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CTD in Cassazione: esposto Stanley alla Commissione Europea
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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CTD in Cassazione: esposto Stanley alla Commissione Europea
Messaggioda pippobet » 26/07/2004 - 14:50
CTD in Cassazione: esposto Stanley alla Commissione Europea
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La recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte Cassazione dà origine ad un conflitto senza precedenti fra i massimi giudici italiani e Corte di Giustizia Europea: per questo motivo, il 15 luglio scorso il bookmaker inglese Stanley Leisure ha depositato un nuovo esposto presso la Commissione Europea, finalizzato a denunciare il conflitto e a domandare misure urgenti a tutela degli interessi delle imprese comunitarie di scommesse.
Secondo l'avvocato milanese Roberto Jacchia, profondo conoscitore del diritto comunitario e contitolare di uno studio con sedi anche a Bruxelles e a Mosca, "Il punto è che le Sezioni Unite hanno sostanzialmente ignorato la sentenza Gambelli, sostenendo che la norma italiana fosse conforme al diritto comunitario. A nostro avviso, il diritto dei fornitori comunitari dei servizi di scommessa va tutelato e la Cge, in tal senso, sembrava aver risposto in modo chiaro. E' invece emerso un evidente conflitto di poteri tra uno stato membro e la comunità : la necessità di canalizzare il gioco in circuiti sicuri sembra un argomento debole, che non tiene conto del criterio di proporzionalità delle misure. La contraddizione è evidente, si restringe l'offerta estera e si espande, per fini fiscali, quella degli operatori italiani".
Presso la Commissione, inoltre, sono pendenti altri ricorsi Stanley - recentemente approdati alla Corte di Giustizia - in merito all'assegnazione "discriminatoria" delle concessioni sportive (ma l'impedimento alla partecipazione alle gare per gli operatori esteri è già stato sanato) e soprattutto al rinnovo senza gara delle 329 ippiche "storiche". Il bookmaker inglese ha anche denunciato come "aiuto di stato illegale" le misure relative ai minimi garantiti: proprio in questi giorni, la Commissione ha presentato a tal proposito formale richiesta di "informazioni" al governo italiano. I passi successivi, in caso di risposta insoddisfacente, saranno l'invio di una lettera di messa in mora e successivamente l'emanazione di un parere motivato, prima di adire - se ve ne fossero gli estremi - la Corte di Giustizia per il relativo giudizio.
(AGIPRO)
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La recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte Cassazione dà origine ad un conflitto senza precedenti fra i massimi giudici italiani e Corte di Giustizia Europea: per questo motivo, il 15 luglio scorso il bookmaker inglese Stanley Leisure ha depositato un nuovo esposto presso la Commissione Europea, finalizzato a denunciare il conflitto e a domandare misure urgenti a tutela degli interessi delle imprese comunitarie di scommesse.
Secondo l'avvocato milanese Roberto Jacchia, profondo conoscitore del diritto comunitario e contitolare di uno studio con sedi anche a Bruxelles e a Mosca, "Il punto è che le Sezioni Unite hanno sostanzialmente ignorato la sentenza Gambelli, sostenendo che la norma italiana fosse conforme al diritto comunitario. A nostro avviso, il diritto dei fornitori comunitari dei servizi di scommessa va tutelato e la Cge, in tal senso, sembrava aver risposto in modo chiaro. E' invece emerso un evidente conflitto di poteri tra uno stato membro e la comunità : la necessità di canalizzare il gioco in circuiti sicuri sembra un argomento debole, che non tiene conto del criterio di proporzionalità delle misure. La contraddizione è evidente, si restringe l'offerta estera e si espande, per fini fiscali, quella degli operatori italiani".
