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DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
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DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
Messaggioda scommettitore siracusano » 31/08/2019 - 11:02
DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
Agosto 30, 2019 Scritto da Amr
Luigi Di Maio presenta al premier incaricato Giuseppe Conte i 20 punti programmatici del M5S: tra essi il contrasto al gioco d'azzardo.
Si parla anche, al 18esimo punto, di "contrasto al gioco d'azzardo", nei 20 punti programmatici che il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha presentato al premier incaricato Giuseppe Conte, nell'ambito delle consultazioni che quest'ultimo ha avviato in merito alla costituzione di un nuovo governo, giallorosso, che prenderà il posto di quello formato tra M5S e Lega.
"Alcuni dei punti programmatici - scrive il M5S - li consideriamo imprescindibili: o entrano nel programma di Governo o non si parte".
Tuttavia, nel suo intervento dopo le consultazioni con il presidente Conte, Di Maio si sofferma su altri punti programmatici, come "la nostra totale contrarietà a qualsiasi forma di patrimoniale", "il taglio del numero dei parlamentari", ma anche il fatto che si debba "rendere giustizia alle 43 vittime, e alle loro famiglie, della tragedia del Ponte Morandi".
Inoltre, sottolinea Di Maio, "l’ambiente non è uno slogan o un like ai post di Greta Thunberg" e "l'Italia aspetta da anni una vera legge sul conflitto di interessi". Altro punto fondamentale è "il dimezzamento dei tempi della giustizia".
Di Maio si sofferma anche sul decreto Dignità, che ha introdotto il divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro, sottolineando che "in pochi mesi ha prodotto effetti straordinari sul mercato del lavoro, facendo registrare un aumento dei contratti stabili a tempo indeterminato del 151 percento rispetto al periodo precedente".
E conclude: "Questo non è il momento delle polemiche e degli attacchi. Questo è il momento del coraggio, e ne servirà tanto per cambiare questo Paese. I nostri punti di programma sono chiari. Se entreranno nel programma di Governo, allora si potrà partire. Altrimenti, sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile!".
LA REAZIONE DEL PD - Le parole di Di Maio, pronunciate in conferenza stampa al termine delle consultazioni, sono piaciute poco o affatto al Pd, e rischiano di complicare una trattativa che a prima vista (ma solo prima!) sembrava avere la strada spianata. Il vice segretario del Pd Andrea Orlando scrive su Twitter: "Luigi Di Maio ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza”. Graziano Delrio aggiunge: "Gli ultimatum di Di Maio al presidente incaricato sono davvero inaccettabili”.
Ora Di Maio inizia a rompere. Qualcuno pensa che abbia un accordo dopoelettorale con Salvini
Agosto 30, 2019 Scritto da Amr
Luigi Di Maio presenta al premier incaricato Giuseppe Conte i 20 punti programmatici del M5S: tra essi il contrasto al gioco d'azzardo.
Si parla anche, al 18esimo punto, di "contrasto al gioco d'azzardo", nei 20 punti programmatici che il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha presentato al premier incaricato Giuseppe Conte, nell'ambito delle consultazioni che quest'ultimo ha avviato in merito alla costituzione di un nuovo governo, giallorosso, che prenderà il posto di quello formato tra M5S e Lega.
"Alcuni dei punti programmatici - scrive il M5S - li consideriamo imprescindibili: o entrano nel programma di Governo o non si parte".
Tuttavia, nel suo intervento dopo le consultazioni con il presidente Conte, Di Maio si sofferma su altri punti programmatici, come "la nostra totale contrarietà a qualsiasi forma di patrimoniale", "il taglio del numero dei parlamentari", ma anche il fatto che si debba "rendere giustizia alle 43 vittime, e alle loro famiglie, della tragedia del Ponte Morandi".
Inoltre, sottolinea Di Maio, "l’ambiente non è uno slogan o un like ai post di Greta Thunberg" e "l'Italia aspetta da anni una vera legge sul conflitto di interessi". Altro punto fondamentale è "il dimezzamento dei tempi della giustizia".
Di Maio si sofferma anche sul decreto Dignità, che ha introdotto il divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro, sottolineando che "in pochi mesi ha prodotto effetti straordinari sul mercato del lavoro, facendo registrare un aumento dei contratti stabili a tempo indeterminato del 151 percento rispetto al periodo precedente".
