Messaggioda maurox » 29/11/2004 - 14:07
Da stamattina, su firma del Questore della mia citta', devo fermare l'accettazione di gioco per conto di SIB. Il divieto di prosecuzione si basa sull'ormai nota dell'ex art. 88 del TULPS nonche' mancanza di concessione Coni e Min. Finanze...
Sentita la sede centrale di Stanley, i consigli sono gli stessi di sempre, ovvero proseguire per approdare al Tar ed eventualmente ottenere una vittoria che alla luce di quanto si e' gia' ipotizzato in altri post, non portera' a nulla, infatti:
1- Ughi dice una cosa vera, anzi due, che in Italia vige la CONCESSIONE, non l'autorizzazione. Poi dice che entrambi i sistemi non possono convivere ed e' vero, si basano su criteri differenti ( giusto o sbagliato questo e' cio' che abbiamo qui ).
2- Rimango del parere che puo' lottare chi ha un forte tornaconto, io sfortunatamente non sono uno di coloro che ce l'ha, quindi chiudo.
3- Qualunque motivazione, seppur logica , va ad infrangersi contro gli scogli dell'impotenza materiale, se non guadagni non ti puoi pagare gli avvocati.
4- Comunque vada, non si otterranno risultati a breve, Stanley opera in alcuni paesi dell'Europa ( Germania, Belgio e qualche altro ) , ma non ha la possibilita' di farlo in Spagna, Francia, e tantissimi altri ancora. In sede di Parlamento Europeo non c'e' sicurezza che la famosa richiesta di liberalizzazione del mercato sia accettata nei termini e nei modi espressi da questo gruppo. O forse vogliamo credere che i parlamentari dei paesi dove vige un Monopolio statale sul gioco appoggino le linee di liberalizzazione del sistema ?
5- Arriva il Testo Unico sui Giochi, ulteriore barriera di protezione al sistema in vigore. Nei Tribunali sara' utilizzato contro noi CTD, ricordiamoci la divisione dei poteri, quello Giudiziario e' differente da quello Legislativo, pero' entrambi viaggiano paralleli, adesso che ci sara' una scrittura di Governo che matte dei paletti, il settore telematico e' regolato.
Un saluto e auguri a tutti i Ctd.