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Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 02/01/2020 - 13:26
Ci è giunta notizia che in un gruppo privato facebook di solo gestori ADM circola da stamattina questo nuovo articolo:
"Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef". La denuncia di Ferrauto
di Ugo Cifone
Ci eravamo già occupati del problema, sollevato da Giulio Ferrauto http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/ sull’imposta unica che alcuni bookmakers (come ad esempio Stanleybet) continuerebbero a non pagare. Sull’argomento è tornato Ferrauto, in rappresentanza anche di un gruppo di gestori di negozi di scommesse con diritti dei Monopoli di Stato, chiarendo alcuni aspetti importanti .
Così in una nota che riceviamo e pubblichiamo:
“Dopo i vari topic nel forum Infobetting, richiamati anche nel precedente articolo su Cifonenews del 19 dicembre 2019, sul fatto che:
ALCUNI CONCESSIONARI, DICHIARATI DISCRIMINATI dai Bandi per la “Cessione della Rete” dalla CJEU, non pagando l’imposta unica, espongono i loro clienti alla TASSAZIONE IRPEF delle vincite, in quanto non sono soggette a TASSAZIONE ALLA FONTE:
http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/
prima che la stampa nazionale ne dia più ampio risalto, ci saremmo aspettati che questi bookmaker, da Gennaio 2020, ovvero da quando si intensificheranno i controlli sulle transazioni finanziarie (cosa diversa dal blocco delle transazioni verso i bookmakers illegali, per i quali occorrono dei decreti ad hoc), iniziassero a pagare autonomamente l’IMPOSTA UNICA, per non perdere i loro clienti.
Ad oggi, non si hanno notizie in questo senso, e anzi si continua a fare esposti e minacce, come sempre.
Da anni, la Stanleybet, su vari organi di stampa, afferma che sono in corso trattative con i Monopoli di Stato per arrivare a un compromesso e solo dopo iniziare a pagare l’imposta unica regolare. E si suppone che la proposta Stanleybet possa essere stata quella di pagare, come in una specie di condono concordato, solo gli ultimi anni (ad esempio dal 2016) e non dal 2011.
Nel suo comunicato del 20 Dicembre, riportato dalla stampa specializzata, si legge testualmente:
“Dobbiamo confessare che, avendo noi proposto ad ADM già da 3 anni e mezzo (la prima lettera/proposta in tal senso è del 30 giugno 2016) di pagare l’imposta unica in Italia al pari di qualsiasi Concessionario, di essere collegati al totalizzatore nazionale e di pagare oneri equivalenti agli oneri concessori, ci saremmo aspettati che questa legge di bilancio sarebbe stata la volta buona per una qualche forma di ‘emersione’ di Stanley, che avrebbe così iniziato a far parte del sistema. In tal senso, avevamo anche fatto una ben definita proposta al Ministro dell’Economia e ai suoi uffici e collaboratori istituzionali e avevamo aderito ad un incontro istituzionale. Ma l’avvicendarsi delle questioni politiche e delle nomine non ha consentito una risoluzione delle diverse questioni. Noi rimaniamo disponibili ad aderire ad un tavolo di risoluzione delle controversie e dei vari contenziosi pendenti sia prima che dopo la sentenza della Corte di Giustizia. Attendiamo fiduciosi e nella consapevolezza che il “caso Stanley” merita attenzione e non può essere trattato cumulativamente con gli altri operatori del settore”.
In questo passaggio viene finalmente esplicitato che un accordo con i Monopoli di Stato non sarebbe mai stato sufficiente, ma occorre un legge del parlamento. Nessuno potrebbe prendere una decisione simile, autonomamente, perché correrebbe il rischio di una richiesta di danno erariale dalla Corte dei Conti.
https://www.jamma.tv/politica/stanley-a ... 020-184979
C’è da evidenziare che in un altro comunicato precedente del 27/11/2019, veniva invece detto:
“Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo”.
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.159875
Infine il 31/12/2019 esce un ennesimo comunicato in cui viene detto ancora qualcosa di diverso, annunciando due nuovi esposti:
https://www.gioconews.it/scommesse/66-g ... -in-italia
Riteniamo che quella della Stanleybet di fare una legge ad hoc, e sempre per una PROPOSTA DI TRANSAZIONE come si evincerebbe dai comunicati precedenti, solo per lei, sia una labile speranza. I motivi sono molteplici, tra cui quello che la Cassazione ha ritenuto egualmente discriminati dai bandi altri bookmaker, e i ricorsi non mancherebbero ad arrivare in modo copioso, entrando in un contenzioso del tutto problematico ed imprevedibile. In secondo luogo perché il provvedimento sarebbe sempre equiparato a un condono (visto che sembra voglia pagare solo un certo numero di anni e non dal 2011), e sia il M5S e sia l’attuale PD di condoni non ne vogliono più sentire parlare. E in ogni caso se ne potrebbe riparlare solo tra un anno per la prossima finanziaria.
