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Baretta: "Due o tre settimane per approfondire una riforma del gioco d’azzardo che migliori la situazione."
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Baretta: "Due o tre settimane per approfondire una riforma del gioco d’azzardo che migliori la situazione."
Messaggioda scommettitore siracusano » 10/02/2017 - 10:15
Giochi, Baretta (sottosegr. Mef): “Niente forzature o colpi di mano, serve riforma condivisa da tutti che migliori la situazione”
10/02/2017 08:16
https://www.agimeg.it/giochi-baretta-so ... ituazione/
“Non abbiamo nessuna intenzione di fare delle forzature. A noi interessa che si faccia una riforma del gioco d’azzardo che migliori la situazione. Per questo pensiamo sia giusto rifletterci, recependo le richieste e le critiche degli enti locali e del mondo associativo. Non ci prenderemo moltissimo tempo. Penso che due e o tre settimane siano sufficienti”. E’ quanto afferma il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, all’indomani dell’ennesimo rinvio dell’intesa con gli enti locali in tema di riordino di gioco sul territorio. “Bisogna trovare un punto di equilibrio. Non abolire il gioco d’azzardo ma riportarlo ad una condizione di normalità. Se si pensa di eliminarlo nessuna soluzione è valida, se invece si pensa di renderlo più controllato, la linea della drastica riduzione va compresa e valorizzata”, aggiunge il referente del governo ricordando che il sistema dell’azzardo “ci era sfuggito di mano ed è il motivo per il quale abbiamo deciso di intervenire. Molte critiche non valutano il fatto che una riforma è urgente e necessaria proprio perché lo stato attuale, che non piace a nessuno, rischia di restare tale senza un intervento”. Baretta è convinto che “l’illegale va tolto di mezzo, l’area grigia resa chiara. Nell’area totalmente legale io penso che non vada più bene a nessuno questa situazione, né ai critici né agli operatori, perché non c’è chiarezza di regole e di comportamenti. Siamo convinti che 400mila macchinette distribuite con molto disordine sul territorio e 96mila punti gioco francamente meritano di essere regolati e fortemente ridotti”. Quanto alle critiche degli enti locali che temono il governo voglia togliere loro la possibilità di intervenire, nella sua intervista al quotidiano Avvenire Baretta spiega che “c’è un equivoco che bisogna chiarire per trovare l’intesa. La linea delle distanze dai luoghi sensibili sicuramente è un deterrente, ma sposta il “gioco”, non lo riduce automaticamente. Noi proponiamo un cambio di approccio, riducendo il gioco in partenza col dimezzamento dei punti di gioco. lo sono preoccupato della concentrazione nelle periferie, non vorrei che si creassero dei quartiere a luci rosse del gioco dove il controllo è minore. Ci vuole una redistribuzione più equilibrata per consentire un maggiore controllo e più attenzione agli effetti negativi del ‘gioco’. Noi proponiamo che prima si riduca e dopo che quello che resta abbia un livello di regolazione, di controlli, di qualità nell’offerta assolutamente più forte e stringente dell’attuale. Saranno 18mila sale in tutta l’Italia, oltre a bar e tabacchi che possano reggere questa classificazione”. Quanto alla possibile introduzione della tessera sanitaria, “l’abbiamo prevista, così come la riduzione del volume di gioco, un allungamento dei tempi, segnali in caso di compulsività. Ho anche proposto che per le vIt si riduca a 100 euro il massimo della giocata perché 500 è vergognoso. E ridurrebbe anche i rischi di riciclaggio. Per questo abbiamo tenuto in conto quanto indicato dalla Commissione antimafia”. Tornando alla potestà degli enti locali, il sottosegretario rileva che “oggi (i Comuni, ndr) non hanno potere di controllo, possono solo decidere di spostare le sale, mentre assieme a loro stabiliamo che possono avere questi poteri, comprese sanzioni oggi non previste. La distribuzione nel territorio spetterà sempre agli enti locali, non si decide da Roma. Se noi facciamo una distribuzione regionale sarà poi la regione a decidere dove metterle. Ma non potrà farle sparire”. E gli altri giochi? “Nella regolamentazione di orari e