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- mandrake76
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DA REPUBBLICA
Messaggioda mandrake76 » 23/02/2013 - 11:01
Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro
PALERMO - In un'angusta stanza, illuminata da un'intensa luce bianca, gli occhi sono tutti puntati sull'anticipo delle 18. La Lazio sta perdendo a Roma contro il Chievo, tra le facce deluse degli scommettitori clandestini in una delle tante agenzie illegali di Palermo.
Nel Paese dell'azzardo spopolano i gestori di scommesse fuorilegge, con un piede in nero qui da noi e l'altro nei paradisi fiscali all'estero. Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro.
FALSI SNAI. Come la piccola agenzia nei pressi di Via Oreto nel capoluogo siciliano. Sull'insegna blu all'esterno del locale si legge PuntoSnai. Uno specchio per le allodole forse o più semplicemente una copertura, perché a incassare le giocate è la BetClu, marchio di proprietà della GVC New Limited, azienda che opera nel settore delle scommesse sportive con sede a Sliema (Malta) oscurata dall'Agenzia dei Monopoli. Il marchio della BetClu, che in Italia non ha alcuna concessione a operare, è stampato in grassetto sulla ricevuta della giocata che il gestore dell'agenzia, un tipo robusto a cui non sembrano piacere le facce nuove, ci consegna dalla fessura del vetro blindato. "Ci sono aziende - dice il rappresentante legale della Snai Alberto Nati - che utilizzano il nostro marchio per perseguire i loro illeciti. Queste aziende non hanno nessun legame con il nostro gruppo e faremo di tutto per fermarle".
Ma non è finita. Anche i rotoli di carta utilizzati per stampare le ricevute portano il marchio Snai, legato al nome di un'altra oscura società: la Elle Group S.r.l., finita nel 2007 nel mirino degli inquirenti. Tre delle sue agenzie accettavano infatti scommesse clandestine pur non avendo le autorizzazioni a operare e incassando fino a 20 mila euro in un solo weekend. Tutti in nero, naturalmente. Una truffa venuta a galla grazie all'intervento dell'allora commissario di polizia a Palermo Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, il magistrato ucciso con la scorta nell'attentato di Via D'Amelio, che infiltrò uno dei suoi agenti tra gli scommettitori.
Gli addetti dei centri scommesse consegnavano ai clienti ricevute false, con fantomatici codici a barre e riferimenti informatici che le facevano apparire legali. Gli incassi finivano direttamente nelle tasche della Elle Group in barba all'Agenzia dei Monopoli che negli ultimi mesi aveva negato alla società l'autorizzazione a operare. Le loro licenze infatti "erano state sospese per il pregresso mancato pagamento dei diritti di concessione". L'amministratore era Elio Lupo, giovane imprenditore palermitano tratto in arresto la scorsa estate dalla Fiamme Gialle (adesso è ai domiciliari) per i reati di estorsione, appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato.
"Non c'era niente di legale - racconta Borsellino - i codici a barre erano sovrapposti, i numeri di riferimento erano sempre gli stessi, le date delle ricevute risalivano a mesi prima e sullo scontrino era addirittura assente il nome identificativo dell'agenzia che avrebbe dovuto ricevere la giocata".
EVASIONE FISCALE E TRUFFE. Fuggendo alla pressione fiscale e utilizzando la rete delle scommesse illegali, gli allibratori abusivi offrono agli utenti clandestini vincite di gran lunga più vantaggiose rispetto ai canali legali, che più degli altri, pagano il prezzo della crisi. L'allarme lo ha lanciato qualche tempo fa l'Assosnai, l'Associazione imprese scommesse e giochi che punta l'indice proprio sulla "rete illegale". Lo dice chiaramente il presidente dell'associazione Francesco Ginestra: "I volumi sono in calo perché il gioco va verso i circuiti illegali, semplicemente perché sono più allettanti". A partire dalle quote. Un esempio? Una giocata di 2 euro alla Snai, la più trasparente delle agenzie italiane, con le probabili vittorie delle squadre più in forma su ogni singola partita della prossima giornata di serie A, dà una vincita di 1.021 euro. Gli stessi eventi giocati con le quote della GoldBet, priva di concessioni dall'Aams, porterebbe alle nostre tasche circa 1.300 euro.
E i vantaggi non sono finiti qui. Con le nuove regole antiriciclaggio sugli importi superiori ai mille euro, per incassare la vincita alla Snai dovremmo riscuotere un assegno. Più facile e veloce la vincita alla GoldBet, dove il gestore dell'agenzia abusiva ci consegnerebbe in contanti qualsiasi somma.
LE AGENZIE CLANDESTINE. Ma chi sono e quanti sono gli operatori clandestini in Italia? Secondo gli addetti ai lavori, su circa 10.000 operatori, solo 250 sarebbero legali (a Roma una su due non è autorizzata a raccogliere scommesse). In Europa l'Interpol parla di un business che viaggia tra i 100 e gli 800 miliardi di euro. In Italia la voce grossa dell'illegalità arriva dal calcio che detiene il 70 per cento delle scommesse abusive.
L'elenco delle situazioni più discusse lo ha fatto l'associazione Libera in un dettagliato dossier presentato un anno fa dal titolo "Benvenuti ad Azzardopoli". È famoso il caso della già citata GoldBet Sportwetten, in teoria austriaca, in realtà controllata da soci e amministratori italiani. Aveva una rete con 500 agenzie in tutta la Penisola, peccato che 50 di esse erano controllate dal boss pugliese Saulle Politi. La GoldBet ha dichiarato di non avere mai avuto contatti con la criminalità e di avere operato correttamente tramite i propri agenti in Italia: la società si considera "vittima e non complice" di eventuali illeciti commessi. Le Fiamme Gialle, guidate dal colonnello Vincenzo Di Rella, la scorsa settimana hanno deciso di andare a fondo anche sul suo operato, scoprendo un'evasione fiscale pari a 50 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, tra il 2004 e il 2010, la Goldbet avrebbe nascosto guadagni per 234 milioni.
La Bet365 si vanta di coprire più di un milione di clienti nel mondo. La società ha sede a Stoke on Trent, in Inghilterra, e offre transazioni con moneybookers, carte di credito e bonifici bancari. In Italia il suo sito è marchiato dal divieto Aams.
Betshop ha 1200 affiliati in Europa. Qui aveva un bacino di utenza di 100 mila unità, fino al 2011 quando si è vista revocare dai Monopoli la licenza a raccogliere scommesse nel nostro paese. Ma il più inquieto degli operatori è StanleyBet, ramo internazionale di Stanley Leisure Plc, comparso per la prima volta negli '50 in Inghilterra. Oggi è un gigante con 2.000 sportelli e 3.000 dipendenti nel Vecchio Continente.
LA SENTENZA COSTA-CIFONE. Stanley continua ancora la battaglia contro lo Stato italiano che gli ha negato la partecipazione al bando per le concessioni aggrappandosi alla storica sentenza Costa-Cifone. Emessa il 16 febbraio 2012 dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la sentenza riconosce l'ingiustificata esclusione della StanleyBet dal bando di gara per le concessioni auspicandone la sua partecipazione. Una vicenda controversa che secondo la Cassazione avrebbe creato una "profonda discrasia" tra le leggi italiane e quelle europee.
