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HISTORY CHANNEL: Stanley e TC informatica
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HISTORY CHANNEL: Stanley e TC informatica
Messaggioda strakaos » 02/04/2013 - 19:07
NEL MIRINO IL COLOSSO BRITANNICO «STANLEY». IL BLITZ DUE GIORNI DOPO LA RIVELAZIONE DEL «CORRIERE» SULLA DENUNCIA DEGLI OPERATORI
La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi
Sequestrate 145 sale in tutt' Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto. Dalla protesta italiana ai controlli dei militari
Nel mirino il colosso britannico «Stanley». Il blitz due giorni dopo la rivelazione del «Corriere» sulla denuncia degli operatori La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi Sequestrate 145 in tutta Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto MILANO - «Siamo vincenti. Sappiamo di essere i migliori. Cerchiamo i migliori. Bar, ricevitorie, operatori del settore. Venite con noi. Per realizzare un' Italia più giusta e più forte nel settore delle scommesse». Con questo slogan il gruppo inglese «Stanley international betting» cercava nuovi affiliati nella Penisola. Ieri però ha risposto all' appello la Guardia di Finanza, con il sequestro di 145 agenzie del colosso britannico e un clamoroso arresto: quello del romano G.G. , direttore per l' Italia proprio della Stanley e considerato, quale amministratore della romana «T.C. Informatica», il collegamento tra Italia e Regno Unito. Le Fiamme gialle sono entrate in azione nelle Marche (l' arresto è avvenuto a Porto San Giorgio), in Lombardia, Liguria, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le accuse sono pesanti: truffa allo Stato per 222 indagati mentre altre 17 persone devono rispondere anche di associazione per delinquere. In sostanza, la Procura di Fermo, che conduce l' inchiesta, ritiene che la «Stanley international» abbia allestito in Italia una rete illegale di sale scommesse sui risultati sportivi, a cominciare dal campionato di calcio. La legge, infatti, riserva questa attività ai gestori (in totale sono 900) che nel ' 99 hanno ottenuto una regolare concessione dal Coni e dal ministero delle Finanze. La clamorosa operazione della Finanza arriva a due giorni di distanza dalla denuncia pubblica degli operatori italiani, messi in grave difficoltà dalla concorrenza dei gruppi stranieri privi di regolare concessione, ma molto attivi in Italia. Per questo motivo, come ha anticipato due giorni fa il Corriere, almeno l' 80% delle agenzie versa in difficoltà finanziarie. Da qui l' appello al ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, per misure di sostegno al settore. Tra le richieste, anche la repressione contro le agenzie dei gruppi stranieri (definiti in gergo «Centri trasmissione dati») moltiplicatesi negli anni in tutte le maggiori città della Penisola. La GdF ha messo nel mirino la «Stanley international betting», un marchio tra i più conosciuti nel mondo dei giochi. Il gruppo inglese è quotato alla Borsa di Londra e ha un valore di mercato di oltre 200 milioni di sterline, pari a circa 650 miliardi di lire. Tra le sue attività c' è anche la gestione di casinò: ne controlla 28 in Gran Bretagna. Quanto basta per dare lavoro a oltre 5.800 persone con un giro d' affari di 550 milioni di sterline, cioè oltre 1.700 miliardi di lire. Per mettere radici nel nostro Pae se «Stanley betting» ha seguito la stessa strada di altri colossi inglesi nel settore, come «Eurobet» (gruppo Coral) e «William Hill». In pratica sono andati a caccia di agenti che raccogliessero puntate in Italia. Di norma le scommesse dei giocatori nostrani vengono inviate via Internet alla centrale operativa dei gruppi stranieri, che provvedono a gestire le giocate e a regolare eventuali vincite. Per l' occasione la «Stanley betting» aveva creato una nuova sede a Malta dove affluiscono tutte le puntate di scommettitori non inglesi. Tutto questo avviene senza pagare imposte al Fisco italiano né l' aggio, come prevede la legge, al Coni. Ecco perché gli allibratori stranieri sono di solito in grado di offrire quote migliori rispetto ai concorrenti italiani. Nei mesi scorsi in diverse città la Finanza era intervenuta chiudendo qualche sala scommesse non autorizzata. Ma i gestori di queste agenzie in alcuni casi erano riusciti a ottenere la revoca dei sequestri