E poi, perché mai il parlamento dovrebbe fare una legge simile, quando per risolvere il problema, basta diffondere a tappeto su tutti gli organi di informazione, al grande pubblico, che per chi gioca presso bookmaker, che non pagano l’imposta unica, le vincite sono soggette a tassazione IRPEF, a differenza di quelle fatte presso concessionari dei Monopoli di Stato, con tassazione alla fonte?
Aspettando, così, le sentenze sia dalla Corte di Giustizia Europea e sia quelle dei tribunali italiani successivi, senza prendere decisioni affrettate, che la Corte dei Conti potrebbe censurare.
Quali scommettitori consapevoli giocherebbero con i punti fisici Stanleybet o in altri bookmaker che non pagano l’imposta unica, correndo dal 2020 concreti rischi di essere scoperti per i nuovi ed incisivi controlli sulle transazioni finanziarie, ed essere accusati eventualmente di evasione fiscale (oltre i 100.000 euro di vincite non dichiarate annue, visto che non si contano, ai fini IRPEF, le scommesse perse, è prevista anche la reclusione fino a otto anni)?
D’altro canto se la Stanleybet decidesse di pagare l’imposta unica senza alcun accordo, come fa la BetN1, non solo perderebbe questo strumento di pressione e di provvisoria serenità per i suoi gestori, che ancora sperano in una soluzione positiva; ma in caso di sconfitta alla CJEU sarebbe anche rischioso partecipare al prossimo bando, perché i Monopoli si potrebbero rifare sulle costose fideiussioni di partecipazione alla gara.
Di conseguenza, la scelta, per la Stanleybet, sembra essere quella di continuare, come sempre, facendo annunci che spesso si contraddicono, non rivelando mai al pubblico la sua proposta di transazione per poter essere valutata anche da chi corre veramente i rischi, ovvero SCOMMETTITORI (che se anche la Stanleybet vincesse in CJEU dovrebbero ugualmente assoggettare le proprie vincite alla tassazione IRPEF) e PROPRI GESTORI (anche a rischio, per questi ultimi, della possibilità che nuove sentenze dei tribunali ribaltino la validità della discriminazione dai bandi per l’ipotetica cessione della rete, assodato che in realtà c’è stato un equivoco tra la funzione di Concessionario e quella di Provider, come spiegato nell’articolo precedente del 19 Dicembre 2019).
E soprattutto confidando che non venga divulgata, come dovrebbe essere opportuno questa verità che forse si vuole celare, o forse addirittura occultare: “Se le vincite non sono tassate alla fonte, sono soggette a IRPEF”.
Spetterebbe, quindi, agli organi di stampa specializzati e nazionali, a organi di controllo dello stato e a associazioni di consumatori, fare trasparenza e corretta informazione.
Con una informazione trasparente ed adeguata si metterebbe, automaticamente, fine a questa assurdità, perché gli scommettitori giocherebbero solo nei negozi con Concessione ADM, con tassazione delle vincite alla fonte, risolvendo così, implicitamente, anche tutti le controversie giudiziarie”.
La Redazione
http://cifonenews.it/chi-vince-con-book ... -ferrauto/
"Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef". La denuncia di Ferrauto
di Ugo Cifone
Ci eravamo già occupati del problema, sollevato da Giulio Ferrauto http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/ sull’imposta unica che alcuni bookmakers (come ad esempio Stanleybet) continuerebbero a non pagare. Sull’argomento è tornato Ferrauto, in rappresentanza anche di un gruppo di gestori di negozi di scommesse con diritti dei Monopoli di Stato, chiarendo alcuni aspetti importanti .
Così in una nota che riceviamo e pubblichiamo:
“Dopo i vari topic nel forum Infobetting, richiamati anche nel precedente articolo su Cifonenews del 19 dicembre 2019, sul fatto che:
ALCUNI CONCESSIONARI, DICHIARATI DISCRIMINATI dai Bandi per la “Cessione della Rete” dalla CJEU, non pagando l’imposta unica, espongono i loro clienti alla TASSAZIONE IRPEF delle vincite, in quanto non sono soggette a TASSAZIONE ALLA FONTE:
http://cifonenews.it/la-denuncia-di-fer ... onari-adm/
prima che la stampa nazionale ne dia più ampio risalto, ci saremmo aspettati che questi bookmaker, da Gennaio 2020, ovvero da quando si intensificheranno i controlli sulle transazioni finanziarie (cosa diversa dal blocco delle transazioni verso i bookmakers illegali, per i quali occorrono dei decreti ad hoc), iniziassero a pagare autonomamente l’IMPOSTA UNICA, per non perdere i loro clienti.
