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Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CTD
Situazione attuale, prospettive, notizie.
Questa sezione non è un mercato. Gli obiettivi primari sono: a) raccogliere informazioni attendibili sul tema raccolta del gioco sul territorio attraverso CTD/CED, PVR, corner, agenzie etc. etc. b) approfondire i temi più importanti, gli aspetti legali e regolamentari del settore.
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Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CT
Messaggioda negozioAAMS » 15/09/2015 - 14:30
Per i concessionari AAMS esiste, fortunatamente, il controllo ON LINE della SOGEI, anche per monitorare le operazioni di mancato antiriciclaggio. Mi sembra che nei primi anni del duemila alcuni concessionari, al fine di pagare meno tasse IRPEG e IRPEF, fecero questi giochetti di vincite simulate, ma in orari in cui difficilmente potevano giocare i clienti abituali; però furono scoperti dalla Guardia di Finanza.
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negozioAAMS
- Budino

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Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CT
Messaggioda negozioAAMS » 16/09/2015 - 17:49
E a proposito di vincite all'estero, sono sempre più insistenti le voci di un prossimo blitz in cui ci sarebbe implicata questa volta la mafia siciliana che controllerebbe altri book, oltre a quelli dell'operazione gambling gestiti dalla 'ndrangheta.
Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CTD
Messaggioda advocatus » 06/12/2019 - 01:44
Un mio recente topic fatto nella sezione "Discussioni Generali":
viewtopic.php?f=2&t=64477
si riallaccia a questo mio vecchio topic del 2015, che non ricordavo più di aver fatto.
Sono passati più di quattro anni da allora, e ritengo che siano valide le considerazioni fatte nel topic recente, visto che le scommesse non sono tassate dallo stato italiano alla fonte, e quindi soggette sempre a dichiarazione IRPEF.
viewtopic.php?f=2&t=64477
si riallaccia a questo mio vecchio topic del 2015, che non ricordavo più di aver fatto.
Sono passati più di quattro anni da allora, e ritengo che siano valide le considerazioni fatte nel topic recente, visto che le scommesse non sono tassate dallo stato italiano alla fonte, e quindi soggette sempre a dichiarazione IRPEF.
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Asianbettor
- Super Budinone

- Messaggi: 12
- Iscritto il: 09/12/2019 - 08:17
Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CTD
Messaggioda Asianbettor » 09/12/2019 - 09:34
advocatus ha scritto:Un mio recente topic fatto nella sezione "Discussioni Generali":
viewtopic.php?f=2&t=64477
si riallaccia a questo mio vecchio topic del 2015, che non ricordavo più di aver fatto.
Sono passati più di quattro anni da allora, e ritengo che siano valide le considerazioni fatte nel topic recente, visto che le scommesse non sono tassate dallo stato italiano alla fonte, e quindi soggette sempre a dichiarazione IRPEF.
Ciao Advocatus. Da allora, in questi 4 anni, in pratica non è ancora cambiato nulla ?
Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CTD
Messaggioda advocatus » 09/12/2019 - 12:06
Asianbettor ha scritto:advocatus ha scritto:Un mio recente topic fatto nella sezione "Discussioni Generali":
viewtopic.php?f=2&t=64477
si riallaccia a questo mio vecchio topic del 2015, che non ricordavo più di aver fatto.
Sono passati più di quattro anni da allora, e ritengo che siano valide le considerazioni fatte nel topic recente, visto che le scommesse non sono tassate dallo stato italiano alla fonte, e quindi soggette sempre a dichiarazione IRPEF.
Ciao Advocatus. Da allora, in questi 4 anni, in pratica non è ancora cambiato nulla ?
Dal punto di vista dei rischi degli scommettitori è cambiato moltissimo. Prima i controlli sulle transazioni finanziarie su queste vincite erano quasi inesistenti. Oggi con i moduli antiriciclaggio e l'annunciata battaglia all'evasione fiscale, con controlli proprio sulle transazioni finanziarie (conti correnti, assegni, postepay evoltion, etc.) sono NOTEVOLMENTE PIU' ALTI, e secondo me, tali da sconsigliare di giocare con book che non paghino lìimposta unica in italia.
Per quanto riguarda invece l'imposta unica della Stanleybet, l'ultima notizia che conosco è questa:
viewtopic.php?f=1&t=64486
quindi anche loro hanno dei dubbi, come ho detto nell'altra sezione, andare al giudizio è sempre una scommessa, e cercano un accordo per pagarla da subito.
Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CTD
Messaggioda advocatus » 10/12/2019 - 07:50
Ieri sera un gestore che aveva letto il commento precedente sulle dichiarazioni della Stanleybet:
Consideri che avvocati difensori delle posizioni di Stanley e dei CTD e funzionari ADM si incontrano quasi ogni giorno, dinanzi alle commissioni tributarie, per discutere della questione dell’imposta unica, e hanno cercato la via per comprendersi e rispettarsi. Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo.
Mi ha scritto: "Non capisco perché la Stanleybet non paghi da subito l’imposta unica, lo stesso, come fa la BETN1 su sua autonoma iniziativa. Le cause proseguirebbero per il passato alla Corte di giustizia Europea, o con accordi con i Monopoli, come accennati.
Nella mia ignoranza, verrebbero tutelati sia gli scommettitori. Le vincite sarebbero tassate alla fonte. E sia i gestori CTD per l’imposta unica futura.
Sto sbagliando?
E da parte mia, devo dire, che mi sembra, a prima vista, una buona soluzione; ma spetterà solo alla Stanleybet decidere, visto che non conosciamo le attuali trattative in corso.
Così si darebbe anche una mano allo Stato che attualmente sta raschiando il fondo del barile in cerca di soldi sempre dal settore scommesse e giochi.
Consideri che avvocati difensori delle posizioni di Stanley e dei CTD e funzionari ADM si incontrano quasi ogni giorno, dinanzi alle commissioni tributarie, per discutere della questione dell’imposta unica, e hanno cercato la via per comprendersi e rispettarsi. Non posso dire che al momento ci siano novità o sviluppi, tranne il fatto che tutti aspettiamo le decisioni della Corte di Giustizia e i chiarimenti che essa fornirà. Sono consapevole, tuttavia, che la sentenza della Corte potrebbe non essere a favore né dell’uno né dell’altro. Credo allora che, di fronte alla prospettiva di molti altri anni di contenzioso, sia noi che le Autorità Italiane dovremmo essere ben lieti di trovare una soluzione che, effettivamente, stiamo cercando. Per il resto, mi consenta di mantenere un doveroso riserbo.
Mi ha scritto: "Non capisco perché la Stanleybet non paghi da subito l’imposta unica, lo stesso, come fa la BETN1 su sua autonoma iniziativa. Le cause proseguirebbero per il passato alla Corte di giustizia Europea, o con accordi con i Monopoli, come accennati.
Nella mia ignoranza, verrebbero tutelati sia gli scommettitori. Le vincite sarebbero tassate alla fonte. E sia i gestori CTD per l’imposta unica futura.
Sto sbagliando?
E da parte mia, devo dire, che mi sembra, a prima vista, una buona soluzione; ma spetterà solo alla Stanleybet decidere, visto che non conosciamo le attuali trattative in corso.
Così si darebbe anche una mano allo Stato che attualmente sta raschiando il fondo del barile in cerca di soldi sempre dal settore scommesse e giochi.
Re: Vincite all'estero soggette ad IRPEF. Conseguenze per CTD
Messaggioda advocatus » 14/12/2019 - 07:43
In un articolo dell'11 Dicembre del 2019, di un blog del settore Giochi e Scommesse, era stato evidenziato che queste problematiche sulla tassazione delle vinvite ai fini IRPEF se non sono soggette a ritenuta alla fonte, erano già state trattate da testate di più alto livello, già in passato:
1) In un articolo: Tasse e scommesse: le eventuali vincite del gioco vanno dichiarate?
Fonte: superscommesse.it/notizie/tasse_e_scommesse__le_risposte_su_fisco_e_vincite-10746.html
Le scommesse sportive sono tassate? Gli eventuali guadagni derivanti devono essere denunciati nella dichiarazione dei redditi? In questo focus dedicato alla tassazione scommesse, aggiornato dopo la Manovra per il 2019, vedremo i casi previsti dalla legislazione in materia fiscale, distinguendoli tra online e terrestre per capire se in definitiva se le vincite al gioco vanno dichiarate oppure no. Inoltre, un approfondimento anche sulla possibilità di perdere il Reddito di Cittadinanza se vinci al gioco.[/i]
Si pagano le tasse sulle scommesse sportive?