facendo leva su un testo di legge che vietava la gestione delle scommesse, ma non la semplice raccolta delle puntate. L' ultima Finanziaria ha eliminato ogni ambiguità. Così sono partiti i primi sequestri. E i concessionari italiani non escludono di costituirsi parte civile nei procedimenti penali avviati. Vittorio Malagutti Dalla protesta italiana ai controlli dei militari LA PROTESTA Il 6 marzo, il principale sindacato dei concessionari di ricevitorie per le scommesse (lo Snai) ha denunciato la crisi del settore: molte agenzie rischiano di chiudere a causa della concorrenza straniera che lavora su Internet e nelle nostre città. In Italia operano 830 agenzie ippiche e 900 di scommesse sportive GLI STRANIERI I più pericolosi concorrenti sono i britannici Eurobet, William Hill e la Stanley International. Essi hanno infatti il vantaggio di non pagare imposte e aggio. Per questo offrono quote più convenienti, secondo gli imprenditori italiani del settore, che ha avuto un volume di soli 1400 miliardi rispetto ai 3100 preventivati (ippica esclusa) FIAMME GIALLE Ieri la Guardia di Finanze ha sequestrato 145 agenzie del colosso britannico «Stanley international betting» in sette regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Marche, Lombardia e Liguria. Un arresto, 222 persone risultano indagate per truffa allo Stato e altre 17 anche per associazione a delinquere
Malagutti Vittorio
Pagina 19
(9 marzo 2001) - Corriere della Sera
La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi
Sequestrate 145 sale in tutt' Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto. Dalla protesta italiana ai controlli dei militari
Nel mirino il colosso britannico «Stanley». Il blitz due giorni dopo la rivelazione del «Corriere» sulla denuncia degli operatori La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi Sequestrate 145 in tutta Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto MILANO - «Siamo vincenti. Sappiamo di essere i migliori. Cerchiamo i migliori. Bar, ricevitorie, operatori del settore. Venite con noi. Per realizzare un' Italia più giusta e più forte nel settore delle scommesse». Con questo slogan il gruppo inglese «Stanley international betting» cercava nuovi affiliati nella Penisola. Ieri però ha risposto all' appello la Guardia di Finanza, con il sequestro di 145 agenzie del colosso britannico e un clamoroso arresto: quello del romano G.G. , direttore per l' Italia proprio della Stanley e considerato, quale amministratore della romana «T.C. Informatica», il collegamento tra Italia e Regno Unito. Le Fiamme gialle sono entrate in azione nelle Marche (l' arresto è avvenuto a Porto San Giorgio), in Lombardia, Liguria, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le accuse sono pesanti: truffa allo Stato per 222 indagati mentre altre 17 persone devono rispondere anche di associazione per delinquere. In sostanza, la Procura di Fermo, che conduce l' inchiesta, ritiene che la «Stanley international» abbia allestito in Italia una rete illegale di sale scommesse sui risultati sportivi, a cominciare dal campionato di calcio. La legge, infatti, riserva questa attività ai gestori (in totale sono 900) che nel ' 99 hanno ottenuto una regolare concessione dal Coni e dal ministero delle Finanze. La clamorosa operazione della Finanza arriva a due giorni di distanza dalla denuncia pubblica degli operatori italiani, messi in grave difficoltà dalla concorrenza dei gruppi stranieri privi di regolare concessione, ma molto attivi in Italia. Per questo motivo, come ha anticipato due giorni fa il Corriere, almeno l' 80% delle agenzie versa in difficoltà finanziarie. Da qui l' appello al ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, per misure di sostegno al settore. Tra le richieste, anche la repressione contro le agenzie dei gruppi stranieri (definiti in gergo «Centri trasmissione dati») moltiplicatesi negli anni in tutte le maggiori città della Penisola. La GdF ha messo nel mirino la «Stanley international betting», un marchio tra i più conosciuti nel mondo dei giochi. Il gruppo inglese è quotato alla Borsa di Londra e ha un valore di mercato di oltre 200 milioni di sterline, pari a circa 650 miliardi di lire. Tra le sue attività c' è anche la gestione di casinò: ne controlla 28 in Gran Bretagna. Quanto basta per dare lavoro a oltre 5.800 persone