Ad oggi, non si hanno notizie in questo senso, e anzi si continua a fare esposti e minacce, come sempre.
Da anni, la Stanleybet, su vari organi di stampa, afferma che sono in corso trattative con i Monopoli di Stato per arrivare a un compromesso e solo dopo iniziare a pagare l’imposta unica regolare. E si suppone che la proposta Stanleybet possa essere stata quella di pagare, come in una specie di condono concordato, solo gli ultimi anni (ad esempio dal 2016) e non dal 2011.
Nel suo comunicato del 20 Dicembre, riportato dalla stampa specializzata, si legge testualmente:
“Dobbiamo confessare che, avendo noi proposto ad ADM già da 3 anni e mezzo (la prima lettera/proposta in tal senso è del 30 giugno 2016) di pagare l’imposta unica in Italia al pari di qualsiasi Concessionario, di essere collegati al totalizzatore nazionale e di pagare oneri equivalenti agli oneri concessori, ci saremmo aspettati che questa legge di bilancio sarebbe stata la volta buona per una qualche forma di ‘emersione’ di Stanley, che avrebbe così iniziato a far parte del sistema. In tal senso, avevamo anche fatto una ben definita proposta al Ministro dell’Economia e ai suoi uffici e collaboratori istituzionali e avevamo aderito ad un incontro istituzionale. Ma l’avvicendarsi delle questioni politiche e delle nomine non ha consentito una risoluzione delle diverse questioni. Noi rimaniamo disponibili ad aderire ad un tavolo di risoluzione delle controversie e dei vari contenziosi pendenti sia prima che dopo la sentenza della Corte di Giustizia. Attendiamo fiduciosi e nella consapevolezza che il “caso Stanley” merita attenzione e non può essere trattato cumulativamente con gli altri operatori del settore”.
In questo passaggio viene finalmente esplicitato che un accordo con i Monopoli di Stato non sarebbe mai stato sufficiente, ma occorre un legge del parlamento. Nessuno potrebbe prendere una decisione simile, autonomamente, perché correrebbe il rischio di una richiesta di danno erariale dalla Corte dei Conti.
https://www.jamma.tv/politica/stanley-a ... 020-184979
C’è da evidenziare che in un altro comunicato precedente del 27/11/2019, veniva invece detto:
“Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo”.
https://www.agipronews.it/attualit%C3%A ... -id.159875
Infine il 31/12/2019 esce un ennesimo comunicato in cui viene detto ancora qualcosa di diverso, annunciando due nuovi esposti:
https://www.gioconews.it/scommesse/66-g ... -in-italia
Riteniamo che quella della Stanleybet di fare una legge ad hoc, e sempre per una PROPOSTA DI TRANSAZIONE come si evincerebbe dai comunicati precedenti, solo per lei, sia una labile speranza. I motivi sono molteplici, tra cui quello che la Cassazione ha ritenuto egualmente discriminati dai bandi altri bookmaker, e i ricorsi non mancherebbero ad arrivare in modo copioso, entrando in un contenzioso del tutto problematico ed imprevedibile. In secondo luogo perché il provvedimento sarebbe sempre equiparato a un condono (visto che sembra voglia pagare solo un certo numero di anni e non dal 2011), e sia il M5S e sia l’attuale PD di condoni non ne vogliono più sentire parlare. E in ogni caso se ne potrebbe riparlare solo tra un anno per la prossima finanziaria.
E poi, perché mai il parlamento dovrebbe fare una legge simile, quando per risolvere il problema, basta diffondere a tappeto su tutti gli organi di informazione, al grande pubblico, che per chi gioca presso bookmaker, che non pagano l’imposta unica, le vincite sono soggette a tassazione IRPEF, a differenza di quelle fatte presso concessionari dei Monopoli di Stato, con tassazione alla fonte?
Aspettando, così, le sentenze sia dalla Corte di Giustizia Europea e sia quelle dei tribunali italiani successivi, senza prendere decisioni affrettate, che la Corte dei Conti potrebbe censurare.