Presso la Commissione, inoltre, sono pendenti altri ricorsi Stanley - recentemente approdati alla Corte di Giustizia - in merito all'assegnazione "discriminatoria" delle concessioni sportive (ma l'impedimento alla partecipazione alle gare per gli operatori esteri è già stato sanato) e soprattutto al rinnovo senza gara delle 329 ippiche "storiche". Il bookmaker inglese ha anche denunciato come "aiuto di stato illegale" le misure relative ai minimi garantiti: proprio in questi giorni, la Commissione ha presentato a tal proposito formale richiesta di "informazioni" al governo italiano. I passi successivi, in caso di risposta insoddisfacente, saranno l'invio di una lettera di messa in mora e successivamente l'emanazione di un parere motivato, prima di adire - se ve ne fossero gli estremi - la Corte di Giustizia per il relativo giudizio.
(AGIPRO)
Messaggioda pippobet » 26/07/2004 - 14:50
26/07/2004 14:40
Sistema "GiocaSport": i Monopoli chiedono informazioni a SNAI
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I Monopoli chiedono a Snai "di far conoscere all'Amministrazione, con cortese sollecitudine, ogni utile informazione in merito alla sicurezza e alla gestione della raccolta scommesse in via telematica". In una lettera inviata pochi giorni fa dal dirigente Perna, Aams raccoglie dunque le segnalazioni di Microgame in merito ad "alcuni disservizi inerenti al sistema telematico Giocasport, gestito dal Service provider Snai".
Come si ricorderà , la polemica tra i due provider nacque circa un mese fa a seguito di un comunicato nel quale Microgame faceva presente "una vulnerabilità grave" nella sicurezza del sistema telematico GiocaSport di SNAI, che porterebbe al blocco del conto di gioco dell'utente ed alla conoscenza del saldo dello stesso ed all'individuazione del concessionario che ha attivato il conto. "Tale vulnerabilità di tipo DOS (Denial Of Service) è stata da tempo individuata - proseguiva la nota - e di questo abbiamo provveduto ad informare la SNAI e l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, chiedendo di intervenire prontamente per tutelare il mercato degli utenti del servizio GiocaSport di SNAI".
Scendendo nei particolari, il comunicato spiegava che il sito www.giocasport.biz consente senza pin di accedere ai saldi dei conti di gioco di tutti gli scommettitori di tutti i Concessionari Snai, essendo tali conti identificati in maniera numerica e progressiva. Pertanto, partendo da un numero di conto (card) è possibile - variando alcune cifre, ad esempio le ultime - "spostarsi" su altri conti di gioco di altri utenti. Inoltre, effettuando su questi conti delle operazioni che richiedono il PIN ed inserendone uno a caso, dopo 3 tentativi errati il sistema blocca il relativo conto ad insaputa del titolare.
Poche ore dopo quel comunicato, arrivava la dura risposta di Snai alle "osservazioni" di Microgame: "Con riferimento a notizie diffuse in data odierna da un provider recentemente comparso sulla scena del mercato italiano per l'accettazione delle scommesse via Internet, Snai S.p.A. ribadisce la piena sicurezza del sistema di accettazione scommesse offerto tramite il servizio Giocasport. La privacy dei titolari dei conti Giocasport accesi presso i Punti Snai è garantita, così come sono pienamente tutelati i conti deposito dei titolari stessi.
Snai S.p.A. e la società controllata Festa S.r.l., incaricata della gestione del servizio Giocasport, operano nel pieno rispetto delle norme previste dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per l'accettazione telefonica e telematica delle scommesse, cui sono state sottoposte, ricevendo approvazione, le norme contrattuali che regolano i rapporti tra i concessionari di Stato e gli scommettitori titolari di card Giocasport. Ogni tentativo di aggressione al sistema telematico di accettazione scommesse Giocasport comporta il blocco immediato delle card". Nelle ultime ore, poi, è arrivata la richiesta di informazioni dei Monopoli. La querelle, insomma, non è ancora finita.
(AGIPRO)
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http://www.snai.it
Sistema "GiocaSport": i Monopoli chiedono informazioni a SNAI
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I Monopoli chiedono a Snai "di far conoscere all'Amministrazione, con cortese sollecitudine, ogni utile informazione in merito alla sicurezza e alla gestione della raccolta scommesse in via telematica". In una lettera inviata pochi giorni fa dal dirigente Perna, Aams raccoglie dunque le segnalazioni di Microgame in merito ad "alcuni disservizi inerenti al sistema telematico Giocasport, gestito dal Service provider Snai".
