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Procura di Roma: Guardate un po'...!
Situazione attuale, prospettive, notizie.
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Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 26/07/2014 - 11:28
Fonte: da Repubblica di oggi (pag.20)
Colpo all'impero delle scommesse online
Roma, indagati i vertici di Stanleybet: "Attività illegale: non hanno concessione dei Monopoli, evadono il Fisco". Ma sono decine le maxi-agenzie straniere (con oltre 5 mila punti vendita) nel mirino delle procure italiane
ROMA - C'è un'indagine a Roma che fa tremare la rete "parallela" dei bookmaker stranieri. Giovanni Garrisi, il 66enne proprietario del colosso privato StanleyBet, è indagato con altri undici manager della società per associazione per delinquere. L'accusa è di "esercitare (in Italia) l'attività illegale di giochi e scommesse, in assenza di qualsiasi titolo concessorio e in totale evasione di imposta", avvalendosi di una "stabile organizzazione occulta di persone e mezzi", articolata sul territorio con gli ormai famosi Ctd, i Centri di trasmissione dati che raccolgono le puntate e le piazzano online.
A fine giugno la Guardia di Finanza è andata a sequestrare quintali di carte e materiale informatico in alcune sedi della StanleyBet, tra cui Milano, Montecatini, Potenza, Giugliano, Roma. La casa "madre", la Stanley International Betting Limited che fa capo a Garrisi, ha sede a Liverpool, ma conta duemila agenzie scommesse sparse per l'Europa e almeno un centinaio in Italia. Il punto è proprio questo. "I Ctd - scrivono nel decreto di sequestro i due pm che seguono l'inchiesta, Margherita Pinto e Valentina Margio - sono formalmente dipendenti da un'altra società, la StanleyBet Malta Limited", con sede appunto a Malta. Qui c'è un signore, Vondy James Edward, che ne è il legale rappresentante, ma, al tempo stesso, è uomo "riconducibile con un rapporto di dipendenza funzionale al gruppo di Garrisi". Il meccanismo messo in piedi da Stanleybet per evadere le tasse italiane sul gioco - sostiene la procura - si baserebbe dunque su questa doppia "paternità" dei Ctd.
Che il procedimento in corso sia di una certa importanza, lo si capisce perché nelle stesse condizioni di StanleyBet ci sono decine di operatori stranieri che negli anni hanno aperto punti di raccolta scommesse pur senza avere la concessione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo un'elaborazione di Agipronews su dati di Confindustria, in Italia la rete "parallela" ha raggiunto quota 4.904 punti vendita, contro i 7.389 di quelli autorizzati. Ci sono regioni, come la Calabria, dove i primi (380) hanno superato i secondi (286). Addirittura in Sardegna il rapporto è di 3 a 1, 183 agenzie senza concessione dei Monopoli contro 60.
La materia è scivolosa, divide i da anni i maggiori giuristi d'Europa e, va detto, una qualche ragione i bookmaker esteri sembrano averla. Dalla loro parte hanno infatti ben tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, l'ultima denominata "Costa-Cifone" del 2012, secondo la disciplina italiana in materia di scommesse, basata sulle concessioni, è "incompatibile" con il principio della libera circolazione e prestazione di servizi da parte di cittadini comunitari. Sentenze alla mano, i legali di StanleyBet hanno messo in atto una strategia di difesa "aggressiva": contrasto ai Monopoli, querele ai giornali e pure ai finanzieri che, eseguendo gli ordini delle procure, vanno a prelevare documenti o a chiudere i punti vendita (quasi sempre riaperti dal Tar dopo pochi giorni).
Per dire quanto sia fumosa la questione, due settimane fa il Gip di Lecce ha disposto il rinvio a giudizio per 27 persone, compresi XXXXXXXXXXXX, amministratori di Goldbet Sportwetten, altro bookmaker straniero con sede a Innsbruck. L'accusa? La solita: "Esercizio abusivo dell'attività di scommesse raccolte in via telematica sul territorio". Eppure uno stralcio di questa stessa inchiesta, trasmesso a Palermo, era stato archiviato nel 2012 proprio in seguito alla "Costa Cifone".
La conseguenza di questa storia, al momento, la paga l'Erario: negli ultimi due anni non ha incassato 530 milioni di euro di imposta della rete "parallela". C'è chi, come Maurizio Ughi, ad di Snai Servizi, ha lanciato un appello al premier Renzi comprando delle pagine su alcuni quotidiani. "Non voglio entrare nel merito su chi ha ragione o meno, ma chiedo chiarezza una volta per tutte: o lo Stato italiano ammette di non essere in grado di controllare il territorio e dunque decide di liberalizzare il mercato, oppure tutti devono rispettare le leggi italiane, sia quelle del Fisco, sia quelle che impongono distanze minime delle agenzie da luoghi sensibili tipo scuole e chiese. Cosa che i Ctd non fanno".
Colpo all'impero delle scommesse online
Roma, indagati i vertici di Stanleybet: "Attività illegale: non hanno concessione dei Monopoli, evadono il Fisco". Ma sono decine le maxi-agenzie straniere (con oltre 5 mila punti vendita) nel mirino delle procure italiane
ROMA - C'è un'indagine a Roma che fa tremare la rete "parallela" dei bookmaker stranieri. Giovanni Garrisi, il 66enne proprietario del colosso privato StanleyBet, è indagato con altri undici manager della società per associazione per delinquere. L'accusa è di "esercitare (in Italia) l'attività illegale di giochi e scommesse, in assenza di qualsiasi titolo concessorio e in totale evasione di imposta", avvalendosi di una "stabile organizzazione occulta di persone e mezzi", articolata sul territorio con gli ormai famosi Ctd, i Centri di trasmissione dati che raccolgono le puntate e le piazzano online.
A fine giugno la Guardia di Finanza è andata a sequestrare quintali di carte e materiale informatico in alcune sedi della StanleyBet, tra cui Milano, Montecatini, Potenza, Giugliano, Roma. La casa "madre", la Stanley International Betting Limited che fa capo a Garrisi, ha sede a Liverpool, ma conta duemila agenzie scommesse sparse per l'Europa e almeno un centinaio in Italia. Il punto è proprio questo. "I Ctd - scrivono nel decreto di sequestro i due pm che seguono l'inchiesta, Margherita Pinto e Valentina Margio - sono formalmente dipendenti da un'altra società, la StanleyBet Malta Limited", con sede appunto a Malta. Qui c'è un signore, Vondy James Edward, che ne è il legale rappresentante, ma, al tempo stesso, è uomo "riconducibile con un rapporto di dipendenza funzionale al gruppo di Garrisi". Il meccanismo messo in piedi da Stanleybet per evadere le tasse italiane sul gioco - sostiene la procura - si baserebbe dunque su questa doppia "paternità" dei Ctd.
