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Io la ributto sul cazzeggio...
Messaggioda Nemesis » 19/12/2003 - 17:56
Marxgrad (già Roma), Italia, 2023. Un’afosa mattinata di Dicembre.
…L’enorme edificio sorgeva nella periferia sud della Capitale, al posto di quello che fu l’EUR, ed era un infinito susseguirsi di diversi ambienti strettamente raccordati. Così almeno si presentava visto da terra. Visto dall’alto si rivelava essere una statua stilizzata e sdraiata di Karl Marx. L’ingresso principale, unico accesso per il pubblico, era realizzato nella zona dei piedi, mentre gli uffici del Nuovo Politburo e degli Alti Comandi si trovavano nella parte opposta, e cioè nel pugno chiuso del braccio sinistro allungato in direzione della città ; per attraversare a piedi tutto il complesso – e non era possibile fare altrimenti – era necessario prendersi una settimana di ferie dal lavoro; ma nel nuovo ordine politico popolar-stakanovista prendersi le ferie era considerato un atto individualista, quasi sovversivo.
“Buongiorno, Compagno Sub-Comandante!”, disse con militaresco ma antimperialista rispetto il portiere del Settore KGB-II del Nuovo Palazzo del Nuovo Soviet di Nuovo Supremo. “Vai a cagare, Compagno Ulisse!”, rispose altero l’uomo con la maschera da sommozzatore che stava attraversando l’atrio all’altezza della statua di Lenin, scrollandosi di dosso i fastidiosi moscerini che gli pigmentavano la maglietta bianca con su scritto: I love Crvena Zvezda. Il portiere, a dispetto della sua età , scattò felino in direzione della toilette: non che avesse il minimo stimolo fisiologico, ma il tono perentorio del Sub-Comandante Brandy non ammetteva chiaramente replica alcuna. E il Sub-Comandante non era ancora arrivato all’altezza della statua di Mao quando Ulisse chiuse dietro di sé la porta del minuscolo stanzino delegato allo scopo. Sedette sul wc ricavato dall’asportazione dell’emicranio superiore di un mezzobusto del Duce e lì rimase in silenzio fin quando sentì svanire su per le scale - gli ascensori erano stati aboliti perché troppo borghesi - il tipico scalpiccio delle pinne di Murmansk sul granito caucasico. Quindi si alzò e uscì, senza nemmeno tirarsi su i calzoni; d’altra parte non se li era nemmeno tirati giù, poiché nello stanzino non c’era spazio sufficiente per eseguire l’operazione, causa l’ingombro generato dalle statue di D’Alema e Veltroni.
Circa trentacinque minuti dopo il Sub-Comandante Brandy stava percorrendo il corridoio del primo piano in fondo al quale era l’ingresso dell’ufficio del Compagno Commissario Sauro. Dopo altri venti minuti attraverso i cimeli del Kursk gloriosamente inabissatosi in impari battaglia contro soverchianti forze nemiche, apriva la porta, entrando deciso nel tetro ufficio del suo diretto superiore, non dopo aver opposto eroica resistenza alla nuvolaglia che lo investì furibonda. Nel frattempo anche la donna delle pulizie, incontrata su per le scale, era andata alla toilette.
“Novità ?”, chiese il tisico capellone che sedeva dietro la scrivania di betulla siberiana, mentre si dilettava a centellinare brandelli di carne presunta fascista geneticamente originale e certificata al Rapace-dalla-Testa-Bianca (ora Puffnegger), incatenato e appollaiato su un trespolo in acciaio di Dnipropetrovsk forgiato a mò di mietitrebbia e martello pneumatico.
“Ancora nulla”, replicò tossendo secco il Sub-Comandante Brandy. “Abbiamo sguinzagliato sulle sue tracce i nostri migliori agenti, il Compagno Hank e il Compagno Mandit, ma il maledetto sembra essere svanito nel nulla. A dire il vero non hanno trovato nemmeno le tracce. Anche l’infiltrato Mezzo-Compagno Heat non è riuscito a scoprire indizio alcuno… Ma prima o poi farà un passo vero, dopo averne fatti tanti di falsi!”, aggiunse tossendo, mentre si accomodava sulla poltrona da cui era stato eraso lo stemma pontificio, appoggiando circospetto le bombole d’ossigeno sul parquet di Sverdlovsk (ex-Yekaterinburg, ex-ex-Sverdlovsk, ex-ex-ex-Yekaterinburg).