Come si ricorderà , la polemica tra i due provider nacque circa un mese fa a seguito di un comunicato nel quale Microgame faceva presente "una vulnerabilità grave" nella sicurezza del sistema telematico GiocaSport di SNAI, che porterebbe al blocco del conto di gioco dell'utente ed alla conoscenza del saldo dello stesso ed all'individuazione del concessionario che ha attivato il conto. "Tale vulnerabilità di tipo DOS (Denial Of Service) è stata da tempo individuata - proseguiva la nota - e di questo abbiamo provveduto ad informare la SNAI e l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, chiedendo di intervenire prontamente per tutelare il mercato degli utenti del servizio GiocaSport di SNAI".
Scendendo nei particolari, il comunicato spiegava che il sito www.giocasport.biz consente senza pin di accedere ai saldi dei conti di gioco di tutti gli scommettitori di tutti i Concessionari Snai, essendo tali conti identificati in maniera numerica e progressiva. Pertanto, partendo da un numero di conto (card) è possibile - variando alcune cifre, ad esempio le ultime - "spostarsi" su altri conti di gioco di altri utenti. Inoltre, effettuando su questi conti delle operazioni che richiedono il PIN ed inserendone uno a caso, dopo 3 tentativi errati il sistema blocca il relativo conto ad insaputa del titolare.
Poche ore dopo quel comunicato, arrivava la dura risposta di Snai alle "osservazioni" di Microgame: "Con riferimento a notizie diffuse in data odierna da un provider recentemente comparso sulla scena del mercato italiano per l'accettazione delle scommesse via Internet, Snai S.p.A. ribadisce la piena sicurezza del sistema di accettazione scommesse offerto tramite il servizio Giocasport. La privacy dei titolari dei conti Giocasport accesi presso i Punti Snai è garantita, così come sono pienamente tutelati i conti deposito dei titolari stessi.
Snai S.p.A. e la società controllata Festa S.r.l., incaricata della gestione del servizio Giocasport, operano nel pieno rispetto delle norme previste dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato per l'accettazione telefonica e telematica delle scommesse, cui sono state sottoposte, ricevendo approvazione, le norme contrattuali che regolano i rapporti tra i concessionari di Stato e gli scommettitori titolari di card Giocasport. Ogni tentativo di aggressione al sistema telematico di accettazione scommesse Giocasport comporta il blocco immediato delle card". Nelle ultime ore, poi, è arrivata la richiesta di informazioni dei Monopoli. La querelle, insomma, non è ancora finita.
(AGIPRO)
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http://www.snai.it
Messaggioda pippobet » 26/07/2004 - 14:51
26/07/2004 09:50
Australia: BetFair nella terra dei canguri
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A pochi giorni dalla pronuncia del Governo Federale australiano in materia di scommesse on-line, Betfair, piattaforma telematica che consente lo scambio di scommesse fra utenti, ha deciso di puntare investire le proprie risorse nello stato agli antipodi del nostro continente. Un accordo, come si legge sul sito della BBC, è stato già siglato tra i dirigenti di Betfair e Kerry Packer, proprietario della Publishing and Broadcasting Ltd, un colosso che comprende catene di giornali, televisioni e non ultimo un gigantesco Casinò a Melbourne, con annesso ristorante, hotel e ogni comfort per giocatori di un certo livello.
Nel 2001 il governo australiano aveva dichiarato illegali i casinò on-line, ma qualche giorno fa (vedi AGIPRO AUSTRALIA: NESSUNA LIMITAZIONE AGLI OPERATORI STRANIERI del 13-07-2004 ore 13:00) è stata dichiarata infondata ogni relazione tra il problema del gioco patologico e l'accettazione di scommesse on-line da parte di bookmaker stranieri.