distribuzione rientrano tutte le sale. Sicuramente il problema del gioco on line è la frontiera sulla quale bisogna attrezzarsi. E, diciamolo con chiarezza, non siamo attrezzati, ma non lo è nessuno. Ma questo non impedisce che intanto si intervenga sulle slot che sono importantissime”. Parlando di entrate erariali, Baretta evidenzia che “abbiamo scelto di invertire la tendenza con la quale si è affrontato negli scorsi anni questo tema, facendo prevalere la parte erariale. Anni fa, col ministro Tremonti, si scelse di finanziare la ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila liberalizzando le macchinette. Questa volta di fronte al dramma del centro Italia io mi sono opposto. La linea del governo è diversa, è di controllare e ridurre il gioco. Questo significa mettere in conto una riduzione delle entrate, ma ci sono delle scelte etiche che vengono prima”. dar/AGIMEG
10/02/2017 08:16
https://www.agimeg.it/giochi-baretta-so ... ituazione/
“Non abbiamo nessuna intenzione di fare delle forzature. A noi interessa che si faccia una riforma del gioco d’azzardo che migliori la situazione. Per questo pensiamo sia giusto rifletterci, recependo le richieste e le critiche degli enti locali e del mondo associativo. Non ci prenderemo moltissimo tempo. Penso che due e o tre settimane siano sufficienti”. E’ quanto afferma il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, all’indomani dell’ennesimo rinvio dell’intesa con gli enti locali in tema di riordino di gioco sul territorio. “Bisogna trovare un punto di equilibrio. Non abolire il gioco d’azzardo ma riportarlo ad una condizione di normalità. Se si pensa di eliminarlo nessuna soluzione è valida, se invece si pensa di renderlo più controllato, la linea della drastica riduzione va compresa e valorizzata”, aggiunge il referente del governo ricordando che il sistema dell’azzardo “ci era sfuggito di mano ed è il motivo per il quale abbiamo deciso di intervenire. Molte critiche non valutano il fatto che una riforma è urgente e necessaria proprio perché lo stato attuale, che non piace a nessuno, rischia di restare tale senza un intervento”. Baretta è convinto che “l’illegale va tolto di mezzo, l’area grigia resa chiara. Nell’area totalmente legale io penso che non vada più bene a nessuno questa situazione, né ai critici né agli operatori, perché non c’è chiarezza di regole e di comportamenti. Siamo convinti che 400mila macchinette distribuite con molto disordine sul territorio e 96mila punti gioco francamente meritano di essere regolati e fortemente ridotti”. Quanto alle critiche degli enti locali che temono il governo voglia togliere loro la possibilità di intervenire, nella sua intervista al quotidiano Avvenire Baretta spiega che “c’è un equivoco che bisogna chiarire per trovare l’intesa. La linea delle distanze dai luoghi sensibili sicuramente è un deterrente, ma sposta il “gioco”, non lo riduce automaticamente. Noi proponiamo un cambio di approccio, riducendo il gioco in partenza col dimezzamento dei punti di gioco. lo sono preoccupato della concentrazione nelle periferie, non vorrei che si creassero dei quartiere a luci rosse del gioco dove il controllo è minore. Ci vuole una redistribuzione più equilibrata per consentire un maggiore controllo e più attenzione agli effetti negativi del ‘gioco’. Noi proponiamo che prima si riduca e dopo che quello che resta abbia un livello di regolazione, di controlli, di qualità nell’offerta assolutamente più forte e stringente dell’attuale. Saranno 18mila sale in tutta l’Italia, oltre a bar e tabacchi che possano reggere questa classificazione”. Quanto alla possibile introduzione della tessera sanitaria, “l’abbiamo prevista, così come la riduzione del volume di gioco, un allungamento dei tempi, segnali in caso di compulsività. Ho anche proposto che per le vIt si riduca a 100 euro il massimo della giocata perché 500 è vergognoso. E ridurrebbe anche i rischi di riciclaggio. Per questo abbiamo tenuto in conto quanto indicato dalla Commissione antimafia”. Tornando alla potestà degli enti locali, il sottosegretario rileva che “oggi (i Comuni, ndr) non hanno potere di controllo, possono solo decidere di spostare