Da un angolo particolarmente buio della stanza (causa cortina allucino-fumogena) si levò un altro colpo di tosse e si udì: “E’ un volpino. L’astuzia di certo non gli difetta! Ho decriptato tutti i segnali radio sospetti, ma non è venuto fuori alcunchè che ci possa portare a lui. Sarà un osso duro da seppellire!”.
“Lo so, Compagno Pig Pen, lo so! Forse abbiamo perso troppo tempo a ridere di lui, quando invece dovevamo chiudere la pratica senza esitazioni. Insomma, l’errore è stato nostro: l’abbiamo sottovalutato”, replicò tossendo Brandy senza minimamente scomporre la propria postura, lasciando così intendere al Comandante Pig Pen che aveva già notato la sua presenza nelle nebbie oppiacee della stanza.
“Lo dobbiamo trovare e prendere! Assolutamente! E alla svelta! Dannato OBL!”, sbottò alterato Sauro, spiaccicando un pezzo di fegato di Marcye sul muso dell’uccellaccio, che ben si guardò dall’ingurgitare una simile frattaglia etanolizzata.
Dopo un attimo di proletario silenzio, il Sub-Comandante Brandy tossì e sentenziò: “Non ci è mai sfuggito nessuno, Compagno Commissario: non ci sfuggirà neanche Osilvio Ber Luscon!”.
“Lo spero: il Compagno Supremo Web, sia lodato e ringraziato in ogni momento l’antidivino sacramento del suo nome e della sua diretta discendenza dal grande Josif Vissarionovic Dzugasvili, inizia a dar segni d’insofferenza!”, replicò cupo Sauro, mentre il Rapace-dalla-Testa-Bianca tentava, invano, di evitare il polpaccio di Nemesis che gli volava incontro… destino ingrato! Non l’aveva mai digerito da vivo, gli rompeva i **** pure da morto!
Cristo… anzi, Engels! Ma cos’era successo negli anni precedenti da riportare al comando i Rossi?
Salito al potere nel 2001, Silvio Berlusconi aveva ricreato un miracolo italiano. Anzi: in quanto Incarnazione Divina, aveva generato il Vero, Unico e Trino (Silvio, Paolo, lo Stalliere) Miracolo Italiano. Iniziava l’età d’oro della nostra amata penisola…ma che dico d’oro! di platino! ma nemmeno! d’uranio impoverito!!! Erano gli anni in cui tutto andava bene, ma così bene, che il PIL saliva anche quando scendeva, le tasse scendevano anche quando salivano, l’inflazione era immobile anche quando sverniciava Schumacher in pieno rettifilo, e gli italiani ridevano così forte, ma così forte, da farsi venir giù le lacrime e da sembrare che piangessero. Ma non piangevano, sia ben chiaro! Ridevano di gusto! I terremoti non erano catastrofi, ma il mezzo che il Padre usava per dirGli dove realizzare le Grandi Opere. Così pure l’effetto serra, divinamente studiato con il Suo Amico George, era un escamotage per favorire i floricoltori italiani nei confronti dei concorrenti olandesi. Egli soltanto riuscì nella titanica impresa di far dire “grazie” anche alla celebre mamma che sull’uscio di casa ritira la spesa fatta dal figlio. Gli indici di disoccupazione salivano solo perché erano sempre di più gli italiani che non avevano bisogno di lavorare per vivere, ma che dovevano vivere per lavorare. Tutto girava sempre per il meglio, anche se gli ingranaggi grippavano! Arrestò l’immigrazione selvaggia, e quando gli italiani erano diventati ormai una rarità , le concesse l’amnistia. I reati diminuivano costantemente, e quando non ci furono più per niente, fece risparmiare un pacco di denaro pubblico ai contribuenti: cancellò infatti l’ormai inutile Potere Giudiziario mandando tutti i Magistrati a giustificare l’esistenza della Polizia Penitenziaria. Infine, nel 2009, cadde anche il solo privilegio naturale