Forti della sentenza, centinaia di operatori illegali si sono aggrappati alla Costa-Cifone, ottenendo il dissequestro delle loro agenzie e continuando così a operare illegalmente senza versare un centesimo nelle casse dello Stato. Un paradosso sul quale Roberto Fanelli, Direttore per i Giochi di Aams, ci tiene a fare chiarezza: "La sentenza - dice - non legittima la StanleyBet ad operare. Dice soltanto che la società non è penalmente perseguibile essendo stata discriminata dalle gare del '99 e del 2006. Secondo la sentenza, tale discriminazione poteva essere rimediata emanando un altro bando. La legge lo ha fatto e la Stanley, guarda caso, non ha partecipato. Perché? Semplice, come ha detto la Cassazione così facendo gode di una posizione di ingiustificato privilegio commerciale. Rispetto a Snai o ad altri operatori legali, infatti, la Stanley opera senza vincoli concessori e non versa nulla allo Stato, in una posizione di indubbio vantaggio che ne accresce le potenzialità concorrenziali".
Il giudice del Tribunale di Palermo Lorenzo Janelli, che in passato ha ordinato il sequestro di alcune agenzie clandestine, parla di "situazione molto complessa, resa ancora più difficile dall'ingresso nel mercato italiano di agenzie di scommesse straniere che hanno dato vita a una vera e propria diatriba sulla corretta interpretazione della nostra normativa e sulla sua compatibilità con il diritto italiano". "Una presenza - continua Iannelli - così pervasiva che neanche le squadre di calcio ritengono improprio farsi sponsorizzare da realtà economiche che lucrano sui loro risultati sportivi. A oggi il rischio è quello di porre gli operatori stranieri in condizioni di vantaggio rispetto a quelli nazionali, visto che solo questi ultimi sono soggetti a dei controlli per l'autorizzazione a operare e di vanificare in definitiva le finalità di ordine pubblico. Per non parlare dei rischi di riciclaggio che questa deregulation per l'esercizio delle attività di scommessa comporterebbe". Un rischio sul quale le procure hanno già lanciato l'allarme.
ALLIBRATORI DI MAFIA. Agenzie senza scrupoli al servizio della criminalità. Sono 10 direzioni le distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuato indagini sul rapporto tra la mala e centri scommesse: Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Lecce, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria e Roma. Dagli allibratori dei Lo Piccoli alle agenzie illegali dei Valle-Lampada. Dalle scommesse clandestine dei Casalesi ai centri Goldbet di Saulle Politi, boss della Sacra Corona Unita. Da nord a sud il Grande Casinò Mafia incassa e ricicla ogni giorno milioni di euro. Tra Caltanissetta e Catania, i clan Madonia e Santapaola controllavano gli affari attraverso due imprenditori incensurati: Carmelo Barbieri e Antonio Padovani, quest'ultimo un colletto bianco che, secondo i magistrati, "si era costruito una porta d'accesso privilegiata per il rilascio di licenze dei Monopoli di Stato".
Il grande centro scommesse LasVegas di Palermo, sequestrato nel 2008, apparteneva al boss Nino Rotolo. Un giro d'affari che fruttava a Cosa Nostra circa 70 mila euro al giorno. Mentre i Valle-Lampada avrebbero piazzato centri scommesse e videopoker illegali in circa 92 locali a Milano con entrate fino a 50 mila euro al giorno. Quelli dei Lo Piccolo arrivavano fino a Chivasso in provincia di Torino.
Nel Salento gli affari della Goldbet erano gestiti e sponsorizzati dal capomafia Saulle Politi, componente del clan Tornese. Valore complessivo dei "giochi" sequestrati: 4 milioni di euro. C'era invece una vera e propria joint venture tra le mafie asiatiche e la camorra che permetteva di scommettere via internet sui bookmakers di Singapore e di incassare la scommessa in Italia. Un accordo commerciale ed economico che probabilmente si concretizzava anche nello scambio di informazioni sulle partite truccate. La camorra avrebbe comprato direttamente bookmakers esteri con l'autorizzazione a scommettere nel nostro paese. In questa maniera, tramite un complicato meccanismo che consente al giocatore di sostituirsi al banco, riuscivano a fare in modo che scommettendo contemporaneamente sull'1, sull'X e sul 2 si aveva la certezza di non perdere denaro. E soprattutto di riciclarlo.
PALERMO - In un'angusta stanza, illuminata da un'intensa luce bianca, gli occhi sono tutti puntati sull'anticipo delle 18. La Lazio sta perdendo a Roma contro il Chievo, tra le facce deluse degli scommettitori clandestini in una delle tante agenzie illegali di Palermo.
Nel Paese dell'azzardo spopolano i gestori di scommesse fuorilegge, con un piede in nero qui da noi e l'altro nei paradisi fiscali all'estero. Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro.
FALSI SNAI. Come la piccola agenzia nei pressi di Via Oreto nel capoluogo siciliano. Sull'insegna blu all'esterno del locale si legge PuntoSnai. Uno specchio per le allodole forse o più semplicemente una copertura, perché a incassare le giocate è la BetClu, marchio di proprietà della GVC New Limited, azienda che opera nel settore delle scommesse sportive con sede a Sliema (Malta) oscurata dall'Agenzia dei Monopoli. Il marchio della BetClu, che in Italia non ha alcuna concessione a operare, è stampato in grassetto sulla ricevuta della giocata che il gestore dell'agenzia, un tipo robusto a cui non sembrano piacere le facce nuove, ci consegna dalla fessura del vetro blindato. "Ci sono aziende - dice il rappresentante legale della Snai Alberto Nati - che utilizzano il nostro marchio per perseguire i loro illeciti. Queste aziende non hanno nessun legame con il nostro gruppo e faremo di tutto per fermarle".
Ma non è finita. Anche i rotoli di carta utilizzati per stampare le ricevute portano il marchio Snai, legato al nome di un'altra oscura società: la Elle Group S.r.l., finita nel 2007 nel mirino degli inquirenti. Tre delle sue agenzie accettavano infatti scommesse clandestine pur non avendo le autorizzazioni a operare e incassando fino a 20 mila euro in un solo weekend. Tutti in nero, naturalmente. Una truffa venuta a galla grazie all'intervento dell'allora commissario di polizia a Palermo Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, il magistrato ucciso con la scorta nell'attentato di Via D'Amelio, che infiltrò uno dei suoi agenti tra gli scommettitori.
Gli addetti dei centri scommesse consegnavano ai clienti ricevute false, con fantomatici codici a barre e riferimenti informatici che le facevano apparire legali. Gli incassi finivano direttamente nelle tasche della Elle Group in barba all'Agenzia dei Monopoli che negli ultimi mesi aveva negato alla società l'autorizzazione a operare. Le loro licenze infatti "erano state sospese per il pregresso mancato pagamento dei diritti di concessione". L'amministratore era Elio Lupo, giovane imprenditore palermitano tratto in arresto la scorsa estate dalla Fiamme Gialle (adesso è ai domiciliari) per i reati di estorsione, appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato.
"Non c'era niente di legale - racconta Borsellino - i codici a barre erano sovrapposti, i numeri di riferimento erano sempre gli stessi, le date delle ricevute risalivano a mesi prima e sullo scontrino era addirittura assente il nome identificativo dell'agenzia che avrebbe dovuto ricevere la giocata".
EVASIONE FISCALE E TRUFFE. Fuggendo alla pressione fiscale e utilizzando la rete delle scommesse illegali, gli allibratori abusivi offrono agli utenti clandestini vincite di gran lunga più vantaggiose rispetto ai canali legali, che più degli altri, pagano il prezzo della crisi. L'allarme lo ha lanciato qualche tempo fa l'Assosnai, l'Associazione imprese scommesse e giochi che punta l'indice proprio sulla "rete illegale". Lo dice chiaramente il presidente dell'associazione Francesco Ginestra: "I volumi sono in calo perché il gioco va verso i circuiti illegali, semplicemente perché sono più allettanti". A partire dalle quote. Un esempio? Una giocata di 2 euro alla Snai, la più trasparente delle agenzie italiane, con le probabili vittorie delle squadre più in forma su ogni singola partita della prossima giornata di serie A, dà una vincita di 1.021 euro. Gli stessi eventi giocati con le quote della GoldBet, priva di concessioni dall'Aams, porterebbe alle nostre tasche circa 1.300 euro.