E conclude: "Questo non è il momento delle polemiche e degli attacchi. Questo è il momento del coraggio, e ne servirà tanto per cambiare questo Paese. I nostri punti di programma sono chiari. Se entreranno nel programma di Governo, allora si potrà partire. Altrimenti, sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile!".
LA REAZIONE DEL PD - Le parole di Di Maio, pronunciate in conferenza stampa al termine delle consultazioni, sono piaciute poco o affatto al Pd, e rischiano di complicare una trattativa che a prima vista (ma solo prima!) sembrava avere la strada spianata. Il vice segretario del Pd Andrea Orlando scrive su Twitter: "Luigi Di Maio ha cambiato idea? Lo dica con chiarezza”. Graziano Delrio aggiunge: "Gli ultimatum di Di Maio al presidente incaricato sono davvero inaccettabili”.
Ora Di Maio inizia a rompere. Qualcuno pensa che abbia un accordo dopoelettorale con Salvini
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Re: DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
Messaggioda scommettitore siracusano » 03/09/2019 - 12:00
GOVERNO: ASPETTANDO ROUSSEAU, IL NUOVO PROGRAMMA STAVOLTA SENZA GIOCHI
Settembre 3, 2019 Scritto da Ac
https://www.gioconews.it/politica-gener ... nza-giochi
Il Movimento 5 Stelle avvia le votazioni sul nuovo governo con il Pd sulla piattaforma proprietaria: nel programma condiviso sparisce la lotta all'azzardo.
Oggi è il giorno della verità per il costituendo governo “giallorosso”. Dopo il passo indietro di ieri del capo politico del Movimento, Luigi di Maio, che ha fatto sapere di poter rinunciare alla poltrona di vice premier (pur continuando a puntare a quella del Viminale), per poter mettere insieme la nuova maggioranza e permettere al premier incaricato di tornare al Quirinale per sciogliere la sua riserva e dare il via libero definitivo al nuovo Esecutivo manca soltanto l'approvazione formale da parte della base grillina. Nel modo tipico del Movimento, cioè attraverso il ricorso alla votazione elettronica tramite la tanto chiacchierata piattaforma Rousseau. Le votazioni sono aperte dalle 18 di questa mattina e si concluderanno alle 18, con i militanti chiamati ad esprimersi su un quesito molto netto: “Sei d'accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”. Con la possibilità di consultare il programma di governo che i 5 Stelle intendono realizzare durante la legislatura corrente.
Solo che stavolta emerge un nuovo documento, diverso dai precedenti, in quanto rappresenta la “Bozza di lavoro che riassume le linee programmatiche” che il Presidente del Consiglio incaricato sta integrando e definendo. Nel testo, intitolato: “Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo” (consultabile in versione completa, cliccando qui), i punti sono diventati ora 26 e tra questi non c'è alcun riferimento (per ora) al gioco d'azzardo, a differenza della frase inserita tra i precedenti venti punti sbandierati da Di Maio e poi rimessi evidentemente in discussione anche in seguito all'intervento del padre fondatore del Movimento, Beppe Grillo.
E ora il paese rimane in attesa (e in ostaggio) del verdetto della piattaforma informatica e dei militanti del 5 Stelle. Con l'ipotesi di un abbandono delle trattative e del ritorno alle urne in caso di esito negativo. Anche se i vertici del partito di Grillo sembrano ottimisti, forse anche per la consapevolezza generale che un ritorno alle elezioni potrebbe sancire la scomparsa del Movimento. Sempre se non si voglia tornare ad abbracciare la Lega. Ma l'ipotesi sembra ormai sfumata. A dare fiducia anche l'endorsement del premier incaricato che nel suo discorso di ieri al Movimento ha parlato di una possibilità concreta per cambiare l'Italia.
LE PARTITE AI MINISTERI - Intanto la partita con i Dem prosegue spedita e sembrano ormai essersi trovate ampie convergenze anche sui nomi dei possibili ministri. Dopo che Nicola Zingaretti ha ottenuto la rinuncia da parte di Di Maio alla vice premiership, si ha un sostanziale riequilibrio della compagine governativa, con l’ipotesi di 9 ministeri ciascuno ai due azionisti maggiori più un ministero alla sinistra di Leu (Vasco Errani, Loredana De Petris o Rossella Muroni per la casella degli Affari regionali o della Sanità, qualora non dovesse essere confermata la pentastellata Giulia Grillo).