Per capire la normativa sulla tassazione scommesse e quindi se le vincite al gioco vanno dichiarate occorre distinguere due casi. Nel caso di una scommessa piazzata su un sito scommesse AAMS (un punto it con autorizzazione GAD) oppure all'interno di un'agenzia appartenente ad un operatore provvisto di regolare licenza AAMS le vincite sono già tassate alla fonte. Le eventuali vincite derivanti dalle scommesse effettuate su bookmaker italiani, regolarmente riconosciuti e autorizzati dal Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza, dunque non devono essere dichiarate al Fisco italiano. All'interno dell'aggio applicato dalle società di scommesse (quello che abbassa in modo proporzionale il payout scommesse) è compreso un prelievo fiscale percentuale da parte dello Stato. In modo più intuitivo l'aggio può essere paragonato alla rake del poker, ovvero le fiches trattenute dalla poker room ai giocatori per coprire le spese di gestione e le tasse da pagare. Il riferimento normativo è reperibile all'art. 30 DPR 600/1973 come novellato dall'art. 6 della L. 122/2016.
Gli operatori AAMS sono riconoscibili dalla licenza e dal dominio “.it”, dal simbolo di un timone stilizzato in aggiunta alla scritta “Gioco. Sicuro” e dal logo AAMS. Inoltre la piattaforma web nonché concessionaria telematica autorizzata alle scommesse sportive deve riportare chiaramente il numero/i di concessione/i per il gioco a distanza, la sede della società e il numero di partita IVA. L’elenco dei concessionari telematici Aams abilitati al gioco in Italia è consultabile sul sito dell'Agenzia Dogane e Monopoli dove è presente anche una blacklist ovvero una “lista nera” dei siti illegali, aggiornata costantemente, che viene distribuita a tutti i provider ADSL italiani, che risultano quindi oscurati e, teoricamente, non accessibili dagli scommettitori che giocano in Italia. Nel caso di un bookmaker non AAMS i siti .com, che operano con licenze non italiane, non pagano le tasse. Queste sarebbero dovute allo Stato qualora questi bookmaker fossero concessionari AAMS, e quindi, dal punto di vista del giocatore, le eventuali vincite scommesse risulterebbero invisibili al Fisco italiano, contribuendo all'evasione fiscale. Per stare tranquilli, sia dal punto fiscale che penale, è meglio giocare esclusivamente su bookmaker italiani AAMS, perché questi offrono bonus benvenuto, bonus senza deposito, tutelano la salute dei clienti grazie ai meccanismi di autoesclusione e di limitazione del gioco e, inoltre, versano le tasse al Fisco, contribuendo in modo positivo all'economia del Paese.
Le eventuali vincite delle scommesse online devono essere dichiarate?
Trattandosi di tassazione alla fonte, e dunque di imposte trattenute direttamente, non è necessario dichiarare le eventuali vincite delle scommesse nelle dichiarazioni delle tasse come il 730 e l’Unico. Questo vale ovviamente sia per le scommesse online che quelle terrestri, piazzate in agenzia. Naturalmente questa regola vale per tutte le scommesse sportive effettuate con operatori del circuito AAMS. La motivazione risiede nel fatto che gli operatori AAMS agiscono come sostituti d’imposta per conto degli scommettitori, analogamente ad un datore di lavoro dipendente.
Ben diverso il caso di una vincita derivante da scommesse calcio o da altri sport piazzate su bookmaker non AAMS. In questo caso i guadagni dovrebbero essere denunciati dal giocatore sulla propria dichiarazione alla voce Redditi Diversi. Inoltre l'Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un'istanza di interpello nel 2011, ha evidenziato che le vincite scommesse realizzate su siti senza licenza dei Monopoli di Stato sono soggette a tassazione per intero, senza tener conto delle spese sostenute. E, attenzione, la dichiarazione rappresenterebbe un'ammissione di colpa, con il rischio di incorrere in sanzioni.
Secondo l'art. 4 della legge n. 401/1989 chi partecipa alle scommesse illegali, accettando biglietti di lotteria o altre scommesse da soggetti sprovvisti delle necessarie autorizzazioni, è punibile con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 51 a 516 euro. Questa sanzione riguarda solo l'aspetto penale del gioco su piattaforme non autorizzate, mentre materia più complessa, e non approfondibile in questa sede, è quella relativa alla conseguente evasione fiscale.
