L’aforisma “La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto” di Einstein
non va interpretato in senso alternativo.
La logica matematica e il pensiero divergente (da cui nasce la creatività) non sono alternativi, ma molto spesso, agiscono in sinergia.
Nella meccanica quantistica, o nella teoria quantistica dei campi, avviene infatti il contrario. E’ lo stretto formalismo matematico che ha portato alla scoperta dei fondamenti della meccanica quantistica, che appaiono a noi incomprensibili (come il fatto che la materia può scaturire dal nulla o comunicare a distanza, o il fatto che la materia può coesistere contemporaneamente in più stati, o il fatto che molti fenomeni sono acasuali). La meccanica quantistica più che una scienza accettata è, infatti, una scienza subita. Per inciso, Einstein che non voleva accettare alcuni dei principi della meccanica quantistica, come la natura probabilistica e non deterministica della realtà, coniò la famosa frase “Dio non gioca ai dadi”; ma fu dimostrato che si sbagliava.
Non bisogna, quindi, confondere la LOGICA MATEMATICA (che abbiamo appreso e non certo creato, e che è la stessa per ogni essere intelligente vivente in qualsiasi galassia dell’universo), con la LOGICA o l’INTUITO UMANO, frutto di una evoluzione di milioni di anni, avvenuta per autoapprendimento dalle esperienze. I fenomeni della meccanica quantistica, non avendone mai fatta esperienza, ci appaiono per questo illogici; ma è la matematica che ci li fa accettare, o meglio subire.
Lo stesso avviene nel valutare la convenienza di una scelta nel betting. La nostra mente non è abituata a fare calcoli probabilistici complessi; e il nostro intuito ci porta, il più delle volte, a valutazioni errate.








