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Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
Messaggioda scommettitore siracusano » 13/04/2016 - 17:19
Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
13 aprile 2016 - 16:42
http://www.jamma.it/politica/senato-boz ... etti-78850
(Jamma) Sono oltre 40 i soggetti che verranno ascoltati in commissione Finanze al Senato nell’ambito dell’esame della proposta di legge a prima firma del senatore Franco Mirabelli (Pd) (nella foto) sul riordino complessivo della materia dei giochi.
Nell’elenco definitivo figurano infatti: il vice direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Alessandro Aronica; il presidente di Sistema Gioco Italia, Massimo Passamonti; l’amministratore delegato di Intralot, Emilio Iaia; il presidente di As.Tro, Massimiliano Pucci; il presidente di Federbingo, Italo Marcotti; l’amministratore delegato di Lottomatica, Fabio Cairoli; il responsabile relazioni istituzionali di Sisal, Giovanni Emilio Maggi; l’amministratore delegato di Snai, Fabio Schiavolin; l’amministratore delegato di Novomatic, Massimo Ruta; il presidente di Sapar, Raffaele Curcio; una delegazione di Anci, Lega Autonomie e Regioni; i rappresentanti di Associazione Logico, Avviso Pubblico e Fit (Federazione italiana tabaccai); su richiesta della senatrice Ricchiuti (Pd) la Siae; su richiesta del senatore Mirabelli (Pd) Anit e Salvagioco; il presidente della F.i.g.p., Isidoro Alampi; il portavoce della campagna Mettiamoci in gioco, don Armando Zappolini; il generale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti; il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Diana De Martino; il presidente di Federserd, Alfio Lucchini; il presidente di Alea, Maurizio Fiasco; l’amministratore delegato di Sogei, Cristiano Cannarsa. Tra le richieste pervenute in commissione figurano anche Sts (sindacato totoricevitori sportivi); Agisco; Asgi; su richiesta del senatore Mancuso (Ap) i rappresentanti di Unigioco; l’Osservatorio giuridico sui giochi; il presidente di Acadi, Guglielmo Angelozzi; il referente dell’Associazione sale giochi italiane, Cristina Zanotti. Tra gli esperti del settore – su richiesta della senatrice Bottici (M5S) – sono stati inseriti Aldo Loiodice, avvocato costituzionalista; Antonio Simeone della Consulta antiusura; mons. Alberto d’Urso; Isabela Martucci dell’Università di Bari; Gianfranco Donadio, magistrato della Dna. Il provvedimento provvede al riordino del comparto del gioco pubblico italiano sia da un punto di vista fiscale che normativo, cercando di intervenire sul contrasto del gioco illegale proponendo l’aumento delle pene e migliorando e strutturando il sistema di prevenzione e controllo.
i presidente della commissione Finanze, Mauro Marino (Pd), al termine della seduta odierna della Commissione ha annunciato che “verrà avviata l’indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame della proposta di legge Mirabelli sul riordino del settore dei giochi. Partiremo con l’audizione dei Monopoli e di Sogei, proseguiremo con gli operatori del settore e infine ascolteremo gli enti locali”. “La prossima settimana- ha spiegato- dovrebbe arrivare l’ok della presidenza del Senato, una volta formalizzata ufficialmente la nostra richiesta procederemo con le audizioni” che con ogni probabilità inizieranno tra un paio di settimane.
13 aprile 2016 - 16:42
http://www.jamma.it/politica/senato-boz ... etti-78850
(Jamma) Sono oltre 40 i soggetti che verranno ascoltati in commissione Finanze al Senato nell’ambito dell’esame della proposta di legge a prima firma del senatore Franco Mirabelli (Pd) (nella foto) sul riordino complessivo della materia dei giochi.