le sale, mentre assieme a loro stabiliamo che possono avere questi poteri, comprese sanzioni oggi non previste. La distribuzione nel territorio spetterà sempre agli enti locali, non si decide da Roma. Se noi facciamo una distribuzione regionale sarà poi la regione a decidere dove metterle. Ma non potrà farle sparire”. E gli altri giochi? “Nella regolamentazione di orari e distribuzione rientrano tutte le sale. Sicuramente il problema del gioco on line è la frontiera sulla quale bisogna attrezzarsi. E, diciamolo con chiarezza, non siamo attrezzati, ma non lo è nessuno. Ma questo non impedisce che intanto si intervenga sulle slot che sono importantissime”. Parlando di entrate erariali, Baretta evidenzia che “abbiamo scelto di invertire la tendenza con la quale si è affrontato negli scorsi anni questo tema, facendo prevalere la parte erariale. Anni fa, col ministro Tremonti, si scelse di finanziare la ricostruzione dopo il terremoto dell’Aquila liberalizzando le macchinette. Questa volta di fronte al dramma del centro Italia io mi sono opposto. La linea del governo è diversa, è di controllare e ridurre il gioco. Questo significa mettere in conto una riduzione delle entrate, ma ci sono delle scelte etiche che vengono prima”. dar/AGIMEG
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
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Re: Baretta: "Due o tre settimane per approfondire una riforma del gioco d’azzardo che migliori la situazione."
Messaggioda scommettitore siracusano » 10/02/2017 - 17:52
Giochi: Consulta Nazionale Antiusura chiede audizione alla Conferenza Unificata
10/02/2017 16:45
https://www.agimeg.it/giochi-consulta-n ... unificata/
La Consulta Nazionale Antiusura e il Cartello Insieme contro l’Azzardo hanno chiesto
un’audizione alla Conferenza Unificata Enti Locali per condividere le modifiche al documento sulla regolamentazione del settore gioco del Governo con le Regioni e i Comuni. “Abbiamo aperto un ponte molto importante in queste ore – ha dichiarato il presidente della Consulta Nazionale Antiusura mons. Alberto D’Urso – siamo riusciti a trasmettere ai rappresentanti istituzionali delle principali Regioni e dei Comuni le nostre preoccupazioni, critiche e perplessita’ che hanno portato la Conferenza Unificata a rinviare ogni decisione. Il rinvio dell’accordo – ha aggiunto – sia l’occasione per il Governo per segnare una netta svolta nel metodo e nel merito. Dialogo, prudenza e riflessione siano da monito per le istituzioni
coinvolte nel processo di regolamentazione dell’azzardo in Italia”. lp/AGIMEG
Mio parere personale: "Non è accettabile, è come se la stessa Consulta Antiusura chiedesse un'audizione del parlamento - liberissima di inviare tutte le Note o le proposte che vuole al Governo e agli Enti Locali; ma nessuna audizione"
10/02/2017 16:45
https://www.agimeg.it/giochi-consulta-n ... unificata/
La Consulta Nazionale Antiusura e il Cartello Insieme contro l’Azzardo hanno chiesto
un’audizione alla Conferenza Unificata Enti Locali per condividere le modifiche al documento sulla regolamentazione del settore gioco del Governo con le Regioni e i Comuni. “Abbiamo aperto un ponte molto importante in queste ore – ha dichiarato il presidente della Consulta Nazionale Antiusura mons. Alberto D’Urso – siamo riusciti a trasmettere ai rappresentanti istituzionali delle principali Regioni e dei Comuni le nostre preoccupazioni, critiche e perplessita’ che hanno portato la Conferenza Unificata a rinviare ogni decisione. Il rinvio dell’accordo – ha aggiunto – sia l’occasione per il Governo per segnare una netta svolta nel metodo e nel merito. Dialogo, prudenza e riflessione siano da monito per le istituzioni
coinvolte nel processo di regolamentazione dell’azzardo in Italia”. lp/AGIMEG
Mio parere personale: "Non è accettabile, è come se la stessa Consulta Antiusura chiedesse un'audizione del parlamento - liberissima di inviare tutte le Note o le proposte che vuole al Governo e agli Enti Locali; ma nessuna audizione"
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Re: Baretta: "Due o tre settimane per approfondire una riforma del gioco d’azzardo che migliori la situazione."
