Intervista a Maurizio Ughi (SNAI): il 2005 l'anno delle scommesse. Totosi non e' in regola --------------------------------------------------------------------------------
Dottor Ughi, il 2005 si prospetta come un anno ricco di novità per il mondo dei giochi. Lei quale pensa sarà il concorso protagonista della nuova stagione?
Certamente il settore sarà ancora dominato dal Lotto, anche se non sono d'accordo su alcune innovazioni che lo riguardano. Il concorso va benissimo ed il Lotto chiuderà il 2004 con 10 miliardi di euro di incassi: mi chiedo, da osservatore esterno, che bisogno c'era allora della undicesima ruota? Si tratta di una modifica che crea più confusione della ventilata terza estrazione. L'inflazione di un gioco molto spesso non è produttiva e quando si smuove un'abitudine si possono fare danni. Comunque se si tratta di innovazioni giuste e funzionali sarà il mercato a dirlo.
Ma il 2005 sarà certamente un anno buono anche per le Scommesse Sportive. Se il Lotto rappresenta il consolidamento di un gioco che fa parte della tradizione italiana, le Scommesse Sportive ed al Totalizzatore, sia sportive sia non (sono infatti previste scommesse anche su eventi come il Festival di Sanremo, Miss Italia, il meteo, ecc.) saranno le vere protagoniste. Secondo noi le Scommesse sono destinate a superare il Totocalcio in quanto rappresentano un'alternativa di gioco più flessibile. In tal senso vale la pena ricordare che le scommesse sportive sono cresciute quest'anno circa del 20% rispetto al 2003.
Snai è impegnata su più fronti: ippica, scommesse, Tris, Totocalcio, Totogol, apparecchi da intrattenimento. Su quale settore puntate di più?
Snai punta molto sulle Scommesse perché è la nostra specialità : basta ricordare che su oltre 1.000 concessioni in Italia 800 sono della Snai, che gestisce quindi circa il 75% dei punti di raccolta. Ma molto importante per noi è anche il mercato delle nuove macchine da intrattenimento. Quest'anno sono circa 9.700 i nulla osta richiesti tramite Snai e nel 2005 contiamo di raddoppiarli. Il nostro obiettivo è di non rimanere nella figura di "tecnici" ma ampliare il nostro ruolo con nuovi servizi. In questa maniera ogni provider potrà dimostrare sul campo la qualità del proprio servizio. Contiamo molto sulla rapida introduzione delle video lottery, che saranno certamente apprezzate dal pubblico grazie agli alti jackpot possibili con questo tipo di gioco.
Secondo lei l'ippica italiana che momento vive ed ha bisogno di rinnovarsi?
L'ippica italiana gode di buona salute, nonostante la competizione con l'offerta recente di altri giochi, che incrementano gli incassi ma non cannibalizzano l'ippica. Confermare il movimento attuale o registrare minimi scarti è una sorta di vittoria, una prova di forza dell'ippica. C'è però da dire che l'ippica andrebbe rinnovata, soprattutto tenendo conto delle minori presenze fatte registrare negli ippodromi. Bisognerebbe ad esempio dimezzare i tempi di attesa tra le corse. Dalle 3 ore attuali si potrebbe passare ad 1 ora e mezza per vedere tutte le corse. Se in agenzia i lunghi tempi tra una corsa e l'altra non portano scompensi, stessa cosa non accade negli ippodromi. Ci vogliono corse più concentrate nel tempo, snellire le procedure che precedono le gare in modo tale da eliminare i tempi morti ed avere appuntamenti ippici più dinamici.
Già da tempo è possibile scommettere via telematica con Snai grazie alle schede prepagate. Pensa che ci sarà un ulteriore sviluppo di questo settore e come vede il ruolo della Totosì?
Premetto che ho stima per chi ha avuto il coraggio di fare un investimento commerciale e pubblicitario per il lancio di Totosì, però ci tengo a sottolineare che noi per questo tipo di attività rispettiamo le regole. Secondo la nostra interpretazione delle norme stabilite dai Monopoli di Stato l'attività come quella di Totosì non è regolare ma noi ci preoccupiamo prima di tutto di essere sempre in una posizione prevista dalle regole. In tal senso le associazioni che rappresentano i concessionari sportivi hanno presentato ai Monopoli un documento che si prefigge di tenere conto delle realtà esistenti. Nel documento presentato da Snai e Sagisport si punta su ricariche e contrattualizzazioni, per le cards di scommesse, semplici e controllate da AAMS tramite la Sogei. Nello stesso documento viene data grande importanza anche al mantenimento del parametro di regionalità per tutte le agenzie.
Cosa ne pensa dell'apertura ai bookmakers esteri del nostro mercato?
I bookmakers, soprattutto quelli inglesi, devono capire che in Italia c'è un regime concessorio che regola le scommesse e non un regime autorizzativo, non è dunque ammissibile un regime "promiscuo" che preveda la coesistenza di entrambi. La libertà piena c'è attualmente solo in Belgio ed in Inghilterra. Perché i bookmakers non hanno partecipato alle gare istituite dallo Stato? Perché non hanno comprato delle concessioni che certamente qualcuno gli avrebbe ceduto dopo il necessario ok dei Monopoli? Semplicemente perché non vogliono sottostare a regole. Vogliono autorizzazioni e non concessioni. Praticamente vogliono far concorrenza senza pagare tasse. I concessionari danno allo Stato il 18%, mentre i bookmakers con i loro CTD (centri trasmissioni dati) non pagano niente e fortunatamente le forze dell'ordine li stanno chiudendo tutti. Comunque se un giorno dovesse cadere il regime concessionario per far posto a quello autorizzativo noi non avremmo nulla da temere. I concessionari italiani hanno infatti la fantasia giusta ed una esperienza tale da far fronte a qualsiasi tipo di concorrenza.
(agicos - 23/11/2004 - ff)