Nell’elenco definitivo figurano infatti: il vice direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Alessandro Aronica; il presidente di Sistema Gioco Italia, Massimo Passamonti; l’amministratore delegato di Intralot, Emilio Iaia; il presidente di As.Tro, Massimiliano Pucci; il presidente di Federbingo, Italo Marcotti; l’amministratore delegato di Lottomatica, Fabio Cairoli; il responsabile relazioni istituzionali di Sisal, Giovanni Emilio Maggi; l’amministratore delegato di Snai, Fabio Schiavolin; l’amministratore delegato di Novomatic, Massimo Ruta; il presidente di Sapar, Raffaele Curcio; una delegazione di Anci, Lega Autonomie e Regioni; i rappresentanti di Associazione Logico, Avviso Pubblico e Fit (Federazione italiana tabaccai); su richiesta della senatrice Ricchiuti (Pd) la Siae; su richiesta del senatore Mirabelli (Pd) Anit e Salvagioco; il presidente della F.i.g.p., Isidoro Alampi; il portavoce della campagna Mettiamoci in gioco, don Armando Zappolini; il generale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti; il sostituto procuratore della Direzione Nazionale Antimafia, Diana De Martino; il presidente di Federserd, Alfio Lucchini; il presidente di Alea, Maurizio Fiasco; l’amministratore delegato di Sogei, Cristiano Cannarsa. Tra le richieste pervenute in commissione figurano anche Sts (sindacato totoricevitori sportivi); Agisco; Asgi; su richiesta del senatore Mancuso (Ap) i rappresentanti di Unigioco; l’Osservatorio giuridico sui giochi; il presidente di Acadi, Guglielmo Angelozzi; il referente dell’Associazione sale giochi italiane, Cristina Zanotti. Tra gli esperti del settore – su richiesta della senatrice Bottici (M5S) – sono stati inseriti Aldo Loiodice, avvocato costituzionalista; Antonio Simeone della Consulta antiusura; mons. Alberto d’Urso; Isabela Martucci dell’Università di Bari; Gianfranco Donadio, magistrato della Dna. Il provvedimento provvede al riordino del comparto del gioco pubblico italiano sia da un punto di vista fiscale che normativo, cercando di intervenire sul contrasto del gioco illegale proponendo l’aumento delle pene e migliorando e strutturando il sistema di prevenzione e controllo.
i presidente della commissione Finanze, Mauro Marino (Pd), al termine della seduta odierna della Commissione ha annunciato che “verrà avviata l’indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame della proposta di legge Mirabelli sul riordino del settore dei giochi. Partiremo con l’audizione dei Monopoli e di Sogei, proseguiremo con gli operatori del settore e infine ascolteremo gli enti locali”. “La prossima settimana- ha spiegato- dovrebbe arrivare l’ok della presidenza del Senato, una volta formalizzata ufficialmente la nostra richiesta procederemo con le audizioni” che con ogni probabilità inizieranno tra un paio di settimane.
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
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Re: Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
Messaggioda scommettitore siracusano » 13/04/2016 - 17:21
Auspico che questa volta si faccia un lavoro serio, approfondendo i problemi reali, senza lasciare all'improvvisazione (o peggio) un settore così delicato e complesso, come è successo negli ultimi 16 anni.
La pluralità e il confronto delle corrette informazioni è alla base di ogni civile convivenza in una comunità democratica.
Re: Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
Messaggioda teddybet » 14/04/2016 - 15:23
Sarà difficile fare peggio, ma ci sta tanta speranza che ci riescano. Si vede anche da come si comportano i book aams e i nuovi sanati.
"La vittoria passa sempre dalle mani del compagno."
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Re: Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
Messaggioda scommettitore siracusano » 14/04/2016 - 16:28
Ecco, ad esempio, un consiglio da tenere in alta considerazione: "la parte che ho evidenziato in grassetto".
Giochi, Primo (ANCI): dai Comuni niente svendita in cambio introiti gioco legale
Lo ha affermato il sindaco di Chieti e vice presidente dell’ANCI durante l’audizione svolta oggi davanti la Commissione parlamentare Antimafia, nell’ambito del X Comitato che si occupa di Infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito
di Ettore Mastai 15,24 un'ora fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
http://www.ilvelino.it/it/article/2016/ ... d2f46e3e6/
Roma, 15:24 - un'ora fa (AGV NEWS)
“I Comuni non sono disponibili a svendere la lotta alle ludopatie, che per noi rappresentano un problema sociale vissuto quotidianamente nelle nostre comunità, in cambio del trasferimento di una percentuale qualunque derivante dagli introiti da gioco. Chiediamo un regime unico per il sistema di gioco legale, con le autorizzazioni tutte in capo alle Questure, lasciando ai Comuni solo la possibilità di pianificare sul territorio con le Regioni la presenza delle sale da gioco”. Lo ha affermato Umberto Di Primio, sindaco di Chieti e vice presidente dell’ANCI durante l’audizione svolta oggi davanti la Commissione parlamentare Antimafia, nell’ambito del X Comitato che si occupa di Infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito.