Messaggioda scommettitore siracusano » 14/02/2017 - 18:19
Un intervento di una persona competente che, a mio avviso, sa quello che dice, a differenza di molti altri:
Riordino Giochi. Pozzoli (Vinciamo il gioco): “ Finalmente si va nella giusta direzione”
14 FEBBRAIO 2017 - 18:03
http://www.pressgiochi.it/riordino-gioc ... ione/31950
Il Governo in tema di riordino dell’offerta del gioco d’azzardo ha presentato una proposta realista e di sicura efficacia alla riduzione dell’offerta e al contenimento dei potenziali danni; lo ha fatto con innegabile competenza specifica e considerando, di fatto nella sostanza dell’ impianto, per quel che valgono (ossia marginali e di limitata efficacia) le disposizioni sin qui emanate e sbandierate da Regioni (Lombardia in testa) e Comuni.
E questo – scrive Roberto Pozzoli, presidente di Vinciamo il Gioco, associazione senza scopo di lucro che si occupa di prevenzione, formazione ed iniziative sul gioco d’azzardo problematico – pur in presenza del fatto che gli Enti locali e quanti hanno cavalcato la “crociata delle distanze e del no-slot”, anziché apprezzare il lavoro di sintesi e cogliere l’incisività delle disposizioni proposte, si stanno arroccando in difesa di regolamenti emanati in assenza di gran parte delle necessarie conoscenze del fenomeno.
In sintesi, il Governo propone di “ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita, attraverso:
• l’eliminazione entro il 31 dicembre 2017 dell’offerta di gioco dai cosiddetti esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, circoli privati, ecc.)
• la progressiva riduzione, fino alla totale eliminazione nell’ arco di 3 anni, delle Awp nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi, fatta eccezione per quelli in grado di innalzare il proprio livello qualitativo ottenendo la certificazione di tipo A.
In particolare e soprattutto, la proposta prevede di innalzare il livello qualitativo, in termini di sicurezza-controllo-correttezza delle comunicazioni-prevenzione, dei punti gioco.
“A tal fine si introduce la certificazione del punto gioco di categoria A, che risponda a caratteristiche, che verranno condivise in sede di Conferenza con gli Enti locali, quali :
• l’accesso selettivo all’ingresso della sala
• la completa identificazione dell’avventore, mediante il controllo con documento d’identità e della carta nazionale dei servizi (che permetterà il funzionamento delle nuove Awpr) e videosorveglianza
• l’eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco
• standard di arredo interno e luci, più segnaletica esterna che attesta la certificazione pubblica (modello ‘T’ di tabacchi)
• rispetto di vincoli architettonici
• formazione specifica per gli addetti anche con approccio di contrasto al gioco d’azzardo patologico
• rispetto di limiti minimi sui volumi di spazio dedicati al gioco e sui numeri minimi e massimi di apparecchi adibiti al gioco
• trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco; obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e divieto di accesso per persone soggette alla dipendenza del gioco d’azzardo patologico ed inserite in programma di recupero
• la tracciabilità completa delle giocate e delle vincite
• un collegamento diretto della sala con presidi di polizia e/o con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli mediante apparati di videosorveglianza interna, simili a quelli in dotazione ai tradizionali casinò
• Le sale che ottengono la certificazione di tipo A non osserveranno i limiti delle distanze adottate dagli Enti locali sulla base di criteri che saranno definiti con gli Enti territoriali in preparazione del decreto applicativo.
Perché secondo “Vinciamo il gioco” si va nella direzione giusta ?