Quali scommettitori consapevoli giocherebbero con i punti fisici Stanleybet o in altri bookmaker che non pagano l’imposta unica, correndo dal 2020 concreti rischi di essere scoperti per i nuovi ed incisivi controlli sulle transazioni finanziarie, ed essere accusati eventualmente di evasione fiscale (oltre i 100.000 euro di vincite non dichiarate annue, visto che non si contano, ai fini IRPEF, le scommesse perse, è prevista anche la reclusione fino a otto anni)?
D’altro canto se la Stanleybet decidesse di pagare l’imposta unica senza alcun accordo, come fa la BetN1, non solo perderebbe questo strumento di pressione e di provvisoria serenità per i suoi gestori, che ancora sperano in una soluzione positiva; ma in caso di sconfitta alla CJEU sarebbe anche rischioso partecipare al prossimo bando, perché i Monopoli si potrebbero rifare sulle costose fideiussioni di partecipazione alla gara.
Di conseguenza, la scelta, per la Stanleybet, sembra essere quella di continuare, come sempre, facendo annunci che spesso si contraddicono, non rivelando mai al pubblico la sua proposta di transazione per poter essere valutata anche da chi corre veramente i rischi, ovvero SCOMMETTITORI (che se anche la Stanleybet vincesse in CJEU dovrebbero ugualmente assoggettare le proprie vincite alla tassazione IRPEF) e PROPRI GESTORI (anche a rischio, per questi ultimi, della possibilità che nuove sentenze dei tribunali ribaltino la validità della discriminazione dai bandi per l’ipotetica cessione della rete, assodato che in realtà c’è stato un equivoco tra la funzione di Concessionario e quella di Provider, come spiegato nell’articolo precedente del 19 Dicembre 2019).
E soprattutto confidando che non venga divulgata, come dovrebbe essere opportuno questa verità che forse si vuole celare, o forse addirittura occultare: “Se le vincite non sono tassate alla fonte, sono soggette a IRPEF”.
Spetterebbe, quindi, agli organi di stampa specializzati e nazionali, a organi di controllo dello stato e a associazioni di consumatori, fare trasparenza e corretta informazione.
Con una informazione trasparente ed adeguata si metterebbe, automaticamente, fine a questa assurdità, perché gli scommettitori giocherebbero solo nei negozi con Concessione ADM, con tassazione delle vincite alla fonte, risolvendo così, implicitamente, anche tutti le controversie giudiziarie”.
La Redazione
http://cifonenews.it/chi-vince-con-book ... -ferrauto/
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda montag » 02/01/2020 - 14:33
Beh, se interpreto bene visto che non ne mastico di politichese/avvocatese, la cosa supererebbe ogni immaginazione.
Siccome questo allibratore parrebbe non pagare il dovuto, a pagare dovrebbero essere gli scommettitori.
Ma dove sta scritto che uno scommettitore debba sapere la situazione dei vari allibratori?
E se un anno un allibratore non paga il dovuto, allora la cartella esattoriale ed eventuale pignoramento arrivano allo scommettitore invece di chi ha commesso il fatto?
Spero di aver capito male, altrimenti comincio a capire il senso della notizia ( che non ricordo dove ho letto ) della richiesta dei dati degli scommettitori attraverso le transazioni finanziarie.
Ma se perdo, posso detrarre le suddette perdite dalla dichiarazione dei redditi?
Siccome questo allibratore parrebbe non pagare il dovuto, a pagare dovrebbero essere gli scommettitori.
Ma dove sta scritto che uno scommettitore debba sapere la situazione dei vari allibratori?
E se un anno un allibratore non paga il dovuto, allora la cartella esattoriale ed eventuale pignoramento arrivano allo scommettitore invece di chi ha commesso il fatto?
Spero di aver capito male, altrimenti comincio a capire il senso della notizia ( che non ricordo dove ho letto ) della richiesta dei dati degli scommettitori attraverso le transazioni finanziarie.
Ma se perdo, posso detrarre le suddette perdite dalla dichiarazione dei redditi?
Deve esserci qualcosa che non va nel lavoro, o i ricchi se lo sarebbero già accaparratol
Mario Alfonso Moreno Reyes
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Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda Salvo23 » 02/01/2020 - 14:41
montag ha scritto:Beh, se interpreto bene visto che non ne mastico di politichese/avvocatese, la cosa supererebbe ogni immaginazione.
Siccome questo allibratore parrebbe non pagare il dovuto, a pagare dovrebbero essere gli scommettitori.
Ma dove sta scritto che uno scommettitore debba sapere la situazione dei vari allibratori?
E se un anno un allibratore non paga il dovuto, allora la cartella esattoriale ed eventuale pignoramento arrivano allo scommettitore invece di chi ha commesso il fatto?