Di Primio, anche in vista della definizione dei criteri dei punti vendita dove si raccoglie il gioco pubblico, da definire entro il prossimo 30 aprile in Conferenza Unificata, ha sottolineato l’urgenza di un sistema di regole unitario per tutto il sistema del gioco legale. “Al posto della Scia serve un quadro normativo unico sia per l’apertura che per il trasferimento delle sale gioco, rimandando sull’intera materia la competenza esclusiva allo Stato”, ha ricordato il sindaco teatino facendo riferimento anche ai casinò pubblici che svolgono attività legale. Nello specifico il vice presidente ANCI ha auspicato “l’unificazione dei titoli autorizzatori previsti per le sale pubbliche per bigliardi o per altri giochi leciti, nonché per l’esercizio delle scommesse in una unica autorizzazione in capo al questore, in quanto attività di pubblica sicurezza ed ordine pubblico”.
Secondo Di Primio, una volta ricondotto allo Stato tutto il sistema delle autorizzazioni, ai Comuni, d’intesa con le Regioni, “dovrebbe restare la sola competenza alla pianificazione territoriale attraverso i Prg e altri strumenti urbanistici economico-sociali e di localizzazione”. In questo senso l’esponente ANCI ha ricordato la necessità “di norme che limitino le sale nei centri storici, o comunque ne consentano la presenza ad almeno 500 metri da alcuni ‘luoghi sensibili’, come scuole, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, o strutture sanitarie o socio assistenziali, e giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati”.
Il sindaco di Chieti ha anche sollecitato, in vista della riqualificazione degli immobili, un assoluto rigore “nella individuazione delle sale gioco, che non devono essere tuguri dove aprire delle bische ma pubblici esercizi dove si fa gioco autorizzato”. Infine, il vice presidente ANCI ha posto il tema dei cosiddetti Centri trasmissione dati, luoghi che di fatto sfuggono al controllo complessivo dello Stato. “Dietro attività autorizzate come semplici infopoint si celano vere e proprie attività di gioco illecito, che non sono catalogate in alcun modo come sale da gioco”, ha sottolineato Di Primio.
Da qui la necessità ribadita da ANCI di un quadro normativo che o elimini queste strutture, o che li disciplini alla stregua delle altre attività autorizzate, consegnandole così – ha concluso – al pieno controllo delle forze dell’Ordine”.
Giochi, Primo (ANCI): dai Comuni niente svendita in cambio introiti gioco legale
Lo ha affermato il sindaco di Chieti e vice presidente dell’ANCI durante l’audizione svolta oggi davanti la Commissione parlamentare Antimafia, nell’ambito del X Comitato che si occupa di Infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito
di Ettore Mastai 15,24 un'ora fa fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
http://www.ilvelino.it/it/article/2016/ ... d2f46e3e6/
Roma, 15:24 - un'ora fa (AGV NEWS)
“I Comuni non sono disponibili a svendere la lotta alle ludopatie, che per noi rappresentano un problema sociale vissuto quotidianamente nelle nostre comunità, in cambio del trasferimento di una percentuale qualunque derivante dagli introiti da gioco. Chiediamo un regime unico per il sistema di gioco legale, con le autorizzazioni tutte in capo alle Questure, lasciando ai Comuni solo la possibilità di pianificare sul territorio con le Regioni la presenza delle sale da gioco”. Lo ha affermato Umberto Di Primio, sindaco di Chieti e vice presidente dell’ANCI durante l’audizione svolta oggi davanti la Commissione parlamentare Antimafia, nell’ambito del X Comitato che si occupa di Infiltrazioni mafiose nel gioco lecito e illecito.
Di Primio, anche in vista della definizione dei criteri dei punti vendita dove si raccoglie il gioco pubblico, da definire entro il prossimo 30 aprile in Conferenza Unificata, ha sottolineato l’urgenza di un sistema di regole unitario per tutto il sistema del gioco legale. “Al posto della Scia serve un quadro normativo unico sia per l’apertura che per il trasferimento delle sale gioco, rimandando sull’intera materia la competenza esclusiva allo Stato”, ha ricordato il sindaco teatino facendo riferimento anche ai casinò pubblici che svolgono attività legale. Nello specifico il vice presidente ANCI ha auspicato “l’unificazione dei titoli autorizzatori previsti per le sale pubbliche per bigliardi o per altri giochi leciti, nonché per l’esercizio delle scommesse in una unica autorizzazione in capo al questore, in quanto attività di pubblica sicurezza ed ordine pubblico”.