Con l'unico nodo da sciogliere rappresentato proprio dal Ministero degli Interni, dove i dem vorrebbero uno tra l’attuale capo della Polizia Franco Gabrielli e l’ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese, con l'ulteriore ipotesi più “politica” di un nome del Pd, anche se Di Maio vorrebbe tenere per se quella poltrona, visto che il capo grillino sembrava puntare agli Esteri, dove pesa però la parola del Quirinale. Possibile quindi che si possa individuare per lui un posto alla Difesa.
Dario Franceschini potrebbe tornare a essere ministro della Cultura oppure ai rapporti con il parlamento. Mentre per gli Esteri avanza la candidatura di Andrea Orlando, mentre per l’ex premier dem Paolo Gentiloni ci sarebbero gli Affari europei, sempre se non venga scelto per fare il commissario Ue (gli altri nomi in corsa restano quelli di Enrico Letta e Roberto Gualtieri).
Anche perchè, come emerso nella serata di ieri, all’Italia potrebbe andare una delega importante come quella degli Affari economici. O in alternativa quella al Commercio (o alla Concorrenza, nel qual caso ieri si faceva nei Palazzi anche il nome dell’ex amministratore delegato di Vodafone Vittorio Colao).
Resta infine il nodo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che il premier incaricato Giuseppe Conte vorrebbe scegliere tra gli uomini di sua fiducia (in pole Vincenzo Spadafora, in subordine Roberto Chieppa). In questo caso la delega ai servizi andrebbe a un democratico (Lorenzo Guerini, attuale presidente del Copasir).
Sulla questione del vicepremier, in corsa anche qui i soliti: Franceschini, Orlando, Graziano Delrio o Paola De Micheli i possibili candidati dem. Quanto all’Economia – Dicastero di riferimento per il mercato del gioco pubblico - resta forte l’ipotesi di un “tecnico” di alto profilo come l’ex direttore generale di Bankitalia Salvatore Rossi o Dario Scannapieco, proveniente dalla Banca europea di investimenti. Ma non è esclusa una soluzione politica in quota dem come quella di Gualtieri, anche se lascerebbe scoperta la postazione di presidente della commissione Bilancio dell’Europarlamento. Le Infrastrutture dovrebbero restare in quota M5s (Stefano Patuanelli), che richiede anche il Mise (Laura Castelli) in un braccio di ferro con il Pd (la De Micheli). Per il Lavoro dei dem corrono Delrio, Teresa Bellanova e Tommaso Nannicini.
Settembre 3, 2019 Scritto da Ac
https://www.gioconews.it/politica-gener ... nza-giochi
Il Movimento 5 Stelle avvia le votazioni sul nuovo governo con il Pd sulla piattaforma proprietaria: nel programma condiviso sparisce la lotta all'azzardo.
Oggi è il giorno della verità per il costituendo governo “giallorosso”. Dopo il passo indietro di ieri del capo politico del Movimento, Luigi di Maio, che ha fatto sapere di poter rinunciare alla poltrona di vice premier (pur continuando a puntare a quella del Viminale), per poter mettere insieme la nuova maggioranza e permettere al premier incaricato di tornare al Quirinale per sciogliere la sua riserva e dare il via libero definitivo al nuovo Esecutivo manca soltanto l'approvazione formale da parte della base grillina. Nel modo tipico del Movimento, cioè attraverso il ricorso alla votazione elettronica tramite la tanto chiacchierata piattaforma Rousseau. Le votazioni sono aperte dalle 18 di questa mattina e si concluderanno alle 18, con i militanti chiamati ad esprimersi su un quesito molto netto: “Sei d'accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”. Con la possibilità di consultare il programma di governo che i 5 Stelle intendono realizzare durante la legislatura corrente.
Solo che stavolta emerge un nuovo documento, diverso dai precedenti, in quanto rappresenta la “Bozza di lavoro che riassume le linee programmatiche” che il Presidente del Consiglio incaricato sta integrando e definendo. Nel testo, intitolato: “Linee di indirizzo programmatico per la formazione del nuovo governo” (consultabile in versione completa, cliccando qui), i punti sono diventati ora 26 e tra questi non c'è alcun riferimento (per ora) al gioco d'azzardo, a differenza della frase inserita tra i precedenti venti punti sbandierati da Di Maio e poi rimessi evidentemente in discussione anche in seguito all'intervento del padre fondatore del Movimento, Beppe Grillo.