con un giro d' affari di 550 milioni di sterline, cioè oltre 1.700 miliardi di lire. Per mettere radici nel nostro Pae se «Stanley betting» ha seguito la stessa strada di altri colossi inglesi nel settore, come «Eurobet» (gruppo Coral) e «William Hill». In pratica sono andati a caccia di agenti che raccogliessero puntate in Italia. Di norma le scommesse dei giocatori nostrani vengono inviate via Internet alla centrale operativa dei gruppi stranieri, che provvedono a gestire le giocate e a regolare eventuali vincite. Per l' occasione la «Stanley betting» aveva creato una nuova sede a Malta dove affluiscono tutte le puntate di scommettitori non inglesi. Tutto questo avviene senza pagare imposte al Fisco italiano né l' aggio, come prevede la legge, al Coni. Ecco perché gli allibratori stranieri sono di solito in grado di offrire quote migliori rispetto ai concorrenti italiani. Nei mesi scorsi in diverse città la Finanza era intervenuta chiudendo qualche sala scommesse non autorizzata. Ma i gestori di queste agenzie in alcuni casi erano riusciti a ottenere la revoca dei sequestri facendo leva su un testo di legge che vietava la gestione delle scommesse, ma non la semplice raccolta delle puntate. L' ultima Finanziaria ha eliminato ogni ambiguità. Così sono partiti i primi sequestri. E i concessionari italiani non escludono di costituirsi parte civile nei procedimenti penali avviati. Vittorio Malagutti Dalla protesta italiana ai controlli dei militari LA PROTESTA Il 6 marzo, il principale sindacato dei concessionari di ricevitorie per le scommesse (lo Snai) ha denunciato la crisi del settore: molte agenzie rischiano di chiudere a causa della concorrenza straniera che lavora su Internet e nelle nostre città. In Italia operano 830 agenzie ippiche e 900 di scommesse sportive GLI STRANIERI I più pericolosi concorrenti sono i britannici Eurobet, William Hill e la Stanley International. Essi hanno infatti il vantaggio di non pagare imposte e aggio. Per questo offrono quote più convenienti, secondo gli imprenditori italiani del settore, che ha avuto un volume di soli 1400 miliardi rispetto ai 3100 preventivati (ippica esclusa) FIAMME GIALLE Ieri la Guardia di Finanze ha sequestrato 145 agenzie del colosso britannico «Stanley international betting» in sette regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Marche, Lombardia e Liguria. Un arresto, 222 persone risultano indagate per truffa allo Stato e altre 17 anche per associazione a delinquere
Malagutti Vittorio
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(9 marzo 2001) - Corriere della Sera
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lordmarshall
- Super Budino

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Re: HISTORY CHANNEL: Stanley e TC informatica
Messaggioda lordmarshall » 02/04/2013 - 20:08
Stanley e TC informatica è storia conosciuta, ma che avessero arrestato GiGi mi è davvero nuova....
Re: HISTORY CHANNEL: Stanley e TC informatica
Messaggioda tonybet » 02/04/2013 - 23:05
strakaos ha scritto:NEL MIRINO IL COLOSSO BRITANNICO «STANLEY». IL BLITZ DUE GIORNI DOPO LA RIVELAZIONE DEL «CORRIERE» SULLA DENUNCIA DEGLI OPERATORI
La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi
Sequestrate 145 sale in tutt' Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto. Dalla protesta italiana ai controlli dei militari
Nel mirino il colosso britannico «Stanley». Il blitz due giorni dopo la rivelazione del «Corriere» sulla denuncia degli operatori La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi Sequestrate 145 in tutta Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto MILANO - «Siamo vincenti. Sappiamo di essere i migliori. Cerchiamo i migliori. Bar, ricevitorie, operatori del settore. Venite con noi. Per realizzare un' Italia più giusta e più forte nel settore delle scommesse». Con questo slogan il gruppo inglese «Stanley international betting» cercava nuovi affiliati nella Penisola. Ieri però ha risposto all' appello la Guardia di Finanza, con il sequestro di 145 agenzie del colosso britannico e un clamoroso arresto: quello del romano G.G. , direttore per l' Italia proprio della Stanley e considerato, quale amministratore della romana «T.C. Informatica», il collegamento tra Italia e Regno Unito. Le Fiamme gialle sono entrate in azione nelle Marche (l' arresto è avvenuto a