rimasto a far da diga al prepotente dilagare della Felicità per tutti gli italiani: nel loro ultimo Gay-Pride, gli omo finalmente riconobbero anche agli etero il sacrosanto diritto di godere nel prenderlo in quel posto. Era l’apoteosi! Il VHF-Paradiso! E dovunque, per mari e Tremonti, le onde corte di Sua Emittenza irradiavano leucemica Felicità . Lo Spirito Santo si manifestava ora in multifrequenza: nato come Mediaset, poi con irresistibile ascesa diventato Mediaot, Medianov, Mediacent, Mediamil, fino ad assumere valenza metafisica quando trasfigurò in Mediatut, era il nuovo, inarrestabile Messaggero di Dio (ma anche Tempo di Dio, Corriere di Dio, Giornale di Dio… no, quest’ultimo no: non c’era diventato, c’era sempre stato). Non vi era modo di sfuggire all’Annunciazione! In verità un sadomasochista (tal Pesaola) provò a rinunciare alla Felicità scalando l’Everest, ma quando sfinito arrivò in vetta, la trovò occupata da un ripetitore con annesso maxi-schermo; si suicidò lasciandosi cadere a valle, ma un fatale attimo d’indecisione lo condannò a morire con nelle orecchie la bestemmia: “consigli per gli acquisti”. Un altro (tal G01) ci provò calandosi con uno scafandro nella Fossa delle Marianne, ma quando arrivò in fondo ci trovò una troupe di Rete4 che, grazie alla Legge Gasparri, stava realizzando un servizio commemorativo su Jacques Cousteau lautamente sponsorizzato; con il sorriso di Emilio Fede stampato nella mente, continuò a vagare per le profondità oceaniche finchè non incontrò la fame liberatrice di un enorme squalo bianco. Ci fu poi un caso che a più di uno fece pensare a una sorta di “eliminazione mirata”: uno stolto oppositore di Silvio (non esistevano antiberlusconiani intelligenti, la definizione stessa sarebbe un ossimoro!), un sardo integral-identitarista denominato Siusiun, un giorno ricevette via poste italiane (e già gli presero a girare i testicoli!) un pacco contenente un libro con il Gennargentu in copertina e dal titolo: “Italiche bellezze”. Come aprì il pacco, esplose: non il pacco… Siusiun! Ma fu l’unico caso… anche perché tutti quelli che avevano pensato malignamente poi furono fininvestiti dalla Nemesi di Arcore, una nuova socialpatologia molto ma molto selettiva, finendo in un burrone con l’autobus che li stava portando tutti in villeggiatura; e dire che quella vacanza l’avevano vinta a un concorso a cui nemmeno si ricordavano di aver partecipato! Cose che succedono! La vita è come una palla: una volta gira in un senso, l’altra volta pure. Lo Sgumpato direbbe: “è come una caramella: non sai mai cosa ci trovi dentro!”. Appunto: ringrazia Iddio, anzi, Silvio, se dentro non ci trovi stricnina a doppia polimerizzazione, meglio nota con l’acronimo P2. In realtà ci furono anche episodi repressivi: ma non si poteva permettere che demoniache devianze intralciassero il procedere soprannaturale della Felicità . In particolare si ricordano due casi di pubblica e spettacolare esecuzione. Il primo caso fu quello di un certo Frà Kennet, un telematicheretico stracondannato in Cassazione che fu giustiziato dentro un’enorme vasca dove gli fecero colare addosso, fuso, tutto l’oro che aveva accumulato facendo giocare tra loro i bookmakers; il tutto guarnito, alla fine, dalle banconote padane delle quali Roma ladrona s’era furfantescamente appropriata nel periodo della Prima Repubblica. Naturalmente, terminata l’esecuzione, le banconote furono restituite a Roma ladrona con tanto di interessi a carico dei figli dei Celti a