Che il procedimento in corso sia di una certa importanza, lo si capisce perché nelle stesse condizioni di StanleyBet ci sono decine di operatori stranieri che negli anni hanno aperto punti di raccolta scommesse pur senza avere la concessione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Secondo un'elaborazione di Agipronews su dati di Confindustria, in Italia la rete "parallela" ha raggiunto quota 4.904 punti vendita, contro i 7.389 di quelli autorizzati. Ci sono regioni, come la Calabria, dove i primi (380) hanno superato i secondi (286). Addirittura in Sardegna il rapporto è di 3 a 1, 183 agenzie senza concessione dei Monopoli contro 60.
La materia è scivolosa, divide i da anni i maggiori giuristi d'Europa e, va detto, una qualche ragione i bookmaker esteri sembrano averla. Dalla loro parte hanno infatti ben tre sentenze della Corte di Giustizia Europea, l'ultima denominata "Costa-Cifone" del 2012, secondo la disciplina italiana in materia di scommesse, basata sulle concessioni, è "incompatibile" con il principio della libera circolazione e prestazione di servizi da parte di cittadini comunitari. Sentenze alla mano, i legali di StanleyBet hanno messo in atto una strategia di difesa "aggressiva": contrasto ai Monopoli, querele ai giornali e pure ai finanzieri che, eseguendo gli ordini delle procure, vanno a prelevare documenti o a chiudere i punti vendita (quasi sempre riaperti dal Tar dopo pochi giorni).
Per dire quanto sia fumosa la questione, due settimane fa il Gip di Lecce ha disposto il rinvio a giudizio per 27 persone, compresi XXXXXXXXXXXX, amministratori di Goldbet Sportwetten, altro bookmaker straniero con sede a Innsbruck. L'accusa? La solita: "Esercizio abusivo dell'attività di scommesse raccolte in via telematica sul territorio". Eppure uno stralcio di questa stessa inchiesta, trasmesso a Palermo, era stato archiviato nel 2012 proprio in seguito alla "Costa Cifone".
La conseguenza di questa storia, al momento, la paga l'Erario: negli ultimi due anni non ha incassato 530 milioni di euro di imposta della rete "parallela". C'è chi, come Maurizio Ughi, ad di Snai Servizi, ha lanciato un appello al premier Renzi comprando delle pagine su alcuni quotidiani. "Non voglio entrare nel merito su chi ha ragione o meno, ma chiedo chiarezza una volta per tutte: o lo Stato italiano ammette di non essere in grado di controllare il territorio e dunque decide di liberalizzare il mercato, oppure tutti devono rispettare le leggi italiane, sia quelle del Fisco, sia quelle che impongono distanze minime delle agenzie da luoghi sensibili tipo scuole e chiese. Cosa che i Ctd non fanno".
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 26/07/2014 - 11:49
Cavolo mi hanno censurato!
Possibile che non posso parlare neppure di me stesso?
Possibile che non posso parlare neppure di me stesso?
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda superibra » 26/07/2014 - 13:09
In un paese dove la durata media delle cause e' circa dieci anni, siano esse civili o penali, sarebbe bello capire quale spirito muove un PM ad intraprendere inchieste dove ormai ci sono CENTINAIA di analoghi procedimenti chiusi con l'assoluzione oltre a svariate pronuncie della Cassazione e della Corte Europea, ci sono procure che ormai archiviano senza neppure iniziare le indagini, e poi parliamo di mala giustizia !!!
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 26/07/2014 - 21:33
Sto riflettendo...
Domani vi darò una mia opinione sulle conseguenze di questa vicenda, non solo per Stanley, ma per tutti noi.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda IBS » 26/07/2014 - 21:56
Caro Mandrake, credo che a questo punto le strade siano poche.
http://beteconomy.net/2014/07/26/stanle ... ma-indaga/
Se la Procura di Roma ha davvero le prove di cui parla, ossia che si è avuta una stabile organizzazione sul territorio, allora la storia di stanley in italia è finita (ok magari ci vorranno 10 anni).
Se la Procura non ha ragione, o Stanley sa di essere nel giusto, allora è arrivato il momento di battere le inchieste sul tempo, dialogare con gli altri .com e fare fronte comune per il riconoscimento della categoria. E quindi salvarsi il posteriore.
Il resto sono chiacchiere.
http://beteconomy.net/2014/07/26/stanle ... ma-indaga/
Se la Procura di Roma ha davvero le prove di cui parla, ossia che si è avuta una stabile organizzazione sul territorio, allora la storia di stanley in italia è finita (ok magari ci vorranno 10 anni).
Se la Procura non ha ragione, o Stanley sa di essere nel giusto, allora è arrivato il momento di battere le inchieste sul tempo, dialogare con gli altri .com e fare fronte comune per il riconoscimento della categoria. E quindi salvarsi il posteriore.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 26/07/2014 - 22:32
Credo che la Stanley sia invece l'unica, fra i vari book, a non avere una stabile organizzazione sul territorio.
Quindi la Procura, non credo potrà provare proprio un bel niente, dato che l'ipotesi è infondata. Naturalmente ci prova.
Ma qui, non è che si trova di fronte LaQualunqueBet.com...
Malgrado ciò, non credo proprio che ci sia da "battere le inchieste sul tempo".
Penso invece che è una splendida opportunità per approfondire per bene il tutto ed uscirne completamente puliti.
La Stanley, é certamente in grado di far questo.
Riguardo al fronte comune, sono d'accordo.
Invece, che il fronte comune abbia come obiettivo il "riconoscimento della categoria", è sbagliato.
Perché non c'è una categoria.
Ci sono invece società con storie molto diverse, a cui di conseguenza, sono affiliati operatori completamente diversi fra loro.
La Stanley può vincere questa battaglia trasformando l'eventuale processo ai suoi dirigenti, nel processo all'intero sistema e ai suoi protagonisti, passati e presenti.
Per spiegarmi: lo sapete cosa è un boomerang?
Preparatevi perché questo procedimento ha come conseguenza la definitiva legittimità della cosiddetta "rete parallela".
I tempi saranno biblici, quindi: 2016,2017,2018, etc ancora con i CTD.
E sia.....Lunga vita ai CTD!
Quindi la Procura, non credo potrà provare proprio un bel niente, dato che l'ipotesi è infondata. Naturalmente ci prova.
Ma qui, non è che si trova di fronte LaQualunqueBet.com...
Malgrado ciò, non credo proprio che ci sia da "battere le inchieste sul tempo".
Penso invece che è una splendida opportunità per approfondire per bene il tutto ed uscirne completamente puliti.