E ora il paese rimane in attesa (e in ostaggio) del verdetto della piattaforma informatica e dei militanti del 5 Stelle. Con l'ipotesi di un abbandono delle trattative e del ritorno alle urne in caso di esito negativo. Anche se i vertici del partito di Grillo sembrano ottimisti, forse anche per la consapevolezza generale che un ritorno alle elezioni potrebbe sancire la scomparsa del Movimento. Sempre se non si voglia tornare ad abbracciare la Lega. Ma l'ipotesi sembra ormai sfumata. A dare fiducia anche l'endorsement del premier incaricato che nel suo discorso di ieri al Movimento ha parlato di una possibilità concreta per cambiare l'Italia.
LE PARTITE AI MINISTERI - Intanto la partita con i Dem prosegue spedita e sembrano ormai essersi trovate ampie convergenze anche sui nomi dei possibili ministri. Dopo che Nicola Zingaretti ha ottenuto la rinuncia da parte di Di Maio alla vice premiership, si ha un sostanziale riequilibrio della compagine governativa, con l’ipotesi di 9 ministeri ciascuno ai due azionisti maggiori più un ministero alla sinistra di Leu (Vasco Errani, Loredana De Petris o Rossella Muroni per la casella degli Affari regionali o della Sanità, qualora non dovesse essere confermata la pentastellata Giulia Grillo).
Con l'unico nodo da sciogliere rappresentato proprio dal Ministero degli Interni, dove i dem vorrebbero uno tra l’attuale capo della Polizia Franco Gabrielli e l’ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese, con l'ulteriore ipotesi più “politica” di un nome del Pd, anche se Di Maio vorrebbe tenere per se quella poltrona, visto che il capo grillino sembrava puntare agli Esteri, dove pesa però la parola del Quirinale. Possibile quindi che si possa individuare per lui un posto alla Difesa.
Dario Franceschini potrebbe tornare a essere ministro della Cultura oppure ai rapporti con il parlamento. Mentre per gli Esteri avanza la candidatura di Andrea Orlando, mentre per l’ex premier dem Paolo Gentiloni ci sarebbero gli Affari europei, sempre se non venga scelto per fare il commissario Ue (gli altri nomi in corsa restano quelli di Enrico Letta e Roberto Gualtieri).
Anche perchè, come emerso nella serata di ieri, all’Italia potrebbe andare una delega importante come quella degli Affari economici. O in alternativa quella al Commercio (o alla Concorrenza, nel qual caso ieri si faceva nei Palazzi anche il nome dell’ex amministratore delegato di Vodafone Vittorio Colao).
Resta infine il nodo del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che il premier incaricato Giuseppe Conte vorrebbe scegliere tra gli uomini di sua fiducia (in pole Vincenzo Spadafora, in subordine Roberto Chieppa). In questo caso la delega ai servizi andrebbe a un democratico (Lorenzo Guerini, attuale presidente del Copasir).
Sulla questione del vicepremier, in corsa anche qui i soliti: Franceschini, Orlando, Graziano Delrio o Paola De Micheli i possibili candidati dem. Quanto all’Economia – Dicastero di riferimento per il mercato del gioco pubblico - resta forte l’ipotesi di un “tecnico” di alto profilo come l’ex direttore generale di Bankitalia Salvatore Rossi o Dario Scannapieco, proveniente dalla Banca europea di investimenti. Ma non è esclusa una soluzione politica in quota dem come quella di Gualtieri, anche se lascerebbe scoperta la postazione di presidente della commissione Bilancio dell’Europarlamento. Le Infrastrutture dovrebbero restare in quota M5s (Stefano Patuanelli), che richiede anche il Mise (Laura Castelli) in un braccio di ferro con il Pd (la De Micheli). Per il Lavoro dei dem corrono Delrio, Teresa Bellanova e Tommaso Nannicini.
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Re: DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
Messaggioda scommettitore siracusano » 03/09/2019 - 12:11
Permettetemi una parentesi.
Qualche tempo fa mi sono espresso in modo favorevole alla nascita di un governo giallorosso, e l'ho considerata una scommessa conveniente, anche perchè il rimandare le elezioni, poteva far emergere altre notizie sull'affare Metropol che avrebbero potuto coinvolgere più direttamente Salvini, e quindi influire sul voto.
