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SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mandrake76 » 08/10/2014 - 19:48
SCOMMESSE: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
LO STATO ITALIANO CONTRO SE STESSO!
I dirigenti apicali di ADM (Dogane e Monopoli) e 71 funzionari della Guardia di Finanza accusati di gravissime responsabilita’ risarcitorie. I dirigenti apicali del bookmaker Inglese accusati di gravissimi reati fiscali.
Liverpool, 08 ottobre 2014 - Un’altro modo con cui lo Stato Italiano cerca di proteggere il sistema concessorio già condannato da 3 sentenze della Corte di Giustizia? No, questa volta no.
E’ solo un regolamento di conti di specifici ambienti del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza e di AAMS contro la Stanley!
La Stanley annuncia di essere oggetto di un decreto di sequestro “per equivalente” per 56 milioni di Euro, sul presupposto di aver evaso l’imposta sui redditi. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma e’ una misura punitiva a carico di un operatore dell'Unione Europea “colpevole” di aver perseguito per 15 anni la legalità e il suo diritto alla parità di trattamento. Tutto ciò all’interno di un Paese che, di contro, ha protetto un sistema concessorio caratterizzato da misure legislative discriminatorie e logorato da tre gare contrarie ai principi comunitari.
Le suggestive ricostruzioni contabili-fiscali predisposte per la Procura della Repubblica dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza sono errate, parziali e prive di fondamento. E, considerato il livello di presunta competenza del Corpo, sorprendentemente fuorvianti.
Il Gruppo Stanley opera in Europa dal 1956. E’ oggi uno dei maggiori operatori del settore dei giochi e delle scommesse, presente in 10 Stati comunitari, e non ha mai perpetrato comportamenti puniti dal codice penale o qualsivoglia omissione fiscale.Questo non e’ mai stato messo in dubbio da alcuna autorità dei paesi ove opera, a parte l’Italia, dove e’ stata oggetto in 15 anni di circa 5000 procedimenti penali contro i suoi CTD e i suoi dirigenti, tutti conclusisi a favore degli stessi.
Purtroppo la Procura di Roma, prima di trarre le attuali conclusioni e procedere al sequestro, non ha valutato fatti, circostanze e documentazione fondamentali e decisive ai fini di una corretta indagine penale, non ha inteso procedere all'audizione dei dirigenti Stanley malgrado fosse stata espressamente richiesta, non ha approfondito i dati contabili, non ha sentito il bisogno di rivolgersi a periti esperti in materia fiscale.
Segnatamente
- non ha approfondito i bilanci del Gruppo StanleyBet, acquisiti solo parzialmente;
- non ha verificato la rigorosa cultura aziendale Stanley in tema di adempimenti fiscali, rimasta identica a quella delle società quotate Inglesi.
- appare sorprendentemente inconsapevole del ruolo di controllo e di compliance fiscale che viene assicurata dagli Auditors nella più rigorosa osservanza della legge;
- non ha accertato che la Stanleybet Malta Limited, pur essendo legalmente costituita a Malta, è residente fiscalmente nel Regno Unito secondo il principio di “place of effective management” che e’ a Malta ai fini del rischio (trading) e nel Regno Unito ai fini della Gestione. Quindi e’ assoggettata nel Regno Unito, senza alcuna esenzione o benefici fiscali di altro tipo, ad imposizione sui redditi prodotti ai sensi dell’art. 4 della Convenzione contro le doppie imposizioni conclusa tra Regno Unito e Malta.
- non ha preso in considerazione che nel Regno Unito le aliquote pagate dalla Stanleybet Malta sono state in alcuni anni più elevate di quelle italiane. Già questo sarebbe bastato a concludere che anche la sola ipotesi di un intento evasivo e’ semplicemente ridicola, con conseguente insussistenza del reato contestato.
In realtà, l'impianto accusatorio finisce per far “rientrare dalla finestra” le sanzioni penali nei confronti degli esponenti aziendali di Stanley, già “uscite dalla porta” a pieno titolo per effetto delle sentenze Gambelli, Placanica e Costa-Cifone della Corte di Giustizia.
L’effetto della nuova contestazione del reato fiscale è il medesimo di sempre: impedire l’accesso al mercato nazionale da parte di Stanley e, quindi, il suo legittimo esercizio diretto delle libertà fondamentali.
Occorre rammentare che la Corte di Giustizia ha più volte accertato che l’applicazione del divieto penalmente sanzionato contenuto nell’art. 4 della Legge 401/89 costituisce una restrizione non consentita della libertà di prestazione dei servizi di Stanley e dei suoi CTD, poiché fu loro impeditodi ottenere i requisiti abilitanti nazionali prescritti (concessioni e autorizzazioni), in violazione del diritto dell’Unione. La giurisprudenza della Corte è costante nel ritenere che il modus operandi di Stanley e dei CTD a lei affiliati costituiva, di fatto e di diritto, l’unico possibile per essere presente sul mercato nazionale delle scommesse, poiché a Stanley - non per sua colpa, e bensì a causa delle discriminazioni in suo danno poste in essere da pregresse misure legislative, regolamentari, amministrative e giudiziarie italiane – fu impedito di prendere parte alle procedure di affidamento dapprima delle concessioni CONI del 1999, e successivamente di quelle AAMS (c.d. concessioni Bersani) del 2006 (oltre a quelle ultime del 2012).