Per Betfair si tratta di infilare un piede in una porta che se schiusa potrebbe rivelarsi una camera del tesoro (attualmente il volume di gioco annuo in Australia supera di poco i 2 miliardi di euro), la PBL invece trova un partner che può arginare la concorrenza derivante dai casinò stile Las Vegas della vicina Macao. Alcuni ostacoli all'effettivo ingresso della società inglese in Australia vengono però dai governi regionali: benchè federalmente sia stata riconosciuta legittimità agli operatori esteri di accettare puntate al momento gli enti locali possono comunque porre dei veti, ad esempio già adesso i giocatori di Australia e Nuova Zelanda possono effettuare puntate su Betfair, ma a quest'ultima è preclusa la possibilità di pubblicizzare la propria attività . Pur di poter essere fisicamente presente sul territorio Betfair è disposta ad assoggettarsi al sistema fiscale regionale australiano ed a pagare i contributi fiscali alla stregua di ogni altra azienda (argomento molto convincente, pare che in ballo ci siano circa 3 miliardi - in euro - di buone ragioni), ma al momento le amministrazioni locali (sei stati più due territori) sono compatte nel negare la concessione dell'esercizio a qualsiasi società di scambio scommesse.
L'affare pare solido, anche i bookmaker locali sembrano interessati ad una apertura in tal senso. Tanto più che le modalità classiche di raccolta di scommesse sembra stiano attraversando un periodo di flessione (la Tabcorp, altra società di booking australiana ha visto scendere i propri dividendi del 2%), e c'è chi al nuovo che avanza si oppone con tutti i mezzi possibili, anche quelli meno "fair": proprio la Tabcorp per bocca di un suo portavoce ha insinuato il sospetto che lo scambio di puntate tra privati sia dannoso al regolare svolgersi degli eventi oggetto di scommessa, come del resto è accaduto qualche tempo fa in Inghilterra - vedi AGIPRO del 07-06-2004 15:58 GARE IPPICHE IN INGHILTERRA: NIENTE TRUCCHI, SIAMO INGLESI...). Ma c'è anche chi si mostra possibilista. "Quando la compattezza dei governi locali si incrinerà e si concederà l'esercizio alle società di scambio scommesse" dice Dick McIwain, direttore generale di Unitab, altra società di booking australiana "anche noi ci faremo avanti. Ma di certo non faremo la prima mossa".
(AGIPRO)
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http://www.betfair.com
Australia: BetFair nella terra dei canguri
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A pochi giorni dalla pronuncia del Governo Federale australiano in materia di scommesse on-line, Betfair, piattaforma telematica che consente lo scambio di scommesse fra utenti, ha deciso di puntare investire le proprie risorse nello stato agli antipodi del nostro continente. Un accordo, come si legge sul sito della BBC, è stato già siglato tra i dirigenti di Betfair e Kerry Packer, proprietario della Publishing and Broadcasting Ltd, un colosso che comprende catene di giornali, televisioni e non ultimo un gigantesco Casinò a Melbourne, con annesso ristorante, hotel e ogni comfort per giocatori di un certo livello.
Nel 2001 il governo australiano aveva dichiarato illegali i casinò on-line, ma qualche giorno fa (vedi AGIPRO AUSTRALIA: NESSUNA LIMITAZIONE AGLI OPERATORI STRANIERI del 13-07-2004 ore 13:00) è stata dichiarata infondata ogni relazione tra il problema del gioco patologico e l'accettazione di scommesse on-line da parte di bookmaker stranieri.
Per Betfair si tratta di infilare un piede in una porta che se schiusa potrebbe rivelarsi una camera del tesoro (attualmente il volume di gioco annuo in Australia supera di poco i 2 miliardi di euro), la PBL invece trova un partner che può arginare la concorrenza derivante dai casinò stile Las Vegas della vicina Macao. Alcuni ostacoli all'effettivo ingresso della società inglese in Australia vengono però dai governi regionali: benchè federalmente sia stata riconosciuta legittimità agli operatori esteri di accettare puntate al momento gli enti locali possono comunque porre dei veti, ad esempio già adesso i giocatori di Australia e Nuova Zelanda possono effettuare puntate su Betfair, ma a quest'ultima è preclusa la possibilità di pubblicizzare la propria attività . Pur di poter essere fisicamente presente sul territorio Betfair è disposta ad assoggettarsi al sistema fiscale regionale australiano ed a pagare i contributi fiscali alla stregua di ogni altra azienda (argomento molto convincente, pare che in ballo ci siano circa 3 miliardi - in euro - di buone ragioni), ma al momento le amministrazioni locali (sei stati più due territori) sono compatte nel negare la concessione dell'esercizio a qualsiasi società di scambio scommesse.