E i vantaggi non sono finiti qui. Con le nuove regole antiriciclaggio sugli importi superiori ai mille euro, per incassare la vincita alla Snai dovremmo riscuotere un assegno. Più facile e veloce la vincita alla GoldBet, dove il gestore dell'agenzia abusiva ci consegnerebbe in contanti qualsiasi somma.
LE AGENZIE CLANDESTINE. Ma chi sono e quanti sono gli operatori clandestini in Italia? Secondo gli addetti ai lavori, su circa 10.000 operatori, solo 250 sarebbero legali (a Roma una su due non è autorizzata a raccogliere scommesse). In Europa l'Interpol parla di un business che viaggia tra i 100 e gli 800 miliardi di euro. In Italia la voce grossa dell'illegalità arriva dal calcio che detiene il 70 per cento delle scommesse abusive.
L'elenco delle situazioni più discusse lo ha fatto l'associazione Libera in un dettagliato dossier presentato un anno fa dal titolo "Benvenuti ad Azzardopoli". È famoso il caso della già citata GoldBet Sportwetten, in teoria austriaca, in realtà controllata da soci e amministratori italiani. Aveva una rete con 500 agenzie in tutta la Penisola, peccato che 50 di esse erano controllate dal boss pugliese Saulle Politi. La GoldBet ha dichiarato di non avere mai avuto contatti con la criminalità e di avere operato correttamente tramite i propri agenti in Italia: la società si considera "vittima e non complice" di eventuali illeciti commessi. Le Fiamme Gialle, guidate dal colonnello Vincenzo Di Rella, la scorsa settimana hanno deciso di andare a fondo anche sul suo operato, scoprendo un'evasione fiscale pari a 50 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, tra il 2004 e il 2010, la Goldbet avrebbe nascosto guadagni per 234 milioni.
La Bet365 si vanta di coprire più di un milione di clienti nel mondo. La società ha sede a Stoke on Trent, in Inghilterra, e offre transazioni con moneybookers, carte di credito e bonifici bancari. In Italia il suo sito è marchiato dal divieto Aams.
Betshop ha 1200 affiliati in Europa. Qui aveva un bacino di utenza di 100 mila unità, fino al 2011 quando si è vista revocare dai Monopoli la licenza a raccogliere scommesse nel nostro paese. Ma il più inquieto degli operatori è StanleyBet, ramo internazionale di Stanley Leisure Plc, comparso per la prima volta negli '50 in Inghilterra. Oggi è un gigante con 2.000 sportelli e 3.000 dipendenti nel Vecchio Continente.
LA SENTENZA COSTA-CIFONE. Stanley continua ancora la battaglia contro lo Stato italiano che gli ha negato la partecipazione al bando per le concessioni aggrappandosi alla storica sentenza Costa-Cifone. Emessa il 16 febbraio 2012 dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la sentenza riconosce l'ingiustificata esclusione della StanleyBet dal bando di gara per le concessioni auspicandone la sua partecipazione. Una vicenda controversa che secondo la Cassazione avrebbe creato una "profonda discrasia" tra le leggi italiane e quelle europee.
Forti della sentenza, centinaia di operatori illegali si sono aggrappati alla Costa-Cifone, ottenendo il dissequestro delle loro agenzie e continuando così a operare illegalmente senza versare un centesimo nelle casse dello Stato. Un paradosso sul quale Roberto Fanelli, Direttore per i Giochi di Aams, ci tiene a fare chiarezza: "La sentenza - dice - non legittima la StanleyBet ad operare. Dice soltanto che la società non è penalmente perseguibile essendo stata discriminata dalle gare del '99 e del 2006. Secondo la sentenza, tale discriminazione poteva essere rimediata emanando un altro bando. La legge lo ha fatto e la Stanley, guarda caso, non ha partecipato. Perché? Semplice, come ha detto la Cassazione così facendo gode di una posizione di ingiustificato privilegio commerciale. Rispetto a Snai o ad altri operatori legali, infatti, la Stanley opera senza vincoli concessori e non versa nulla allo Stato, in una posizione di indubbio vantaggio che ne accresce le potenzialità concorrenziali".
Il giudice del Tribunale di Palermo Lorenzo Janelli, che in passato ha ordinato il sequestro di alcune agenzie clandestine, parla di "situazione molto complessa, resa ancora più difficile dall'ingresso nel mercato italiano di agenzie di scommesse straniere che hanno dato vita a una vera e propria diatriba sulla corretta interpretazione della nostra normativa e sulla sua compatibilità con il diritto italiano". "Una presenza - continua Iannelli - così pervasiva che neanche le squadre di calcio ritengono improprio farsi sponsorizzare da realtà economiche che lucrano sui loro risultati sportivi. A oggi il rischio è quello di porre gli operatori stranieri in condizioni di vantaggio rispetto a quelli nazionali, visto che solo questi ultimi sono soggetti a dei controlli per l'autorizzazione a operare e di vanificare in definitiva le finalità di ordine pubblico. Per non parlare dei rischi di riciclaggio che questa deregulation per l'esercizio delle attività di scommessa comporterebbe". Un rischio sul quale le procure hanno già lanciato l'allarme.
ALLIBRATORI DI MAFIA. Agenzie senza scrupoli al servizio della criminalità. Sono 10 direzioni le distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuato indagini sul rapporto tra la mala e centri scommesse: Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Lecce, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria e Roma. Dagli allibratori dei Lo Piccoli alle agenzie illegali dei Valle-Lampada. Dalle scommesse clandestine dei Casalesi ai centri Goldbet di Saulle Politi, boss della Sacra Corona Unita. Da nord a sud il Grande Casinò Mafia incassa e ricicla ogni giorno milioni di euro. Tra Caltanissetta e Catania, i clan Madonia e Santapaola controllavano gli affari attraverso due imprenditori incensurati: Carmelo Barbieri e Antonio Padovani, quest'ultimo un colletto bianco che, secondo i magistrati, "si era costruito una porta d'accesso privilegiata per il rilascio di licenze dei Monopoli di Stato".
Il grande centro scommesse LasVegas di Palermo, sequestrato nel 2008, apparteneva al boss Nino Rotolo. Un giro d'affari che fruttava a Cosa Nostra circa 70 mila euro al giorno. Mentre i Valle-Lampada avrebbero piazzato centri scommesse e videopoker illegali in circa 92 locali a Milano con entrate fino a 50 mila euro al giorno. Quelli dei Lo Piccolo arrivavano fino a Chivasso in provincia di Torino.
Nel Salento gli affari della Goldbet erano gestiti e sponsorizzati dal capomafia Saulle Politi, componente del clan Tornese. Valore complessivo dei "giochi" sequestrati: 4 milioni di euro. C'era invece una vera e propria joint venture tra le mafie asiatiche e la camorra che permetteva di scommettere via internet sui bookmakers di Singapore e di incassare la scommessa in Italia. Un accordo commerciale ed economico che probabilmente si concretizzava anche nello scambio di informazioni sulle partite truccate. La camorra avrebbe comprato direttamente bookmakers esteri con l'autorizzazione a scommettere nel nostro paese. In questa maniera, tramite un complicato meccanismo che consente al giocatore di sostituirsi al banco, riuscivano a fare in modo che scommettendo contemporaneamente sull'1, sull'X e sul 2 si aveva la certezza di non perdere denaro. E soprattutto di riciclarlo.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
(Jonathan Swift)
(Jonathan Swift)
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda Aneurism » 23/02/2013 - 12:39
Puoi spiegare che senso ha che stanley e' legalissima se poi i suoi ctd ricevono 8%-9% delle giocate e devono pagare 5% di preu? Chi si affiliera mai a queste condizioni dimmi?