nord del Po (soprattutto quelli delle valli bergamasche), mentre l’oro fu restituito ai suoi illegittimi book-proprietari con la promessa, per Ughi & C., che avrebbero ottenuto anche le fedi nuziali di quelle coppie padane che non erano in grado di esibire almeno una ricevuta CONI. I resti calcinati del condannato vennero invece digitalizzati e diffusi in mondovisione da Mediatut, che per l’occasione riesumò anche tre reti folklo-rai-stiche; il dvd dell’esecuzione veniva inoltre inviato gratuitamente a chiunque ne facesse richiesta… e la fecero in molti… anzi, tutti! Per fini pedagogici, pare! Il secondo caso fu invece quello di un certo Incazzatonero, che durante l’ultima giornata della massima serie calcistica fu fatto aggrappare a un gancio e poi sollevato a cento metri di altezza. Da lì lo fecero assistere al rigore che poteva dare lo scudetto al Napoli. Stranamente questa partita fu proposta in chiaro a reti unificate: era un po’ che non accadeva una cosa del genere, e più precisamente da quando, circa tre anni prima, fu trasmessa senza che venisse criptata la partita di calcio scapoli-ammogliati del paese di Ripa Teatina. Ma torniamo a Incazzatonero. Come la palla entrò in rete, il condannato mollò la presa per esultare e precipitò in basso; magari qualcuno s’aspettava che precipitasse in alto, finendo in orbita geostazionaria, per poter poi affermare che Berlusconi aveva sconfitto anche la legge di gravità , ma i tempi ancora non erano maturi per cotali prodigi. Naturalmente, dopo aver verificato che il condannato si fosse spiaccicato per bene sulla pista d’atletica, su indicazione di Galliani l’arbitrò parlottò un attimo con il guardalinee, per poi tornare sulle proprie decisioni annullando il goal e trasformando il rigore per il Napoli in una punizione a favore della squadra avversaria. Nel frattempo, nella poltiglia umana che testimoniava il punto d’impatto, un anatomopatologo aveva provveduto a identificare la nuca del giustiziato: un solerte Funzionarinvest potette quindi procedere al “colpo di grazia”, poiché, si sappia, la pietà di Silvio non ammetteva ulteriori sofferenze. Il telepopolo approvò comunque la dolorosa necessità di eliminare gli ostacoli che si frapponevano tra sé e la Felicità , e anzi elogiò la determinazione dimostrata da Sua Emittenza, nonostante la grande sofferenza che Egli non riusciva a nascondere nel comminare le pene capitali. E infatti, come già detto, la Felicità arrivò!
Immagino, per quei pochi disgraziati che son giunti fin qui, che ora dovrei dire come avvenne il rivoluzionario passaggio al governo dei Rossi.
Mò non mi viene; forse domani. Buonasera e buon betting a tutti.
…L’enorme edificio sorgeva nella periferia sud della Capitale, al posto di quello che fu l’EUR, ed era un infinito susseguirsi di diversi ambienti strettamente raccordati. Così almeno si presentava visto da terra. Visto dall’alto si rivelava essere una statua stilizzata e sdraiata di Karl Marx. L’ingresso principale, unico accesso per il pubblico, era realizzato nella zona dei piedi, mentre gli uffici del Nuovo Politburo e degli Alti Comandi si trovavano nella parte opposta, e cioè nel pugno chiuso del braccio sinistro allungato in direzione della città ; per attraversare a piedi tutto il complesso – e non era possibile fare altrimenti – era necessario prendersi una settimana di ferie dal lavoro; ma nel nuovo ordine politico popolar-stakanovista prendersi le ferie era considerato un atto individualista, quasi sovversivo.