La Stanley, é certamente in grado di far questo.
Riguardo al fronte comune, sono d'accordo.
Invece, che il fronte comune abbia come obiettivo il "riconoscimento della categoria", è sbagliato.
Perché non c'è una categoria.
Ci sono invece società con storie molto diverse, a cui di conseguenza, sono affiliati operatori completamente diversi fra loro.
La Stanley può vincere questa battaglia trasformando l'eventuale processo ai suoi dirigenti, nel processo all'intero sistema e ai suoi protagonisti, passati e presenti.
Per spiegarmi: lo sapete cosa è un boomerang?
Preparatevi perché questo procedimento ha come conseguenza la definitiva legittimità della cosiddetta "rete parallela".
I tempi saranno biblici, quindi: 2016,2017,2018, etc ancora con i CTD.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda xxxdanielexxx » 29/07/2014 - 11:50
Quindi affermi che stanley non parteciperà al prossimo bando?
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda SKS365official » 29/07/2014 - 13:59
L'articolo pubblicato da "La Repubblica" il 26 luglio, pur limitandosi sostanzialmente a riportare gli atti dell'inchiesta, e scivolando a tratti su un argomento probabilmente non ben conosciuto dall'autore, ha sicuramente avuto un pregio oggettivo. Spiegare a chi non ne fosse ancora a conoscenza, i sotterfugi operati da chi negli anni si è prima voluto ergere a paladino degli oppressi per poi cercare di banchettare, miseramente rifiutato, al tavolo di AAMS.
Su questo forum un utente "misterioso" già nel suo nome, vorrebbe ora salvarsi sostenendo come "Stanley sia invece l'unica, fra i vari book, a non avere una stabile organizzazione sul territorio". Che non abbia letto quanto riportato dal Corriere della Sera il 24 giugno 2013 ("Fisco, Stanleybet pagherà le tasse in Italia")? O che voglia magari distogliere l'attenzione dalla vera accusa presente nell'inchiesta, ossia l'evasione fiscale? O che non comprenda come tutto, dal pagamento dell'imposta unica per i CTD alla società maltese, rappresentino prove sulla quale ora la Procura di Roma indagherà?
Dispiace infine leggere come le parole di questo misterioso utente e supposto CTD, probabilmente mal consigliato dal suo quadro astrale quotidiano, indichino i suoi colleghi come "non categoria". Caro Mandrake, i CTD, e dovresti averlo capito, non vi aspettano più. Oggi siedono tutti sulla riva del fiume.
Su questo forum un utente "misterioso" già nel suo nome, vorrebbe ora salvarsi sostenendo come "Stanley sia invece l'unica, fra i vari book, a non avere una stabile organizzazione sul territorio". Che non abbia letto quanto riportato dal Corriere della Sera il 24 giugno 2013 ("Fisco, Stanleybet pagherà le tasse in Italia")? O che voglia magari distogliere l'attenzione dalla vera accusa presente nell'inchiesta, ossia l'evasione fiscale? O che non comprenda come tutto, dal pagamento dell'imposta unica per i CTD alla società maltese, rappresentino prove sulla quale ora la Procura di Roma indagherà?
Dispiace infine leggere come le parole di questo misterioso utente e supposto CTD, probabilmente mal consigliato dal suo quadro astrale quotidiano, indichino i suoi colleghi come "non categoria". Caro Mandrake, i CTD, e dovresti averlo capito, non vi aspettano più. Oggi siedono tutti sulla riva del fiume.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 29/07/2014 - 21:03
DANIELE
Non dipende piu’ dalla Stanley.
Nessun operatore con procedimenti penali a carico puo’ venire ammesso ad una gara per Concessioni, non solo nelle scommesse, ma anche in altri settori.
Perche’ fa parte delle regole degli appalti pubblici.
Certo si potrebbe dire che alla fin fine dipende da AAMS. Se ad AAMS gli sta bene .... perche’ no.
Il problema e’ che questo puo’ valere per operatori piccoli. Se ad AAMS gli sta bene e poi cambia idea rischia al massimo la revoca della licenza e la perdita della fideiussione.
Ma per un opertore grande che partecipa a molte concessioni la fideiussione puo’ essere qualcosa come 100 milioni.
Nessuna banca ti darebbe una fideiussione per 100 milioni di euro sapendo che AAMS ti fa partecipare, anche se hai addosso un procedimento penale, perche’ ..... e’ buona e comprensiva. E se poi cambia idea? La banche non fanno pensieri artistici. O puoi o non puoi.
Quindi la conclusione e’ questa. I procedimenti penali in Italia durano anni. La Stanley si trovera’ quindi, nel 2016, con un procedimento penale sui suoi dirigenti apicali. Poco importa che alla fine avra’ ragione.
Comunque nessuna banca, giustamente, potrebbe dare fideiussioni per 100 milioni in una condizione del genere, anche se fosse la Fiat a partecipare.
Certo la Stanley potrebbe i 100 milioni metterceli di tasca sua, immaginando che volendo ce li abbia. Ma quale compagnia assumerebbe un rischio simile?
Quindi non c’e’ trippa per gatti: la Stanley certamente fara' di tutto per partecipare alle gare del 2016, ma, al momento, proprio per una questione tecnica, vedo questa partecipazione impossibile.
Poi magari hanno un asso nella manica .... che io non conosco.
Pero’ questa e’ la mia opinione.
Non dipende piu’ dalla Stanley.
Nessun operatore con procedimenti penali a carico puo’ venire ammesso ad una gara per Concessioni, non solo nelle scommesse, ma anche in altri settori.
Perche’ fa parte delle regole degli appalti pubblici.
Certo si potrebbe dire che alla fin fine dipende da AAMS. Se ad AAMS gli sta bene .... perche’ no.
Il problema e’ che questo puo’ valere per operatori piccoli. Se ad AAMS gli sta bene e poi cambia idea rischia al massimo la revoca della licenza e la perdita della fideiussione.
Ma per un opertore grande che partecipa a molte concessioni la fideiussione puo’ essere qualcosa come 100 milioni.
Nessuna banca ti darebbe una fideiussione per 100 milioni di euro sapendo che AAMS ti fa partecipare, anche se hai addosso un procedimento penale, perche’ ..... e’ buona e comprensiva. E se poi cambia idea? La banche non fanno pensieri artistici. O puoi o non puoi.
Quindi la conclusione e’ questa. I procedimenti penali in Italia durano anni. La Stanley si trovera’ quindi, nel 2016, con un procedimento penale sui suoi dirigenti apicali. Poco importa che alla fine avra’ ragione.
Comunque nessuna banca, giustamente, potrebbe dare fideiussioni per 100 milioni in una condizione del genere, anche se fosse la Fiat a partecipare.