Porto San Giorgio), in Lombardia, Liguria, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le accuse sono pesanti: truffa allo Stato per 222 indagati mentre altre 17 persone devono rispondere anche di associazione per delinquere. In sostanza, la Procura di Fermo, che conduce l' inchiesta, ritiene che la «Stanley international» abbia allestito in Italia una rete illegale di sale scommesse sui risultati sportivi, a cominciare dal campionato di calcio. La legge, infatti, riserva questa attività ai gestori (in totale sono 900) che nel ' 99 hanno ottenuto una regolare concessione dal Coni e dal ministero delle Finanze. La clamorosa operazione della Finanza arriva a due giorni di distanza dalla denuncia pubblica degli operatori italiani, messi in grave difficoltà dalla concorrenza dei gruppi stranieri privi di regolare concessione, ma molto attivi in Italia. Per questo motivo, come ha anticipato due giorni fa il Corriere, almeno l' 80% delle agenzie versa in difficoltà finanziarie. Da qui l' appello al ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, per misure di sostegno al settore. Tra le richieste, anche la repressione contro le agenzie dei gruppi stranieri (definiti in gergo «Centri trasmissione dati») moltiplicatesi negli anni in tutte le maggiori città della Penisola. La GdF ha messo nel mirino la «Stanley international betting», un marchio tra i più conosciuti nel mondo dei giochi. Il gruppo inglese è quotato alla Borsa di Londra e ha un valore di mercato di oltre 200 milioni di sterline, pari a circa 650 miliardi di lire. Tra le sue attività c' è anche la gestione di casinò: ne controlla 28 in Gran Bretagna. Quanto basta per dare lavoro a oltre 5.800 persone con un giro d' affari di 550 milioni di sterline, cioè oltre 1.700 miliardi di lire. Per mettere radici nel nostro Pae se «Stanley betting» ha seguito la stessa strada di altri colossi inglesi nel settore, come «Eurobet» (gruppo Coral) e «William Hill». In pratica sono andati a caccia di agenti che raccogliessero puntate in Italia. Di norma le scommesse dei giocatori nostrani vengono inviate via Internet alla centrale operativa dei gruppi stranieri, che provvedono a gestire le giocate e a regolare eventuali vincite. Per l' occasione la «Stanley betting» aveva creato una nuova sede a Malta dove affluiscono tutte le puntate di scommettitori non inglesi. Tutto questo avviene senza pagare imposte al Fisco italiano né l' aggio, come prevede la legge, al Coni. Ecco perché gli allibratori stranieri sono di solito in grado di offrire quote migliori rispetto ai concorrenti italiani. Nei mesi scorsi in diverse città la Finanza era intervenuta chiudendo qualche sala scommesse non autorizzata. Ma i gestori di queste agenzie in alcuni casi erano riusciti a ottenere la revoca dei sequestri facendo leva su un testo di legge che vietava la gestione delle scommesse, ma non la semplice raccolta delle puntate. L' ultima Finanziaria ha eliminato ogni ambiguità. Così sono partiti i primi sequestri. E i concessionari italiani non escludono di costituirsi parte civile nei procedimenti penali avviati. Vittorio Malagutti Dalla protesta italiana ai controlli dei militari LA PROTESTA Il 6 marzo, il principale sindacato dei concessionari di ricevitorie per le scommesse (lo Snai) ha denunciato la crisi del settore: molte agenzie rischiano di chiudere a causa della concorrenza straniera che lavora su Internet e nelle nostre città. In Italia operano 830 agenzie ippiche e 900 di scommesse sportive GLI STRANIERI I più pericolosi concorrenti sono i britannici Eurobet, William Hill e la Stanley International. Essi hanno infatti il vantaggio di non pagare imposte e aggio. Per questo offrono quote più convenienti, secondo gli imprenditori italiani del settore, che ha avuto un volume di soli 1400 miliardi rispetto ai 3100 preventivati (ippica esclusa) FIAMME GIALLE Ieri la Guardia di Finanze ha sequestrato 145 agenzie del colosso britannico «Stanley international betting» in sette regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Marche, Lombardia e Liguria. Un arresto, 222 persone risultano indagate per truffa allo Stato e altre 17 anche per associazione a delinquere
Malagutti Vittorio
Pagina 19
(9 marzo 2001) - Corriere della Sera
Ma l'articolo è datato 9 marzo 2001, parla di Ottaviano del Turco ministro delle finanze!