Di oggi questa notizia:
https://www.repubblica.it/esteri/2019/0 ... P2-S1.8-T1
Moscopoli, identificato il secondo russo della trattativa al Metropol
Si tratta di Andrej Kharchenko e, come Repubblica aveva scritto, di Ilja Andreevich Jakunin. Entrambi legati il filosofo sovranista Aleksandr Dugin e a Vladimir Pligin, avvocato vicino al presidente Putin. Fino ad oggi l'identità del primo non era nota, e quella di Jakunin non confermata.
Questi due personaggi non sono secondari, e ritengo che i servizi segreti di Putin, tra i migliori al mondo, prima di trattare con Savoini e soci, abbiano potuto avere conferme che operassero su mandato di Salvini, che non ha mai denunciato Savoini.
Il cellulare di Savoini, nel frattempo, è stato decriptato, e non sappiamo se la magistratura renderà note altre conversazioni, anche più compromettenti.
Potrebbe essere questo il vero motivo del fatto che Salvini abbia improvvisamente staccato la spina al governo gialloverde, ovvero che Savoini lo abbia informato del contenuto.
E' sempre una scommessa, ma non da sottovalutare.
Qualche tempo fa mi sono espresso in modo favorevole alla nascita di un governo giallorosso, e l'ho considerata una scommessa conveniente, anche perchè il rimandare le elezioni, poteva far emergere altre notizie sull'affare Metropol che avrebbero potuto coinvolgere più direttamente Salvini, e quindi influire sul voto.
Di oggi questa notizia:
https://www.repubblica.it/esteri/2019/0 ... P2-S1.8-T1
Moscopoli, identificato il secondo russo della trattativa al Metropol
Si tratta di Andrej Kharchenko e, come Repubblica aveva scritto, di Ilja Andreevich Jakunin. Entrambi legati il filosofo sovranista Aleksandr Dugin e a Vladimir Pligin, avvocato vicino al presidente Putin. Fino ad oggi l'identità del primo non era nota, e quella di Jakunin non confermata.
Questi due personaggi non sono secondari, e ritengo che i servizi segreti di Putin, tra i migliori al mondo, prima di trattare con Savoini e soci, abbiano potuto avere conferme che operassero su mandato di Salvini, che non ha mai denunciato Savoini.
Il cellulare di Savoini, nel frattempo, è stato decriptato, e non sappiamo se la magistratura renderà note altre conversazioni, anche più compromettenti.
Potrebbe essere questo il vero motivo del fatto che Salvini abbia improvvisamente staccato la spina al governo gialloverde, ovvero che Savoini lo abbia informato del contenuto.
E' sempre una scommessa, ma non da sottovalutare.
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Re: DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
Messaggioda scommettitore siracusano » 04/09/2019 - 17:15
Programma Governo M5S-PD: nella versione definitiva i punti diventano 29, torna anche il contrasto al gioco d’azzardo patologico
04/09/2019 13:59
https://www.agimeg.it/politica/programm ... patologico
“Abbiamo messo a punto un programma molto serio e condiviso”, ha fatto sapere il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi con il premier incaricato Giuseppe Conte e le delegazioni M5S-Pd. Sono diventati 29 i punti su cui si basa la versione definitiva del programma del Governo giallo-rosso che il premier incaricato Giuseppe Conte porterà al Quirinale all’attenzione di Sergio Mattarella. I punti toccano diversi argomenti: la riforma fiscale, l’Iva, ma torna anche il gioco, come riporta il Messaggero. Si legge infatti al punto 22: “Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico”. cdn/AGIMEG
04/09/2019 13:59
https://www.agimeg.it/politica/programm ... patologico
“Abbiamo messo a punto un programma molto serio e condiviso”, ha fatto sapere il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio al termine del tavolo sul programma a palazzo Chigi con il premier incaricato Giuseppe Conte e le delegazioni M5S-Pd. Sono diventati 29 i punti su cui si basa la versione definitiva del programma del Governo giallo-rosso che il premier incaricato Giuseppe Conte porterà al Quirinale all’attenzione di Sergio Mattarella. I punti toccano diversi argomenti: la riforma fiscale, l’Iva, ma torna anche il gioco, come riporta il Messaggero. Si legge infatti al punto 22: “Il Governo è impegnato a difendere la sanità pubblica e universale, valorizzando il merito. Occorre inoltre, d’intesa con le Regioni, assicurare un piano di assunzioni straordinarie di medici e infermieri; integrare i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali; potenziare i percorsi formativi medici. Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico”. cdn/AGIMEG
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Re: DI MAIO A CONTE: 'CONTRASTO A GIOCO D'AZZARDO TRA PUNTI PROGRAMMATICI'
Messaggioda scommettitore siracusano » 08/09/2019 - 15:16
GOVERNO CONTE 2: TRATTATIVE SU SOTTOSEGRETARI, ATTESA DELEGA AI GIOCHI
Settembre 7, 2019Scritto da Ac
https://www.gioconews.it/politica-gener ... -ai-giochi
All'indomani della costituzione del nuovo governo partono le trattative per i 45 sottosegretari: con il comparto del gioco pubblico che attende la delega ai giochi.
