mandit ha scritto:Il punto è, parlando seriamente, che nel tennis è molto difficile mantenere una linea di rendimento. Giocano troppo, è uno sport individuale, entrano in gioco un sacco di fattori. E le differenze sono minime. Spesso le partite vengono decise da un punto o due.
Sono anch'io, come immagino si sarà capito dalle giocate che posto, convinto che nei primi turni non essendoci "vantaggi" reali bisogna cercare i "vantaggi" di quota. Quasi sempre gioco sfavoriti.
Poi tocca accettare tutto. Come Heuberger che non fa più un game 4-1 e servizio nel secondo, ma anche ivanisevic che risorge dalle ceneri e vince il tie con escude. Ci vogliono nervi saldi, tanta pazienza. Mai illudersi di capire più degli altri.
Andando avanti nel torneo il discorso cambia. Qualche punto fermo in più si può trovare.
Quanto tacito, forumista che in tutta sincerità trovo spesso debordante, parla di partite "a scelta", non ha tutti i torti. Infatti contano le quote, molto più dei giocatori. Solo che personalmente non troverei soddisfazione a colpire nel mucchio, del tipo "li banco tutti" qualcuno perderà . L'illusione di farla io "la scelta", vincente o perdente, me la voglio tenere.
Se giocassi per vivere sarebbe tutta un'altra storia. Ma allora, come antibook, credo proprio che il tennis lo sorvolerei.
Scusate il delirio.
Hai ragione,però se leggi i miei post mica vero che non faccio scelte.Le faccio eccome,cerco di bancare quando vedo che la quota,indip da min o massima,è secondo me sbagliata.Io esprimopuntualment una visione della partita,poi penso alla uota.Se mi dà appiglio mi ci attacco,altrimenti salto.Vedi ieri ho giocato delle favorite,oggi ho bancato delle signorine che mi sembravano inventate.Ora mi godo Mello,stavo veramente parlando da solo,avanti 51 sotto 6 al tie,che follia questo sport.Ma che Salz fosse fav non mi tornava.Poi avrai notato che diffido assai delle marce,tranne quando proprio mi sembrano giustificate.Cordialmente ciao