Certo la Stanley potrebbe i 100 milioni metterceli di tasca sua, immaginando che volendo ce li abbia. Ma quale compagnia assumerebbe un rischio simile?
Quindi non c’e’ trippa per gatti: la Stanley certamente fara' di tutto per partecipare alle gare del 2016, ma, al momento, proprio per una questione tecnica, vedo questa partecipazione impossibile.
Poi magari hanno un asso nella manica .... che io non conosco.
Pero’ questa e’ la mia opinione.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 29/07/2014 - 21:07
SKS365Official.
Guarda caro amico che quelli che sono seduti sulla riva del fiume non danno un contributo. Sono tipicamente quelli che ‘rosicano’. Quindi che vogliamo .... farli diventare una categoria? E magari, come tu sembri essere.... vogliamo pure esserne fieri?
Al massimo posso concedertela come "categoria degli sfigati!”.
Ma comunque non contano. Perche’ chi sta seduto sulla riva del fiume è solo inutile. Pezzi di carne senza pensiero..... o magari alla ricerca di qualcuno piu’ sfigato di loro che ne assuma il commando.
Hai perso una buona occasione per startene zitto.
Riguardo a Stanley, alla fine, quello che dico io o che dici tu, conta poco. Contera’ quello che dira’ il tribunale.
Io ci scommetto ma non perche la Stanley ha gli avvocati piu’ bravi. Non perche’ la Stanley e’ piu’ brava strategicamente. Non perche’ le autorita’ nell’attaccarla fanno errori grossolani.
Io ci scommetto perche’ la Stanley ha ragione.
L’ha sempre avuta, dimostrato dalle sentenze che ha conquistato, poi usate da tutti.
Veniamo a questo procedimento.
La Stanley non ha una stabile organizzazione sul territorio per il semplice fatto che gli e’ sempre stato impedito di farsela. Quindi le imposte non sono dovute. Punto. E’ semplice. Ogni parola in piu’ e’ sovrabbondante e punta solo a fare confusione. La decisione del tribunale lo dimostrerà. Anche questa volta la Stanley avra’ avuto ragione.
Con buona pace di tutti i roditori....
Riguardo alla stabile organizzazione .... ti sei offeso forse perche’ ho detto che Stanley e’ l’unica a non averla? Non dovresti essere offeso.
Dato che certamente non sei Stanley.... dovresti essere preoccupato, non offeso.
Cerca di restare lucido SKS365Official. Attaccare Stanley non serve a niente. Se Stanley vince, anche gli altri – anche se hanno una stabile organizzazione – non pagheranno le tasse. E’ meglio quindi che dici ai roditori che adesso e’ il momento di tifare per la Stanley, nel loro stesso interesse. Così, come hanno fatto nel passato, possono poi nascondersi dietro di essa.
E’ tutto.
Guarda caro amico che quelli che sono seduti sulla riva del fiume non danno un contributo. Sono tipicamente quelli che ‘rosicano’. Quindi che vogliamo .... farli diventare una categoria? E magari, come tu sembri essere.... vogliamo pure esserne fieri?
Al massimo posso concedertela come "categoria degli sfigati!”.
Ma comunque non contano. Perche’ chi sta seduto sulla riva del fiume è solo inutile. Pezzi di carne senza pensiero..... o magari alla ricerca di qualcuno piu’ sfigato di loro che ne assuma il commando.
Hai perso una buona occasione per startene zitto.
Riguardo a Stanley, alla fine, quello che dico io o che dici tu, conta poco. Contera’ quello che dira’ il tribunale.
Io ci scommetto ma non perche la Stanley ha gli avvocati piu’ bravi. Non perche’ la Stanley e’ piu’ brava strategicamente. Non perche’ le autorita’ nell’attaccarla fanno errori grossolani.
Io ci scommetto perche’ la Stanley ha ragione.
L’ha sempre avuta, dimostrato dalle sentenze che ha conquistato, poi usate da tutti.
Veniamo a questo procedimento.
La Stanley non ha una stabile organizzazione sul territorio per il semplice fatto che gli e’ sempre stato impedito di farsela. Quindi le imposte non sono dovute. Punto. E’ semplice. Ogni parola in piu’ e’ sovrabbondante e punta solo a fare confusione. La decisione del tribunale lo dimostrerà. Anche questa volta la Stanley avra’ avuto ragione.
Con buona pace di tutti i roditori....
Riguardo alla stabile organizzazione .... ti sei offeso forse perche’ ho detto che Stanley e’ l’unica a non averla? Non dovresti essere offeso.
Dato che certamente non sei Stanley.... dovresti essere preoccupato, non offeso.
Cerca di restare lucido SKS365Official. Attaccare Stanley non serve a niente. Se Stanley vince, anche gli altri – anche se hanno una stabile organizzazione – non pagheranno le tasse. E’ meglio quindi che dici ai roditori che adesso e’ il momento di tifare per la Stanley, nel loro stesso interesse. Così, come hanno fatto nel passato, possono poi nascondersi dietro di essa.
E’ tutto.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda IBS » 29/07/2014 - 22:51
Mandrake, hai perso una valida occasione per stare zitto e rimanere all'interno del buon gusto. Sostenere "Ma comunque non contano. Perche’ chi sta seduto sulla riva del fiume è solo inutile. Pezzi di carne senza pensiero..... o magari alla ricerca di qualcuno piu’ sfigato di loro che ne assuma il commando" non mi suona nuova.
Io mi auguro che questo pensiero non appartenga a stanley, perchè sarebbe indecente. Leggenda vuole che un anno fa nel corso di una riunione, un piccolo avvocato di provincia e il suo compagno di merende, ebbero il coraggio di sostenere la tua identica tesi. Tralascio la piccolezza che evidentemente vi accomuna. Ma tieni presente che i due rappresentanti della stessa società, un anno dopo, in una riunione hanno avuto il fegato di chiedere scusa per quelle boiate. Perchè tali erano.
Senza questa categoria degli sfigati stanley, come gli altri, sarebbe alla canna del gas.
Io mi auguro che questo pensiero non appartenga a stanley, perchè sarebbe indecente. Leggenda vuole che un anno fa nel corso di una riunione, un piccolo avvocato di provincia e il suo compagno di merende, ebbero il coraggio di sostenere la tua identica tesi. Tralascio la piccolezza che evidentemente vi accomuna. Ma tieni presente che i due rappresentanti della stessa società, un anno dopo, in una riunione hanno avuto il fegato di chiedere scusa per quelle boiate. Perchè tali erano.
Senza questa categoria degli sfigati stanley, come gli altri, sarebbe alla canna del gas.