Smettetela di "giocare" su queste cose, qua c'è gente che per un motivo o per un altro ha problemi seri, chi con denunce penali pesanti, e chi, essendo concessionario, non ce la fa ad arrivare a fine mese! E voi fate i pesci d'aprile con un giorno di ritardo!
Re: HISTORY CHANNEL: Stanley e TC informatica
Messaggioda strakaos » 03/04/2013 - 11:32
tonybet ha scritto:strakaos ha scritto:NEL MIRINO IL COLOSSO BRITANNICO «STANLEY». IL BLITZ DUE GIORNI DOPO LA RIVELAZIONE DEL «CORRIERE» SULLA DENUNCIA DEGLI OPERATORI
La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi
Sequestrate 145 sale in tutt' Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto. Dalla protesta italiana ai controlli dei militari
Nel mirino il colosso britannico «Stanley». Il blitz due giorni dopo la rivelazione del «Corriere» sulla denuncia degli operatori La Finanza nelle agenzie di scommesse inglesi Sequestrate 145 in tutta Italia: attività illegale, 222 indagati per truffa allo Stato e un arresto MILANO - «Siamo vincenti. Sappiamo di essere i migliori. Cerchiamo i migliori. Bar, ricevitorie, operatori del settore. Venite con noi. Per realizzare un' Italia più giusta e più forte nel settore delle scommesse». Con questo slogan il gruppo inglese «Stanley international betting» cercava nuovi affiliati nella Penisola. Ieri però ha risposto all' appello la Guardia di Finanza, con il sequestro di 145 agenzie del colosso britannico e un clamoroso arresto: quello del romano G.G. , direttore per l' Italia proprio della Stanley e considerato, quale amministratore della romana «T.C. Informatica», il collegamento tra Italia e Regno Unito. Le Fiamme gialle sono entrate in azione nelle Marche (l' arresto è avvenuto a Porto San Giorgio), in Lombardia, Liguria, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le accuse sono pesanti: truffa allo Stato per 222 indagati mentre altre 17 persone devono rispondere anche di associazione per delinquere. In sostanza, la Procura di Fermo, che conduce l' inchiesta, ritiene che la «Stanley international» abbia allestito in Italia una rete illegale di sale scommesse sui risultati sportivi, a cominciare dal campionato di calcio. La legge, infatti, riserva questa attività ai gestori (in totale sono 900) che nel ' 99 hanno ottenuto una regolare concessione dal Coni e dal ministero delle Finanze. La clamorosa operazione della Finanza arriva a due giorni di distanza dalla denuncia pubblica degli operatori italiani, messi in grave difficoltà dalla concorrenza dei gruppi stranieri privi di regolare concessione, ma molto attivi in Italia. Per questo motivo, come ha anticipato due giorni fa il Corriere, almeno l' 80% delle agenzie versa in difficoltà finanziarie. Da qui l' appello al ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, per misure di sostegno al settore. Tra le richieste, anche la repressione contro le agenzie dei gruppi stranieri (definiti in gergo «Centri trasmissione dati») moltiplicatesi negli anni in tutte le maggiori città della Penisola. La GdF ha messo nel mirino la «Stanley international betting», un marchio tra i più conosciuti nel mondo dei giochi. Il gruppo inglese è quotato alla Borsa di Londra e ha un valore di mercato di oltre 200 milioni di sterline, pari a circa 650 miliardi di lire. Tra le sue attività c' è anche la gestione di casinò: ne controlla 28 in Gran Bretagna. Quanto basta per dare lavoro a oltre 5.800 persone con un giro d' affari di 550 milioni di sterline, cioè oltre 1.700 miliardi di lire. Per mettere radici nel nostro Pae se «Stanley betting» ha seguito la stessa strada di altri colossi inglesi nel settore, come «Eurobet» (gruppo Coral) e «William Hill». In pratica sono andati a caccia di agenti che raccogliessero puntate in Italia. Di norma le scommesse dei giocatori nostrani vengono inviate via Internet alla centrale operativa dei gruppi stranieri, che provvedono a gestire le giocate e a regolare eventuali vincite. Per l' occasione la «Stanley betting» aveva creato una nuova sede a Malta dove affluiscono tutte le puntate di scommettitori non inglesi. Tutto questo avviene senza pagare imposte al Fisco italiano né l' aggio, come prevede la legge, al Coni. Ecco perché gli allibratori