»." e all' art 14 il seguente Art. 14-ter
1. Sono abrogati l'articolo 2, commi 8 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, l'articolo 2, comma 6 del decreto ministeriale 2 giugno 1998, n. 174 e l'articolo 10 del decreto del Ministro delle finanze 7 aprile 1999.
2. L'attività di raccolta e accettazione delle scommesse ippiche e sportive può essere esercitata dal concessionario con mezzi propri o di terzi, nel rispetto dell'articolo 93 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.
(agicos - 04/05/2005 - ms)
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http://www.senato.it
Diamo inizio al gioco......vincere e vinceremo.
info...
Messaggioda ctd.salvo » 06/05/2005 - 18:54
News
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05/05/2005 19:11
Scommesse: il Gambilng Act inglese penalizzera' gli operatori esteri?
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(c.l.) Gli operatori esteri non appartenenti al Regno Unito potrebbero rimanere esclusi da alcune importanti nicchie del mercato del gambling d’oltre Manica se non richiederanno una nuova licenza, ai sensi del “Gambling Actâ€
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05/05/2005 19:11
Scommesse: il Gambilng Act inglese penalizzera' gli operatori esteri?
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(c.l.) Gli operatori esteri non appartenenti al Regno Unito potrebbero rimanere esclusi da alcune importanti nicchie del mercato del gambling d’oltre Manica se non richiederanno una nuova licenza, ai sensi del “Gambling Actâ€
Diamo inizio al gioco......vincere e vinceremo.
info...
Messaggioda ctd.salvo » 06/05/2005 - 18:59
News
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05/05/2005 19:03
L'Antitrust contro la norma sui provider delle scommesse
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Ecco il testo inviato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al Presidente del Senato Marcello Pera, al Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al Direttore Generale dei Monopoli di Stato Giorgio Tino, in merito alla problema di concentrazione delle agenzie di scommesse ad un solo provider.
"Nell'esercizio del potere di segnalazione di cui all'articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende formulare alcune osservazioni relative alla disposizione normativa di cui all'art. 1, comma 288, della legge n. 311 del 30 dicembre 2004. Tale disposizione prevede che i concessionari di scommesse ippiche e sportive, "nel rispetto dei rapporti contrattuali in corso", indichino all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato l'operatore (c.d. service provider) al quale hanno affidato la gestione dei propri servizi fondamentali, specificando che detto operatore "deve essere in possesso di requisiti di capacità tecnica ed affidabilità economica accertati dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato" e deve, altresì, "dimostrare di essere stato indicato da non meno di trecento concessionari". Pertanto, per effetto di tale disposizione l'accesso all'attività di service providing nel settore delle scommesse risulta precluso ai soggetti che non abbiano rapporti contrattuali in corso con un numero minimo di trecento concessionari. Allo stato, in Italia, risultano operativi circa 800 concessionari di agenzie di scommesse, di cui più di 550 sono affiliati ad un solo service provider. In altri termini, gli altri operatori che svolgono attività di fornitura di servizi ai titolari di agenzie di scommesse non arrivano ad affiliare, neanche complessivamente, 300 concessionari. Sotto tale profilo, pertanto, il requisito in parola, proprio in quanto si presta ad essere soddisfatto da uno solo degli operatori attualmente attivi nel settore, è idoneo a generare discriminazioni in materia di accesso all'attività di cui trattasi. In proposito, si osserva che, in un'ottica concorrenziale, i criteri posti dal legislatore al fine di individuare i soggetti da abilitare allo svolgimento di una data attività dovrebbero essere di natura oggettiva/qualitativa, orientati al soddisfacimento di standard di efficienza da parte dei richiedenti e, comunque, non ingiustificatamente discriminatori. A tale ultimo riguardo, si rileva che le condizioni atte a dar luogo a discriminazioni tra i potenziali aspiranti, risultano ammissibili, sempre sotto il profilo antitrust, solo ove dettate da esigenze di tipo oggettivo e solo se rispettano i principi di necessarietà e proporzionalità . Nel caso di specie, il requisito in esame non risulta informato a considerazioni di efficienza, cioè da garantire ai concessionari titolari di agenzie o ai giocatori servizi migliori nell'attività di raccolta di scommesse. Per contro , se, come pare, per effetto di tale disposizione normativa, i service provider di minori dimensioni si vedrebbero costretti ad uscire dal mercato, é un unico provider continuerebbe ad operare nel settore delle scommesse e si troverà (peraltro, non già in esito ad un confronto concorrenziale) a subire minori pressioni ad opera di terzi e potrebbe, pertanto, essere indotto ad offrire servizi meno efficienti ovvero ad erogarli a condizioni più svantaggiose ai concessionari. Aggiungasi che l'idoneità allo svolgimento dell'attività di service provider, per stessa previsione del comma 288 dell'art. 1 della menzionata legge, deve essere previamente accertata dall'Amministrazione concedente, che è infatti chiamata a verificare la capacità tecnica e l'affidabilità economica dell'aspirante provider. In termini più generali, si osserva altresì che il mercato dei giochi e delle scommesse risulta essere caratterizzato da un'elevata concentrazione, pertanto, l'eventuale esclusione dal mercato medesimo di operatori attivi nel segmento delle scommesse ippiche e sportive si presta a peggiorarne l'assetto complessivo e, in ultima analisi, a ridurre il benessere dei consumatori. Per tali ragioni, l'Autorità ritiene che la previsione che pone in capo agli aspiranti service provider l'onere di dimostrare di "essere stato indicato da non meno di trecento concessionari" non soddisfi gli anzidetti requisiti di proporzionalità e necessarietà . Sulla base delle esposte considerazioni, l'Autorità auspica l'abrogazione dell'art. 1, comma 288, della legge n. 311 del 30 dicembre 2004, nella parte in cui preclude lo svolgimento dell'attività di fornitura di servizi ai concessionari di scommesse ippiche e sportive ai soggetti che non abbiano rapporti contrattuali in corso con almeno trecento di detti concessionari."