L'affare pare solido, anche i bookmaker locali sembrano interessati ad una apertura in tal senso. Tanto più che le modalità classiche di raccolta di scommesse sembra stiano attraversando un periodo di flessione (la Tabcorp, altra società di booking australiana ha visto scendere i propri dividendi del 2%), e c'è chi al nuovo che avanza si oppone con tutti i mezzi possibili, anche quelli meno "fair": proprio la Tabcorp per bocca di un suo portavoce ha insinuato il sospetto che lo scambio di puntate tra privati sia dannoso al regolare svolgersi degli eventi oggetto di scommessa, come del resto è accaduto qualche tempo fa in Inghilterra - vedi AGIPRO del 07-06-2004 15:58 GARE IPPICHE IN INGHILTERRA: NIENTE TRUCCHI, SIAMO INGLESI...). Ma c'è anche chi si mostra possibilista. "Quando la compattezza dei governi locali si incrinerà e si concederà l'esercizio alle società di scambio scommesse" dice Dick McIwain, direttore generale di Unitab, altra società di booking australiana "anche noi ci faremo avanti. Ma di certo non faremo la prima mossa".
(AGIPRO)
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Messaggioda concessionario » 26/07/2004 - 20:06
Oltre 2000.000 di euro è l'esborso di poveri concessionari SNAI dislocati per la maggior parte nel Lazio ai furbi scommettitori.
Si tratterebbe di 2 partite dell'intertoto quotate in apertura la settimana scorsa su uno dei tre segni a 6,00 e rimaste con tale quota fino all'inizio delle gare non considerando l'enorme volume di gioco su queste partite che arrivavano dai concessionari i quali fidandosi (a pagamento) del controllo rischio di SNAI incassavano le alte puntate!
Ovvio che vi era da parte di Snai una supervalutazione del segno quotato cosi alto ma non per gli scommettitori incalliti che non credendo ai propri occhi puntavano svariate migliaia di euro e........hanno vinto!.......TUTTI
Pensate che alcuni dipendenti di concessionari Strike e Microgame sono corsi in punti Snai per puntare anche loro su due quote considerate scellerate e anche loro hanno vinto
Speriamo che questi concessionari Snai abbiano il coraggio di impugnare il loro contratto di servizi con Snai e passare con società all'altezza della situazione.
Certo anche per la faccenda del telematico dove ora l'AAMS ha chiesto chiarimenti per la vulnerabilità del sistema la dice lunga sulla tecnologia
cosi vantata da Snai
Spike
____________________________________________________________________
Mamma mia! che disastro!
Si tratterebbe di 2 partite dell'intertoto quotate in apertura la settimana scorsa su uno dei tre segni a 6,00 e rimaste con tale quota fino all'inizio delle gare non considerando l'enorme volume di gioco su queste partite che arrivavano dai concessionari i quali fidandosi (a pagamento) del controllo rischio di SNAI incassavano le alte puntate!
Ovvio che vi era da parte di Snai una supervalutazione del segno quotato cosi alto ma non per gli scommettitori incalliti che non credendo ai propri occhi puntavano svariate migliaia di euro e........hanno vinto!.......TUTTI
Pensate che alcuni dipendenti di concessionari Strike e Microgame sono corsi in punti Snai per puntare anche loro su due quote considerate scellerate e anche loro hanno vinto
Speriamo che questi concessionari Snai abbiano il coraggio di impugnare il loro contratto di servizi con Snai e passare con società all'altezza della situazione.
Certo anche per la faccenda del telematico dove ora l'AAMS ha chiesto chiarimenti per la vulnerabilità del sistema la dice lunga sulla tecnologia
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