marcye ha scritto:Senti Nemesis tu che di quote...,devi farne una 1/2 professione
cosa vuo dir per te' giocare < alla pari>
1) giocar in due campi uguali
2) con due palle uguali
3)se uno e' piu' alto ,metter i tacchi a quello piu' basso
4) se uno e' piu' basso ,spezzar le gambe a quello piu' alto
5) se due books fanno aggio a 1,75/1,75 , e' giocar alla pari?
cosi' anche se fan 1,10/1,10 e' da considerarsi alla pari,giusto?
ti prego erudiscimi,il troppo leggere e la troppa carne mi fan venire alcuni dubbi e di colpo scopro di aver da sempre giocato..........alla pari

Dunque... per me (quindi non necessariamente per qualcun altro):
1) Non esiste gioco su campi diversi. Si gioca davvero - e quasi mai alla pari - solo sullo stesso campo. E non in tempi diversi. Spesso son diverse anche le regole. Gran giocatore - rarissimo - quello che non pretende di giocare sempre sul proprio campo! E qui si passa direttamente al punto 2...
2) Sono davvero in pochi a saper giocare con "due palle". Sapessi quante volte ci ho provato senza riuscirci...
3) e 4) Punti di "platonica" e "repubblicana" memoria. Chiudo qui con la chiave d'interpretazione "agit-prop".
5) Un evento, due possibili risultati: tertium non datur (void escluso

). Testa-a-testa con rapporto 2/1 da una parte e dall'altra. E sono i giocatori a definire, accettandola, l'equivalenza dei valori. Quando l'avversario è un banco professionista, il gioco alla pari è un'estrapolazione al limite. La parità , per l'aggio che tende a zero, è un asintoto per la funzione di gioco y=f(x). Per definizione stessa, non l'avremo mai nel concreto (salvo pazzi!).
Spero che le mie reminiscenze di analisi matematica non mi abbiano fatto scrivere una mezza castroneria.
Ciao.
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!