Spero di aver capito male, altrimenti comincio a capire il senso della notizia ( che non ricordo dove ho letto ) della richiesta dei dati degli scommettitori attraverso le transazioni finanziarie.
Ma se perdo, posso detrarre le suddette perdite dalla dichiarazione dei redditi?
Sono perfettamente d’accordo con te. E mentre leggevo il post, ragionavo esattamente sulla stessa cosa. Quindi uno scommettitore medio (non informato su queste dinamiche ecc) sarebbe tenuto a conoscere queste vicende giuridiche ? Su dai smettiamola. Mica tutti sono (e sono tenuti ad essere) informati come lo possiamo essere noi frequentatori dei forum.
Sulla tua ultima domanda invece : incredibilmente no...follia. Se tu volessi dichiarare , non avrebbe importanza quanto hai perso e addirittura nemmeno quanto hai depositato. Ti considerano il prelevato come se fosse tutto profitto netto. Roba da pazzi
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 02/01/2020 - 16:22
Esistono dei precedenti simili per le vincite ottenute nei Casinò Fisici Europei, e dopo una sentenza della CJEU, lo Stato Italiano ha fatto una legge SPECIFICA in merito per non incorrere in sanzioni.
https://www.giochi100.it/vincite-nei-ca ... assazione/
Varrebbe, però, solo per i Casinò Fisici in ambito Comunitario Europeo, e non per le vincite di scommesse ON LINE.
La legge, specialmente per la parte tributaria, e non penale, non ammette ignoranza.
.
https://www.giochi100.it/vincite-nei-ca ... assazione/
Varrebbe, però, solo per i Casinò Fisici in ambito Comunitario Europeo, e non per le vincite di scommesse ON LINE.
La legge, specialmente per la parte tributaria, e non penale, non ammette ignoranza.
.
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda montag » 02/01/2020 - 19:55
Parlo di logica e non di leggi, che Anatole France definiva nel seguente modo: " La giustizia ( o legge ) è il modo in cui le ingiustizie radicate sono sanzionate."
Con questo metro se una fabbrica automobilista fallisce, cosa vengono a sequestrarmi la macchina che ho pagato?
Dubito fortemente che in altri parti d'Europa ci sia una legge simile.
A me piacerebbe avere una risposta nel merito delle contestazioni, leggasi trasferimento di responsabilità dall'allibratore al giocatore e non un appello al fatto che la legge è quella punto e basta.
O devo elencare cose ben più gravi che sono accadute nella storia ed erano legge?
Comunque non gioco su Stanleybet e non sono del settore,, ma della " concorrenza ", ma fatti come questo mi spiegano la realtà che viviamo.
Buon 2020.
Con questo metro se una fabbrica automobilista fallisce, cosa vengono a sequestrarmi la macchina che ho pagato?
Dubito fortemente che in altri parti d'Europa ci sia una legge simile.
A me piacerebbe avere una risposta nel merito delle contestazioni, leggasi trasferimento di responsabilità dall'allibratore al giocatore e non un appello al fatto che la legge è quella punto e basta.
O devo elencare cose ben più gravi che sono accadute nella storia ed erano legge?
Comunque non gioco su Stanleybet e non sono del settore,, ma della " concorrenza ", ma fatti come questo mi spiegano la realtà che viviamo.
Buon 2020.
Deve esserci qualcosa che non va nel lavoro, o i ricchi se lo sarebbero già accaparratol
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Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 02/01/2020 - 20:51
Le leggi tributarie hanno una propria struttura, non necessariamente logica, tanto che il centro-destra e il centro-sinistra litigano continuamente sulle modalità delle tasse; ma a parte questo, ho solo risposto al fatto, se ignorare una legge tributaria poteva esimere dal rispettarla.
In ogni caso non c'è nulla di nuovo, in quanto esistono da decenni. L'unica vera novità è che prima non vi erano controlli in merito, tranne casi eclatanti come alcune vincite nei casinò esteri, mentre ora dal 2020 ci saranno i controlli a tappeto sulle transazioni finanziarie.
Quindi non ci sono nuove leggi, ma solo nuovi controlli molto serrati.
E' un argomento che è stato già trattato più volte in questa stessa sezione del forum infobetting dal 2015, che si può trovare anche in una pagina del BLOG di "scommettitore siracusano", e che si potrebbe riassumere in questo articolo:
https://www.fiscooggi.it/rubrica/analis ... ni-irpef-1
in cui alla fine c'è scritto testualmente:
Nei casi, invero residuali, in cui premi e vincite siano corrisposti da soggetti che, non agendo in qualità di sostituti d’imposta, non sono tenuti a effettuare la ritenuta a titolo d’imposta, il percettore deve indicare nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RL del modello Unico Pf) l’intero ammontare percepito nel corso del periodo d’imposta, senza alcuna deduzione.