Eventuali vincite al gioco comportano la perdita del reddito di cittadinanza?
Una delle novità nel mondo delle vincite sul gioco online è quella relativa al Decreto sul Reddito di Cittadinanza. Cosa comporta? Nel testo approvato dal Parlamento spunta infatti la possibilità di perdere il reddito di cittadinanza in caso di eventuale vincita al gioco, più nello specifico "anche nel caso di acquisizione del possesso di somme o valori superiori" a 6.000 euro, "conseguente a donazione, successione o vincite". L'importo di sei mila euro sale di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare (ulteriori incrementi per terzo figlio o per la presenza di eventuali familiari con disabilità), fino ad un massimo di 10.000 euro. Se si dovesse andare oltre questa soglia è obbligatorio comunicarlo entro 15 giorni. A quel punto non si avranno più i requisiti necessari per ricevere l'assegno mensile del RdC. NOTA: nel caso specifico parliamo di revoca del diritto al reddito di cittadinanza previa vincita al gioco e superamento della soglia indicata, ma tale condizione riguarda tutti gli incrementi di ricchezza.
2) In un articolo su TASSE - FISCO.com del 21 Ottobre 2019
dal titolo "TASSAZIONE VINCITE SCOMMESSE ON LINE: CONTROLLI SUI CONTI DI GIOCO"
di cui al link:
https://www.tasse-fisco.com/accertament ... oco/31881/
Come, a dire, che "non avevo scoperto l'acqua calda"
La vera domanda dovrebbe essere, invece: "Gli scommettitori sono consapevoli dei rischi a cui vanno incontro?
Perchè i giornali specializzati del settore scommesse non lo evidenziano con l'adeguato risalto a loro tutela?"
1) In un articolo: Tasse e scommesse: le eventuali vincite del gioco vanno dichiarate?
Fonte: superscommesse.it/notizie/tasse_e_scommesse__le_risposte_su_fisco_e_vincite-10746.html
Le scommesse sportive sono tassate? Gli eventuali guadagni derivanti devono essere denunciati nella dichiarazione dei redditi? In questo focus dedicato alla tassazione scommesse, aggiornato dopo la Manovra per il 2019, vedremo i casi previsti dalla legislazione in materia fiscale, distinguendoli tra online e terrestre per capire se in definitiva se le vincite al gioco vanno dichiarate oppure no. Inoltre, un approfondimento anche sulla possibilità di perdere il Reddito di Cittadinanza se vinci al gioco.[/i]
Si pagano le tasse sulle scommesse sportive?
Per capire la normativa sulla tassazione scommesse e quindi se le vincite al gioco vanno dichiarate occorre distinguere due casi. Nel caso di una scommessa piazzata su un sito scommesse AAMS (un punto it con autorizzazione GAD) oppure all'interno di un'agenzia appartenente ad un operatore provvisto di regolare licenza AAMS le vincite sono già tassate alla fonte. Le eventuali vincite derivanti dalle scommesse effettuate su bookmaker italiani, regolarmente riconosciuti e autorizzati dal Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza, dunque non devono essere dichiarate al Fisco italiano. All'interno dell'aggio applicato dalle società di scommesse (quello che abbassa in modo proporzionale il payout scommesse) è compreso un prelievo fiscale percentuale da parte dello Stato. In modo più intuitivo l'aggio può essere paragonato alla rake del poker, ovvero le fiches trattenute dalla poker room ai giocatori per coprire le spese di gestione e le tasse da pagare. Il riferimento normativo è reperibile all'art. 30 DPR 600/1973 come novellato dall'art. 6 della L. 122/2016.