Perché da tempo, sebbene assenti da tavoli o osservatori e men che meno ricevendo contributi da alcun componente l’ industria del gioco, come documentano alcune interviste rilasciate tra fine settembre e inizio ottobre, auspicavamo che venisse accantonata la regolamentazione sulle distanze, dal momento che la grandissima parte dei ragazzi non frequenta le sale e che gli altri luoghi sensibili (di culto, ospedali, cimiteri, ecc.) non sono … sensibili, funzionale solo a passerelle di visibilità e al parlare alla “pancia delle persone”.
Per contro, pensando alla prevenzione e all’ intercettazione dei giocatori d’ azzardo patologici, “Vinciamo il gioco” già allora sosteneva appunto che :
“ … la pratica di gioco con le slot venisse proposta in luoghi definiti e dedicati, individuandoli sia nelle tradizionali sale gioco che in adeguati spazi interni ai pubblici esercizi; questo però solamente in presenza di una regolamentazione che prevedesse, anzitutto il possesso di una specifica licenza comunale, che lo spazio dedicato non fosse nascosto e ad esso si potesse accedere consapevolmente, ossia col proposito di “entrarci per giocare”.
Inoltre, e inderogabilmente, si sarebbe dovuto prevedere l’intervento di uno psicologo “a chiamata”, ovvero “casualmente” presente negli orari abituali al giocatore in difficoltà.
In sostanza, chi avesse avuto voglia di offrire gioco si sarebbe dovuto adeguare a regole che determinassero l’innalzamento della soglia di accesso (quindi, prevenzione e controllo sociale) e consentissero di avvicinare, con le necessarie competenze professionali, il giocatore patologico.”
Inoltre, seppur non soli,- concludono da Vinciamo il gioco – ci eravamo fatti promotori della proposta che ogni giocatore si dotasse di una “tessera di gioco”, con l’obiettivo di registrarne l’ attività e poter limitare frequenza temporale ed entità delle giocate. Ossia, uno strumento utile sia al limitare l’accesso al gioco dei minorenni sia come risposta ad una richiesta fatta da un individuo che, sentendo il bisogno di mettere un freno alla compulsione, fosse, nei momenti di lucidità, in grado di determinare la soglia economica e temporale delle proprie giocate o di avviare il processo di autoesclusione”.
PressGiochi
Riordino Giochi. Pozzoli (Vinciamo il gioco): “ Finalmente si va nella giusta direzione”
14 FEBBRAIO 2017 - 18:03
http://www.pressgiochi.it/riordino-gioc ... ione/31950
Il Governo in tema di riordino dell’offerta del gioco d’azzardo ha presentato una proposta realista e di sicura efficacia alla riduzione dell’offerta e al contenimento dei potenziali danni; lo ha fatto con innegabile competenza specifica e considerando, di fatto nella sostanza dell’ impianto, per quel che valgono (ossia marginali e di limitata efficacia) le disposizioni sin qui emanate e sbandierate da Regioni (Lombardia in testa) e Comuni.
E questo – scrive Roberto Pozzoli, presidente di Vinciamo il Gioco, associazione senza scopo di lucro che si occupa di prevenzione, formazione ed iniziative sul gioco d’azzardo problematico – pur in presenza del fatto che gli Enti locali e quanti hanno cavalcato la “crociata delle distanze e del no-slot”, anziché apprezzare il lavoro di sintesi e cogliere l’incisività delle disposizioni proposte, si stanno arroccando in difesa di regolamenti emanati in assenza di gran parte delle necessarie conoscenze del fenomeno.
In sintesi, il Governo propone di “ridurre l’offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti vendita, attraverso:
• l’eliminazione entro il 31 dicembre 2017 dell’offerta di gioco dai cosiddetti esercizi generalisti secondari (alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari, rifugi alpini, circoli privati, ecc.)
• la progressiva riduzione, fino alla totale eliminazione nell’ arco di 3 anni, delle Awp nei pubblici esercizi (bar) e nelle rivendite di tabacchi, fatta eccezione per quelli in grado di innalzare il proprio livello qualitativo ottenendo la certificazione di tipo A.