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 23/02/2013 - 13:38
Aneurism ha scritto:Puoi spiegare che senso ha che stanley e' legalissima se poi i suoi ctd ricevono 8%-9% delle giocate e devono pagare 5% di preu? Chi si affiliera mai a queste condizioni dimmi?
guarda che i signori della stanley si guardano bene dal dire che bisogna pagare l'imposta unica in caso di controlli mettono gli avvocati e se gli va di culo cercano di andare in giudizio!!!! altrimenti i poveri malcapitati credo che non avranno altra scelta che suicidarsi
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda tonybet » 23/02/2013 - 14:03
max90 ha scritto:Aneurism ha scritto:Puoi spiegare che senso ha che stanley e' legalissima se poi i suoi ctd ricevono 8%-9% delle giocate e devono pagare 5% di preu? Chi si affiliera mai a queste condizioni dimmi?
guarda che i signori della stanley si guardano bene dal dire che bisogna pagare l'imposta unica in caso di controlli mettono gli avvocati e se gli va di culo cercano di andare in giudizio!!!! altrimenti i poveri malcapitati credo che non avranno altra scelta che suicidarsi
Non è solo la rossa, sono tutti i book esteri, che non spiegano che bisognerebbe pagare la tassa alla fonte, pagando quella tassa non hanno piu' ragione di essere nello stato in cui sono.
Il P.R.E.U. è una tassa alla fonte che spetta per legge al bookmaker che prende il rischio della giocata, a cheche ne dicano e si possa interpretare , e lo stato va nei ced e ctd a richiederla solo per l'impossibilita' che ha a richiederla ai book con sede all'estero.
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 23/02/2013 - 15:06
tonybet ha scritto:max90 ha scritto:Aneurism ha scritto:Puoi spiegare che senso ha che stanley e' legalissima se poi i suoi ctd ricevono 8%-9% delle giocate e devono pagare 5% di preu? Chi si affiliera mai a queste condizioni dimmi?
guarda che i signori della stanley si guardano bene dal dire che bisogna pagare l'imposta unica in caso di controlli mettono gli avvocati e se gli va di culo cercano di andare in giudizio!!!! altrimenti i poveri malcapitati credo che non avranno altra scelta che suicidarsi
Non è solo la rossa, sono tutti i book esteri, che non spiegano che bisognerebbe pagare la tassa alla fonte, pagando quella tassa non hanno piu' ragione di essere nello stato in cui sono.
Il P.R.E.U. è una tassa alla fonte che spetta per legge al bookmaker che prende il rischio della giocata, a cheche ne dicano e si possa interpretare , e lo stato va nei ced e ctd a richiederla solo per l'impossibilita' che ha a richiederla ai book con sede all'estero.[/q
caro mandrake come al solito da cretino non riesco a cogliere la legalità della stannley inel passaggio relativo alle agenzie clandestine!!! azz ma vuoi vedere che il giornalista si beccheràna bella denuncia pre diffamazione ahahah
LE AGENZIE CLANDESTINE. Ma chi sono e quanti sono gli operatori clandestini in Italia? Secondo gli addetti ai lavori, su circa 10.000 operatori, solo 250 sarebbero legali (a Roma una su due non è autorizzata a raccogliere scommesse). In Europa l'Interpol parla di un business che viaggia tra i 100 e gli 800 miliardi di euro. In Italia la voce grossa dell'illegalità arriva dal calcio che detiene il 70 per cento delle scommesse abusive.
Ma il più inquieto degli operatori è StanleyBet, ramo internazionale di Stanley Leisure Plc, comparso per la prima volta negli '50 in Inghilterra. Oggi è un gigante con 2.000 sportelli e 3.000 dipendenti nel Vecchio Continente.
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 23/02/2013 - 15:31
mandrake76 ha scritto:Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro
PALERMO - In un'angusta stanza, illuminata da un'intensa luce bianca, gli occhi sono tutti puntati sull'anticipo delle 18. La Lazio sta perdendo a Roma contro il Chievo, tra le facce deluse degli scommettitori clandestini in una delle tante agenzie illegali di Palermo.
Nel Paese dell'azzardo spopolano i gestori di scommesse fuorilegge, con un piede in nero qui da noi e l'altro nei paradisi fiscali all'estero. Ricevute false, fondi intestati a prestanomi, servizi subappaltati a oscure società straniere e una montagna di quattrini sulle spiagge delle Isole Cayman. Nascondono all'erario miliardi di euro. Soldi in odor di mafia sui quali le procure di mezza Italia vogliono vederci chiaro.
FALSI SNAI. Come la piccola agenzia nei pressi di Via Oreto nel capoluogo siciliano. Sull'insegna blu all'esterno del locale si legge PuntoSnai. Uno specchio per le allodole forse o più semplicemente una copertura, perché a incassare le giocate è la BetClu, marchio di proprietà della GVC New Limited, azienda che opera nel settore delle scommesse sportive con sede a Sliema (Malta) oscurata dall'Agenzia dei Monopoli. Il marchio della BetClu, che in Italia non ha alcuna concessione a operare, è stampato in grassetto sulla ricevuta della giocata che il gestore dell'agenzia, un tipo robusto a cui non sembrano piacere le facce nuove, ci consegna dalla fessura del vetro blindato. "Ci sono aziende - dice il rappresentante legale della Snai Alberto Nati - che utilizzano il nostro marchio per perseguire i loro illeciti. Queste aziende non hanno nessun legame con il nostro gruppo e faremo di tutto per fermarle".
Ma non è finita. Anche i rotoli di carta utilizzati per stampare le ricevute portano il marchio Snai, legato al nome di un'altra oscura società: la Elle Group S.r.l., finita nel 2007 nel mirino degli inquirenti. Tre delle sue agenzie accettavano infatti scommesse clandestine pur non avendo le autorizzazioni a operare e incassando fino a 20 mila euro in un solo weekend. Tutti in nero, naturalmente. Una truffa venuta a galla grazie all'intervento dell'allora commissario di polizia a Palermo Manfredi Borsellino, figlio di Paolo, il magistrato ucciso con la scorta nell'attentato di Via D'Amelio, che infiltrò uno dei suoi agenti tra gli scommettitori.
Gli addetti dei centri scommesse consegnavano ai clienti ricevute false, con fantomatici codici a barre e riferimenti informatici che le facevano apparire legali. Gli incassi finivano direttamente nelle tasche della Elle Group in barba all'Agenzia dei Monopoli che negli ultimi mesi aveva negato alla società l'autorizzazione a operare. Le loro licenze infatti "erano state sospese per il pregresso mancato pagamento dei diritti di concessione". L'amministratore era Elio Lupo, giovane imprenditore palermitano tratto in arresto la scorsa estate dalla Fiamme Gialle (adesso è ai domiciliari) per i reati di estorsione, appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato.
"Non c'era niente di legale - racconta Borsellino - i codici a barre erano sovrapposti, i numeri di riferimento erano sempre gli stessi, le date delle ricevute risalivano a mesi prima e sullo scontrino era addirittura assente il nome identificativo dell'agenzia che avrebbe dovuto ricevere la giocata".
