Messaggioda concessionario » 02/06/2004 - 01:03
Dal forum ricevitore.net:
Siccome pare che i Monopoli stiano per fare l'ennesima figuraccia inerente al regolamento sul telematico ho fatto una chiachieratina via e-mail col Giudice Gennaro Francione sentite un po:
Pare che sia di imminente pubblicazione dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato un regolamento inerente al decreto 31 Maggio 2002 il quale conosci bene, dove le affiliazioni con concessionari tramite la stipula di un contratto commerciale per la rivendita di card e ricariche conti gioco debba avvenire in ambito provinciale o regionale tu cosa ne pensi di tali limitazioni se cosi fosse?
Anche se si tratta di supposizioni non avendo sotto mano detto regolamento la mia impressione è che si voglia limitare lo sviluppo imprenditoriale/telematico di quelle imprese forse tecnologicamente più pronte rispetto magari a imprese con una massiccia presenza sul territorio forti di una grossa rappresentatività ma non in condizioni migliori per fronteggiare questo nuovo mercato , secondo me tale disposizione in questo regolamento di cui mi parli violerebbe l’articolo 3 è 41 della Costituzione compreso l’articolo 2 del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114 , perché disconoscerebbe il diritto di libertà economica in assenza delle esigenze di utilità sociale che sole potrebbero giustificare il diniego generalizzato del rilascio delle autorizzazioni commerciali, e l’articolo 97 della Costituzione, perché il principio di buon andamento della pubblica amministrazione postulerebbe la continuità e la effettività dell’esercizio dei pubblici poteri e non anche l’arbitrario non esercizio dei poteri stessi.
Scusami Gennaro qui non siamo in tribunale facci capire anche a noi comuni mortali!
Ok
A mio personale parere, la disposizione probabilmente censurata violerebbe l’articolo 3 della Costituzione sotto il profilo della disparità di trattamento tra gli imprenditori che volessero operare per esempio in Lombardia e quelli che intendessero svolgere la medesima attività in Regioni nelle quali non esiste concessionario che possa garantire tale servizio, nonché tra gli operatori economici che già hanno sottoscritto un contratto e gli altri ai quali l’autorizzazione è preclusa e sotto il duplice profilo della ingiustificata disparità di trattamento tra imprenditori e della irragionevole retroattività della disciplina di rapporti giuridici già regolati dalla normativa statale (DM 31/5/2002)
Infine, la disposizione in questione sarebbe in contrasto col principio comunitario di libera prestazione dei servizi e violerebbe perciò l’articolo 10 della Costituzione trattandosi di attività commerciale o di servizi dove la Legge non riserva allo Stato.
La medesima disposizione violerebbe poi come ti dicevo l’articolo 41 della Costituzione, perché disconoscerebbe, senza apparenti ragioni di utilità sociale, il diritto di iniziativa economica privata.
Unica curiosità e la non tempistica nel promulgare questo regolamento che alla luce dei fatti sarebbe pubblicato a distanza di 2 anni dal Decreto Ministeriale!
Spero di essere stato chiaro e salutami i tuoi amici del forum! e mi raccomando non farli arrabbiare!
Ciao
Gennaro _______________________________________________________
Ciao
Spike
L'uomo non è importante per il denaro che possiede ma per il credito di cui gode!