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda SKS365official » 29/07/2014 - 23:16
Caro Sig. Mandrake,
Purtroppo l'assenza ufficiale di rappresentanti di Stanleybet su questo forum, probabilmente impegnati a difendersi dalle attuali e non propriamente leggere accuse, non ci consente di intrattenerci ulteriormente. Apprezziamo però il suo ottimismo sicuri che il suo lavoro per Stanleybet conoscerà sicuramente momenti migliori. Ci chiediamo però come mai, stando ai suoi infiniti messaggi postati in anni e anni di onorato servizio, da CTD o paladino dei CTD, sia giunto oggi a definirli "pezzi di carne senza pensiero".
Eppure quanti suoi post festeggiano le imprese in Corte Europea dei ctd Stanley. Quanti post parlano dell'importanza dei CTD. E poi? Perchè o lei si è dato del "pezzo di carne senza pensiero", o vive dietro una scrivania di Un bookmaker interessato o non ha nulla a che fare con questo settore. Gradisce la busta A, B o C?
Purtroppo l'assenza ufficiale di rappresentanti di Stanleybet su questo forum, probabilmente impegnati a difendersi dalle attuali e non propriamente leggere accuse, non ci consente di intrattenerci ulteriormente. Apprezziamo però il suo ottimismo sicuri che il suo lavoro per Stanleybet conoscerà sicuramente momenti migliori. Ci chiediamo però come mai, stando ai suoi infiniti messaggi postati in anni e anni di onorato servizio, da CTD o paladino dei CTD, sia giunto oggi a definirli "pezzi di carne senza pensiero".
Eppure quanti suoi post festeggiano le imprese in Corte Europea dei ctd Stanley. Quanti post parlano dell'importanza dei CTD. E poi? Perchè o lei si è dato del "pezzo di carne senza pensiero", o vive dietro una scrivania di Un bookmaker interessato o non ha nulla a che fare con questo settore. Gradisce la busta A, B o C?
- mandrake76
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 30/07/2014 - 00:10
Pezzi di carne senza pensiero si riferisce non ai CTD ma a quelli che come tu hai detto 'stanno sulla riva del fiume'.
Stanno sulla riva del fiume a far cosa? Vediamo un po: io non mi ero neanche lontanamente immaginato che tu ti riferissi a dei CTD.... pensi che dal livore profondo del tuo intervento possiamo dedurre che stanno sulla riva del fiume a tifare per Stanley? Mi sembra che tu non intendevi questo ....
Quindi ricapitolando: abbiamo dei soggetti non identificati che stanno sulla riva del fiume a tifare contro Stanley. Poi pretendi di dire che si tratterebbe di CTD.
Quindi ricapitolando ancora: abbiamo dei soggetti che stanno sulla riva del fiume a tifare contro Stanley, e stanno lavorando come CTD.....
Da qui il passo e' breve per arrivare alla conclusione.
Abbiamo dei soggetti che stanno sulla riva del fiume a tifare contro Stanley, pero' si sono scordati che lavorano come CTD (o CED che dir si voglia) grazie alle sentenze Stanley ....... che poi hanno generato quelle Goldbet e tutte le altre. Ma senza quelle Stanley non saremmo qui a raccontarcela.
Allora delle due l'una. O tu ti sbagli e quelli che stanno sulla riva del fiume non sono CTD. Allora definirli 'pezzi di carne senza pensiero' va piu' che bene. Oppure non ti sbagli. Se quelli che stanno sulla riva del fiume e tifano contro Stanley sono CTD allora sono d'accordo che definirli 'pezzi di carne senza pensiero' e' sbagliato.
Anche a definirli direttamente 'pezzi di merda' ... non mi sento soddisfatto. Non mi sembra appropriato.
Perche' alla fin fine la merda, se e' in pezzi, una certa dignita' la conserva ancora.
E se e' sciolta? ....uhm 'pezzi di sciolta' .... ancora non mi sembra che vada bene. Escrementi? No, troppo generico.
Insomma.... indefinibili.
Una cosa la abbiamo capita: non sono amici della Stanley, come non lo sei tu. E a mio parere, non sono neanche amici dei CTD, come non lo sei tu.
Stanno sulla riva del fiume a far cosa? Vediamo un po: io non mi ero neanche lontanamente immaginato che tu ti riferissi a dei CTD.... pensi che dal livore profondo del tuo intervento possiamo dedurre che stanno sulla riva del fiume a tifare per Stanley? Mi sembra che tu non intendevi questo ....
Quindi ricapitolando: abbiamo dei soggetti non identificati che stanno sulla riva del fiume a tifare contro Stanley. Poi pretendi di dire che si tratterebbe di CTD.
Quindi ricapitolando ancora: abbiamo dei soggetti che stanno sulla riva del fiume a tifare contro Stanley, e stanno lavorando come CTD.....
Da qui il passo e' breve per arrivare alla conclusione.
Abbiamo dei soggetti che stanno sulla riva del fiume a tifare contro Stanley, pero' si sono scordati che lavorano come CTD (o CED che dir si voglia) grazie alle sentenze Stanley ....... che poi hanno generato quelle Goldbet e tutte le altre. Ma senza quelle Stanley non saremmo qui a raccontarcela.
Allora delle due l'una. O tu ti sbagli e quelli che stanno sulla riva del fiume non sono CTD. Allora definirli 'pezzi di carne senza pensiero' va piu' che bene. Oppure non ti sbagli. Se quelli che stanno sulla riva del fiume e tifano contro Stanley sono CTD allora sono d'accordo che definirli 'pezzi di carne senza pensiero' e' sbagliato.
Anche a definirli direttamente 'pezzi di merda' ... non mi sento soddisfatto. Non mi sembra appropriato.
Perche' alla fin fine la merda, se e' in pezzi, una certa dignita' la conserva ancora.
E se e' sciolta? ....uhm 'pezzi di sciolta' .... ancora non mi sembra che vada bene. Escrementi? No, troppo generico.
Insomma.... indefinibili.
Una cosa la abbiamo capita: non sono amici della Stanley, come non lo sei tu. E a mio parere, non sono neanche amici dei CTD, come non lo sei tu.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
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Re: Procura di Roma: Guardate un po'...!
Messaggioda mandrake76 » 30/07/2014 - 12:41
Appena ricevuta in agenzia.
Liverpool, 30 luglio 2014
Gentile Ricevitore,
A) Procedimento penale.
Avrete certamente avuto notizia di un’indagine, partita da ambienti della Guardia di Finanza e dell’AAMS, verso i vertici Stanleybet.
Tale indagine ha generato un procedimento penale presso la Procura di Roma, per l’ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale.