“Buongiorno, Compagno Sub-Comandante!”, disse con militaresco ma antimperialista rispetto il portiere del Settore KGB-II del Nuovo Palazzo del Nuovo Soviet di Nuovo Supremo. “Vai a cagare, Compagno Ulisse!”, rispose altero l’uomo con la maschera da sommozzatore che stava attraversando l’atrio all’altezza della statua di Lenin, scrollandosi di dosso i fastidiosi moscerini che gli pigmentavano la maglietta bianca con su scritto: I love Crvena Zvezda. Il portiere, a dispetto della sua età , scattò felino in direzione della toilette: non che avesse il minimo stimolo fisiologico, ma il tono perentorio del Sub-Comandante Brandy non ammetteva chiaramente replica alcuna. E il Sub-Comandante non era ancora arrivato all’altezza della statua di Mao quando Ulisse chiuse dietro di sé la porta del minuscolo stanzino delegato allo scopo. Sedette sul wc ricavato dall’asportazione dell’emicranio superiore di un mezzobusto del Duce e lì rimase in silenzio fin quando sentì svanire su per le scale - gli ascensori erano stati aboliti perché troppo borghesi - il tipico scalpiccio delle pinne di Murmansk sul granito caucasico. Quindi si alzò e uscì, senza nemmeno tirarsi su i calzoni; d’altra parte non se li era nemmeno tirati giù, poiché nello stanzino non c’era spazio sufficiente per eseguire l’operazione, causa l’ingombro generato dalle statue di D’Alema e Veltroni.
Circa trentacinque minuti dopo il Sub-Comandante Brandy stava percorrendo il corridoio del primo piano in fondo al quale era l’ingresso dell’ufficio del Compagno Commissario Sauro. Dopo altri venti minuti attraverso i cimeli del Kursk gloriosamente inabissatosi in impari battaglia contro soverchianti forze nemiche, apriva la porta, entrando deciso nel tetro ufficio del suo diretto superiore, non dopo aver opposto eroica resistenza alla nuvolaglia che lo investì furibonda. Nel frattempo anche la donna delle pulizie, incontrata su per le scale, era andata alla toilette.
“Novità ?”, chiese il tisico capellone che sedeva dietro la scrivania di betulla siberiana, mentre si dilettava a centellinare brandelli di carne presunta fascista geneticamente originale e certificata al Rapace-dalla-Testa-Bianca (ora Puffnegger), incatenato e appollaiato su un trespolo in acciaio di Dnipropetrovsk forgiato a mò di mietitrebbia e martello pneumatico.
“Ancora nulla”, replicò tossendo secco il Sub-Comandante Brandy. “Abbiamo sguinzagliato sulle sue tracce i nostri migliori agenti, il Compagno Hank e il Compagno Mandit, ma il maledetto sembra essere svanito nel nulla. A dire il vero non hanno trovato nemmeno le tracce. Anche l’infiltrato Mezzo-Compagno Heat non è riuscito a scoprire indizio alcuno… Ma prima o poi farà un passo vero, dopo averne fatti tanti di falsi!”, aggiunse tossendo, mentre si accomodava sulla poltrona da cui era stato eraso lo stemma pontificio, appoggiando circospetto le bombole d’ossigeno sul parquet di Sverdlovsk (ex-Yekaterinburg, ex-ex-Sverdlovsk, ex-ex-ex-Yekaterinburg).
Da un angolo particolarmente buio della stanza (causa cortina allucino-fumogena) si levò un altro colpo di tosse e si udì: “E’ un volpino. L’astuzia di certo non gli difetta! Ho decriptato tutti i segnali radio sospetti, ma non è venuto fuori alcunchè che ci possa portare a lui. Sarà un osso duro da seppellire!”.
“Lo so, Compagno Pig Pen, lo so! Forse abbiamo perso troppo tempo a ridere di lui, quando invece dovevamo chiudere la pratica senza esitazioni. Insomma, l’errore è stato nostro: l’abbiamo sottovalutato”, replicò tossendo Brandy senza minimamente scomporre la propria postura, lasciando così intendere al Comandante Pig Pen che aveva già notato la sua presenza nelle nebbie oppiacee della stanza.
“Lo dobbiamo trovare e prendere! Assolutamente! E alla svelta! Dannato OBL!”, sbottò alterato Sauro, spiaccicando un pezzo di fegato di Marcye sul muso dell’uccellaccio, che ben si guardò dall’ingurgitare una simile frattaglia etanolizzata.