Ciò nonostante, lo Stato Italiano, anzi specifici ambienti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, vanificano le libertà fondamentali garantite a Stanley ed ai suoi organi direttivi dal diritto dell’Unione, prospettando nei loro confronti una differente tipologia di reato, l’omessa dichiarazione delle imposte sui redditi, utilizzando allo scopo l’art. 5 del D.Lgs. 74/2000. In sostanza, le autorità italiane rimettono in discussione la legittimità del modus operandi di Stanley, pur ripetutamente riconosciuta dalla Corte di Giustizia.
John Whittaker, Chief Executive del Gruppo, ha dichiarato: “Oggi, alla vigilia del riordino del sistema concessorio fissato nel 2016, compare un nuovo e infamante procedimento penale a carico dei dirigenti della Compagnia. Questo dopo che decine di funzionari pubblici, prevalentemente della Guardia di Finanza, sono stati avvisati della intenzione di Stanley di chiamarli a giudizio per il risarcimento del danno (in corso le relative notifiche già pervenute, ad oggi, a 71 di loro). Il dott. Fanelli e’ stato chiamato a risarcire 5 milioni di Euro. La prima udienza si terrà il 3 dicembre di fronte al Tribunale di Roma. Nei confronti del Dott. Magistro e’ in corso di preparazione, e ne e’ stato reso consapevole, di una richiesta risarcitoria, in solido con il gruppo l’Espresso, per 3 milioni di sterline. Per tutti i dirigenti apicali AAMS, all’epoca della emanazione dell’ultimo bando di gara, anche non più in AAMS, e’ in corso di preparazione, e ne sono consapevoli, una richiesta risarcitoria di 375 milioni di sterline.”
“Come non pensare” – prosegue John Whittaker – “che il nuovo attacco alla Stanley, questa volta dal lato fiscale, non sia direttamente o indirettamente connesso con le chiamate a giudizio dei funzionari della Guardia di Finanza e dell’AAMS?”
A parere della Stanley l’ipotesi di reato, completamente infondata e pretestuosa, ha pero’ l’effetto di una nuova stagione di discriminazioni a carico del Gruppo con successivi nuovi contenziosi e conseguente paralisi del sistema concessorio italiano. A causa della pendenza di questo procedimento, infatti, anche nel 2016 Stanley non potrà accedere al sistema concessorio Italiano e trovare una stabile sistemazione e organizzazione con la creazione di una Stanley Italia.
In sintesi: lo Stato Italiano contro se stesso.
La Stanley si difenderà con la risolutezza che gli e’ congeniale e ben conosciuta da tutti.
Questo ennesimo attacco non farà venir meno la azioni di Stanley avviate nei confronti dei funzionari che hanno agito con colpa grave a danno dei principi fondamentali dell’ordinamento, violando, di propria iniziativa e malgrado gli avvertimenti ricevuti, il giudicato delle Alte Corti Nazionali ed Europee.
E’ opinione della Stanley che il nuovo procedimento che si apre porterà nel tempo grandi benefici e cambiamenti all’intero Paese perché la Stanley, come e’ suo costume, non si limiterà a dimostrare la propria estraneità al nuovo reato contestato, ma la difesa punterà anche alla risoluzione del grave problema della mancanza, di fatto, di rimedi risarcitori quando si subisce un procedimento penale ingiusto. Si tratta di un problema che ha due aspetti, in relazione al doveroso rispetto che i funzionari delle Pubbliche Amministrazioni devono garantire: (1) ai cittadini e (2) all’Amministrazione della Giustizia.
LO STATO ITALIANO CONTRO SE STESSO!
I dirigenti apicali di ADM (Dogane e Monopoli) e 71 funzionari della Guardia di Finanza accusati di gravissime responsabilita’ risarcitorie. I dirigenti apicali del bookmaker Inglese accusati di gravissimi reati fiscali.
Liverpool, 08 ottobre 2014 - Un’altro modo con cui lo Stato Italiano cerca di proteggere il sistema concessorio già condannato da 3 sentenze della Corte di Giustizia? No, questa volta no.
E’ solo un regolamento di conti di specifici ambienti del Nucleo Tributario della Guardia di Finanza e di AAMS contro la Stanley!
La Stanley annuncia di essere oggetto di un decreto di sequestro “per equivalente” per 56 milioni di Euro, sul presupposto di aver evaso l’imposta sui redditi. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Roma e’ una misura punitiva a carico di un operatore dell'Unione Europea “colpevole” di aver perseguito per 15 anni la legalità e il suo diritto alla parità di trattamento. Tutto ciò all’interno di un Paese che, di contro, ha protetto un sistema concessorio caratterizzato da misure legislative discriminatorie e logorato da tre gare contrarie ai principi comunitari.