Stanleybet, in sostanza, è accusata di aver creato sul territorio italiano, tramite i CTD, una stabile organizzazione, malgrado sia sotto gli occhi di tutti il fatto che per ben 16 anni lo Stato italiano ha sequestrato e avviato procedimenti penali verso la compagnia stessa ed i suoi CTD.
Appare incredibile che lo Stato italiano prima inibisce l'attività, sequestra i CTD, avvii i procedimenti penali per poi cambiare rotta e arrivare a dire “sino ad adesso ho sbagliato in realtà c'è una stabile organizzazione”.
Non solo.
Questa presunta “stabile organizzazione”, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, sarebbe anche “occulta”.
Come ben sapete, Stanleybet esige che ogni titolare di CTD, prima dell'avvio dell'attività, si presenti alle Autorità di Polizia con la richiesta del controllo di ordine pubblico e della licenza di cui all’art. 88 T.U.L.P.S. e poi instaura con il titolare del CTD medesimo (persona fisica o giuridica) un ben definito rapporto contrattuale.
E ancora, come ben sapete, le scommesse sono organizzate, gestite, accettate e pagate da Stanleybet. Il Ctd rimane estraneo al contratto di scommessa, all'accettazione e al conseguente rischio sulle scommesse, ai reclami, alle controversie sul pagamento delle vincite e tanto tanto altro, così come affermano con autorità di giudicato gli organi giurisdizionali italiani sia in sede penale che in sede amministrativa.
Come un rapporto del genere possa definirsi “occulto” ce lo faremo spiegare a tempo debito.
Come un'impostazione del genere "stabile organizzazione" possa contrastare con la realtà dei fatti e con migliaia di pronunzie giudiziarie, ce lo faremo, del pari, spiegare.
Così come ci faremo spiegare come si possa dire che i dirigenti Stanleybet abbiano optato per una rete di CTD al fine di evitare le tasse sul reddito, quando è accertato da 3 sentenze della Corte di Giustizia che:
1.Stanleybet ha fatto di tutto per entrare in Italia tramite la partecipazione alle 3 gare per l’assegnazione delle concessioni e che...
2....lo Stato Italiano ha fatto di tutto per impedire a Stanleybet la partecipazione a tali gare.
Torniamo al procedimento penale.
L’ipotesi di reato è del tutto priva di fondamento e l'eventuale giudizio lo dimostrerà. Non è la prima volta che cose del genere succedono e Stanleybet ne è sempre uscita completamente pulita. La storia si ripete.
La Guardia di Finanza sostiene che non è vero che Stanleybet non ha partecipato alle gare a causa degli illegittimi impedimenti che le sono stati opposti dallo Stato italiano. Lo avrebbe fatto, invece, per evitare di pagare le tasse.
Chiunque conosce la storia del settore sa che un’ipotesi del genere è completamente risibile.
Stanleybet paga le tasse in ben 10 Paesi europei, perché mai non dovrebbe farlo in Italia?
La realtà, come tutti sapete, è che Stanleybet, a causa degli impedimenti posti dalle autorità italiane all’esercizio del suo diritto di stabilimento, ha avuto dalla Corte di Giustizia una sorta di legittimazione ad offrire i suoi servizi verso l’Italia partendo dal Paese in cui è autorizzata. In coerenza con ciò, Stanleybet è tenuta a pagare le tasse nel Paese che l’ha autorizzata, non certo nel Paese che le ha impedito, con ogni possibile mezzo, di ottenere l’autorizzazione ad operare e di stabilirsi sul suo territorio.
Vediamo gli aspetti pratici. Per voi CTD non cambia nulla, perché una volta tanto l’accusa non riguarda l’art. 4, cioè le scommesse clandestine o supposte tali. La procura di Roma sembra aver chiarito che l’indagine riguarda solo l’aspetto fiscale e solo Stanleybet.
Come sempre, abbiamo piena fiducia nella Giustizia e siamo sicuri che il procedimento penale in corso si concluderà, come tutti quelli del passato, con il totale proscioglimento di Stanleybet e dei suoi dirigenti.
B) Qual è il vero problema e per chi?
Il problema è un altro.
Anche se andrà tutto bene, non sarà un procedimento breve. Nel frattempo arriva il 2016. Stanleybet attende la nuova regolamentazione del sistema concessorio italiano fissata al 2016 (data di scadenza di tutte le gare) per partecipare, a condizioni di parità, alle nuove gare.
La pendenza di un tale procedimento penale a carico dei dirigenti Stanleybet comporterà l'automatica esclusione dalla gara.
Qualsiasi procedura ad evidenza pubblica, come sono in Italia le gare per l’affidamento in concessione delle scommesse, ha tra i suoi requisiti di partecipazione che i titolari siano persone prive di procedimenti penali per gravi reati. Ovviamente si tratta di un principio più che giusto.
Il parametro di giudizio è proprio la presenza in capo ai candidati concessionari di condanne penali o anche solo di procedimenti penali in corso. AAMS ha il diritto di revocare una Concessione anche solo se – genericamente – s’interrompe il rapporto di fiducia e di professionalità tra le parti.
Stanleybet quindi sarà di nuovo impedita a partecipare, come nelle gare precedenti, anche alla eventuale gara del 2016. La storia, quindi, si ripete. Sempre a carico di Stanleybet.
Naturalmente, l’azione penale è obbligatoria. Tuttavia, la conseguenza pratica di questo procedimento è chiara: Stanleybet viene fin da oggi impedita alla partecipazione alle gare che si terranno nel 2016.
Il procedimento sarà lungo ma l’infondatezza dell’ipotesi di reato verrà riconosciuta, ancora una volta, dai Tribunali italiani. Anche qui, la storia si ripeterà.
Stanleybet, quindi, dovrà continuare a combattere nelle sedi giudiziarie perché malgrado la sua rete sia oggi e sarà anche in futuro pienamente legittima, tale legittimità non verrà riconosciuta direttamente dallo Stato Italiano, ma solo dai tribunali.
Però, il problema è grave anche per lo Stato Italiano. Il sogno di mister Ughi di un solo sistema, o pubblico o privato, si infrange, ancora una volta, contro questo procedimento penale. Stanleybet non potrà presumibilmente partecipare alle gare del 2016, ma la rete parallela continuerà a coesistere con quella dei Concessionari.
Ed è inutile che si affannino e minaccino di approvare nuove leggi più restrittive. Sarebbero leggi puntualmente disapplicate dai tribunali Italiani e non cambierebbe nulla.
Conclusione: sia Stanleybet che lo Stato Italiano continueranno ad avere problemi, a meno che...
