Premetto che non era mia intenzione entrare nell’ambito dei GIUDIZI MORALI all’interno di una comunità, come, in fondo, lo è anche lo Stato Italiano; ma se qualcuno ci vuole entrare e da qui legittimare pubblicamente un modo di rapportarsi con gli altri individui della stessa comunità, allora mi sento in dovere di esternare la mia posizione.
Intanto cos’è una comunità? … Non è un qualcosa che ha inventato l’uomo, ma che esiste già in diverse forme, più o meno evolute, nella natura biologica. Ad esempio, un organismo vivente (quale è anche un essere umano) equivale biologicamente a una comunità di singole cellule, anche diverse tra di loro e con funzioni diverse, che concorrono, tramite la COERENZA QUANTISTICA, al BENE COMUNE della stessa comunità. All’interno di un organismo vivente, oltre alla presenza esterna di visus e batteri, ci possono essere (o svilupparsi) delle cellule TUMORALI (o CANGEROGENE), che impazzendo smettono di perseverare nel BENE COMUNE, e agiscono in funzione EGOISTICA della loro INCESSANTE RIPRODUZIONE, continuando a proliferare fino a distruggere l’organismo stesso e se stesse. Quando questo accade è automatico che l’organismo cerca di reagire tentando di isolare e distruggere le cellule tumorali, pena la morte dell’organismo stesso. O, in alternativa, i medici della comunità umana cercano di ottenere, con terapie mirate, il loro contenimento, la loro cura, e/o estirpazione e distruzione.
Oltre agli organismi viventi, un altro tipo di comunità EVOLUTA è quella degli insetti sociali (api, formiche e termiti) e quella di alcune colonie di batteri. Le comunità umane (o la comunità umana nel suo complesso) non sono forme altamente evolute, ma sono una via di mezzo tra i loro antenati (gli australopitechi, individui erbivori e solitari, che spesso preda di belve feroci, scelsero di COOPERARE TRA DI LORO, per meglio difendersi e sopravvivere, formando così le prime comunità di individui umani), e gli insetti sociali o le cellule di un organismo vivente.
In una comunità, non perfettamente evoluta, specialmente dopo milioni di anni, sorgono i GIUDIZI MORALI nell’equilibrare, regolare e far coesistere, il bene di un singolo individuo con il bene dell’intera comunità; e secondo quasi tutti i neuroscienziati odierni, questi giudizi morali sono ormai INNATI (e a monte delle fedi religiose o delle scelte politiche), anche se ogni essere umano è, poi, più o meno EGOISTA o ALTRUISTA (anche in base al suo bagaglio genetico o alle sue esperienze negative e positive).
Qualche anno fa, insieme a due docenti universitari di primo piano in Italia, il prof. Alessandro Bertirotti, docente di antropologia culturale (unico docente italiano di antropologia della mente), conferenziere, filosofo-saggista e il Prof. Paolo Manzelli, un luminare, direttore del centro di ricerche educative dell’Università di Firenze (e autore di diverse migliaia di ricerche scientifiche e di articoli scientifici), fondammo un gruppo facebook, in cui invitammo un paio di centinaia di INTELLETTUALI di varia provenienza ed estrazione al fine di elaborare un MANIFESTO PER IL FUTURIBILE.
https://www.facebook.com/groups/222117597832167/Dopo, ampie ed approfondite discussioni, abbiamo elaborato il seguente MANIFESTO, di cui sono il principale ideologo (anche nel senso che sono state inseriti molti dei mie concetti e delle mie frasi):
CARTA per la creazione ed azione di una confederazione dei movimenti umanitari.
Preludio
Questa CARTA nasce in seguito a discussioni, scambi di opinioni ed idee che Facebook permette a tutti coloro che utilizzano tale mezzo per lo sviluppo della propria identità e di quella comune.
Di seguito sono evidenziati i punti teorici e programmatici che un gruppo di intellettuali italiani, preso atto che esistono nel mondo oltre 130.000 organizzazioni altruistico sociali ed ambientaliste, desidera pubblicare, con lo scopo di indicare una possibile “via per il futuro dell’umanità e del pianeta terra”.