Le suggestive ricostruzioni contabili-fiscali predisposte per la Procura della Repubblica dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza sono errate, parziali e prive di fondamento. E, considerato il livello di presunta competenza del Corpo, sorprendentemente fuorvianti.
Il Gruppo Stanley opera in Europa dal 1956. E’ oggi uno dei maggiori operatori del settore dei giochi e delle scommesse, presente in 10 Stati comunitari, e non ha mai perpetrato comportamenti puniti dal codice penale o qualsivoglia omissione fiscale.Questo non e’ mai stato messo in dubbio da alcuna autorità dei paesi ove opera, a parte l’Italia, dove e’ stata oggetto in 15 anni di circa 5000 procedimenti penali contro i suoi CTD e i suoi dirigenti, tutti conclusisi a favore degli stessi.
Purtroppo la Procura di Roma, prima di trarre le attuali conclusioni e procedere al sequestro, non ha valutato fatti, circostanze e documentazione fondamentali e decisive ai fini di una corretta indagine penale, non ha inteso procedere all'audizione dei dirigenti Stanley malgrado fosse stata espressamente richiesta, non ha approfondito i dati contabili, non ha sentito il bisogno di rivolgersi a periti esperti in materia fiscale.
Segnatamente
- non ha approfondito i bilanci del Gruppo StanleyBet, acquisiti solo parzialmente;
- non ha verificato la rigorosa cultura aziendale Stanley in tema di adempimenti fiscali, rimasta identica a quella delle società quotate Inglesi.
- appare sorprendentemente inconsapevole del ruolo di controllo e di compliance fiscale che viene assicurata dagli Auditors nella più rigorosa osservanza della legge;
- non ha accertato che la Stanleybet Malta Limited, pur essendo legalmente costituita a Malta, è residente fiscalmente nel Regno Unito secondo il principio di “place of effective management” che e’ a Malta ai fini del rischio (trading) e nel Regno Unito ai fini della Gestione. Quindi e’ assoggettata nel Regno Unito, senza alcuna esenzione o benefici fiscali di altro tipo, ad imposizione sui redditi prodotti ai sensi dell’art. 4 della Convenzione contro le doppie imposizioni conclusa tra Regno Unito e Malta.
- non ha preso in considerazione che nel Regno Unito le aliquote pagate dalla Stanleybet Malta sono state in alcuni anni più elevate di quelle italiane. Già questo sarebbe bastato a concludere che anche la sola ipotesi di un intento evasivo e’ semplicemente ridicola, con conseguente insussistenza del reato contestato.
In realtà, l'impianto accusatorio finisce per far “rientrare dalla finestra” le sanzioni penali nei confronti degli esponenti aziendali di Stanley, già “uscite dalla porta” a pieno titolo per effetto delle sentenze Gambelli, Placanica e Costa-Cifone della Corte di Giustizia.
L’effetto della nuova contestazione del reato fiscale è il medesimo di sempre: impedire l’accesso al mercato nazionale da parte di Stanley e, quindi, il suo legittimo esercizio diretto delle libertà fondamentali.
Occorre rammentare che la Corte di Giustizia ha più volte accertato che l’applicazione del divieto penalmente sanzionato contenuto nell’art. 4 della Legge 401/89 costituisce una restrizione non consentita della libertà di prestazione dei servizi di Stanley e dei suoi CTD, poiché fu loro impeditodi ottenere i requisiti abilitanti nazionali prescritti (concessioni e autorizzazioni), in violazione del diritto dell’Unione. La giurisprudenza della Corte è costante nel ritenere che il modus operandi di Stanley e dei CTD a lei affiliati costituiva, di fatto e di diritto, l’unico possibile per essere presente sul mercato nazionale delle scommesse, poiché a Stanley - non per sua colpa, e bensì a causa delle discriminazioni in suo danno poste in essere da pregresse misure legislative, regolamentari, amministrative e giudiziarie italiane – fu impedito di prendere parte alle procedure di affidamento dapprima delle concessioni CONI del 1999, e successivamente di quelle AAMS (c.d. concessioni Bersani) del 2006 (oltre a quelle ultime del 2012).
Ciò nonostante, lo Stato Italiano, anzi specifici ambienti del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, vanificano le libertà fondamentali garantite a Stanley ed ai suoi organi direttivi dal diritto dell’Unione, prospettando nei loro confronti una differente tipologia di reato, l’omessa dichiarazione delle imposte sui redditi, utilizzando allo scopo l’art. 5 del D.Lgs. 74/2000. In sostanza, le autorità italiane rimettono in discussione la legittimità del modus operandi di Stanley, pur ripetutamente riconosciuta dalla Corte di Giustizia.