1. Prima ipotesi: Sistema Autorizzatorio
A meno che lo Stato Italiano, tenuto conto dell’impossibilità di avere un solo sistema, decida di lasciare quello Concessorio, riconoscendone il fallimento (o facendo finta che, invece, era il più bel sistema del mondo, ma comunque rinunciandovi) e decida di far passare tutti ad un sistema autorizzatorio, senza mettere a gara i vari operatori, ma permettendo a chiunque lo richieda di operare. Il vantaggio, naturalmente, è che tutti pagherebbero le tasse in Italia e le entrate fiscali sarebbero sicuramente superiori.
2. Seconda ipotesi: C’è a questo punto una sia pur minima possibilità di mantenere il Sistema Concessorio, senza che ci siano anche i CTD?
Sì, c’è, nel caso in cui a Stanleybet venisse comunque consentita la partecipazione alla gara del 2016, e che la partecipazione sia a condizioni di parità, conforme alle norme ed ai principi comunitari.
Se lo Stato deciderà di parlare con Stanleybet per concordare nel 2016 un sistema concessorio a cui anche quest’ultima potrá partecipare, allora si porrà comunque il problema del procedimento penale in corso: se, all’alba del 2016, tale procedimento sarà ancora in corso, le temporanee squalificazioni soggettive in capo a Stanleybet che ne conseguiranno, ne impediranno comunque la partecipazione, anche se ci fosse la volontà dello Stato di consentirla.
Un procedimento penale, nelle aule di giustizia italiane, è quanto di più serio si possa immaginare e, quindi, non è minimamente influenzabile da considerazioni politiche o di convenienza. E questo è certamente un bene. L’unica possibilità di concluderlo prima del 2016 è che si arrivi velocemente all’archiviazione oppure che si risolva con una sentenza di proscioglimento di fronte al Giudice per l’udienza preliminare.
Se così sarà, allora vi sarà la possibilità di mantenere il sistema concessorio ove anche Stanleybet potrà partecipare qualora vengano previste misure di salvaguardia che la pongano a pari e alle medesime condizioni degli operatori nazionali.
3. Altrimenti?
Le due reti: i concessionari ed i CTD, continueranno a coesistere anche dopo il 2016.
In tal caso, converrà allo Stato Italiano approvare direttamente una legge che inizi cosi: “Premesso che l’attività dei cosiddetti CTD è pienamente legittima, etc...”.
Solo in tal caso, ovviamente, sarebbe legittimo l’assoggettamento di Stanleybet all’imposta unica (oggi non dovuta).
Del pari, solo nel caso di autorizzazione ad aprire una Stanleybet Italia e solo nel caso in cui venga consentito realmente di stabilirsi in Italia con sedi, uffici, organizzazioni, strumentazione e altro, sarebbe legittimo pretendere le imposte sul reddito (oggi non dovute).
Diversamente, si tratta sempre di violazioni del diritto dell'Unione, di procedimenti infondati ove le contestazioni rimangono prive di fondamento ma produttive di enormi danni sia per Stanleybet che direttamente li subisce sia per Stato italiano che continua a non poter gestire un mercato regolamentato, competitivo e uniforme al diritto dell'Unione.
Restiamo a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.
In caso di quesiti su tutte queste materie non esitate a chiamare il Dipartimento Legale (0044 1512352193).
Cordiali saluti e buon lavoro,
Stanleybet
Liverpool, 30 luglio 2014
Gentile Ricevitore,
A) Procedimento penale.
Avrete certamente avuto notizia di un’indagine, partita da ambienti della Guardia di Finanza e dell’AAMS, verso i vertici Stanleybet.
Tale indagine ha generato un procedimento penale presso la Procura di Roma, per l’ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale.
Stanleybet, in sostanza, è accusata di aver creato sul territorio italiano, tramite i CTD, una stabile organizzazione, malgrado sia sotto gli occhi di tutti il fatto che per ben 16 anni lo Stato italiano ha sequestrato e avviato procedimenti penali verso la compagnia stessa ed i suoi CTD.
Appare incredibile che lo Stato italiano prima inibisce l'attività, sequestra i CTD, avvii i procedimenti penali per poi cambiare rotta e arrivare a dire “sino ad adesso ho sbagliato in realtà c'è una stabile organizzazione”.
Non solo.
Questa presunta “stabile organizzazione”, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, sarebbe anche “occulta”.
Come ben sapete, Stanleybet esige che ogni titolare di CTD, prima dell'avvio dell'attività, si presenti alle Autorità di Polizia con la richiesta del controllo di ordine pubblico e della licenza di cui all’art. 88 T.U.L.P.S. e poi instaura con il titolare del CTD medesimo (persona fisica o giuridica) un ben definito rapporto contrattuale.
E ancora, come ben sapete, le scommesse sono organizzate, gestite, accettate e pagate da Stanleybet. Il Ctd rimane estraneo al contratto di scommessa, all'accettazione e al conseguente rischio sulle scommesse, ai reclami, alle controversie sul pagamento delle vincite e tanto tanto altro, così come affermano con autorità di giudicato gli organi giurisdizionali italiani sia in sede penale che in sede amministrativa.
Come un rapporto del genere possa definirsi “occulto” ce lo faremo spiegare a tempo debito.
Come un'impostazione del genere "stabile organizzazione" possa contrastare con la realtà dei fatti e con migliaia di pronunzie giudiziarie, ce lo faremo, del pari, spiegare.
Così come ci faremo spiegare come si possa dire che i dirigenti Stanleybet abbiano optato per una rete di CTD al fine di evitare le tasse sul reddito, quando è accertato da 3 sentenze della Corte di Giustizia che:
1.Stanleybet ha fatto di tutto per entrare in Italia tramite la partecipazione alle 3 gare per l’assegnazione delle concessioni e che...
2....lo Stato Italiano ha fatto di tutto per impedire a Stanleybet la partecipazione a tali gare.
Torniamo al procedimento penale.
L’ipotesi di reato è del tutto priva di fondamento e l'eventuale giudizio lo dimostrerà. Non è la prima volta che cose del genere succedono e Stanleybet ne è sempre uscita completamente pulita. La storia si ripete.
La Guardia di Finanza sostiene che non è vero che Stanleybet non ha partecipato alle gare a causa degli illegittimi impedimenti che le sono stati opposti dallo Stato italiano. Lo avrebbe fatto, invece, per evitare di pagare le tasse.
Chiunque conosce la storia del settore sa che un’ipotesi del genere è completamente risibile.
Stanleybet paga le tasse in ben 10 Paesi europei, perché mai non dovrebbe farlo in Italia?