Quindi tutte le vincite e premi sono soggette a concorrere al reddito IRPEF. Fanno eccezione solo quelle tassate alla fonte.
E da quanto si evince, l'articolo di CIFONE NEWS è proprio un invito a divulgare a tappeto questa informazione su tutti gli organi di stampa, proprio per informare e tutelare gli scommettitori, altrimenti non avrebbe alcuna utilità pratica.
In ogni caso non c'è nulla di nuovo, in quanto esistono da decenni. L'unica vera novità è che prima non vi erano controlli in merito, tranne casi eclatanti come alcune vincite nei casinò esteri, mentre ora dal 2020 ci saranno i controlli a tappeto sulle transazioni finanziarie.
Quindi non ci sono nuove leggi, ma solo nuovi controlli molto serrati.
E' un argomento che è stato già trattato più volte in questa stessa sezione del forum infobetting dal 2015, che si può trovare anche in una pagina del BLOG di "scommettitore siracusano", e che si potrebbe riassumere in questo articolo:
https://www.fiscooggi.it/rubrica/analis ... ni-irpef-1
in cui alla fine c'è scritto testualmente:
Nei casi, invero residuali, in cui premi e vincite siano corrisposti da soggetti che, non agendo in qualità di sostituti d’imposta, non sono tenuti a effettuare la ritenuta a titolo d’imposta, il percettore deve indicare nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RL del modello Unico Pf) l’intero ammontare percepito nel corso del periodo d’imposta, senza alcuna deduzione.
Quindi tutte le vincite e premi sono soggette a concorrere al reddito IRPEF. Fanno eccezione solo quelle tassate alla fonte.
E da quanto si evince, l'articolo di CIFONE NEWS è proprio un invito a divulgare a tappeto questa informazione su tutti gli organi di stampa, proprio per informare e tutelare gli scommettitori, altrimenti non avrebbe alcuna utilità pratica.
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda RAM1REZ » 03/01/2020 - 09:24
Ma, un elenco dei principali bookmakers che pagano l' Imposta Unica e/o viceversa di quelli che operano regolarmente sul territorio ma che non effettuano trattenuta alla fonte, dove si può trovare?
Anche perché credo che ad AdM siano registrati con il nome della società, che spesso non corrisponde al marchio noto a tutto l' utenza!
Anche perché credo che ad AdM siano registrati con il nome della società, che spesso non corrisponde al marchio noto a tutto l' utenza!
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 03/01/2020 - 10:19
RAM1REZ ha scritto:Ma, un elenco dei principali bookmakers che pagano l' Imposta Unica e/o viceversa di quelli che operano regolarmente sul territorio ma che non effettuano trattenuta alla fonte, dove si può trovare?
Anche perché credo che ad AdM siano registrati con il nome della società, che spesso non corrisponde al marchio noto a tutto l' utenza!
Se hanno la concessione dei Monopoli di Stato per giocate da banco, nei loro scontrini ci deve essere il marchio ADM - Gioco Sicuro; ma nel sito ADM, vi è una pagina dedicata, in cui sulla destra c'è un settore per gli utenti:
https://www.adm.gov.it/portale/monopoli/giochi
In cui si possono ricercare sia i punti autorizzati e sia soprattutto la verifica degli scontrini vincenti inserendo il codice dei Monopoli di Stato proprio di ogni giocata.
Stessa procedura per la verifica delle giocate ON LINE.
Per la cronaca, la Stanleybet per l'ON LINE ha una regolare concessione dei Monopoli, per cui le vincite ON LINE sono tassate alla fonte, a differenza di quelle da banco.
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda montag » 03/01/2020 - 15:23
Un'idea per risolvere ogni discussione in merito ce l'ho.
Giocare nei punti fisici e piantarla con il gioco e con i movimenti di denaro via internet, almeno finchè sarà possibile, perchè " Il Re è nudo " e io ci vedo dietro a queste procedure solo una maniera legale per proseguire su questa civiltà della multa.
Ma legale non significa quasi mai giusto.
Giocare nei punti fisici e piantarla con il gioco e con i movimenti di denaro via internet, almeno finchè sarà possibile, perchè " Il Re è nudo " e io ci vedo dietro a queste procedure solo una maniera legale per proseguire su questa civiltà della multa.
Ma legale non significa quasi mai giusto.