John Whittaker, Chief Executive del Gruppo, ha dichiarato: “Oggi, alla vigilia del riordino del sistema concessorio fissato nel 2016, compare un nuovo e infamante procedimento penale a carico dei dirigenti della Compagnia. Questo dopo che decine di funzionari pubblici, prevalentemente della Guardia di Finanza, sono stati avvisati della intenzione di Stanley di chiamarli a giudizio per il risarcimento del danno (in corso le relative notifiche già pervenute, ad oggi, a 71 di loro). Il dott. Fanelli e’ stato chiamato a risarcire 5 milioni di Euro. La prima udienza si terrà il 3 dicembre di fronte al Tribunale di Roma. Nei confronti del Dott. Magistro e’ in corso di preparazione, e ne e’ stato reso consapevole, di una richiesta risarcitoria, in solido con il gruppo l’Espresso, per 3 milioni di sterline. Per tutti i dirigenti apicali AAMS, all’epoca della emanazione dell’ultimo bando di gara, anche non più in AAMS, e’ in corso di preparazione, e ne sono consapevoli, una richiesta risarcitoria di 375 milioni di sterline.”
“Come non pensare” – prosegue John Whittaker – “che il nuovo attacco alla Stanley, questa volta dal lato fiscale, non sia direttamente o indirettamente connesso con le chiamate a giudizio dei funzionari della Guardia di Finanza e dell’AAMS?”
A parere della Stanley l’ipotesi di reato, completamente infondata e pretestuosa, ha pero’ l’effetto di una nuova stagione di discriminazioni a carico del Gruppo con successivi nuovi contenziosi e conseguente paralisi del sistema concessorio italiano. A causa della pendenza di questo procedimento, infatti, anche nel 2016 Stanley non potrà accedere al sistema concessorio Italiano e trovare una stabile sistemazione e organizzazione con la creazione di una Stanley Italia.
In sintesi: lo Stato Italiano contro se stesso.
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Questo ennesimo attacco non farà venir meno la azioni di Stanley avviate nei confronti dei funzionari che hanno agito con colpa grave a danno dei principi fondamentali dell’ordinamento, violando, di propria iniziativa e malgrado gli avvertimenti ricevuti, il giudicato delle Alte Corti Nazionali ed Europee.
E’ opinione della Stanley che il nuovo procedimento che si apre porterà nel tempo grandi benefici e cambiamenti all’intero Paese perché la Stanley, come e’ suo costume, non si limiterà a dimostrare la propria estraneità al nuovo reato contestato, ma la difesa punterà anche alla risoluzione del grave problema della mancanza, di fatto, di rimedi risarcitori quando si subisce un procedimento penale ingiusto. Si tratta di un problema che ha due aspetti, in relazione al doveroso rispetto che i funzionari delle Pubbliche Amministrazioni devono garantire: (1) ai cittadini e (2) all’Amministrazione della Giustizia.
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mandrake76 » 08/10/2014 - 20:06
Fonte: Agipro
Giochi e fisco: Stanleybet presenta esposto a Procura di Roma per fuga di notizie su sequestro beni
ROMA - “La Procura di Roma indagherà, su esposto presentato oggi da Stanleybet, per individuare i responsabili della fuga di notizie sul sequestro di beni effettuato dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma”. E’ quanto affermano fonti del dipartimento legale del bookmaker inglese, interpellate da Agipronews, che commentano anche la notizia del provvedimento del Gip di Udine che ha condannato ad un’ammenda di oltre 10mila euro il titolare di un centro: “E’ singolare che un raro caso di esito negativo di un procedimento penale venga divulgato nel giorno in cui Stanleybet dà per prima la notizia dettagliata della clamorosa operazione della Gdf su un’ipotesi di reato fiscale che riteniamo infondata. Tornando alla fuga di notizie, è davvero disonorevole che la notizia del sequestro sia stata data dalla stampa ("Il Messaggero" di questa mattina, ndr) prima ancora che i diretti interessati avessero avuto notifica del provvedimento del Tribunale. Su questo, comunque, indagherà la procura”, concludono da Liverpool.
Giochi e fisco: Stanleybet presenta esposto a Procura di Roma per fuga di notizie su sequestro beni
ROMA - “La Procura di Roma indagherà, su esposto presentato oggi da Stanleybet, per individuare i responsabili della fuga di notizie sul sequestro di beni effettuato dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma”. E’ quanto affermano fonti del dipartimento legale del bookmaker inglese, interpellate da Agipronews, che commentano anche la notizia del provvedimento del Gip di Udine che ha condannato ad un’ammenda di oltre 10mila euro il titolare di un centro: “E’ singolare che un raro caso di esito negativo di un procedimento penale venga divulgato nel giorno in cui Stanleybet dà per prima la notizia dettagliata della clamorosa operazione della Gdf su un’ipotesi di reato fiscale che riteniamo infondata. Tornando alla fuga di notizie, è davvero disonorevole che la notizia del sequestro sia stata data dalla stampa ("Il Messaggero" di questa mattina, ndr) prima ancora che i diretti interessati avessero avuto notifica del provvedimento del Tribunale. Su questo, comunque, indagherà la procura”, concludono da Liverpool.
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda paparazzo » 09/10/2014 - 13:29
Scusa Mandrake però continuo a non capire come possa la GdF aver sequestrato beni per 56 milioni alla Stanley...
