Gioco online, Marasco (Pres. Logico): “Gravi le affermazioni dell’on. Bindi. Faccia i nomi di chi agisce in maniera scorretta”
https://www.agimeg.it/giochionline/gioc ... -scorretta
“Molti operatori che hanno la sede a Malta sono italiani. Dopo, però, operano in Italia. È così che riescono a fare riciclaggio”. Con queste parole l’onorevole Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, era intervenuta in una esclusiva intervista ad Agimeg sul tema del gioco pubblico. Su questa affermazione è già intervenuto Joe Cuschieri, Executive Chairman della Malta Gaming Authority (MGA), che ad Agimeg ha dichiarato che: “La signora Bindi ha detto che alcuni operatori italiani autorizzati a Malta sono coinvolti nel riciclaggio di denaro. Mi piacerebbe che ci possa fornire tutte le informazioni in suo possesso, ad esempio i nomi degli operatori, in modo da poter intraprendere un’azione adeguata e immediata”. E sull’argomento è intervenuto oggi anche Moreno Marasco, presidente dell’associazione Logico che raggruppa i maggiori operatori di gioco online, che sempre ad Agimeg ha sottolineato che: “chiederei all’onorevole Bindi di chiarire quale sia il perimetro dell’affermazione, la cui gravità non può passare inosservata. Specifichi innanzitutto se si riferisce solo a società con sede a Malta prive di regolare Concessione ADM. Qualora così non fosse e tali gravi affermazioni coinvolgessero anche soggetti operanti sotto l’egida di ADM (“molte” non lo esclude affatto), è opportuno non solo che si agisca di conseguenza, ma che faccia i nomi”. es/AGIMEG
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Ora non ho idea di chi possano essere costoro, ma trovo "stucchevole" che sia Cuscheri e sia Marasco chieda alla Bindi di fare i nomi.
Non dimentichiamoci dell'ultima trasferta dell'Antimafia a Palermo, anche per sollecitare diverse rogatorie internazionali della nostra magistratura:
VACCARI (PD): 'ANTIMAFIA A MALTA PER ANALIZZARE LE SOCIETÀ DI POKER E GAMING ONLINE'
Settembre 27, 2017
http://poker.gioconews.it/legislazione/ ... ing-online
La Commissione Antimafia vola a Malta per indagare e verificare il business del gioco online e i legami delle concessioni con l'Italia.
"Il gioco online è, come ci testimonia anche l'indagine Black Monkey, un settore di grandi 'scorribande' da parte della criminalità e la Commissione antimafia il 23 e 24 ottobre si recherà a Malta, che vanta 543 concessioni di gioco online, per chiedere maggiore collaborazione istituzionale e con la nostra magistratura su questo fronte, visto che da più di un anno l'Italia sta aspettando la risposta per una rogatoria internazionale chiesta dalla Procura di Caltanissetta".
E Stefano Vaccari, senatore del Partito Democratico e membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, ha approfondito con Gioconews.it, questo tema che riguarda tanti operatori e tanti giocatori che ormai gravitano dall'isola a sud della penisola italiana e il nostro Paese.
Ci vuole vedere chiaro, Vaccari, anche perché, in prima analisi, sembrano ravvisarsi alcune contraddizioni. Quindi il prossimo 23 e 24 ottobre, la Commissione Antimafia si recherà a Malta. Cosa chiederete all'autorità competente? "Chiederemo innanzitutto maggiore collaborazione e cercheremo di capire quali sono le misure di controllo effettuate sulle oltre 500 concessioni relative al gioco online. L'Italia ne ha 108 e se c'è questa sproporzione vorremmo capire perché. Ci sono stati segnalati ritardi significativi sulle rogatorie internazionali chieste da magistrati italiani relative ad inchieste che riguardano operatori del gioco online. Se si vuole combattere la criminalità organizzata in ambito europeo in attesa della procura europea, serve una collaborazione massima tra tutti i Paesi anche se le norme per contrastarle sono diverse e spesso più deboli delle nostre".
Pensate a delle limitazioni precise? "Serve più che altro collaborazione. In casa d'altri si fa fatica a comandare. Occorre condividere l'idea che le mafie non hanno confini geografici ma più di altre organizzazioni sono globalizzate da tempo e comunicano, gestiscono i loro affari, i loro guadagni illeciti, le loro relazioni sia attraverso i metodi più arcaici che quelli più moderni e innovativi".
Quali sono i rischi dei siti di gioco online maltesi in Italia? "I rischi sono quelli che diverse inchieste della magistratura italiana hanno evidenziato in generale sui siti di gioco online : titolari prestanome non riconducibili ad organizzazioni, controlli preventivi prima del rilascio che non riguardano la normativa antimafia, accertamenti sui titolari dei conti gioco e sulla gestione degli stessi non trasparente, solo per citare alcuni esempi".
In che modo si tutela il consumatore che gioca via web? "Ogni operatore deve fare di più e meglio in termini di trasparenza e di informazione sugli effetti del gioco. Ci sono buoni esempi già attivi ma serve un passo ulteriore. Probabilmente se tutti facessero accertamenti e controlli preventivi sulla identità che viene presentata per l'apertura dei conti gioco e verifiche in corso sui movimenti che avvengono sui conti gioco un po' di segnalazioni alle autorità consentirebbero di agire con più efficacia e di stroncare attività illegali prima che producano enormi guadagni come è successo per Nicola Femia a Ravenna e in Emilia Romagna. La sentenza di quell'indagine, Black Monkey, è indicativa della capacità della Ndrangheta di sfruttare le lacune della normativa e di costruire un sistema ramificato di controllo del gioco online e di quello attraverso le macchinette nei punti gioco fisici".
Quali azioni concrete avete intenzione di mettere in atto? "La Commissione ha formulato 23 proposte e 2 raccomandazioni al Governo e il Parlamento le ha approvate al più tardi nel gennaio di quest'anno. Una parte di quelle proposte, quelle relative ai controlli preventivi e al ruolo dei comuni sono parte integrante dell'intesa firmata il 7 settembre in conferenza unificata. Altre misure sulla normativa anti riciclaggio sono state recepite anche in sede europea oltre che nel dlgs 90 del maggio scorso. Non so se ci sarà spazio entro la legislatura per procedere ad una riforma del settore ma la discussione di attuazione del decreto attuativo dell'accordo del 7 settembre ci potrà dare la possibilità di dare il nostro contributo per migliorare ed ampliare ulteriormente la portata di quell'importante testo".
Ritengo che se l'On. Bindi abbia fatto queste affermazioni, vuol dire che ci sono diversi e concreti indizi, ma le accuse a livello personale le potrà fare solo la magistratura, dopo che avrà in mano tutti i risultati delle rogatorie.
Del resto molti casi di corruzione a Malta sono noti. Per cui non sarebbe una sorpresa.