Dopo un attimo di proletario silenzio, il Sub-Comandante Brandy tossì e sentenziò: “Non ci è mai sfuggito nessuno, Compagno Commissario: non ci sfuggirà neanche Osilvio Ber Luscon!”.
“Lo spero: il Compagno Supremo Web, sia lodato e ringraziato in ogni momento l’antidivino sacramento del suo nome e della sua diretta discendenza dal grande Josif Vissarionovic Dzugasvili, inizia a dar segni d’insofferenza!”, replicò cupo Sauro, mentre il Rapace-dalla-Testa-Bianca tentava, invano, di evitare il polpaccio di Nemesis che gli volava incontro… destino ingrato! Non l’aveva mai digerito da vivo, gli rompeva i **** pure da morto!
Cristo… anzi, Engels! Ma cos’era successo negli anni precedenti da riportare al comando i Rossi?
Salito al potere nel 2001, Silvio Berlusconi aveva ricreato un miracolo italiano. Anzi: in quanto Incarnazione Divina, aveva generato il Vero, Unico e Trino (Silvio, Paolo, lo Stalliere) Miracolo Italiano. Iniziava l’età d’oro della nostra amata penisola…ma che dico d’oro! di platino! ma nemmeno! d’uranio impoverito!!! Erano gli anni in cui tutto andava bene, ma così bene, che il PIL saliva anche quando scendeva, le tasse scendevano anche quando salivano, l’inflazione era immobile anche quando sverniciava Schumacher in pieno rettifilo, e gli italiani ridevano così forte, ma così forte, da farsi venir giù le lacrime e da sembrare che piangessero. Ma non piangevano, sia ben chiaro! Ridevano di gusto! I terremoti non erano catastrofi, ma il mezzo che il Padre usava per dirGli dove realizzare le Grandi Opere. Così pure l’effetto serra, divinamente studiato con il Suo Amico George, era un escamotage per favorire i floricoltori italiani nei confronti dei concorrenti olandesi. Egli soltanto riuscì nella titanica impresa di far dire “grazie” anche alla celebre mamma che sull’uscio di casa ritira la spesa fatta dal figlio. Gli indici di disoccupazione salivano solo perché erano sempre di più gli italiani che non avevano bisogno di lavorare per vivere, ma che dovevano vivere per lavorare. Tutto girava sempre per il meglio, anche se gli ingranaggi grippavano! Arrestò l’immigrazione selvaggia, e quando gli italiani erano diventati ormai una rarità , le concesse l’amnistia. I reati diminuivano costantemente, e quando non ci furono più per niente, fece risparmiare un pacco di denaro pubblico ai contribuenti: cancellò infatti l’ormai inutile Potere Giudiziario mandando tutti i Magistrati a giustificare l’esistenza della Polizia Penitenziaria. Infine, nel 2009, cadde anche il solo privilegio naturale rimasto a far da diga al prepotente dilagare della Felicità per tutti gli italiani: nel loro ultimo Gay-Pride, gli omo finalmente riconobbero anche agli etero il sacrosanto diritto di godere nel prenderlo in quel posto. Era l’apoteosi! Il VHF-Paradiso! E dovunque, per mari e Tremonti, le onde corte di Sua Emittenza irradiavano leucemica Felicità . Lo Spirito Santo si manifestava ora in multifrequenza: nato come Mediaset, poi con irresistibile ascesa diventato Mediaot, Medianov, Mediacent, Mediamil, fino ad assumere valenza metafisica quando trasfigurò in Mediatut, era il nuovo, inarrestabile Messaggero di Dio (ma anche Tempo di Dio, Corriere di Dio, Giornale di Dio… no, quest’ultimo no: non c’era diventato, c’era sempre stato). Non vi era modo di sfuggire all’Annunciazione! In verità un sadomasochista (tal Pesaola) provò a rinunciare alla Felicità scalando l’Everest, ma quando sfinito arrivò in vetta, la trovò occupata da un ripetitore con annesso maxi-schermo; si suicidò lasciandosi cadere a valle, ma un fatale attimo d’indecisione lo condannò a morire con nelle orecchie la bestemmia: “consigli per gli acquisti”. Un altro (tal