Si tratta di una cifra assolutamente irrealistica per una compagnia che, per le note vicende, non può disporre di un simile patrimonio in Italia.
Al di là delle problematiche legate alla fuga di notizie, mi sembra che in primo luogo bisognerebbe chiedersi se queste siano vagamente attendibili.
A me sembra proprio di no, avrebbero dovuto sequestrare tutti i conti correnti in tutta Europa per arrivare ad una cifra simile, e a quello che ne so Stanley conti correnti in Italia non ne ha.
Diverso è il discorso se il sequestro ha coinvolto i beni personali di molte persone legate alla Stanley, però anche qui il dubbio è che difficilmente un socio di Stanley, visto il contenzioso non risolto con l'Agenzia delle entrate, disponga di numerosi beni in Italia, non sarebbe una scelta prudente.
Quindi per me la notizia che siano stati sequestrati beni per 56 milioni mi sembra fantasiosa...
Si tratta di una cifra assolutamente irrealistica per una compagnia che, per le note vicende, non può disporre di un simile patrimonio in Italia.
Al di là delle problematiche legate alla fuga di notizie, mi sembra che in primo luogo bisognerebbe chiedersi se queste siano vagamente attendibili.
A me sembra proprio di no, avrebbero dovuto sequestrare tutti i conti correnti in tutta Europa per arrivare ad una cifra simile, e a quello che ne so Stanley conti correnti in Italia non ne ha.
Diverso è il discorso se il sequestro ha coinvolto i beni personali di molte persone legate alla Stanley, però anche qui il dubbio è che difficilmente un socio di Stanley, visto il contenzioso non risolto con l'Agenzia delle entrate, disponga di numerosi beni in Italia, non sarebbe una scelta prudente.
Quindi per me la notizia che siano stati sequestrati beni per 56 milioni mi sembra fantasiosa...
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mandrake76 » 09/10/2014 - 22:44
Anche io mi son chiesto le stesse cose.
Pero’ mi sembra che ci siano bocche cucite.
Abbiamo ricevuto ieri la comunicazione della press release con una lettera di accompagnamento un po strana in cui ci dicevano che tutto era a posto ma che non potevano dirci di piu’ per evitare che fosse compromesso un ‘effetto sorpresa’ della loro reazione.
Pero’ noi come CTD Stanley non abbiamo avuto nessun contraccolpo.
Mi sembrano molto sicuri del fatto loro.
Vedremo nei prossimi giorni ma mi sembra che tutto finira’ in una bolla di sapone.
D'altra parte mi hanno spiegato la questione giuridicamente e sono anche io convinto che la GDF ha preso un abbaglio. Pero' intanto ci sara un procedimento per anni. La risposta e' stata: ci siamo abituati siamo attrezzati per questo, o qualcosa del genere.
Che ti posso dire.... a me non sembrano particolarmente preoccupati.
Certo che 56 milioni fanno male, pero' .... e' la Stanley.
Non appena ho altre notizie vi faccio sapere.
Pero’ mi sembra che ci siano bocche cucite.
Abbiamo ricevuto ieri la comunicazione della press release con una lettera di accompagnamento un po strana in cui ci dicevano che tutto era a posto ma che non potevano dirci di piu’ per evitare che fosse compromesso un ‘effetto sorpresa’ della loro reazione.
Pero’ noi come CTD Stanley non abbiamo avuto nessun contraccolpo.
Mi sembrano molto sicuri del fatto loro.
Vedremo nei prossimi giorni ma mi sembra che tutto finira’ in una bolla di sapone.
D'altra parte mi hanno spiegato la questione giuridicamente e sono anche io convinto che la GDF ha preso un abbaglio. Pero' intanto ci sara un procedimento per anni. La risposta e' stata: ci siamo abituati siamo attrezzati per questo, o qualcosa del genere.
Che ti posso dire.... a me non sembrano particolarmente preoccupati.
Certo che 56 milioni fanno male, pero' .... e' la Stanley.
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mandrake76 » 10/10/2014 - 21:05
Articolo di precisazione da "Il Messaggero"
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda enzo-bet » 10/10/2014 - 23:11
mandrake76 ha scritto:Articolo di precisazione da "Il Messaggero"
Reputo vergognoso che una societa' che opera illegalmente in italia, si permetta di agire legalmente contro uomini che non hanno fatto altro che fare rispettare la legge.
Reputo altrettanto vergognoso che giudici italiani emettono sentenze favorevoli a questi book, ma da alcuni giorni sto notando un cambiamento che non lascia ben sperare per i cosidetti punti com.
Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mipallo » 11/10/2014 - 11:07
enzo-bet ha scritto:mandrake76 ha scritto:Articolo di precisazione da "Il Messaggero"
Reputo vergognoso che una societa' che opera illegalmente in italia, si permetta di agire legalmente contro uomini che non hanno fatto altro che fare rispettare la legge.