In particolare e soprattutto, la proposta prevede di innalzare il livello qualitativo, in termini di sicurezza-controllo-correttezza delle comunicazioni-prevenzione, dei punti gioco.
“A tal fine si introduce la certificazione del punto gioco di categoria A, che risponda a caratteristiche, che verranno condivise in sede di Conferenza con gli Enti locali, quali :
• l’accesso selettivo all’ingresso della sala
• la completa identificazione dell’avventore, mediante il controllo con documento d’identità e della carta nazionale dei servizi (che permetterà il funzionamento delle nuove Awpr) e videosorveglianza
• l’eliminazione di immagini eccessive che inducano al gioco
• standard di arredo interno e luci, più segnaletica esterna che attesta la certificazione pubblica (modello ‘T’ di tabacchi)
• rispetto di vincoli architettonici
• formazione specifica per gli addetti anche con approccio di contrasto al gioco d’azzardo patologico
• rispetto di limiti minimi sui volumi di spazio dedicati al gioco e sui numeri minimi e massimi di apparecchi adibiti al gioco
• trasparenza delle comunicazioni in materia di gioco; obbligo di segnalazione di soggetti patologici ai servizi sociali del comune e divieto di accesso per persone soggette alla dipendenza del gioco d’azzardo patologico ed inserite in programma di recupero
• la tracciabilità completa delle giocate e delle vincite
• un collegamento diretto della sala con presidi di polizia e/o con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli mediante apparati di videosorveglianza interna, simili a quelli in dotazione ai tradizionali casinò
• Le sale che ottengono la certificazione di tipo A non osserveranno i limiti delle distanze adottate dagli Enti locali sulla base di criteri che saranno definiti con gli Enti territoriali in preparazione del decreto applicativo.
Perché secondo “Vinciamo il gioco” si va nella direzione giusta ?
Perché da tempo, sebbene assenti da tavoli o osservatori e men che meno ricevendo contributi da alcun componente l’ industria del gioco, come documentano alcune interviste rilasciate tra fine settembre e inizio ottobre, auspicavamo che venisse accantonata la regolamentazione sulle distanze, dal momento che la grandissima parte dei ragazzi non frequenta le sale e che gli altri luoghi sensibili (di culto, ospedali, cimiteri, ecc.) non sono … sensibili, funzionale solo a passerelle di visibilità e al parlare alla “pancia delle persone”.
Per contro, pensando alla prevenzione e all’ intercettazione dei giocatori d’ azzardo patologici, “Vinciamo il gioco” già allora sosteneva appunto che :
“ … la pratica di gioco con le slot venisse proposta in luoghi definiti e dedicati, individuandoli sia nelle tradizionali sale gioco che in adeguati spazi interni ai pubblici esercizi; questo però solamente in presenza di una regolamentazione che prevedesse, anzitutto il possesso di una specifica licenza comunale, che lo spazio dedicato non fosse nascosto e ad esso si potesse accedere consapevolmente, ossia col proposito di “entrarci per giocare”.
Inoltre, e inderogabilmente, si sarebbe dovuto prevedere l’intervento di uno psicologo “a chiamata”, ovvero “casualmente” presente negli orari abituali al giocatore in difficoltà.
In sostanza, chi avesse avuto voglia di offrire gioco si sarebbe dovuto adeguare a regole che determinassero l’innalzamento della soglia di accesso (quindi, prevenzione e controllo sociale) e consentissero di avvicinare, con le necessarie competenze professionali, il giocatore patologico.”
Inoltre, seppur non soli,- concludono da Vinciamo il gioco – ci eravamo fatti promotori della proposta che ogni giocatore si dotasse di una “tessera di gioco”, con l’obiettivo di registrarne l’ attività e poter limitare frequenza temporale ed entità delle giocate. Ossia, uno strumento utile sia al limitare l’accesso al gioco dei minorenni sia come risposta ad una richiesta fatta da un individuo che, sentendo il bisogno di mettere un freno alla compulsione, fosse, nei momenti di lucidità, in grado di determinare la soglia economica e temporale delle proprie giocate o di avviare il processo di autoesclusione”.
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