(agicos - 04/05/2005 - pa)
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http://www.agcm.it
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05/05/2005 19:03
L'Antitrust contro la norma sui provider delle scommesse
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Ecco il testo inviato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al Presidente del Senato Marcello Pera, al Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al Direttore Generale dei Monopoli di Stato Giorgio Tino, in merito alla problema di concentrazione delle agenzie di scommesse ad un solo provider.
"Nell'esercizio del potere di segnalazione di cui all'articolo 21 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende formulare alcune osservazioni relative alla disposizione normativa di cui all'art. 1, comma 288, della legge n. 311 del 30 dicembre 2004. Tale disposizione prevede che i concessionari di scommesse ippiche e sportive, "nel rispetto dei rapporti contrattuali in corso", indichino all'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato l'operatore (c.d. service provider) al quale hanno affidato la gestione dei propri servizi fondamentali, specificando che detto operatore "deve essere in possesso di requisiti di capacità tecnica ed affidabilità economica accertati dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato" e deve, altresì, "dimostrare di essere stato indicato da non meno di trecento concessionari". Pertanto, per effetto di tale disposizione l'accesso all'attività di service providing nel settore delle scommesse risulta precluso ai soggetti che non abbiano rapporti contrattuali in corso con un numero minimo di trecento concessionari. Allo stato, in Italia, risultano operativi circa 800 concessionari di agenzie di scommesse, di cui più di 550 sono affiliati ad un solo service provider. In altri termini, gli altri operatori che svolgono attività di fornitura di servizi ai titolari di agenzie di scommesse non arrivano ad affiliare, neanche complessivamente, 300 concessionari. Sotto tale profilo, pertanto, il requisito in parola, proprio in quanto si presta ad essere soddisfatto da uno solo degli operatori attualmente attivi nel settore, è idoneo a generare discriminazioni in materia di accesso all'attività di cui trattasi. In proposito, si osserva che, in un'ottica concorrenziale, i criteri posti dal legislatore al fine di individuare i soggetti da abilitare allo svolgimento di una data attività dovrebbero essere di natura oggettiva/qualitativa, orientati al soddisfacimento di standard di efficienza da parte dei richiedenti e, comunque, non ingiustificatamente discriminatori. A tale ultimo riguardo, si rileva che le condizioni atte a dar luogo a discriminazioni tra i potenziali aspiranti, risultano ammissibili, sempre sotto il profilo antitrust, solo ove dettate da esigenze di tipo oggettivo e solo se rispettano i principi di necessarietà e proporzionalità . Nel caso di specie, il requisito in esame non risulta informato a considerazioni di efficienza, cioè da garantire ai concessionari titolari di agenzie o ai giocatori servizi migliori nell'attività di raccolta di scommesse. Per contro , se, come pare, per effetto di tale disposizione normativa, i service provider di minori dimensioni si vedrebbero costretti ad uscire dal mercato, é un unico provider continuerebbe ad operare nel settore delle scommesse e si troverà (peraltro, non già in esito ad un confronto concorrenziale) a subire minori pressioni ad opera di terzi e potrebbe, pertanto, essere indotto ad offrire servizi meno efficienti ovvero ad erogarli a condizioni più svantaggiose ai concessionari. Aggiungasi che l'idoneità allo svolgimento dell'attività di service provider, per stessa previsione del comma 288 dell'art. 1 della menzionata legge, deve essere previamente accertata dall'Amministrazione concedente, che è infatti chiamata a verificare la capacità tecnica e l'affidabilità economica dell'aspirante provider. In termini più generali, si osserva altresì che il mercato dei giochi e delle scommesse risulta essere caratterizzato da un'elevata concentrazione, pertanto, l'eventuale esclusione dal mercato medesimo di operatori attivi nel segmento delle scommesse ippiche e sportive si presta a peggiorarne l'assetto complessivo e, in ultima analisi, a ridurre il benessere dei consumatori. Per tali ragioni, l'Autorità ritiene che la previsione che pone in capo agli aspiranti service provider l'onere di dimostrare di "essere stato indicato da non meno di trecento concessionari" non soddisfi gli anzidetti requisiti di proporzionalità e necessarietà . Sulla base delle esposte considerazioni, l'Autorità auspica l'abrogazione dell'art. 1, comma 288, della legge n. 311 del 30 dicembre 2004, nella parte in cui preclude lo svolgimento dell'attività di fornitura di servizi ai concessionari di scommesse ippiche e sportive ai soggetti che non abbiano rapporti contrattuali in corso con almeno trecento di detti concessionari."
(agicos - 04/05/2005 - pa)
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Diamo inizio al gioco......vincere e vinceremo.
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