Reputo altrettanto vergognoso che giudici italiani emettono sentenze favorevoli a questi book, ma da alcuni giorni sto notando un cambiamento che non lascia ben sperare per i cosidetti punti com.
E' vergognoso che le autorità italiane non recepiscano leggi e disposizioni comunitarie. Siamo l'unica nazione che pensa ancora che esista la sovranità nazionale e non quella europea. E non c'è nulla di più facile che attaccare chi (la Stanleybet) ha sorpreso dopo anni il bimbo a rubare le caramelle. E' vergognoso come, dopo tanti anni di Monopolio, si poteva aprire il mercato con una regolarizzazione europea, cosi come è stato per tanti settori (commercio ad esempio), e invece è stato indetto un bando delle 2000 agenzia che è stata un'autentica mazzata sui **** sia per Stanley che per le Aams e un toccasana per gli altri .com che erano alle corde. Il risultato è che gli altri .com continuano a fare i loro comodi mentre chi poteva vivere in pace e tranquillo (aams e stanleybet) si stanno facendo una guerra assurda. Bastava che ognuno facesse un passo indietro: stanley pagando le tasse, aams impostando un bando in modo diverso. Invece no. La casta monopolistica italiana vuole solo ingozzarsi da se, cosi come ha fatto per anni. E che importa che planet,betunique,cent, paperinobet, cazzodicanebet e compania bella conquistino il mercato senza alcun titolo...tanto loro la guerra la vogliono fare solo a stanley.
M dei tribunali che continuano a dissequestrare sti punto com nati dal nulla....nessuna parola! Strano.
Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda enzo-bet » 11/10/2014 - 12:16
Parliamo di leggi comunitarie, infatti l'ingresso nella comunita' europea ha distrutto l'economia e la stabilita' economica degli italiani. Perché non diciamo la verita',tutti questi book esteri che operano illegalmente in Italia, stanno navigando l'onda a loro favorevole per alcuni cavilli legislativi, sono consapevoli che presto la pacchia finira', infatti alcuni di questi stanno o hanno gia comprato licenza online it,
Il fatto che l'italia faccia acqua da tutte le parti, non significa che chiunque ne possa approfittare, negli anni si e' intervenuto per rimediare al bando del 2000,perche' partecipare se possiamo continuare approfittando del casino che ce in Italia? Questo l'interrogativo che si sono posti questi signori, tanto alla fine se chiudono i ced a noi cosa interessa? Infatti sono nati e chiusi centinaia di punti com, tutti discriminati anche quelli nati da pochi anni, tanto in Italia regna la confusione,perche' non approfittarne?
Chiudo dicendo che se nel 2006 i signori di Stanley avessero partecipato al bando bersani, forse oggi non ci sarebbe tutto questo caos, perché molti book vivono delle varie sentenze che si sono susseguite, la maggior parte a nome Stanley, quindi quanto dici tu (Bastava che ognuno facesse un passo indietro: stanley pagando le tasse, aams impostando un bando in modo diverso. Invece no.) mi sembra appropriato, bastava che Stanley accettava le regole di quel bando.
Il fatto che l'italia faccia acqua da tutte le parti, non significa che chiunque ne possa approfittare, negli anni si e' intervenuto per rimediare al bando del 2000,perche' partecipare se possiamo continuare approfittando del casino che ce in Italia? Questo l'interrogativo che si sono posti questi signori, tanto alla fine se chiudono i ced a noi cosa interessa? Infatti sono nati e chiusi centinaia di punti com, tutti discriminati anche quelli nati da pochi anni, tanto in Italia regna la confusione,perche' non approfittarne?
Chiudo dicendo che se nel 2006 i signori di Stanley avessero partecipato al bando bersani, forse oggi non ci sarebbe tutto questo caos, perché molti book vivono delle varie sentenze che si sono susseguite, la maggior parte a nome Stanley, quindi quanto dici tu (Bastava che ognuno facesse un passo indietro: stanley pagando le tasse, aams impostando un bando in modo diverso. Invece no.) mi sembra appropriato, bastava che Stanley accettava le regole di quel bando.
Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda enzo-bet » 11/10/2014 - 12:17
, mi sembra appropriato, bastava che Stanley accettava le regole di quel bando.enzo-bet ha scritto:Parliamo di leggi comunitarie, infatti l'ingresso nella comunita' europea ha distrutto l'economia e la stabilita' economica degli italiani. Perché non diciamo la verita',tutti questi book esteri che operano illegalmente in Italia, stanno navigando l'onda a loro favorevole per alcuni cavilli legislativi, sono consapevoli che presto la pacchia finira', infatti alcuni di questi stanno o hanno gia comprato licenza online it,
Il fatto che l'italia faccia acqua da tutte le parti, non significa che chiunque ne possa approfittare, negli anni si e' intervenuto per rimediare al bando del 2000,perche' partecipare se possiamo continuare approfittando del casino che ce in Italia? Questo l'interrogativo che si sono posti questi signori, tanto alla fine se chiudono i ced a noi cosa interessa? Infatti sono nati e chiusi centinaia di punti com, tutti discriminati anche quelli nati da pochi anni, tanto in Italia regna la confusione,perche' non approfittarne?