Dopo aver completato tutte le caselle della nuova sqadra di governo con l'assegnazione dei 21 ministeri e la destinazione dell'ex premier Paolo Gentiloni a Bruxelles, dove ricoprirà il ruoso di Commissario europeo, il premier Giuseppe Conte (e, insieme a lui, i rappresentanti di Pd e 5 Stelle) è al lavoro sulla definizione dei sottosegretari, che verranno nominati subito dopo il voto di fiducia alle camere che avverrà a inizio della prossima settimana. Anche se la complessità dell'operazione - tra scontenti da accontentare, correnti rimaste a secco e delusi da motivare - rischia di far slittare la partita alla seconda metà di settembre. Nel frattempo iniziano a circolare i primi nomi dei possibili papabili. In totale saranno 45 sottosegretari (tanti i posti disponibili in base ai limiti posti dalla legge Bassanini) di cui 24 dovrebbero andare ai 5 Stelle, 18 al Pd e tre a Liberi e Uguali.
ANTONIO MISIANI IN CORSA AL MEF – Tra i nomini più probabili per un ruolo di spicco c'è quello di Antonio Misiani, senatore del Partito Democrativo e responsabile Economia della segreteria di Nicola Zingaretti, per il quale si parla della nomina di viceministro al Ministero dell'Economia. Sarebbe uno dei pochi rappresentanti della nuova maggioranza a passare dal Senato al governo, a causa dei numeri risicatissimi per il nuovo Esecutivo a Palazzo Madama (ad oggi, a votare il Conte 2 con certezza sarebbero soltanto 167 senatori). Un altro passaggio al governo potrebbe essere quello di Lia Quartapelle: giovane deputata dem con esperta di politica internazionale che potrebbe puntare la carica di vice alla Farnesina. Anche la renziana Anna Ascani, vicepresidente dem, per la quale ci si attendeva un posto da ministro, potrebbe arrivare la nomina di sottosegretario all'Istruzione. Tra i nomi che circolano in queste ore tuttavia c'è anche quello dell'altra vicepresidente Pd, Debora Serracchiani. Possibile anche l'ingresso al governo di Emanuele Fiano. Con qualche ipotesi anche tra alcuni ex-parlamentari come Silvia Velo e Mauro Cociancich.
Sembra invece certa la nomina di Gian Paolo Manzella, attualmente assessore con Zingaretti alla Regione Lazio, come viceministro allo Sviluppo Economico. Mentre potrebbe aprirsi un varco per l'area socialista con il senatore Riccardo Nencini, e per la formazione di Demos-Democrazia Solidale (di cui fa parte Pietro Bartolo, ex-medico di Lampedusa, eurodeputato eletto nella lista unitaria del Pd) che potrebbe ottenere un incarico, con la deputata Michela Rostan che ne è portavoce alla Camera.