La realtà, come tutti sapete, è che Stanleybet, a causa degli impedimenti posti dalle autorità italiane all’esercizio del suo diritto di stabilimento, ha avuto dalla Corte di Giustizia una sorta di legittimazione ad offrire i suoi servizi verso l’Italia partendo dal Paese in cui è autorizzata. In coerenza con ciò, Stanleybet è tenuta a pagare le tasse nel Paese che l’ha autorizzata, non certo nel Paese che le ha impedito, con ogni possibile mezzo, di ottenere l’autorizzazione ad operare e di stabilirsi sul suo territorio.
Vediamo gli aspetti pratici. Per voi CTD non cambia nulla, perché una volta tanto l’accusa non riguarda l’art. 4, cioè le scommesse clandestine o supposte tali. La procura di Roma sembra aver chiarito che l’indagine riguarda solo l’aspetto fiscale e solo Stanleybet.
Come sempre, abbiamo piena fiducia nella Giustizia e siamo sicuri che il procedimento penale in corso si concluderà, come tutti quelli del passato, con il totale proscioglimento di Stanleybet e dei suoi dirigenti.
B) Qual è il vero problema e per chi?
Il problema è un altro.
Anche se andrà tutto bene, non sarà un procedimento breve. Nel frattempo arriva il 2016. Stanleybet attende la nuova regolamentazione del sistema concessorio italiano fissata al 2016 (data di scadenza di tutte le gare) per partecipare, a condizioni di parità, alle nuove gare.
La pendenza di un tale procedimento penale a carico dei dirigenti Stanleybet comporterà l'automatica esclusione dalla gara.
Qualsiasi procedura ad evidenza pubblica, come sono in Italia le gare per l’affidamento in concessione delle scommesse, ha tra i suoi requisiti di partecipazione che i titolari siano persone prive di procedimenti penali per gravi reati. Ovviamente si tratta di un principio più che giusto.
Il parametro di giudizio è proprio la presenza in capo ai candidati concessionari di condanne penali o anche solo di procedimenti penali in corso. AAMS ha il diritto di revocare una Concessione anche solo se – genericamente – s’interrompe il rapporto di fiducia e di professionalità tra le parti.
Stanleybet quindi sarà di nuovo impedita a partecipare, come nelle gare precedenti, anche alla eventuale gara del 2016. La storia, quindi, si ripete. Sempre a carico di Stanleybet.
Naturalmente, l’azione penale è obbligatoria. Tuttavia, la conseguenza pratica di questo procedimento è chiara: Stanleybet viene fin da oggi impedita alla partecipazione alle gare che si terranno nel 2016.
Il procedimento sarà lungo ma l’infondatezza dell’ipotesi di reato verrà riconosciuta, ancora una volta, dai Tribunali italiani. Anche qui, la storia si ripeterà.
Stanleybet, quindi, dovrà continuare a combattere nelle sedi giudiziarie perché malgrado la sua rete sia oggi e sarà anche in futuro pienamente legittima, tale legittimità non verrà riconosciuta direttamente dallo Stato Italiano, ma solo dai tribunali.
Però, il problema è grave anche per lo Stato Italiano. Il sogno di mister Ughi di un solo sistema, o pubblico o privato, si infrange, ancora una volta, contro questo procedimento penale. Stanleybet non potrà presumibilmente partecipare alle gare del 2016, ma la rete parallela continuerà a coesistere con quella dei Concessionari.
Ed è inutile che si affannino e minaccino di approvare nuove leggi più restrittive. Sarebbero leggi puntualmente disapplicate dai tribunali Italiani e non cambierebbe nulla.
Conclusione: sia Stanleybet che lo Stato Italiano continueranno ad avere problemi, a meno che...
1. Prima ipotesi: Sistema Autorizzatorio
A meno che lo Stato Italiano, tenuto conto dell’impossibilità di avere un solo sistema, decida di lasciare quello Concessorio, riconoscendone il fallimento (o facendo finta che, invece, era il più bel sistema del mondo, ma comunque rinunciandovi) e decida di far passare tutti ad un sistema autorizzatorio, senza mettere a gara i vari operatori, ma permettendo a chiunque lo richieda di operare. Il vantaggio, naturalmente, è che tutti pagherebbero le tasse in Italia e le entrate fiscali sarebbero sicuramente superiori.
2. Seconda ipotesi: C’è a questo punto una sia pur minima possibilità di mantenere il Sistema Concessorio, senza che ci siano anche i CTD?
Sì, c’è, nel caso in cui a Stanleybet venisse comunque consentita la partecipazione alla gara del 2016, e che la partecipazione sia a condizioni di parità, conforme alle norme ed ai principi comunitari.
Se lo Stato deciderà di parlare con Stanleybet per concordare nel 2016 un sistema concessorio a cui anche quest’ultima potrá partecipare, allora si porrà comunque il problema del procedimento penale in corso: se, all’alba del 2016, tale procedimento sarà ancora in corso, le temporanee squalificazioni soggettive in capo a Stanleybet che ne conseguiranno, ne impediranno comunque la partecipazione, anche se ci fosse la volontà dello Stato di consentirla.
Un procedimento penale, nelle aule di giustizia italiane, è quanto di più serio si possa immaginare e, quindi, non è minimamente influenzabile da considerazioni politiche o di convenienza. E questo è certamente un bene. L’unica possibilità di concluderlo prima del 2016 è che si arrivi velocemente all’archiviazione oppure che si risolva con una sentenza di proscioglimento di fronte al Giudice per l’udienza preliminare.
Se così sarà, allora vi sarà la possibilità di mantenere il sistema concessorio ove anche Stanleybet potrà partecipare qualora vengano previste misure di salvaguardia che la pongano a pari e alle medesime condizioni degli operatori nazionali.
3. Altrimenti?
Le due reti: i concessionari ed i CTD, continueranno a coesistere anche dopo il 2016.
In tal caso, converrà allo Stato Italiano approvare direttamente una legge che inizi cosi: “Premesso che l’attività dei cosiddetti CTD è pienamente legittima, etc...”.
Solo in tal caso, ovviamente, sarebbe legittimo l’assoggettamento di Stanleybet all’imposta unica (oggi non dovuta).
Del pari, solo nel caso di autorizzazione ad aprire una Stanleybet Italia e solo nel caso in cui venga consentito realmente di stabilirsi in Italia con sedi, uffici, organizzazioni, strumentazione e altro, sarebbe legittimo pretendere le imposte sul reddito (oggi non dovute).
Diversamente, si tratta sempre di violazioni del diritto dell'Unione, di procedimenti infondati ove le contestazioni rimangono prive di fondamento ma produttive di enormi danni sia per Stanleybet che direttamente li subisce sia per Stato italiano che continua a non poter gestire un mercato regolamentato, competitivo e uniforme al diritto dell'Unione.
Restiamo a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.
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Cordiali saluti e buon lavoro,
Stanleybet
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