EVASIONE FISCALE E TRUFFE. Fuggendo alla pressione fiscale e utilizzando la rete delle scommesse illegali, gli allibratori abusivi offrono agli utenti clandestini vincite di gran lunga più vantaggiose rispetto ai canali legali, che più degli altri, pagano il prezzo della crisi. L'allarme lo ha lanciato qualche tempo fa l'Assosnai, l'Associazione imprese scommesse e giochi che punta l'indice proprio sulla "rete illegale". Lo dice chiaramente il presidente dell'associazione Francesco Ginestra: "I volumi sono in calo perché il gioco va verso i circuiti illegali, semplicemente perché sono più allettanti". A partire dalle quote. Un esempio? Una giocata di 2 euro alla Snai, la più trasparente delle agenzie italiane, con le probabili vittorie delle squadre più in forma su ogni singola partita della prossima giornata di serie A, dà una vincita di 1.021 euro. Gli stessi eventi giocati con le quote della GoldBet, priva di concessioni dall'Aams, porterebbe alle nostre tasche circa 1.300 euro.
E i vantaggi non sono finiti qui. Con le nuove regole antiriciclaggio sugli importi superiori ai mille euro, per incassare la vincita alla Snai dovremmo riscuotere un assegno. Più facile e veloce la vincita alla GoldBet, dove il gestore dell'agenzia abusiva ci consegnerebbe in contanti qualsiasi somma.
LE AGENZIE CLANDESTINE. Ma chi sono e quanti sono gli operatori clandestini in Italia? Secondo gli addetti ai lavori, su circa 10.000 operatori, solo 250 sarebbero legali (a Roma una su due non è autorizzata a raccogliere scommesse). In Europa l'Interpol parla di un business che viaggia tra i 100 e gli 800 miliardi di euro. In Italia la voce grossa dell'illegalità arriva dal calcio che detiene il 70 per cento delle scommesse abusive.
L'elenco delle situazioni più discusse lo ha fatto l'associazione Libera in un dettagliato dossier presentato un anno fa dal titolo "Benvenuti ad Azzardopoli". È famoso il caso della già citata GoldBet Sportwetten, in teoria austriaca, in realtà controllata da soci e amministratori italiani. Aveva una rete con 500 agenzie in tutta la Penisola, peccato che 50 di esse erano controllate dal boss pugliese Saulle Politi. La GoldBet ha dichiarato di non avere mai avuto contatti con la criminalità e di avere operato correttamente tramite i propri agenti in Italia: la società si considera "vittima e non complice" di eventuali illeciti commessi. Le Fiamme Gialle, guidate dal colonnello Vincenzo Di Rella, la scorsa settimana hanno deciso di andare a fondo anche sul suo operato, scoprendo un'evasione fiscale pari a 50 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, tra il 2004 e il 2010, la Goldbet avrebbe nascosto guadagni per 234 milioni.
La Bet365 si vanta di coprire più di un milione di clienti nel mondo. La società ha sede a Stoke on Trent, in Inghilterra, e offre transazioni con moneybookers, carte di credito e bonifici bancari. In Italia il suo sito è marchiato dal divieto Aams.
Betshop ha 1200 affiliati in Europa. Qui aveva un bacino di utenza di 100 mila unità, fino al 2011 quando si è vista revocare dai Monopoli la licenza a raccogliere scommesse nel nostro paese. Ma il più inquieto degli operatori è StanleyBet, ramo internazionale di Stanley Leisure Plc, comparso per la prima volta negli '50 in Inghilterra. Oggi è un gigante con 2.000 sportelli e 3.000 dipendenti nel Vecchio Continente.
LA SENTENZA COSTA-CIFONE. Stanley continua ancora la battaglia contro lo Stato italiano che gli ha negato la partecipazione al bando per le concessioni aggrappandosi alla storica sentenza Costa-Cifone. Emessa il 16 febbraio 2012 dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la sentenza riconosce l'ingiustificata esclusione della StanleyBet dal bando di gara per le concessioni auspicandone la sua partecipazione. Una vicenda controversa che secondo la Cassazione avrebbe creato una "profonda discrasia" tra le leggi italiane e quelle europee.
Forti della sentenza, centinaia di operatori illegali si sono aggrappati alla Costa-Cifone, ottenendo il dissequestro delle loro agenzie e continuando così a operare illegalmente senza versare un centesimo nelle casse dello Stato. Un paradosso sul quale Roberto Fanelli, Direttore per i Giochi di Aams, ci tiene a fare chiarezza: "La sentenza - dice - non legittima la StanleyBet ad operare. Dice soltanto che la società non è penalmente perseguibile essendo stata discriminata dalle gare del '99 e del 2006. Secondo la sentenza, tale discriminazione poteva essere rimediata emanando un altro bando. La legge lo ha fatto e la Stanley, guarda caso, non ha partecipato. Perché? Semplice, come ha detto la Cassazione così facendo gode di una posizione di ingiustificato privilegio commerciale. Rispetto a Snai o ad altri operatori legali, infatti, la Stanley opera senza vincoli concessori e non versa nulla allo Stato, in una posizione di indubbio vantaggio che ne accresce le potenzialità concorrenziali".
Il giudice del Tribunale di Palermo Lorenzo Janelli, che in passato ha ordinato il sequestro di alcune agenzie clandestine, parla di "situazione molto complessa, resa ancora più difficile dall'ingresso nel mercato italiano di agenzie di scommesse straniere che hanno dato vita a una vera e propria diatriba sulla corretta interpretazione della nostra normativa e sulla sua compatibilità con il diritto italiano". "Una presenza - continua Iannelli - così pervasiva che neanche le squadre di calcio ritengono improprio farsi sponsorizzare da realtà economiche che lucrano sui loro risultati sportivi. A oggi il rischio è quello di porre gli operatori stranieri in condizioni di vantaggio rispetto a quelli nazionali, visto che solo questi ultimi sono soggetti a dei controlli per l'autorizzazione a operare e di vanificare in definitiva le finalità di ordine pubblico. Per non parlare dei rischi di riciclaggio che questa deregulation per l'esercizio delle attività di scommessa comporterebbe". Un rischio sul quale le procure hanno già lanciato l'allarme.
ALLIBRATORI DI MAFIA. Agenzie senza scrupoli al servizio della criminalità. Sono 10 direzioni le distrettuali antimafia che nell'ultimo anno hanno effettuato indagini sul rapporto tra la mala e centri scommesse: Bologna, Caltanissetta, Catania, Firenze, Lecce, Napoli, Palermo, Potenza, Reggio Calabria e Roma. Dagli allibratori dei Lo Piccoli alle agenzie illegali dei Valle-Lampada. Dalle scommesse clandestine dei Casalesi ai centri Goldbet di Saulle Politi, boss della Sacra Corona Unita. Da nord a sud il Grande Casinò Mafia incassa e ricicla ogni giorno milioni di euro. Tra Caltanissetta e Catania, i clan Madonia e Santapaola controllavano gli affari attraverso due imprenditori incensurati: Carmelo Barbieri e Antonio Padovani, quest'ultimo un colletto bianco che, secondo i magistrati, "si era costruito una porta d'accesso privilegiata per il rilascio di licenze dei Monopoli di Stato".
Il grande centro scommesse LasVegas di Palermo, sequestrato nel 2008, apparteneva al boss Nino Rotolo. Un giro d'affari che fruttava a Cosa Nostra circa 70 mila euro al giorno. Mentre i Valle-Lampada avrebbero piazzato centri scommesse e videopoker illegali in circa 92 locali a Milano con entrate fino a 50 mila euro al giorno. Quelli dei Lo Piccolo arrivavano fino a Chivasso in provincia di Torino.