Gli operatori AAMS sono riconoscibili dalla licenza e dal dominio “.it”, dal simbolo di un timone stilizzato in aggiunta alla scritta “Gioco. Sicuro” e dal logo AAMS. Inoltre la piattaforma web nonché concessionaria telematica autorizzata alle scommesse sportive deve riportare chiaramente il numero/i di concessione/i per il gioco a distanza, la sede della società e il numero di partita IVA. L’elenco dei concessionari telematici Aams abilitati al gioco in Italia è consultabile sul sito dell'Agenzia Dogane e Monopoli dove è presente anche una blacklist ovvero una “lista nera” dei siti illegali, aggiornata costantemente, che viene distribuita a tutti i provider ADSL italiani, che risultano quindi oscurati e, teoricamente, non accessibili dagli scommettitori che giocano in Italia. Nel caso di un bookmaker non AAMS i siti .com, che operano con licenze non italiane, non pagano le tasse. Queste sarebbero dovute allo Stato qualora questi bookmaker fossero concessionari AAMS, e quindi, dal punto di vista del giocatore, le eventuali vincite scommesse risulterebbero invisibili al Fisco italiano, contribuendo all'evasione fiscale. Per stare tranquilli, sia dal punto fiscale che penale, è meglio giocare esclusivamente su bookmaker italiani AAMS, perché questi offrono bonus benvenuto, bonus senza deposito, tutelano la salute dei clienti grazie ai meccanismi di autoesclusione e di limitazione del gioco e, inoltre, versano le tasse al Fisco, contribuendo in modo positivo all'economia del Paese.
Le eventuali vincite delle scommesse online devono essere dichiarate?
Trattandosi di tassazione alla fonte, e dunque di imposte trattenute direttamente, non è necessario dichiarare le eventuali vincite delle scommesse nelle dichiarazioni delle tasse come il 730 e l’Unico. Questo vale ovviamente sia per le scommesse online che quelle terrestri, piazzate in agenzia. Naturalmente questa regola vale per tutte le scommesse sportive effettuate con operatori del circuito AAMS. La motivazione risiede nel fatto che gli operatori AAMS agiscono come sostituti d’imposta per conto degli scommettitori, analogamente ad un datore di lavoro dipendente.
Ben diverso il caso di una vincita derivante da scommesse calcio o da altri sport piazzate su bookmaker non AAMS. In questo caso i guadagni dovrebbero essere denunciati dal giocatore sulla propria dichiarazione alla voce Redditi Diversi. Inoltre l'Agenzia delle Entrate, rispondendo ad un'istanza di interpello nel 2011, ha evidenziato che le vincite scommesse realizzate su siti senza licenza dei Monopoli di Stato sono soggette a tassazione per intero, senza tener conto delle spese sostenute. E, attenzione, la dichiarazione rappresenterebbe un'ammissione di colpa, con il rischio di incorrere in sanzioni.
Secondo l'art. 4 della legge n. 401/1989 chi partecipa alle scommesse illegali, accettando biglietti di lotteria o altre scommesse da soggetti sprovvisti delle necessarie autorizzazioni, è punibile con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da 51 a 516 euro. Questa sanzione riguarda solo l'aspetto penale del gioco su piattaforme non autorizzate, mentre materia più complessa, e non approfondibile in questa sede, è quella relativa alla conseguente evasione fiscale.
Eventuali vincite al gioco comportano la perdita del reddito di cittadinanza?
Una delle novità nel mondo delle vincite sul gioco online è quella relativa al Decreto sul Reddito di Cittadinanza. Cosa comporta? Nel testo approvato dal Parlamento spunta infatti la possibilità di perdere il reddito di cittadinanza in caso di eventuale vincita al gioco, più nello specifico "anche nel caso di acquisizione del possesso di somme o valori superiori" a 6.000 euro, "conseguente a donazione, successione o vincite". L'importo di sei mila euro sale di 2.000 euro per ogni componente del nucleo familiare (ulteriori incrementi per terzo figlio o per la presenza di eventuali familiari con disabilità), fino ad un massimo di 10.000 euro. Se si dovesse andare oltre questa soglia è obbligatorio comunicarlo entro 15 giorni. A quel punto non si avranno più i requisiti necessari per ricevere l'assegno mensile del RdC. NOTA: nel caso specifico parliamo di revoca del diritto al reddito di cittadinanza previa vincita al gioco e superamento della soglia indicata, ma tale condizione riguarda tutti gli incrementi di ricchezza.
2) In un articolo su TASSE - FISCO.com del 21 Ottobre 2019
dal titolo "TASSAZIONE VINCITE SCOMMESSE ON LINE: CONTROLLI SUI CONTI DI GIOCO"
di cui al link:
https://www.tasse-fisco.com/accertament ... oco/31881/
Come, a dire, che "non avevo scoperto l'acqua calda"
La vera domanda dovrebbe essere, invece: "Gli scommettitori sono consapevoli dei rischi a cui vanno incontro?
Perchè i giornali specializzati del settore scommesse non lo evidenziano con l'adeguato risalto a loro tutela?"
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