Chiudo dicendo che se nel 2006 i signori di Stanley avessero partecipato al bando bersani, forse oggi non ci sarebbe tutto questo caos, perché molti book vivono delle varie sentenze che si sono susseguite, la maggior parte a nome Stanley, quindi quanto dici tu (Bastava che ognuno facesse un passo indietro: stanley pagando le tasse, aams impostando un bando in modo diverso. Invece no.)
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mandrake76 » 11/10/2014 - 17:34
Senti Enzo ma Stanley le aveva accettate! Pero' aveva scritto ad AAMS chiedendogli di impegnarsi a non revocare licenze e fideiussioni solo perche' i dirigenti Stanley avevano procedimenti penali contro. AAMS non si e' impegnata e Stanley non ha partecipato.
Mi sembra che non si possa chiedere ad una compagnia di partecipare ad un bando in cui ci siano cluausole messe ad hoc, storicamente, proprio per impedire la partecipaxione del book e, in caso partecipi e vinca, quelle clausole permettono ad AAMS di revocare le concessioni ed escutere (significa 'prendersi', ma in questo caso direi meglio 'rubare', ...'fregarsi', etc,etc) le fideiussioni versate (magari decine di milioni di euro) per partecipare al bando. Ma che sono scemi?
Enzobet, su... fatti coraggio ....
La Stanley non ha l'anello al naso. Ha chiesto garanzie. Non le ha ottenute. Non ha partecipato.
E, in queste condizioni, aveva il diritto di non partecipare.
Adesso tu è inutile che dici vergognoso qua vergognoso la. Qui il problema e' che vogliono far fuori la Stanley, non che vogliono fargli pagare le tasse.
E la Stanley, mi sembra, ha perso la pazienza e sta reagendo.
Consigliabile stare alla larga. Perche la Stanley, mi sembra, non scherza. La Stanley, mi sembra, non dimentica.
Mi sembra che non si possa chiedere ad una compagnia di partecipare ad un bando in cui ci siano cluausole messe ad hoc, storicamente, proprio per impedire la partecipaxione del book e, in caso partecipi e vinca, quelle clausole permettono ad AAMS di revocare le concessioni ed escutere (significa 'prendersi', ma in questo caso direi meglio 'rubare', ...'fregarsi', etc,etc) le fideiussioni versate (magari decine di milioni di euro) per partecipare al bando. Ma che sono scemi?
Enzobet, su... fatti coraggio ....
La Stanley non ha l'anello al naso. Ha chiesto garanzie. Non le ha ottenute. Non ha partecipato.
E, in queste condizioni, aveva il diritto di non partecipare.
Adesso tu è inutile che dici vergognoso qua vergognoso la. Qui il problema e' che vogliono far fuori la Stanley, non che vogliono fargli pagare le tasse.
E la Stanley, mi sembra, ha perso la pazienza e sta reagendo.
Consigliabile stare alla larga. Perche la Stanley, mi sembra, non scherza. La Stanley, mi sembra, non dimentica.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Antonio993
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda Antonio993 » 11/10/2014 - 21:23
Buonasera!
non me ne voglia Sig Mandrake,
ma lei e' veramente ridicolo!
Parla a nome di stanley (probabilmente loro non sanno nemmeno chi e' lei, anzi senza il probabilmente, non lo sanno.)
la smetta di dire ca**ate.
e' un po' che leggo i suoi post..
mi domando c'e' ancora qualcuno che crede a quello che dice?
in ogni caso c'e' chi opera nella legalita' e chi no!
il resto sono solo chiacchiere.
Discriminazioni o altre menate del genere, ma smettetela con questa pagliacciata.
il vs tempo sta per scadere (credo di essere abbastanza informato per affermare questo.)
Mi chiedo come questo forum continui a pubblicare post di gente che invita dei poveri sciagurati ad affiliarsi con siti illegati per lo piu' collusi con la malavita.
Sia chiaro che mi assumo la responsabilita' di quello che scrivo.
Ai posteri l'ardua sentenza.
Dimenticavo e' sbarcato in italia un nuovo .com cicciobet pare sia stato discriminato anche lui.
non me ne voglia Sig Mandrake,
ma lei e' veramente ridicolo!
Parla a nome di stanley (probabilmente loro non sanno nemmeno chi e' lei, anzi senza il probabilmente, non lo sanno.)
la smetta di dire ca**ate.
e' un po' che leggo i suoi post..
mi domando c'e' ancora qualcuno che crede a quello che dice?
in ogni caso c'e' chi opera nella legalita' e chi no!
il resto sono solo chiacchiere.
Discriminazioni o altre menate del genere, ma smettetela con questa pagliacciata.
il vs tempo sta per scadere (credo di essere abbastanza informato per affermare questo.)
Mi chiedo come questo forum continui a pubblicare post di gente che invita dei poveri sciagurati ad affiliarsi con siti illegati per lo piu' collusi con la malavita.