Nel Salento gli affari della Goldbet erano gestiti e sponsorizzati dal capomafia Saulle Politi, componente del clan Tornese. Valore complessivo dei "giochi" sequestrati: 4 milioni di euro. C'era invece una vera e propria joint venture tra le mafie asiatiche e la camorra che permetteva di scommettere via internet sui bookmakers di Singapore e di incassare la scommessa in Italia. Un accordo commerciale ed economico che probabilmente si concretizzava anche nello scambio di informazioni sulle partite truccate. La camorra avrebbe comprato direttamente bookmakers esteri con l'autorizzazione a scommettere nel nostro paese. In questa maniera, tramite un complicato meccanismo che consente al giocatore di sostituirsi al banco, riuscivano a fare in modo che scommettendo contemporaneamente sull'1, sull'X e sul 2 si aveva la certezza di non perdere denaro. E soprattutto di riciclarlo.
caro mandrake come al solito da cretino non riesco a cogliere la legalità della stannley inel passaggio relativo alle agenzie clandestine!!! azz ma vuoi vedere che il giornalista si beccheràna bella denuncia pre diffamazione ahahah
LE AGENZIE CLANDESTINE. Ma chi sono e quanti sono gli operatori clandestini in Italia? Secondo gli addetti ai lavori, su circa 10.000 operatori, solo 250 sarebbero legali (a Roma una su due non è autorizzata a raccogliere scommesse). In Europa l'Interpol parla di un business che viaggia tra i 100 e gli 800 miliardi di euro. In Italia la voce grossa dell'illegalità arriva dal calcio che detiene il 70 per cento delle scommesse abusive.
Ma il più inquieto degli operatori è StanleyBet, ramo internazionale di Stanley Leisure Plc, comparso per la prima volta negli '50 in Inghilterra. Oggi è un gigante con 2.000 sportelli e 3.000 dipendenti nel Vecchio Continente.
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Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda mandrake76 » 23/02/2013 - 16:40
Secondo me sull'imposta unica le cose sono messe in modo molto semplice. La tassa, secondo la legge di stabilita' non spetta affatto al book, come continuate a dire, perche' probabilmente sapete bene che il vostro book col cavolo che ve la paga. Comunque per legge spetta al ced/ctd. Pero' poi se lo stato non riesce a farsela pagare dal ced/ctd allora puo', in solido, chiederla al book.
Riguardo alla Stanley io penso che proteggera i suoi CTD e la paghera' comunque lei, ma dichiarando alle autorita' ciascun CTD per cui la sta pagando. Mi sembra evidente pero' che la Stanley, secondo la circolare che ha mandato ieri, intende proteggere solo i CTD che sa che sono sempre stati Stanley puri.
Questo e' quello che si deduce da una lettura attenta delle comunicazioni che girano.
E questi, come al solito, sono i fatti.
Riguardo alla Stanley io penso che proteggera i suoi CTD e la paghera' comunque lei, ma dichiarando alle autorita' ciascun CTD per cui la sta pagando. Mi sembra evidente pero' che la Stanley, secondo la circolare che ha mandato ieri, intende proteggere solo i CTD che sa che sono sempre stati Stanley puri.
Questo e' quello che si deduce da una lettura attenta delle comunicazioni che girano.
E questi, come al solito, sono i fatti.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
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Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 23/02/2013 - 17:50
mandrake76 ha scritto:Secondo me sull'imposta unica le cose sono messe in modo molto semplice. La tassa, secondo la legge di stabilita' non spetta affatto al book, come continuate a dire, perche' probabilmente sapete bene che il vostro book col cavolo che ve la paga. Comunque per legge spetta al ced/ctd. Pero' poi se lo stato non riesce a farsela pagare dal ced/ctd allora puo', in solido, chiederla al book.
Riguardo alla Stanley io penso che proteggera i suoi CTD e la paghera' comunque lei, ma dichiarando alle autorita' ciascun CTD per cui la sta pagando. Mi sembra evidente pero' che la Stanley, secondo la circolare che ha mandato ieri, intende proteggere solo i CTD che sa che sono sempre stati Stanley puri.
Questo e' quello che si deduce da una lettura attenta delle comunicazioni che girano.
E questi, come al solito, sono i fatti.
ahhahaah questa poi ahahahah si credici!! ma davvero tu vuoi lavorare in questo settore?? senti la stanley non pagherà un solo euro di quelle tasse che verrano chieste ai suoi ctd tanto più che so per certo che stanno mettendo a punto un programma dal quale risulteranno tutte le tipologie di giocate fatte in agenzia dai suoi ctd cosi in caso di controllo si può calcolare l'ammontare dell'imposta.. poi dici che l'imposta la deve pagare il ctd ced ma mi spieghi come fa un ctd che prende come massimo il 9% di commissione e versare il 5% di preu poi pagare le tasse sulla la dichiarazione dei redditi pagare le spese vive e guadagnarci pure?? punto terzo allora perchè quelli della stanley se intendono pagare loro questa tassa dicono che bisogna chiamare loro e che loro invieranno tutta la documentazione richiesta dall'aams guardia di finanza??? senti a me mandrake apriti un negozio di frutta perchè tu in questo settore duri meno che un gatto in tangenziale non sai proprio un c...zo di niente!! e soprattutto ti bevi tutte le cazzate che dicono quelli della stanley per farti aprire e mandarli soldi a buffo ogni settimana.... che tanto per loro i soldi che arrivano dall'italia sono tutto grasso che cola!! per altro l'aams o la guardia di finanza mettono tutto nelle mani di equitalia e quando ti arriveranno le cartelle esattoriali voglio vedere se la stanley te le pagherà lei!! a mammalucco ma ripigliati!!!
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda ughetto » 23/02/2013 - 18:19
Cmq ancora c'è gente che santifica e crede ai messaggi di questi arroganti....sisi ai PURI gli pagano anche la TARSU e l'IRPEF, piu macchina e gasolio. Buon per te....
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Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda mandrake76 » 23/02/2013 - 19:50
Max .... andiamo per ordine. Innanzitutto io sto per aprire con Stanley e mi hanno mandato tutte le comunicazioni tecniche degli ultimo tempi, da cui ne risulta pure una dove dicono di dare ad AAMS tutti i documenti che chiedono e, se ne chiedono qualcuno di cui il CTD non e’ in possesso, di chiedere un termine per procurarsi il documento direttamente dalla Stanley. Io avevo gia’ chiesto un chiarimento su questo punto e a quanto pare i documenti emessi per poi consegnarli ad AAMS sono controfirmati dagli auditors, dato che la Stanley fa certificare i bilanci. Mi sembra tutto molto serio, chiaro e professionale. E una compagnia che si comporta cosi’ non mi da affatto l’idea che poi le tasse non le paga.
Se le dovessimo pagare noi .... hai ragione non ci sarebbe modo di rientrarci ma .... a me non sembra proprio che questo sia il caso. Poi se vuoi continuare a sparlare la Stanley, come fai sempre, fai pure. Ma questi sono i fatti.
Se le dovessimo pagare noi .... hai ragione non ci sarebbe modo di rientrarci ma .... a me non sembra proprio che questo sia il caso. Poi se vuoi continuare a sparlare la Stanley, come fai sempre, fai pure. Ma questi sono i fatti.
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Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 23/02/2013 - 20:11
[quote="mandrake76"]Max .... andiamo per ordine. Innanzitutto io sto per aprire con Stanley e mi hanno mandato tutte le comunicazioni tecniche degli ultimo tempi, da cui ne risulta pure una dove dicono di dare ad AAMS tutti i documenti che chiedono e, se ne chiedono qualcuno di cui il CTD non e’ in possesso, di chiedere un termine per procurarsi il documento direttamente dalla Stanley. Io avevo gia’ chiesto un chiarimento su questo punto e a quanto pare i documenti emessi per poi consegnarli ad AAMS sono controfirmati dagli auditors, dato che la Stanley fa certificare i bilanci. Mi sembra tutto molto serio, chiaro e professionale. E una compagnia che si comporta cosi’ non mi da affatto l’idea che poi le tasse non le paga.