Secondo Di Primio, una volta ricondotto allo Stato tutto il sistema delle autorizzazioni, ai Comuni, d’intesa con le Regioni, “dovrebbe restare la sola competenza alla pianificazione territoriale attraverso i Prg e altri strumenti urbanistici economico-sociali e di localizzazione”. In questo senso l’esponente ANCI ha ricordato la necessità “di norme che limitino le sale nei centri storici, o comunque ne consentano la presenza ad almeno 500 metri da alcuni ‘luoghi sensibili’, come scuole, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, o strutture sanitarie o socio assistenziali, e giardini, parchi e spazi pubblici attrezzati e altri spazi verdi pubblici attrezzati”.
Il sindaco di Chieti ha anche sollecitato, in vista della riqualificazione degli immobili, un assoluto rigore “nella individuazione delle sale gioco, che non devono essere tuguri dove aprire delle bische ma pubblici esercizi dove si fa gioco autorizzato”. Infine, il vice presidente ANCI ha posto il tema dei cosiddetti Centri trasmissione dati, luoghi che di fatto sfuggono al controllo complessivo dello Stato. “Dietro attività autorizzate come semplici infopoint si celano vere e proprie attività di gioco illecito, che non sono catalogate in alcun modo come sale da gioco”, ha sottolineato Di Primio.
Da qui la necessità ribadita da ANCI di un quadro normativo che o elimini queste strutture, o che li disciplini alla stregua delle altre attività autorizzate, consegnandole così – ha concluso – al pieno controllo delle forze dell’Ordine”.
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Re: Senato. Bozza calendario audizioni pdl su riordino giochi Mirabelli. Oltre 40 soggetti
Messaggioda scommettitore siracusano » 14/04/2016 - 17:35
Giochi, Passamonti (Sistema Gioco Italia): “Aumentare le pene per il contrasto alle scommesse illegali”
14 aprile 2016 - 16:51
Un aumento delle pene massime previste per il reato di raccolta abusiva di scommesse. Razionalizzare e semplificare il panorama normativo italiano, tenendo conto delle diverse fattispecie di reato che la rete parallela dell’offerta illegale esprime, considerando anche la possibilità di prevedere una nuova fattispecie di reato ad hoc per quanto riguarda l’installazione dei cosiddetti totem. Recepire all’interno dell’ordinamento le prescrizioni provenienti dalla Corte di Giustizia Europea in materia di affidamento delle concessioni. Chiarire i termini in cui gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere alla chiusura in via amministrativa dei punti di raccolta gioco illegali, che non ottemperano all’ordine di cessare le attività. Ma anche maggiori controlli in relazione alle procedure di emersione della rete parallela previste nelle ultime due leggi di stabilità, con riferimento al mancato collegamento con Sogei di molti punti vendita ammessi alla sanatoria. Sono queste le indicazioni per il contrasto al gioco illegale illustrate oggi da Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, nel corso dell’audizione al Comitato ristretto sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel gioco lecito e illecito della commissione parlamentare Antimafia. “I fenomeni illeciti – ha detto Passamonti – possono essere principalmente ricondotti, specie per quanto riguarda le scommesse, alla mancanza di deterrenza della sanzione penale, con una pena che va da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni di reclusione; alle criticità della vigente normativa nazionale per la disciplina delle gare di appalto per l’assegnazione delle concessioni, oggetto di molteplici interventi da parte della Corte di Giustizia Europea; e alla mancata interruzione dell’attività illecita di betting in via amministrativa, nonostante i sequestri eseguiti dalle Forze dell’Ordine e le denunce all’autorità giudiziaria”. Per questi motivi, ha spiegato Passamonti “l’innalzamento della pena massima ad almeno 6 anni, che consentirebbe l’arresto cautelare e l’utilizzo delle intercettazioni, andrebbe a rafforzare gli strumenti investigativi rispetto al reato di raccolta abusiva di scommesse, oltre ad esercitare un indubbio effetto deterrente rispetto ai soggetti arruolati quali gestori degli esercizi di raccolta”. In merito al sistema delle concessioni “il quadro giuridico di riferimento è caratterizzato da una astratta compatibilità con i principi europei del sistema regolatorio fondato sulle concessioni