Punti elenco teorici
• Il punto di partenza della CARTA è il punto di arrivo della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1948 e della CARTA DELLA TERRA del 2000, nel senso che ciò che in esse vi è scritto costituisce il fondamento di qualsiasi altra azione propositiva e positiva in favore dell’umanità tutta e il pianeta nel quale abita.
• Per una concordanza universale fra gli uomini si assumono dello stesso valore intellettuale ed estetico, come morale ed etico generali, le idee di teismo ed ateismo, perché entrambe sono considerate come esercizio umano esistenziale e della mente nella costante risposta alle nostre origini, al percorso e al fine. In questo modo, tanto i credenti quanto i non credenti diventano espressioni delle stesse domande antropologicamente costruite dalla nostra specie circa l’invisibile ed il visibile.
• Non esiste, se non come necessità "attualmente biologica", una differenziazione valoriale fra il femminile ed il maschile, la quale deve sempre e comunque tenere conto della carta dei Diritti Fondamentali dell’Umanità tutta.
• Uno degli scopi/non-scopo della vita umana è l’abbandono di tutte le forme di supremazia del più adatto verso il meno adatto, a vantaggio di interventi umanitari verso gli ignorati, i vulnerabili, i sofferenti.
• La sopravvivenza dell'umanità è sempre più strettamente legata ai fattori ambientali ed ecologici del nostro pianeta, e alle limitate risorse che ancora potrà offrire.
• Ogni essere tende alla crescita spirituale attraverso l'amore. Questo implica che ogni essere possa offrire spontaneamente un aiuto amorevole per la crescita di chiunque richieda conoscenza.
Obiettivi della CARTA
• Nascita della consapevolezza che l'altruismo sociale, la pace, la giustizia sociale, la salvaguardia dell'ambiente, la cooperazione tra i popoli e l'aiuto verso i più deboli, non fanno parte di una singola ideologa, filosofia o religione, ma sono patrimonio comune di tutti gli uomini altruisti e di buona volontà.
• Creazione ed azione di una confederazione di tutti i movimenti umanitari ed ambientalisti, presenti e futuri, che metta in primo piano solo le cose che uniscono (altruismo sociale e salvaguardia del pianeta) e in secondo piano tutte le singole ideologie, in modo che si possa raggiungere una "massa critica unitaria" in grado di incidere realmente nella gestione planetaria.Ebbene, questi sono, ovviamente, anche i miei PRINCIPI MORALI sui quali giudico i rapporti degli individui all’interno di una comunità (la mia concezione del BENE e del MALE per una comunità umana). Sotto questa visione, se all’interno della comunità, ci sono delle cellule tumorali, anche tra i vertici della comunità, non siamo autorizzati a diventare EGOISTICAMENTE ulteriori CELLULE TUMORALI, ma dobbiamo concorrere, nei modi possibili, alla cura e all’estirpazione delle molteplici cellule tumorali (e qui si entra nella politica e nelle forme di lotta politica, tramite partiti politici e movimenti politici). Al di fuori della politica, però, persone come FALCONE e BORSELLINO, pur perfettamente consapevoli che i vertici dello stato erano corrotti, non per questo hanno agito egoisticamente per i loro interessi, ma hanno sacrificato consapevolmente la propria vita per il bene comune e la lotta alla criminalità mafiosa e non.
Da qui, se anche lo stato italiano fosse corrotto e “pulcinella”, nessuno autorizza i singoli cittadini a DIVENTARE A LORO VOLTA CELLULE TUMORALI che vanno contro gli interessi della comunità, tranne che nelle forme civili e politiche previste dalla Costituzione Italiana, al fine di ottenere dei nuovi governanti. La delinquenza deve essere combattuta e i reati devono essere perseguiti.
Questi sono i miei principi e la mia visione del bene e del male (ho anche scritto un breve saggio, molto apprezzato dagli intellettuali che lo hanno letto:
https://freudjung.wordpress.com/2011/01/14/5/ ).
A questo punto, caro Mandrake, sarei curioso di conoscere la tua visione della vita, del bene e del male, e i principi morali su cui fondi il tuo comportamento nei confronti degli altri individui della tua comunità di appartenenza.