Se le dovessimo pagare noi .... hai ragione non ci sarebbe modo di rientrarci ma .... a me non sembra proprio che questo sia il caso. Poi se vuoi continuare a sparlare la Stanley, come fai sempre, fai pure. Ma questi sono i fatti.[/qu
ah no?? e come mai non ti hanno detto che stanno mettendo a punto un nuovo programma da cui risulteranno tutte le giocate che effettuerai?? es giocate 1000 schedine con un evento(imposta unica 2.5% ecc ecc) secondo se loro dovessero pagare le tasse come dici tu mi dici che senso ha continuare a lavorare in italia?? se fino ad adesso non hanno pagato una solo euro e dico uno solo di tasse in italia e non sono riusciti ad essere competitivi mi spieghi come potrebbero diventarlo quando come dici tu inizieranno a pagarle?? terzo perchè ad oggi non hanno mai pagato??e non hanno nemmeno informato i ctd di questa imposta?? sono tanto bravi a mandare le mail sulle sentenze che vincono ma nascondono un fatto cosi importante?? e come mai il loro dipartimento legale dice che la tassa la devono pagare i ctd?? be dovrebbero mettersi daccordo su quello che dicono?? evidentemente a te che stai per aprire hanno detto questo ma ovviamente ti hanno detto una balla colossale... secondo dopo l'apertura delle buste ci sarà una megaretata contro i ctd stanley e gli tutti gli altri book e la prima cosa che verrà contestata è proprio il pagamento del preu questo perchè i nuovi concessionari hanno chiesto garanzie di tutela!! quarta cosa se come dici tu loro intendono pagare le tasse allora perchè si affrettano a dire che non daranno tutela legale per il pagamento dell'imposta unica a quei ctd "non puri" assistenza legale vuol dire al mio paese che vogliono andare a contraddittorio....mio caro io non so te ma tu ti stai cacciando in un guaio più grande di quello che pensi!!! fossi in te andrei molto cauto....
Se le dovessimo pagare noi .... hai ragione non ci sarebbe modo di rientrarci ma .... a me non sembra proprio che questo sia il caso. Poi se vuoi continuare a sparlare la Stanley, come fai sempre, fai pure. Ma questi sono i fatti.[/qu
ah no?? e come mai non ti hanno detto che stanno mettendo a punto un nuovo programma da cui risulteranno tutte le giocate che effettuerai?? es giocate 1000 schedine con un evento(imposta unica 2.5% ecc ecc) secondo se loro dovessero pagare le tasse come dici tu mi dici che senso ha continuare a lavorare in italia?? se fino ad adesso non hanno pagato una solo euro e dico uno solo di tasse in italia e non sono riusciti ad essere competitivi mi spieghi come potrebbero diventarlo quando come dici tu inizieranno a pagarle?? terzo perchè ad oggi non hanno mai pagato??e non hanno nemmeno informato i ctd di questa imposta?? sono tanto bravi a mandare le mail sulle sentenze che vincono ma nascondono un fatto cosi importante?? e come mai il loro dipartimento legale dice che la tassa la devono pagare i ctd?? be dovrebbero mettersi daccordo su quello che dicono?? evidentemente a te che stai per aprire hanno detto questo ma ovviamente ti hanno detto una balla colossale... secondo dopo l'apertura delle buste ci sarà una megaretata contro i ctd stanley e gli tutti gli altri book e la prima cosa che verrà contestata è proprio il pagamento del preu questo perchè i nuovi concessionari hanno chiesto garanzie di tutela!! quarta cosa se come dici tu loro intendono pagare le tasse allora perchè si affrettano a dire che non daranno tutela legale per il pagamento dell'imposta unica a quei ctd "non puri" assistenza legale vuol dire al mio paese che vogliono andare a contraddittorio....mio caro io non so te ma tu ti stai cacciando in un guaio più grande di quello che pensi!!! fossi in te andrei molto cauto....
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Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda mandrake76 » 24/02/2013 - 00:27
MAX: ah no?? e come mai non ti hanno detto che stanno mettendo a punto un nuovo programma da cui risulteranno tutte le giocate che effettuerai?? es giocate 1000 schedine con un evento(imposta unica 2.5% ecc ecc)
MANDRAKE: E allora? Scusa ma perche’ dovrebbero metterlo a punto un programma del genere, come tu dici come se fosse chissa quale novita’?.... secondo me già ce l’hanno da tempo anzi l’hanno sempre avuto. Vuoi che non sappiano nei dettagli cosa gioca ognuno di noi? Mica solo la Stanley ma tutti hanno gia’ un programma del genere, sennò come fanno poi a fare i conti?
MAX second, se loro dovessero pagare le tasse come dici tu mi dici che senso ha continuare a lavorare in italia?? se fino ad adesso non hanno pagato una solo euro e dico uno solo di tasse in italia e non sono riusciti ad essere competitivi mi spieghi come potrebbero diventarlo quando come dici tu inizieranno a pagarle??
MANDRAKE: Francamente a me basta che me le paghino, poi come fanno lo sapranno loro, e comunque tutto questo dare per scontato una Stanley che abbia difficolta’ mi sembra fuori dal mondo. Secondo me stanno andando benissimo e lo vedo ogni weekend che in attesa di aprire passo ad aiutare un amico, anche oggi.
MAX: terzo perchè ad oggi non hanno mai pagato??
MANDRAKE: E perche’ dovevano pagare? Loro seguono sicuramente una loro strategia. Non mi risulta che nessun CTD Stanley abbia dovuto pagare fino ad ora, perlomeno tra quelli che in questo momento lavorano con Stanley.
MAX: perche’ non hanno nemmeno informato i ctd di questa imposta?? sono tanto bravi a mandare le mail sulle sentenze che vincono ma nascondono un fatto cosi importante??
MANDRAKE: come sarebbe non hanno informato!? Ti sei bevuto il cervello? Ti avevo appena detto che ci sono email ai CTD dove gli dicono come devono comportarsi! Ma di che stai parlando?! Sei talmente accecato che dici stupidaggini senza nemmeno accorgertene.
MAX: e come mai il loro dipartimento legale dice che la tassa la devono pagare i ctd?? be dovrebbero mettersi daccordo su quello che dicono??
MANDRAKE: Non mi risulta che il dipartimento legale dice che la devono pagare i CTD. Non a quelli che lavorano per loro perlomeno. Certo, uno che li ha lasciati in passato forse adesso gli dicono arrangiati e secondo me fanno benissimo. Forse ti confondi con il fatto che per legge spetta al CTD a pagare sotto il profilo formale, ma da quello che ho capito io, pagherà’ la Stanley per conto del CTD, quindi e’ come se pagasse il CTD ma in realtà paga la Stanley.
MAX: evidentemente a te che stai per aprire hanno detto questo ma ovviamente ti hanno detto una balla colossale...
MANDRAKE: Io ho fiducia nella Stanley
MAX: secondo dopo l'apertura delle buste ci sarà una megaretata contro i ctd stanley e gli tutti gli altri book e la prima cosa che verrà contestata è proprio il pagamento del preu questo perchè i nuovi concessionari hanno chiesto garanzie di tutela!!