stranieri sono di solito in grado di offrire quote migliori rispetto ai concorrenti italiani. Nei mesi scorsi in diverse città la Finanza era intervenuta chiudendo qualche sala scommesse non autorizzata. Ma i gestori di queste agenzie in alcuni casi erano riusciti a ottenere la revoca dei sequestri facendo leva su un testo di legge che vietava la gestione delle scommesse, ma non la semplice raccolta delle puntate. L' ultima Finanziaria ha eliminato ogni ambiguità. Così sono partiti i primi sequestri. E i concessionari italiani non escludono di costituirsi parte civile nei procedimenti penali avviati. Vittorio Malagutti Dalla protesta italiana ai controlli dei militari LA PROTESTA Il 6 marzo, il principale sindacato dei concessionari di ricevitorie per le scommesse (lo Snai) ha denunciato la crisi del settore: molte agenzie rischiano di chiudere a causa della concorrenza straniera che lavora su Internet e nelle nostre città. In Italia operano 830 agenzie ippiche e 900 di scommesse sportive GLI STRANIERI I più pericolosi concorrenti sono i britannici Eurobet, William Hill e la Stanley International. Essi hanno infatti il vantaggio di non pagare imposte e aggio. Per questo offrono quote più convenienti, secondo gli imprenditori italiani del settore, che ha avuto un volume di soli 1400 miliardi rispetto ai 3100 preventivati (ippica esclusa) FIAMME GIALLE Ieri la Guardia di Finanze ha sequestrato 145 agenzie del colosso britannico «Stanley international betting» in sette regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Marche, Lombardia e Liguria. Un arresto, 222 persone risultano indagate per truffa allo Stato e altre 17 anche per associazione a delinquere
Malagutti Vittorio
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(9 marzo 2001) - Corriere della Sera
Ma l'articolo è datato 9 marzo 2001, parla di Ottaviano del Turco ministro delle finanze!
Smettetela di "giocare" su queste cose, qua c'è gente che per un motivo o per un altro ha problemi seri, chi con denunce penali pesanti, e chi, essendo concessionario, non ce la fa ad arrivare a fine mese! E voi fate i pesci d'aprile con un giorno di ritardo!
Noto che hai frainteso il motivo del post.
Ho postato questa vecchia notizia per evidenziare che nessuna società può unilateralmente arrogarsi l'appellativo di "unico operatore legale" e fare guerra ad ogni altra società che segue lo stesso percorso.
La stessa Cassazione parla si "Sistema Stanley" e non di Stanley: ciò che fa differenza è il modus operandi ed il caso concreto di ogni singola società rispetto alla normativa italiana vigente, cosa che peraltro dovrà essere, di volta in volta, valutata dal giudice nazionale.
Ovviamente l'epilogo della vicenda citata lo conoscete tutti e cioè la completa assoluzione sia degli amministratori che dei centri collegati, ma il punto è un altro...
Come può adesso Stanley dimenticare quanto ha subito per ergersi ad una posizione di superiorità che non può esistere in un mercato realmente libero e concorrenziale?
Come può Stanley, dopo aver denunciato centinaia dei suoi ex-collaboratori (invece di ringraziarli), dopo essersi costituita nei vari giudizi dei vari operatori (al pari di SNAI), continuare a blaterare presunti "bonus" e a difenderli con il suo stuolo di avvocati, dichiarando addirittura di schierarsi addirittura con lo Stato Italiano contro Goldbet in CGE il 18 aprile?
Fortunatamente la rete, e in particolare questo forum, hanno memoria lunga e ricercando attentamente è possibile farsi un'idea di quanto sia stata difficile la strada percorsa da chi adesso gode di una posizione relativamente certa, dopo anni ed anni di battaglie legali, con alti e bassi, con arresti e sequestri.
O si è per un mercato aperto "per realizzare un' Italia più giusta e più forte nel settore delle scommesse" o non lo si è. tutto qua.
Re: HISTORY CHANNEL: Stanley e TC informatica
Messaggioda max90 » 03/04/2013 - 12:47
a mio avviso un mercato libero si potrà avere solo con un sistema autorizzatorio e non concessorio... in quanto in questo ambito ogni stato decide può decidere facendo un bando(spesso discriminatorio) come assegnare le licenze
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