IL NODO DELLE DELEGHE - Per quanto riguarda le deleghe, per il momento il Pd sembra volere quella all'Editoria, con Walter Verini in pole. Ancora non sono definite tutte le caselle al Ministero dell'economia, dove i sottosegretari tuttavia dovrebbero essere tre, dai quali dovrebbe uscire anche l'attesa delega ai giochi, più un vice ministro. Per quanto riguarda gli incarichi, il segretario dem Nicola Zingaretti ha individuato, come criteri generali, quello della “territorialità” e della “capacità dei candidati di fare squadra”. Non dovranno cioè essere “divisivi”, oltre al fatto che ogni regione deve poter essere rappresentata al governo. Al momento su 9 ministri, due sono lombardi (Guerini alla Difesa e Bonetti alla Famiglia), due emiliano-romagnoli (De Micheli alle Infrastrutture e Franceschini ai beni culturali), due pugliesi (Boccia agli Affari Regionali e Bellanova, Agricoltura), un romano (Gualtieri, Economia e Finanze) un siciliano (Giuseppe Provenzano al Sud) e un napoletano (Enzo Amendola, Affari europei). Tante, quindi, sono le regioni rimaste senza rappresentanza e che avranno quindi molta più facilità di poter esprimere un sottosegretario o un viceministro. Per questo sono state coinvolte anche le segreterie regionali, per individuare profili di persone che possono anche non essere in Parlamento. La Toscana, ad esempio, potrebbe esprimere due sottosegretari, gli ex deputati Silvia Velo e Federico Gelli, due competenze specifiche, la prima già citata andrebbe alle Infrastrutture (dove è già stata come sottosegretario) e Gelli, che è un medico, alla Sanità. Anche il Lazio, che pure ha il ministro forse più importante, sta valutando due profili da mandare al governo: Lorenza Bonaccorsi e Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo economico, fautore di alcune scelte politiche che si sono rivelate preziose e punto di riferimento di importanti realtà economiche nella regione.
Altri nomi possibili tra le file dei dem, anche quello di Gianni Cuperlo, dell’ex governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, o dell’ex ministro Cesare Damiano e, ancora, dell’ex senatore Stefano Esposito: competenti e non divisivi e provenienti dal Piemonte che non è rappresentato al governo.
Mentre la partita di Leu si gioca con tre carte: due sono quelle di Rossella Muroni e Vasco Errani, in corsa rispettivamente per Ambiente e Affari regionali, probabilmente come vice ministri. Per quanto riguarda invece il Movimento 5 Stelle, dovrebbero essere confermati Laura Castelli al Mef e Ferraresi alla Giustizia. Stefano Buffagni dovrebbe essere “promosso” al Mise in supporto al collega ora ministro Patuanelli. Mentre il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva – che doveva diventare ministro – potrebbe arrivare il ruolo di vice ai Beni culturali. In lizza per la promozione a un ruolo di governo sono anche Marta Grande, Giuseppe Brescia, Carla Ruocco, Luca Carabetta, Giorgio Trizzino, Vincenzo Presutto e Gianluca Castaldi.
Settembre 7, 2019Scritto da Ac
https://www.gioconews.it/politica-gener ... -ai-giochi
All'indomani della costituzione del nuovo governo partono le trattative per i 45 sottosegretari: con il comparto del gioco pubblico che attende la delega ai giochi.
Dopo aver completato tutte le caselle della nuova sqadra di governo con l'assegnazione dei 21 ministeri e la destinazione dell'ex premier Paolo Gentiloni a Bruxelles, dove ricoprirà il ruoso di Commissario europeo, il premier Giuseppe Conte (e, insieme a lui, i rappresentanti di Pd e 5 Stelle) è al lavoro sulla definizione dei sottosegretari, che verranno nominati subito dopo il voto di fiducia alle camere che avverrà a inizio della prossima settimana. Anche se la complessità dell'operazione - tra scontenti da accontentare, correnti rimaste a secco e delusi da motivare - rischia di far slittare la partita alla seconda metà di settembre. Nel frattempo iniziano a circolare i primi nomi dei possibili papabili. In totale saranno 45 sottosegretari (tanti i posti disponibili in base ai limiti posti dalla legge Bassanini) di cui 24 dovrebbero andare ai 5 Stelle, 18 al Pd e tre a Liberi e Uguali.
ANTONIO MISIANI IN CORSA AL MEF – Tra i nomini più probabili per un ruolo di spicco c'è quello di Antonio Misiani, senatore del Partito Democrativo e responsabile Economia della segreteria di Nicola Zingaretti, per il quale si parla della nomina di viceministro al Ministero dell'Economia. Sarebbe uno dei pochi rappresentanti della nuova maggioranza a passare dal Senato al governo, a causa dei numeri risicatissimi per il nuovo Esecutivo a Palazzo Madama (ad oggi, a votare il Conte 2 con certezza sarebbero soltanto 167 senatori). Un altro passaggio al governo potrebbe essere quello di Lia Quartapelle: giovane deputata dem con esperta di politica internazionale che potrebbe puntare la carica di vice alla Farnesina. Anche la renziana Anna Ascani, vicepresidente dem, per la quale ci si attendeva un posto da ministro, potrebbe arrivare la nomina di sottosegretario all'Istruzione. Tra i nomi che circolano in queste ore tuttavia c'è anche quello dell'altra vicepresidente Pd, Debora Serracchiani. Possibile anche l'ingresso al governo di Emanuele Fiano. Con qualche ipotesi anche tra alcuni ex-parlamentari come Silvia Velo e Mauro Cociancich.