Sia chiaro che mi assumo la responsabilita' di quello che scrivo.
Ai posteri l'ardua sentenza.
Dimenticavo e' sbarcato in italia un nuovo .com cicciobet pare sia stato discriminato anche lui.
Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda paparazzo » 11/10/2014 - 22:07
Adesso che i .it possono di nuovo caricare e scaricare i conti gioco si è riaperta la stagione venatoria contro i .com da parte dei PdC.
Parlare di legalità di una serie di bandi che hanno partorito la più grossa porcata commerciale (con le 329 storiche) e dire che i .com sono collusi con la malavita quando il più grosso concessionario di slot appartiene, carte processuali alla mano, a boss della mafia....
Questo mi sembra ridicolo.
E' arrivato Antonio666 a lanciare l'anatema...
Visto che sei così informato, perchè non condividi le tue altolocate informazioni prima di insultare?
Sono stato in disaccordo con Mandrake e con le politiche Stanley, ma pensare che Stanley non sappia chi sia Mandrake e che Mandrake non sapppia quello che scrive, è illogico o stupidamente fazioso.
Chiudo dicendo che sono più di15 anni che qualcuno spera che le cose vadano come dice il nostro solerte difensore del sistema concessorio e puntualmente arriva una sentenza della CGE a cassarne alcuni fondamentali elementi (tipo Tulps).
Parlare di legalità di una serie di bandi che hanno partorito la più grossa porcata commerciale (con le 329 storiche) e dire che i .com sono collusi con la malavita quando il più grosso concessionario di slot appartiene, carte processuali alla mano, a boss della mafia....
Questo mi sembra ridicolo.
E' arrivato Antonio666 a lanciare l'anatema...
Visto che sei così informato, perchè non condividi le tue altolocate informazioni prima di insultare?
Sono stato in disaccordo con Mandrake e con le politiche Stanley, ma pensare che Stanley non sappia chi sia Mandrake e che Mandrake non sapppia quello che scrive, è illogico o stupidamente fazioso.
Chiudo dicendo che sono più di15 anni che qualcuno spera che le cose vadano come dice il nostro solerte difensore del sistema concessorio e puntualmente arriva una sentenza della CGE a cassarne alcuni fondamentali elementi (tipo Tulps).
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda mandrake76 » 11/10/2014 - 23:12
Chapeau
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Re: SEQUESTRO DI 56 MILIONI DI EURO ALLA STANLEY
Messaggioda enzo-bet » 12/10/2014 - 12:34
mandrake76 ha scritto:Senti Enzo ma Stanley le aveva accettate! Pero' aveva scritto ad AAMS chiedendogli di impegnarsi a non revocare licenze e fideiussioni solo perche' i dirigenti Stanley avevano procedimenti penali contro. AAMS non si e' impegnata e Stanley non ha partecipato.
Mi sembra che non si possa chiedere ad una compagnia di partecipare ad un bando in cui ci siano cluausole messe ad hoc, storicamente, proprio per impedire la partecipaxione del book e, in caso partecipi e vinca, quelle clausole permettono ad AAMS di revocare le concessioni ed escutere (significa 'prendersi', ma in questo caso direi meglio 'rubare', ...'fregarsi', etc,etc) le fideiussioni versate (magari decine di milioni di euro) per partecipare al bando. Ma che sono scemi?
Enzobet, su... fatti coraggio ....
La Stanley non ha l'anello al naso. Ha chiesto garanzie. Non le ha ottenute. Non ha partecipato.
E, in queste condizioni, aveva il diritto di non partecipare.
Adesso tu è inutile che dici vergognoso qua vergognoso la. Qui il problema e' che vogliono far fuori la Stanley, non che vogliono fargli pagare le tasse.
E la Stanley, mi sembra, ha perso la pazienza e sta reagendo.
Consigliabile stare alla larga. Perche la Stanley, mi sembra, non scherza. La Stanley, mi sembra, non dimentica.
chiedo scusa sbaglio o Stanley ha preso la GAD? Quindi il suo discorso non sta in piedi, la Stanley non ha partecipato al bando, perché aveva capito che questa situazione poteva durare ancora anni,perche' allora comprare le concessioni? Perché dare il 5% dell'imposta allo stato italiano quando posso tirare a campare ancora per un po di tempo?Adesso viene fuori la storia che il sequestro preventivo e' stato fatto per non permettere alla Stanley di partecipare al prossimo bando del 2016, anche questo mi fa sorridere, qui da noi si dice "vo scuppari siampri a gritta" vuoi cadere sempre con i piedi in terra, questo leggo dal tuo post.
Chi mi conosce in questo forum sa benissimo che ho scritto sempre perché si mettesse tutto in ordine, facendo partecipare chiunque dimostrasse di avere le carte in regola, invece siamo al punto che un punto com nato da pochissimo, si puo permettere di dichiararsi discriminato, tanto i nostri giudici guardano solo i copia incolla presentati dai legali del momento, perché devono scevvellarsi leggendo carte e cartine?
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