Deve esserci qualcosa che non va nel lavoro, o i ricchi se lo sarebbero già accaparratol
Mario Alfonso Moreno Reyes
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Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 03/01/2020 - 17:32
Per quanto riguarda le giocate da banco, c'è da ricordare che anche per i CTD .COM rimane l'obbligo della procedura antiricicaggio per vincite superiori a 1000,00 euro, che vengono segnalate obbligatoriamente, con tutti i dati del vincitore, all'UIF.
Inoltre dal 2020 vengono istituiti gli agenti "sotto copertura" che potrebbero sempre verificare e controllare nei CTD fisici anche altre vincite inferiori a 1000,00 euro.
Secondo me, è sempre preferibile fare corretta ed ampia informazione sugli eventuali rischi. Poi ognuno può scegliere se rischiare in un CTD .COM o giocare in una agenzia ADM.
Concordo che le leggi non sono sempre GIUSTE, anche perchè spesso, anche negli stati democratici e non dittatoriali, a volte prevale la dittatura della maggioranza di quel momento. Secondo le "sardine", ad esempio, i decreti sicurezza di Salvini sono ingiusti.
Inoltre dal 2020 vengono istituiti gli agenti "sotto copertura" che potrebbero sempre verificare e controllare nei CTD fisici anche altre vincite inferiori a 1000,00 euro.
Secondo me, è sempre preferibile fare corretta ed ampia informazione sugli eventuali rischi. Poi ognuno può scegliere se rischiare in un CTD .COM o giocare in una agenzia ADM.
Concordo che le leggi non sono sempre GIUSTE, anche perchè spesso, anche negli stati democratici e non dittatoriali, a volte prevale la dittatura della maggioranza di quel momento. Secondo le "sardine", ad esempio, i decreti sicurezza di Salvini sono ingiusti.
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda montag » 03/01/2020 - 22:41
Forse mi sfugge qualcosa, questi agenti che cosa accertano?
Che il tal giorno ho vinto 100 euro?
E allora?
Cosa ne possono sapere se ho appena perso al bingo, al gratta e vinci, al lotto istantaneo o in un'altra agenzia?
E gli altri 364 giorni all'anno?
A meno che non ci sia pure da conservare per legge pure gli scontrini perdenti....
Certo che mi aspetterei un comportamento e una coerenza diversi da chi gestisce lotto istantaneo e gratta e vinci, per questi non vale distanziometro e lotta al gioco convulsivo?
Che il tal giorno ho vinto 100 euro?
E allora?
Cosa ne possono sapere se ho appena perso al bingo, al gratta e vinci, al lotto istantaneo o in un'altra agenzia?
E gli altri 364 giorni all'anno?
A meno che non ci sia pure da conservare per legge pure gli scontrini perdenti....
Certo che mi aspetterei un comportamento e una coerenza diversi da chi gestisce lotto istantaneo e gratta e vinci, per questi non vale distanziometro e lotta al gioco convulsivo?
Deve esserci qualcosa che non va nel lavoro, o i ricchi se lo sarebbero già accaparratol
Mario Alfonso Moreno Reyes
Mario Alfonso Moreno Reyes
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 04/01/2020 - 07:18
montag ha scritto:Forse mi sfugge qualcosa, questi agenti che cosa accertano?
Che il tal giorno ho vinto 100 euro?
E allora?
Cosa ne possono sapere se ho appena perso al bingo, al gratta e vinci, al lotto istantaneo o in un'altra agenzia?
E gli altri 364 giorni all'anno?
A meno che non ci sia pure da conservare per legge pure gli scontrini perdenti....
Certo che mi aspetterei un comportamento e una coerenza diversi da chi gestisce lotto istantaneo e gratta e vinci, per questi non vale distanziometro e lotta al gioco convulsivo?
Concorrono alla formazione del reddito IRPEF solo le vincite e i premi, non tassati alla fonte, senza alcuna deduzione delle perdite.
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda montag » 06/01/2020 - 16:26
Ci sarebbe molto da dire, ma avrebbe poca importanza.
SE i termini enunciati da questa legge sono esattamente questi descritti sopra, si stabilisce un principio che sarebbe degno della serie " Ai confini della realtà ".
I principii sono più importanti delle singole situazioni, ma qui si starebbe parlando di un principio alquanto bizzarro: che in caso di un'azienda con nome, cognome ed indirizzo non paghi l'irpef, non venga nemmeno sfiorata dal dover rispondere delle proprie azioni, saranno i suoi clienti che si dovranno preoccupare, magari dopo qualche anno.