G01) ci provò calandosi con uno scafandro nella Fossa delle Marianne, ma quando arrivò in fondo ci trovò una troupe di Rete4 che, grazie alla Legge Gasparri, stava realizzando un servizio commemorativo su Jacques Cousteau lautamente sponsorizzato; con il sorriso di Emilio Fede stampato nella mente, continuò a vagare per le profondità oceaniche finchè non incontrò la fame liberatrice di un enorme squalo bianco. Ci fu poi un caso che a più di uno fece pensare a una sorta di “eliminazione mirata”: uno stolto oppositore di Silvio (non esistevano antiberlusconiani intelligenti, la definizione stessa sarebbe un ossimoro!), un sardo integral-identitarista denominato Siusiun, un giorno ricevette via poste italiane (e già gli presero a girare i testicoli!) un pacco contenente un libro con il Gennargentu in copertina e dal titolo: “Italiche bellezze”. Come aprì il pacco, esplose: non il pacco… Siusiun! Ma fu l’unico caso… anche perché tutti quelli che avevano pensato malignamente poi furono fininvestiti dalla Nemesi di Arcore, una nuova socialpatologia molto ma molto selettiva, finendo in un burrone con l’autobus che li stava portando tutti in villeggiatura; e dire che quella vacanza l’avevano vinta a un concorso a cui nemmeno si ricordavano di aver partecipato! Cose che succedono! La vita è come una palla: una volta gira in un senso, l’altra volta pure. Lo Sgumpato direbbe: “è come una caramella: non sai mai cosa ci trovi dentro!”. Appunto: ringrazia Iddio, anzi, Silvio, se dentro non ci trovi stricnina a doppia polimerizzazione, meglio nota con l’acronimo P2. In realtà ci furono anche episodi repressivi: ma non si poteva permettere che demoniache devianze intralciassero il procedere soprannaturale della Felicità . In particolare si ricordano due casi di pubblica e spettacolare esecuzione. Il primo caso fu quello di un certo Frà Kennet, un telematicheretico stracondannato in Cassazione che fu giustiziato dentro un’enorme vasca dove gli fecero colare addosso, fuso, tutto l’oro che aveva accumulato facendo giocare tra loro i bookmakers; il tutto guarnito, alla fine, dalle banconote padane delle quali Roma ladrona s’era furfantescamente appropriata nel periodo della Prima Repubblica. Naturalmente, terminata l’esecuzione, le banconote furono restituite a Roma ladrona con tanto di interessi a carico dei figli dei Celti a nord del Po (soprattutto quelli delle valli bergamasche), mentre l’oro fu restituito ai suoi illegittimi book-proprietari con la promessa, per Ughi & C., che avrebbero ottenuto anche le fedi nuziali di quelle coppie padane che non erano in grado di esibire almeno una ricevuta CONI. I resti calcinati del condannato vennero invece digitalizzati e diffusi in mondovisione da Mediatut, che per l’occasione riesumò anche tre reti folklo-rai-stiche; il dvd dell’esecuzione veniva inoltre inviato gratuitamente a chiunque ne facesse richiesta… e la fecero in molti… anzi, tutti! Per fini pedagogici, pare! Il secondo caso fu invece quello di un certo Incazzatonero, che durante l’ultima giornata della massima serie calcistica fu fatto aggrappare a un gancio e poi sollevato a cento metri di altezza. Da lì lo fecero assistere al rigore che poteva dare lo scudetto al Napoli. Stranamente questa partita fu proposta in chiaro a reti unificate: era un po’ che non accadeva una cosa del genere, e più precisamente da quando, circa tre anni prima, fu trasmessa senza che venisse criptata la partita di calcio scapoli-ammogliati del paese di Ripa Teatina. Ma torniamo a Incazzatonero. Come la palla entrò in rete, il condannato mollò la presa per esultare e precipitò in basso; magari qualcuno s’aspettava che precipitasse in alto, finendo in orbita