La tradizione vuole che i misteri della distillazione abbiano attraversato il Mare d'Irlanda insieme con i Celti di lingua gaelica che fondarono il Regno di Dalriada sulle coste occidentali di Scozia all'inizio del VI secolo, quelli che passarono alla storia con il nome di Scoti. Nel loro gaelico l'acquavite si chiamava "uisge beatha" che fu abbreviato in "uiskie" nel XVII secolo per poi prendere la denominazione "whiskie" e infine "whisky" nel corso del XVIII secolo. Gli antichi irlandesi, così si narra, erano stati edotti sui segreti della distillazione due secoli prima di arrivare in Scozia da San Patrizio, che a sua volta li aveva appresi negli anni trascorsi ad Auxerre, in Francia, prima di partire, nell'anno 432, per la sua missione di cristianizzazione dell'isola. Benchè nel corso del Medioevo non ci siano documenti sulla distillazione sul Continente, è però certo che quasi tutti i monasteri la praticassero anche se per realizzare prodotti più medicamentosi che da degustazione. Anche se, nel suo capolavoro "The decline and the fall of the Roman Empire", Edward Gibbon narra che nel 448 d.c. un ambasciatore romano cha da Costantinopoli doveva raggiungere Attila, re degli Unni, si imbattè in "un certo liquore di nome camus che, secondo Prisco, era distillato dall'orzo". L'antenato continentale del whisky?
PS: ci sono anche testimonianze sui distillati che risalgono all'antica Grecia: altra gustosa addenda sulla distillazione riguarda nientepopodimeno che... Aristotele! Pare sostenesse che "l'ubriaco di vino cade bocconi, mentre l'ubriaco di liquore cade supino"













