Messaggioda Nemesis » 08/02/2003 - 23:36
Calma, Bisca: sappiamo benissimo che c'è il 4-bis, così come sappiamo benissimo che c'è anche il 4-ter. Verrebbe da chiedersi: se il 4-bis va interpretato come dici tu (senza distinguere tra attività organizzata e attività non organizzata sul territorio nazionale), che bisogno c'era di fare il 4-ter? Posto che se non è per i CTD torna a essere per i Concessionari, perchè il legislatore non ne ha inglobato il contenuto nello stesso 4-bis? In fin dei conti ciò era stato fatto, in quanto nel Dicembre 2000 in Parlamento era in discussione un emendamento che proponeva il 4-bis per "...qualsiasi attività legata alla raccolta di scommesse, ancorchè non organizzata...", testo questo che avrebbe dato adito a ben pochi dubbi; però è stato bocciato a favore della doppia esposizione 4-bis + 4-ter. Perchè? Mi spieghi dov'è che vedi uno dei principi fondamentali della prassi giuridica, e cioè l'assoluta chiarezza del dettato normativo che ne determina la tassatività ? Comunque non è nemmeno questo il punto da discutere; diamo per scontato anche noi che il legislatore, obnubilato in quei frenetici giorni dalla necessità di approvare in tempo utile il "capitolato di spesa" dell'Azienda-Italia, terrorizzato dalla possibilità di "un'amministrazione controllata", abbia affrontato con superficiale leggerezza il problema creando così, colposamente, le condizioni per un fraintendimento della propria volontà . Diciamo che la sua volontà era quella di lasciare le scommesse ai soli soggetti autorizzati ai sensi dell'88 TULPS. Qui entra in ballo la sentenza Zenatti della Corte di Giustizia Europea. L'unica sentenza in merito della Cassazione mi risulta essere quella già citata da Primularossa, a meno che tu non ti riferisca a sentenze di Cassazione in fase di incidente probatorio, e cioè di annullamento di sentenze dei Tribunali del Riesame contro le quali alcune Procure si sono appellate. In effetti qui ci sono stati dei capovolgimenti di sentenze favorevoli ai CTD, ma te ne voglio citare uno recentemente verificatosi nella mia regione. La norma incriminatrice viene disapplicata dal Tribunale del Riesame sulla base della sentenza Zenatti, la Procura ricorre in Cassazione, la Cassazione ritiene legittimo il ricorso e rimanda tutto indietro al Tribunale specificando che "...la stessa sentenza Zenatti dice che nulla osta a una legislazione nazionale in contrasto con quella comunitaria...". Il CTD stavolta viene chiuso e il titolare ufficialmente indagato. Il dato per me sconcertante è che la sentenza Zenatti dice, sì, quel che recita la Cassazione, ma specifica (il testo esatto adesso non l'ho sotto mano) che tale normativa "...deve essere motivata da obiettivi di ordine pubblico e sociale, e spetta al giudice a quo rilevarne la consistenza... e che eventuali benefici fiscali e contributivi devono esser considerati elementi accessori e non determinanti". Caro Bisca, io ho una (bellissima) bambina di 4 anni e mezzo che sa già leggere e capire il significato "elementare" di ciò che legge. Se le faccio leggere la sentenza Zenatti, anche lei saprà poi dirmi quel che hanno detto quei Giudici di Cassazione. Quindi i casi sono due:
1) la mia bambina, nonostante la tenerissima età , è già capace di fare il Giudice;
2) "quei" Giudici dovrebbero tornare alla scuola materna insieme alla mia bambina.
Saluti.
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!