e dalla pressoché non punibilità di chi opera al di fuori di tale sistema concessiorio. Di fatto, per la raccolta legale delle scommesse occorrono concessione e licenza di pubblica sicurezza, ma chi opera senza questi titoli non incorre né in sanzioni penale né nell’interruzione dell’attività. Il bando di gara per l’assegnazione delle concessioni quindi, di cui si occupa la Legge di Stabilità 2016, dovrà rispettare i principi europei, così come interpretati dalla stessa Corte di Giustizia Europea”. Nell’ambito dell’auspicata razionalizzazione e semplificazione della normativa, il presidente di Sistema Gioco Italia ha sottolineato la necessità di tener conto delle specifiche fattispecie di reato che il mercato illegale esprime. Con l’ipotesi di introdurre fattispecie quali l’intermediazione per conto di operatori privi di titoli abilitativi richiesti dall’ordinamento italiano; l’intermediazione per conto di operatori titolari di concessione italiana per la racconta on line di giochi e scommesse; l’installazione e l’uso all’interno di esercizi pubblici di apparecchiature connesse alla rete telematica che consentono l’accesso a piattaforme di gioco non autorizzate. “Ma al di là di tali proposte – ha sottolineato Passamonti – è opportuno concentrarsi anche sull’assenza di strumenti che garantiscano l’interruzione dell’attività illecita in via amministrativa. E’ auspicabile che Il ministero degli Interni chiarisca i termini in cui gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere alla chiusura dei locali che violano le prescrizioni di legge e non danno seguito all’ordine di cessazione delle attività”. Il contrasto al gioco illecito è un tema che da sempre vede un impegno diretto di Sistema Gioco Italia “che già nel 2013 – ha ricordato Passamonti – ha presentato un progetto per la lettura delle movimentazioni dei ticket per il gioco nel caso delle VLT e che nel 2014 si è costituita parte civile nel processo Black Monkey presso il Tribunale Penale di Bologna”, una delle vicende giudiziarie più importanti in materia di gioco illegale e lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore. Da un punto di vista più generale, il Presidente di Sistema Gioco Italia ha fatto notare che “lo sviluppo del mercato illegale si registra principalmente in quei territori interessati da provvedimenti espulsivi e di natura proibizionista emanati da numerosi enti locali con il giusto obiettivo di contrastare i fenomeni patologici, ma basati su principi come quello dei luoghi sensibili, non verificati da studi o evidenze scientifiche”. “Quella illegale – ha concluso – è una vera e propria offerta parallela che arreca danni allo Stato sotto il profilo erariale, è disinteressata ai principi di tutela del giocatore, svincolata, specie per quanto riguarda le scommesse, dal palinsesto definito e gestito dall’amministrazione dei Monopoli, e capace di determinare un regime di concorrenza sleale e offrire un canale privilegiato ai fenomeni di match-fixing”. dar/AGIMEG
http://www.agimeg.it/giochi-passamonti- ... -illegali/
14 aprile 2016 - 16:51
Un aumento delle pene massime previste per il reato di raccolta abusiva di scommesse. Razionalizzare e semplificare il panorama normativo italiano, tenendo conto delle diverse fattispecie di reato che la rete parallela dell’offerta illegale esprime, considerando anche la possibilità di prevedere una nuova fattispecie di reato ad hoc per quanto riguarda l’installazione dei cosiddetti totem. Recepire all’interno dell’ordinamento le prescrizioni provenienti dalla Corte di Giustizia Europea in materia di affidamento delle concessioni. Chiarire i termini in cui gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere alla chiusura in via amministrativa dei punti di raccolta gioco illegali, che non ottemperano all’ordine di cessare le attività. Ma anche maggiori controlli in relazione alle procedure di emersione della rete parallela previste nelle ultime due leggi di stabilità, con riferimento al mancato collegamento con Sogei di molti punti vendita ammessi alla sanatoria. Sono queste le indicazioni per il contrasto al gioco illegale illustrate oggi da Massimo Passamonti, presidente di Sistema Gioco Italia, la Federazione di filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento aderente a Confindustria, nel corso dell’audizione al Comitato ristretto sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel gioco lecito e illecito della commissione parlamentare Antimafia. “I fenomeni illeciti – ha detto Passamonti – possono essere principalmente ricondotti, specie per quanto riguarda le scommesse, alla mancanza di deterrenza della sanzione penale, con una pena che va da un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni di reclusione; alle criticità della vigente normativa nazionale per la disciplina delle gare di appalto per l’assegnazione delle concessioni, oggetto di molteplici interventi da parte della Corte di Giustizia Europea; e alla mancata interruzione dell’attività illecita di betting in via amministrativa, nonostante i sequestri eseguiti dalle Forze dell’Ordine e le denunce all’autorità giudiziaria”. Per questi motivi, ha spiegato Passamonti “l’innalzamento della pena massima ad almeno 6 anni, che consentirebbe l’arresto cautelare e l’utilizzo delle intercettazioni, andrebbe a rafforzare gli strumenti investigativi rispetto al reato di raccolta abusiva di scommesse, oltre ad esercitare un indubbio effetto deterrente rispetto ai soggetti arruolati quali gestori degli esercizi di raccolta”. In merito al sistema delle concessioni “il quadro giuridico di riferimento è caratterizzato da una astratta compatibilità con i principi europei del sistema regolatorio fondato sulle concessioni e dalla pressoché non punibilità di chi opera al di fuori di tale sistema concessiorio. Di fatto, per la raccolta legale delle scommesse occorrono concessione e licenza di pubblica sicurezza, ma chi opera senza questi titoli non incorre né in sanzioni penale né nell’interruzione dell’attività. Il bando di gara per l’assegnazione delle concessioni quindi, di cui si occupa la Legge di Stabilità 2016, dovrà rispettare i principi europei, così come interpretati dalla stessa Corte di Giustizia Europea”. Nell’ambito dell’auspicata razionalizzazione e semplificazione della normativa, il presidente di Sistema Gioco Italia ha sottolineato la necessità di tener conto delle specifiche fattispecie di reato che il mercato illegale esprime. Con l’ipotesi di introdurre fattispecie quali l’intermediazione per conto di operatori privi di titoli abilitativi richiesti dall’ordinamento italiano; l’intermediazione per conto di operatori titolari di concessione italiana per la racconta on line di giochi e scommesse; l’installazione e l’uso all’interno di esercizi pubblici di apparecchiature connesse alla rete telematica che consentono l’accesso a piattaforme di gioco non autorizzate. “Ma al di là di tali proposte – ha sottolineato Passamonti – è opportuno concentrarsi anche sull’assenza di strumenti che garantiscano l’interruzione dell’attività illecita in via amministrativa. E’ auspicabile che Il ministero degli Interni chiarisca i termini in cui gli agenti di pubblica sicurezza possono procedere alla chiusura dei locali che violano le prescrizioni di legge e non danno seguito all’ordine di cessazione delle attività”. Il contrasto al gioco illecito è un tema che da sempre vede un impegno diretto di Sistema Gioco Italia “che già nel 2013 – ha ricordato Passamonti – ha presentato un progetto per la lettura delle movimentazioni dei ticket per il gioco nel caso delle VLT e che nel 2014 si è costituita parte civile nel processo Black Monkey presso il Tribunale Penale di Bologna”, una delle vicende giudiziarie più importanti in materia di gioco illegale e lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore. Da un punto di vista più generale, il Presidente di Sistema Gioco Italia ha fatto notare che “lo sviluppo del mercato illegale si registra principalmente in quei territori interessati da provvedimenti espulsivi e di natura proibizionista emanati da numerosi enti locali con il giusto obiettivo di contrastare i fenomeni patologici, ma basati su principi come quello dei luoghi sensibili, non verificati da studi o evidenze scientifiche”. “Quella illegale – ha concluso – è una vera e propria offerta parallela che arreca danni allo Stato sotto il profilo erariale, è disinteressata ai principi di tutela del giocatore, svincolata, specie per quanto riguarda le scommesse, dal palinsesto definito e gestito dall’amministrazione dei Monopoli, e capace di determinare un regime di concorrenza sleale e offrire un canale privilegiato ai fenomeni di match-fixing”. dar/AGIMEG
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