Da parte mia, potrei parlare di esperienze nel settore "Giochi e Scommesse" e relativi rapporti con il CONI e i Monopoli di Stato
molto più che ventennali
Nel 2013 costituì la TOP 13 SRL, una delle prime società per fare giocate collettive al Totocalcio e sviluppare sistemi al computer, nel 1986 acquistai una tabaccheria con annessa ricevitoria Totocalcio e nel 1993 divenni gestore, insieme a dei familiari, di una seconda tabaccheria con annesse ricevitorie totocalcio e lotto.
E con queste esperienze mi resi subito conto dell'IMPREPARAZIONE dei funzionari statali addetti in questo settore.Nel 1999 partecipai al primo bando di scommesse ippiche (dei Monopoli di Stato) e di quelle sportive (del CONI), vincendo entrambi i diritti-concessioni. Già la questione dei "MINIMI GARANTITI" avrebbe dovuto far fallire almeno il 90% dei partecipanti alle gare (io fui tra quel 10% che offrì dei MINIMI GARANTITI sensati); ma lo Stato ci mise una pezza, con delle logiche assurde
Sorvoliamo sulle PENOSE questioni dei MINIMI GARANTITI IPPICI, che ebbero poi una serie di ricorsi al Tar, al Consiglio di Stato e alla Corte Costituzionale,
e parliamo di scommesse sportive:
Fin dal primo bando scommesse del 1999, c’è stata poco competenza, poca lungimiranza, molta superficialità, senza escludere una certa tendenza a voler favorire le imprese italiane nei confronti di quelle estere. E le conseguenze di questi errori sono arrivate fino ai nostri giorni.
La Stanleybet di Liverpool, che nel 1999 era quotata in borsa, fu ingiustamente discriminata dal partecipare ai bandi, in quanto era stata inserita una norma che la escludeva a priori; ovvero ogni volta che variasse la composizione del capitale sociale (azionario nel suo caso) si doveva comunicare. Ovviamente, qualcosa di impossibile, vista la compravendita quasi giornaliera delle azioni in borsa.
Dopo lunghe procedure processuali, si arrivò alla Corte di Giustizia Europea, che sancì questa ingiusta discriminazione, e lo stesso successe, per altre incompetenze dei Monopoli di Stato, per i bandi successivi, fino all’ultimo bando del 2012.
In tale ultimo bando, i Monopoli di Stato inserirono una norma del tutto senza senso, ovvero la CESSIONE GRATUITA DELLA RETE A FINE CONCESSIONE (con riguardo all’obbligo di cessione a titolo non oneroso dell’uso dei beni materiali ed immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco, una volta venuta meno la concessione, anche per mera scadenza temporale) e ancora una volta, sia la Corte di Giustizia Europea con la cosiddetta sentenza LAEZZA e successivamente la Cassazione, basandosi su tale sentenza, ritenne ancora una volta discriminata la Stanleybet dal partecipare al bando.
La norma era in effetti senza senso, perché la rete di scommesse era del tutto diversa dalla rete del gioco del LOTTO, per cui a fine concessione non c’era nulla da cedere.
Inoltre, sempre per incompetenza dei Monopoli di Stato e della nostra Avvocatura dello Stato, si era equivocata la funzione di Concessionario con quella di Provider, come è stato detto anche in un articolo di CIFONENEWS:
http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/Che non ci fosse nessuna rete da cedere posso testimoniarlo in prima persona, visto che la mia concessione, proroghe comprese, terminò a Giugno 2013. Quando passai da concessionario diretto con provider SNAI a gestore SISAL, la Sisal cambiò le stesse linee telefoniche e i relativi modem
La cosa grave è stata negli ultimi anni che molti altri bookmakers esteri (o gestiti da italiani con sede delle società all’estero, di cui molti gestiti dalle mafie), hanno sfruttato le vincite della Stanleybet alla Corte di Giustizia Europea e nei tribunali italiani, per essere anche loro dichiarati discriminati, con gravissimo danno dell’Erario, delle infiltrazioni mafiose e del riciclaggio.
Lo Stato Italiano, perdendo sistematicamente alla Corte di Giustizia Europea dal punto di vista penale ed amministrativo, cercò di risolvere il problema con delle pesanti sanzioni economiche per i bookmakers esteri senza concessione dei Monopoli, che non pagavano nemmeno l’IMPOSTA UNICA e tutti gli altri oneri accessori (canone di Concessione Governativa, fidejussioni, etc.) dei Concessionari Italiani, commettendo così l’ENNESIMO ERRORE, sfruttabile dai Bookmakers Esteri, con capofila sempre la Stanleybet.
La sanzione consisteva nel triplo della media provinciale della raccolta dei Concessionari Italiani, di cui il 26 Febbraio 2020 si aspetta la sentenza della Corte di Giustizia Europea.
Ovviamente, come è stato detto anche in questo forum, una sanzione ingiusta se un bookmakers fosse stato ingiustamente discriminato. Ma anche le vicende SANATORIE del 2015 e del 2016 ha avuto conseguenze assurde che hanno aperto la strada ad ulteriori evasioni ed elusioni di imposte. Ricordo le mie denunce pubbliche, anche tramite una intervista a GiocoNews del 2016:
https://www.gioconews.it/scommesse/49-n ... alizzatoreUna delle cose più assurde è stata quella di mettere delle norme per il periodo transitorio tra adesione e allaccio alla SOGEI, ma non di prevedere le relative sanzioni
Oltre al fatto di un tempo altrettanto assurdo per collegarsi alla SOGEI
Per quanto riguarda l'altra
PIAGA dei PVR, ho sempre proposto a tutti i livelli di DICHIARARE INCOMPATIBILI in uno stesso locale la contemporanea attività di PVR e di INTERNET POINT. Non ci voleva certo un genio per capire che, nella pratica, un buon avvocato (e l'avv. Ripamonti in questo è un maestro) avrebbe trovato mille modi per giustificare le scommesse illegali da banco e l'intermediazione implicita.
E per ora mi fermo qui.
Sto pensando di inviare una mia relazione al Sottosegretario Villarosa o al nuovo DG di ADM Marcello Minenna