Se fossi un amministratore delegato di un allibratore, la prima cosa che farei, sarebbe proprio quella di non pagare nessuna Irpef, in questo vocabolario geneticamente modificato, la chiamano " massimizzazione dei profitti ".
Del resto i mattoni ci sono già, norma anti riciclaggio che traccia ogni transazione, nei giorni scorsi ho letto un'informazione che diceva dell'acquisizione dei dati dei giocatori, ora questa notizia riguardo a questa legge, in effetti tutto combacia, compreso il fatto che contano solo le vincite.
Magari perdi tutto l'anno, ma se prendi una multipla al 31 dicembre, invece di essere contento ti devi preoccupare.
Un proverbio recita che “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”, si potrebbe modificare frettolosa con avida.
SE i termini enunciati da questa legge sono esattamente questi descritti sopra, si stabilisce un principio che sarebbe degno della serie " Ai confini della realtà ".
I principii sono più importanti delle singole situazioni, ma qui si starebbe parlando di un principio alquanto bizzarro: che in caso di un'azienda con nome, cognome ed indirizzo non paghi l'irpef, non venga nemmeno sfiorata dal dover rispondere delle proprie azioni, saranno i suoi clienti che si dovranno preoccupare, magari dopo qualche anno.
Se fossi un amministratore delegato di un allibratore, la prima cosa che farei, sarebbe proprio quella di non pagare nessuna Irpef, in questo vocabolario geneticamente modificato, la chiamano " massimizzazione dei profitti ".
Del resto i mattoni ci sono già, norma anti riciclaggio che traccia ogni transazione, nei giorni scorsi ho letto un'informazione che diceva dell'acquisizione dei dati dei giocatori, ora questa notizia riguardo a questa legge, in effetti tutto combacia, compreso il fatto che contano solo le vincite.
Magari perdi tutto l'anno, ma se prendi una multipla al 31 dicembre, invece di essere contento ti devi preoccupare.
Un proverbio recita che “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”, si potrebbe modificare frettolosa con avida.
Deve esserci qualcosa che non va nel lavoro, o i ricchi se lo sarebbero già accaparratol
Mario Alfonso Moreno Reyes
Mario Alfonso Moreno Reyes
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 06/01/2020 - 17:23
Esiste anche la "filosofia del diritto", ma non credo che interessi gli scommettitori, se non a qualcuno, a livello solo accademico.
Nel diritto reale, esistono i tribunali nei vari gradi di giudizio fino alla cassazione, ed eventualmente la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea.
Questa dovrebbe essere una sezione informativa del Forum a beneficio degli scommettitori, gestori, concessionari e bookmakers. In modo che ognuno sappia quali rischi può correre. Ognuno, se vuole, come già succede, può ricorrere alla commissioni tributarie provinciali e regionali, alla cassazione, e via dicendo.
Segnalo per la seconda volta questo articolo del 02 Novembre 2019, solo per ricordare che non stiamo dicendo nulla di nuovo:
https://www.tasse-fisco.com/accertament ... CrQp8_FD1A
La domanda da porsi, invece, dovrebbe essere: "perchè il resto degli organi di informazione e di inchiesta non ne parlano diffusamente"?
Nel diritto reale, esistono i tribunali nei vari gradi di giudizio fino alla cassazione, ed eventualmente la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea.
Questa dovrebbe essere una sezione informativa del Forum a beneficio degli scommettitori, gestori, concessionari e bookmakers. In modo che ognuno sappia quali rischi può correre. Ognuno, se vuole, come già succede, può ricorrere alla commissioni tributarie provinciali e regionali, alla cassazione, e via dicendo.
Segnalo per la seconda volta questo articolo del 02 Novembre 2019, solo per ricordare che non stiamo dicendo nulla di nuovo:
https://www.tasse-fisco.com/accertament ... CrQp8_FD1A
La domanda da porsi, invece, dovrebbe essere: "perchè il resto degli organi di informazione e di inchiesta non ne parlano diffusamente"?
Re: Secondo articolo di Ugo Cifone: "Chi vince con bookmakers come Stanleybet paga tassa Irpef"
Messaggioda advocatus » 14/01/2020 - 10:48
In relazione alla molteplici problematiche esposte nell'articolo di CIFONENEWS, mi è stato segnalato che l'Avv. Poidimani, esperto di betting, è disponibile per "pareri", ed eventuali azioni legali, quando se ne ravvisano i presupposti.
Per queste problematiche, ed altre, relative a concessionari, bookmaker e gestori,
con eventuali azioni legali, si può scrivere alla segreteria del suo studio:
segreteria.bplegal@gmail.com
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