Messaggioda fabri72 » 28/05/2013 - 12:28
- L’Agenzia delle Dogane ha “indubbio” e “doveroso” interesse a favorire la procedura di recupero delle somme evase dai centri trasmissione dati collegati a bookmaker esteri senza concessione. E’ uno dei passaggi chiave della circolare distribuita agli uffici regionali dei Monopoli di Stato, che avranno l’incarico di procedere agli accertamenti con adesione ai danni dei gestori delle agenzie. Un passo necessario per compensare l’esito delle operazioni effettuate negli ultimi due anni, da quando è entrata in vigore la legge di stabilità 2011, che hanno portato nelle casse erariali 7,3 milioni di euro tra imposta (3,7 milioni) e sanzioni (3,6 milioni), contro i 40 milioni di imposte e i 48-96 milioni di sanzioni di incasso previsti dalla relazione tecnica che accompagnava la norma. Non si tratta però di un condono e quindi non si deve assumere “alcun atteggiamento di ingiustificato favore nei confronti di tali soggetti” e non perseguire lo scopo di raggiungere una “transazione” tra le parti. La normativa in vigore, sottolinea il Direttore per i giochi, Roberto Fanelli, non consente di individuare – in via generalizzata – “percorsi” di adesione o soglie di abbattimento per basi imponibili e aliquote. E i precedenti recenti sono in questo senso deludenti: molti gestori di ctd – sottolinea la circolare – si sono limitati a confermare la correttezza del proprio operato, adducendo “non meglio precisate” intenzioni di concludere percorsi di accertamento a livello centrale. In questo caso, non sussistono elementi utili per giustificare una riduzione della pretesa tributaria. In tutti gli altri casi, l’obiettivo degli uffici deve essere quello di ricostruire il reale volume di raccolta e quindi la reale capacità contributiva del soggetto passivo, utilizzando i “report” prodotti dal contribuente e la media provinciale di raccolta delle agenzie concessionarie.
Accanto a queste due strade, la circolare ne indica una terza, quando il gestore riesca a dimostrare una raccolta di scommesse inferiore a quella ricostruita e quindi una minore base imponibile: in tal caso, si farà riferimento alla raccolta “mediana” per la provincia, vale a dire quella realizzata dal ricevitore autorizzato che si trova a metà della classifica provinciale degli incassi e che in genere è inferiore alla media aritmetica fin qui utilizzata per calcolare volumi di gioco e eventuali sanzioni. Un’altra chance di riduzione dell’importo dell’accertamento viene poi dalla possibile rideterminazione dell’imposta, attraverso la produzione delle ricevute, che devono essere in quantità sufficiente e per periodi congrui, così da poter calcolare le somme dovute per le due tipologie d’imposta: il 2% per le scommesse fino a 7 eventi, il 5% per quelle superiori a tale limite. Una adeguata ricostruzione della base imponibile consentirà all’Agenzia di perseguire l’obiettivo della riduzione del contenzioso e, in caso di operatori irregolari, la stabilizzazione degli introiti erariali e del settore – a vantaggio degli operatori regolari – nei confronti dei quali verrebbe a cessare uno degli elementi che provocano una concorrenza sleale. E’ possibile per tutte le sanzioni irrogate, conclude Fanelli, l’applicazione nella misura di un terzo del minimo previsto dalla legge.
Agli uffici viene anche data la possibilità di non applicare la sanzione collegata all’imposta evasa per gli anni anteriori al 2011 e nel caso in cui il contribuente “dichiari nell’istanza di adesione di non aver potuto effettuare i versamenti previsti, esplicitando le difficoltà pratiche di carattere oggettivo che in concreto gli avrebbero impedito tale adempimento”. Poche settimane fa, l’Agenzia delle Dogane – tracciando il bilancio del contrasto alla raccolta di scommesse non autorizzate, svolta negli ultimi 6 anni (fra il 2007 e il 2012) - aveva comunicato di aver riscontrato circa 300 milioni di incassi sconosciuti al fisco, con poco meno di 20 milioni di imposte evase in 607 procedimenti tributari aperti. Il mancato incasso dalle tasse non versate sulle giocate senza autorizzazione è risultato pari a circa 15 milioni di euro, mentre - grazie anche alla Legge di Stabilità 2011, che ha inasprito le sanzioni sulle giocate dirottate verso l'estero - sono state irrogate sanzioni ai singoli titolari delle agenzie per oltre 4 milioni di euro. NT/Agipro