Coronavirus – Fase 2, vertice tra il premier Conte e il Comitato tecnico scientifico: “Grande prudenza nelle riaperture”. Verso l’ok prima alle fabbriche, poi a spostamenti e uscite. Iss: “Massima cautela”Fonte originale “Il fatto quotidiano”
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Verso una Fase 2 in due step: prima aziende, poi spostamentiLa flessione della crescita e l’approccio alle riaperture è stato al centro dell’incontro tra il premier Giuseppe Conte e il Comitato tecnico-scientifico che avrebbe raccomandato una “linea di grande prudenza”. La curva, è emerso nel corso della riunione, “ha un andamento positivo” ma “basta poco perché risalga”. Quindi, è la linea, “non bisogna abbassare la guardia”. Per questo, si va verso una Fase 2 in due step: il primo riguarderebbe piccole aperture per le attività produttive, mentre il secondo interesserebbe una rimodulazione delle misure per spostamenti e uscite. In ogni caso non sarebbero ancora stare ipotizzate date e la linea ribadita sarebbe quella della “gradualità e prudenza” nelle riaperture.
Rezza: “Ci vuole grande massima cautela”“Finalmente si intravede la discesa”, ha spiegato Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive dell’Iss, avvertendo: “Con il virus dobbiamo ingaggiare una dura lotta. Non è che se arriviamo a zero fra una settimana o qualche settimana allora ‘tana libera tutti’. Le regole di distanziamento sociale vano mantenute”. Il tema è stato al centro del tavolo tra il premier e il Comitato tecnico-scientifico. Una “riunione interlocutoria”, l’ha definita il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli ma nella quale si intravede già la modalità di ripartenza. Di certo, qualsiasi raccomandazione finale arriverà dal Comitato tecnico-scientifico e quale che sia la decisione del governo, l’auspicio di Rezza è che questa “sia improntata alla massima cautela”.
Sileri: “Vera normalità solo con il vaccino” – Una posizione condivisa da chiunque sia coinvolto nella gestione dell’emergenza. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ribadisce: “La vera normalità tornerà solo con un vaccino“. Ancor più netto il commissario Domenico Arcuri, che ha spento sul nascere ogni possibile ottimismo in merito al ritorno in poco tempo alla vita normale pre-Covid. “Il numero di uomini e donne che perderanno la vita per il virus continuerà a crescere. Nei prossimi giorni in vista della Pasqua non dimenticate mai che si è portato via già 16.523 vite umane – ha detto il commissario – Torno a supplicarvi, nelle prossime ore non cancellate mai questo numero dalla memoria”. Poi il monito: “Attenti a illusioni ottiche, pericolosi miraggi, non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza, da un’ipotetica ora X che ci riporterà alla situazione di prima, nessun liberi tutti per ritornare alle vecchie abitudini“.
Arcuri: “Non sbagliare i modi di uscita dalla Fase 1”Sempre parlando della cosiddetta Fase 2, il commissario ha ribadito il concetto: “Siamo all’inizio di una lunga fase di transizione e sarebbe imperdonabile non perseverare” con le misure di contenimento “rendendo inutili i sacrifici fatti finora”. Parlando delle possibili riaperture e sottolineando come sia “fondamentale a Pasqua continuare a rispettare rigorosamente il distanziamento sociale e le misure di prevenzione”, Arcuri ha sottolineato che “le prossime saranno giornate fondamentali: non dobbiamo commettere errori nei prossimi giorni e tenere gli occhi aperti” perché “non si possono sbagliare i modi di uscita dalla cosiddetta Fase 1”.
Arcuri/2: “Credo che porteremo le mascherine per molto tempo”Il commissario, poi, è tornato sul tema delle mascherine. “Per le prossime settimane l’Italia potrà contare su 650 milioni di pezzi” ha detto Arcuri in conferenza stampa, sottolineando che non c’è da fare “alcun ottimismo” anche se “per quanto riguarda le forniture il peggio è ormai alle spalle, grazie al lavoro prezioso di tanti”. Peggio alle spalle anche per le forniture dei ventilatori: a ieri sera sono stati consegnati e installati 1904 ventilatori polmonari, 368 solo nell’ultima settimana, 53 al giorno. “Ma c’è una chiara linea di indirizzo condivisa con il governo – ha spiegato il commissario – Terapie intensive meno sotto stress da qualche giorno e numero ricoveri che inizia a decrescere non modificano il nostro piano di implementazione, specie verso le regioni del sud. Non dobbiamo costruire l’ennesima disuguaglianza in infrastrutture e dotazioni tra Sud e Nord del Paese. Per una volta pensiamo a come sarà il nostro Paese quando il coronavirus sarà alle spalle”. Arcuri, poi, è tornato sul tema mascherine per dire la sua sulle strategie delle varie regioni: “Per ora ci occupiamo di rifornire il numero massimo di mascherine alle strutture sanitarie che combattono, non ci occupiamo di distribuire mascherine ai cittadini – ha precisato – Se alcune regioni ritengono legittimamente di doverle fornire, se ne occuperanno loro, fino a una nuova organizzazione che non è ancora arrivata. Se vuole la mia opinione – ha concluso – credo che per molto tempo molti di noi se non tutti ci dovremo abituare ad utilizzare questo strumento di protezione“.