geostazionaria, per poter poi affermare che Berlusconi aveva sconfitto anche la legge di gravità , ma i tempi ancora non erano maturi per cotali prodigi. Naturalmente, dopo aver verificato che il condannato si fosse spiaccicato per bene sulla pista d’atletica, su indicazione di Galliani l’arbitrò parlottò un attimo con il guardalinee, per poi tornare sulle proprie decisioni annullando il goal e trasformando il rigore per il Napoli in una punizione a favore della squadra avversaria. Nel frattempo, nella poltiglia umana che testimoniava il punto d’impatto, un anatomopatologo aveva provveduto a identificare la nuca del giustiziato: un solerte Funzionarinvest potette quindi procedere al “colpo di grazia”, poiché, si sappia, la pietà di Silvio non ammetteva ulteriori sofferenze. Il telepopolo approvò comunque la dolorosa necessità di eliminare gli ostacoli che si frapponevano tra sé e la Felicità , e anzi elogiò la determinazione dimostrata da Sua Emittenza, nonostante la grande sofferenza che Egli non riusciva a nascondere nel comminare le pene capitali. E infatti, come già detto, la Felicità arrivò!
Immagino, per quei pochi disgraziati che son giunti fin qui, che ora dovrei dire come avvenne il rivoluzionario passaggio al governo dei Rossi.
Mò non mi viene; forse domani. Buonasera e buon betting a tutti.
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
Messaggioda heat » 19/12/2003 - 18:30
La maglietta(con sciarpe, cappelli,tutto insomma.......) della Crvena Zvevda la porto solo io
.
Il Duce fu il primo a riconoscere politicamente i Soviet.
Socialismo di destra, Socialismo di sinistra
Ormai non esiste più nulla di tutto questo.
Si cerca di vivere, di guadagnare, di pensare ai propri interessi e a quelli della gente vicina;mantenendo al proprio interno le proprie convinzioni sociali ed ideologiche; pronti a riproporle, in chiave moderna,se qualcosa dovesse cambiare,.........ma dubito accada
Il Duce fu il primo a riconoscere politicamente i Soviet.
Socialismo di destra, Socialismo di sinistra
Ormai non esiste più nulla di tutto questo.
Si cerca di vivere, di guadagnare, di pensare ai propri interessi e a quelli della gente vicina;mantenendo al proprio interno le proprie convinzioni sociali ed ideologiche; pronti a riproporle, in chiave moderna,se qualcosa dovesse cambiare,.........ma dubito accada
Messaggioda ALEXEEV » 19/12/2003 - 18:38
heat ha scritto:La maglietta(con sciarpe, cappelli,tutto insomma.......) della Crvena Zvevda la porto solo io![]()
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Il Duce fu il primo a riconoscere politicamente i Soviet.
Socialismo di destra, Socialismo di sinistra
Ormai non esiste più nulla di tutto questo.
Si cerca di vivere, di guadagnare, di pensare ai propri interessi e a quelli della gente vicina;mantenendo al proprio interno le proprie convinzioni sociali ed ideologiche; pronti a riproporle, in chiave moderna,se qualcosa dovesse cambiare,.........ma dubito accada
Approvo e sottoscrivo.
Anche se mi preparo per la veglia di Natale in quel di HAMMAMET
Proprietà transitorie non ne vedo, se non nella testa dei geni che le ipotizzano.
Messaggioda Nemesis » 19/12/2003 - 18:46
Eccheccazzo! Stavi in agguato? Uno cazzeggia e tu subito lo riporti sul serioso!
E perchè, quelle sedici cazzate sopra (quattro cazzate al quadrato) esistono?
heat ha scritto:...Socialismo di destra, Socialismo di sinistra
Ormai non esiste più nulla di tutto questo...
E perchè, quelle sedici cazzate sopra (quattro cazzate al quadrato) esistono?
E' vero, Icaro cadde... comunque volò!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
FABRIZIO, AVE ATQUE VALE!!!
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