Sembra invece certa la nomina di Gian Paolo Manzella, attualmente assessore con Zingaretti alla Regione Lazio, come viceministro allo Sviluppo Economico. Mentre potrebbe aprirsi un varco per l'area socialista con il senatore Riccardo Nencini, e per la formazione di Demos-Democrazia Solidale (di cui fa parte Pietro Bartolo, ex-medico di Lampedusa, eurodeputato eletto nella lista unitaria del Pd) che potrebbe ottenere un incarico, con la deputata Michela Rostan che ne è portavoce alla Camera.
IL NODO DELLE DELEGHE - Per quanto riguarda le deleghe, per il momento il Pd sembra volere quella all'Editoria, con Walter Verini in pole. Ancora non sono definite tutte le caselle al Ministero dell'economia, dove i sottosegretari tuttavia dovrebbero essere tre, dai quali dovrebbe uscire anche l'attesa delega ai giochi, più un vice ministro. Per quanto riguarda gli incarichi, il segretario dem Nicola Zingaretti ha individuato, come criteri generali, quello della “territorialità” e della “capacità dei candidati di fare squadra”. Non dovranno cioè essere “divisivi”, oltre al fatto che ogni regione deve poter essere rappresentata al governo. Al momento su 9 ministri, due sono lombardi (Guerini alla Difesa e Bonetti alla Famiglia), due emiliano-romagnoli (De Micheli alle Infrastrutture e Franceschini ai beni culturali), due pugliesi (Boccia agli Affari Regionali e Bellanova, Agricoltura), un romano (Gualtieri, Economia e Finanze) un siciliano (Giuseppe Provenzano al Sud) e un napoletano (Enzo Amendola, Affari europei). Tante, quindi, sono le regioni rimaste senza rappresentanza e che avranno quindi molta più facilità di poter esprimere un sottosegretario o un viceministro. Per questo sono state coinvolte anche le segreterie regionali, per individuare profili di persone che possono anche non essere in Parlamento. La Toscana, ad esempio, potrebbe esprimere due sottosegretari, gli ex deputati Silvia Velo e Federico Gelli, due competenze specifiche, la prima già citata andrebbe alle Infrastrutture (dove è già stata come sottosegretario) e Gelli, che è un medico, alla Sanità. Anche il Lazio, che pure ha il ministro forse più importante, sta valutando due profili da mandare al governo: Lorenza Bonaccorsi e Gian Paolo Manzella, assessore regionale allo Sviluppo economico, fautore di alcune scelte politiche che si sono rivelate preziose e punto di riferimento di importanti realtà economiche nella regione.
Altri nomi possibili tra le file dei dem, anche quello di Gianni Cuperlo, dell’ex governatore del Piemonte Sergio Chiamparino, o dell’ex ministro Cesare Damiano e, ancora, dell’ex senatore Stefano Esposito: competenti e non divisivi e provenienti dal Piemonte che non è rappresentato al governo.
Mentre la partita di Leu si gioca con tre carte: due sono quelle di Rossella Muroni e Vasco Errani, in corsa rispettivamente per Ambiente e Affari regionali, probabilmente come vice ministri. Per quanto riguarda invece il Movimento 5 Stelle, dovrebbero essere confermati Laura Castelli al Mef e Ferraresi alla Giustizia. Stefano Buffagni dovrebbe essere “promosso” al Mise in supporto al collega ora ministro Patuanelli. Mentre il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva – che doveva diventare ministro – potrebbe arrivare il ruolo di vice ai Beni culturali. In lizza per la promozione a un ruolo di governo sono anche Marta Grande, Giuseppe Brescia, Carla Ruocco, Luca Carabetta, Giorgio Trizzino, Vincenzo Presutto e Gianluca Castaldi.
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