MANDRAKE: Che paura. Specialmente della retata contro i CTD Stanley. Amen. E buona fortuna ai concessionari che hanno chiesto garanzie! E hanno ragione a volerle, ma secondo me ormai per loro non e’ piu’ la Stanley il problema ma tutti gli altri illegali. Max ma per chi lavori?
MAX: quarta cosa se come dici tu loro intendono pagare le tasse allora perchè si affrettano a dire che non daranno tutela legale per il pagamento dell'imposta unica a quei ctd "non puri" assistenza legale vuol dire al mio paese che vogliono andare a contraddittorio....
MANDRAKE: max ti stai impicciando e non ci stai capendo piu’ niente: se dicono che non danno tutela legale ai centri non puri, non significa che vogliono andare a contradditorio. Secondo me significa che li vogliono abbandonare. Cioe’ ... ciao ciao! Cioe’.... che si arrangino. Invece per i ‘puri’ e io saro’ sicuramente un puro, cioe’ uno che ha rapporti solo con Stanley, pagheranno e quindi non c’e’ nessun bisogno di assistenza legale se non sotto il profilo strettamente tecnico.
MAX: mio caro io non so te ma tu ti stai cacciando in un guaio più grande di quello che pensi!!! fossi in te andrei molto cauto....
MANDRAKE: Si max ci vado cauto e so il fatto mio e quello che mi dice Stanley e’ perfettamente logico e non mi da preoccupazione come tu vorresti instigarmi. Io ho piena fiducia in Stanley. E poi.... i fatti li vediamo presto.
MANDRAKE: E allora? Scusa ma perche’ dovrebbero metterlo a punto un programma del genere, come tu dici come se fosse chissa quale novita’?.... secondo me già ce l’hanno da tempo anzi l’hanno sempre avuto. Vuoi che non sappiano nei dettagli cosa gioca ognuno di noi? Mica solo la Stanley ma tutti hanno gia’ un programma del genere, sennò come fanno poi a fare i conti?
MAX second, se loro dovessero pagare le tasse come dici tu mi dici che senso ha continuare a lavorare in italia?? se fino ad adesso non hanno pagato una solo euro e dico uno solo di tasse in italia e non sono riusciti ad essere competitivi mi spieghi come potrebbero diventarlo quando come dici tu inizieranno a pagarle??
MANDRAKE: Francamente a me basta che me le paghino, poi come fanno lo sapranno loro, e comunque tutto questo dare per scontato una Stanley che abbia difficolta’ mi sembra fuori dal mondo. Secondo me stanno andando benissimo e lo vedo ogni weekend che in attesa di aprire passo ad aiutare un amico, anche oggi.
MAX: terzo perchè ad oggi non hanno mai pagato??
MANDRAKE: E perche’ dovevano pagare? Loro seguono sicuramente una loro strategia. Non mi risulta che nessun CTD Stanley abbia dovuto pagare fino ad ora, perlomeno tra quelli che in questo momento lavorano con Stanley.
MAX: perche’ non hanno nemmeno informato i ctd di questa imposta?? sono tanto bravi a mandare le mail sulle sentenze che vincono ma nascondono un fatto cosi importante??
MANDRAKE: come sarebbe non hanno informato!? Ti sei bevuto il cervello? Ti avevo appena detto che ci sono email ai CTD dove gli dicono come devono comportarsi! Ma di che stai parlando?! Sei talmente accecato che dici stupidaggini senza nemmeno accorgertene.
MAX: e come mai il loro dipartimento legale dice che la tassa la devono pagare i ctd?? be dovrebbero mettersi daccordo su quello che dicono??
MANDRAKE: Non mi risulta che il dipartimento legale dice che la devono pagare i CTD. Non a quelli che lavorano per loro perlomeno. Certo, uno che li ha lasciati in passato forse adesso gli dicono arrangiati e secondo me fanno benissimo. Forse ti confondi con il fatto che per legge spetta al CTD a pagare sotto il profilo formale, ma da quello che ho capito io, pagherà’ la Stanley per conto del CTD, quindi e’ come se pagasse il CTD ma in realtà paga la Stanley.
MAX: evidentemente a te che stai per aprire hanno detto questo ma ovviamente ti hanno detto una balla colossale...
MANDRAKE: Io ho fiducia nella Stanley
MAX: secondo dopo l'apertura delle buste ci sarà una megaretata contro i ctd stanley e gli tutti gli altri book e la prima cosa che verrà contestata è proprio il pagamento del preu questo perchè i nuovi concessionari hanno chiesto garanzie di tutela!!
MANDRAKE: Che paura. Specialmente della retata contro i CTD Stanley. Amen. E buona fortuna ai concessionari che hanno chiesto garanzie! E hanno ragione a volerle, ma secondo me ormai per loro non e’ piu’ la Stanley il problema ma tutti gli altri illegali. Max ma per chi lavori?
MAX: quarta cosa se come dici tu loro intendono pagare le tasse allora perchè si affrettano a dire che non daranno tutela legale per il pagamento dell'imposta unica a quei ctd "non puri" assistenza legale vuol dire al mio paese che vogliono andare a contraddittorio....
MANDRAKE: max ti stai impicciando e non ci stai capendo piu’ niente: se dicono che non danno tutela legale ai centri non puri, non significa che vogliono andare a contradditorio. Secondo me significa che li vogliono abbandonare. Cioe’ ... ciao ciao! Cioe’.... che si arrangino. Invece per i ‘puri’ e io saro’ sicuramente un puro, cioe’ uno che ha rapporti solo con Stanley, pagheranno e quindi non c’e’ nessun bisogno di assistenza legale se non sotto il profilo strettamente tecnico.
MAX: mio caro io non so te ma tu ti stai cacciando in un guaio più grande di quello che pensi!!! fossi in te andrei molto cauto....
MANDRAKE: Si max ci vado cauto e so il fatto mio e quello che mi dice Stanley e’ perfettamente logico e non mi da preoccupazione come tu vorresti instigarmi. Io ho piena fiducia in Stanley. E poi.... i fatti li vediamo presto.
"Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui."
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Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 24/02/2013 - 09:53
punto primo il programma che stanno mettendo a punto è per i ctd non per loro che già lo hanno (fonte DIPARTIMENTO COMUNICAZIONI).... punto secondo ribadisco che non pagano nermmeno un euro di imposta per nessuno tanto più che secondo loro non sono dovuti a pagare perchè lo stato li considera illegali (fonte DIPARTIMENTO LEGALE) punto terzo conosco persone a me vicine che sono finite in seri guai per colpa di questa società....
punto quarto la stanley non è leggittimata ad operare in italia lo dici anche tu nell'ariticolo della repubblica tanto più che il suo nome viene inserito fra gli OPERATORI CLANDESTINI, punto quinto le varie società non temono la Stanley perchè le quote non sono competitive ma sono identiche.... punto sesto tu non sai per nulla il fatto tuo altrimenti non ti cacceresti in GUAIO simile
soprattutto con l'apertura delle buste (STANLEY DICEVA CHE IL BANDO NON SI FACEVA PECCATO CHE SI FA ECCOME SE SI FA!!!) punto settimo le agenzie stanley non vanno assoultamente bene anzi sono tutte in serie difficoltà chi più chi meno questo dipende dal fatto se l'agenzia è collacata in un bar e soprattutto da che bacino di utenza e dalla presenza degli aams e da quanto dichiarano al fisco (MOLTI NON FANNO DICHIARAZIONE REDDITTI ) caro mandrake smettila di scrivere sciocchezze!!
punto quarto la stanley non è leggittimata ad operare in italia lo dici anche tu nell'ariticolo della repubblica tanto più che il suo nome viene inserito fra gli OPERATORI CLANDESTINI, punto quinto le varie società non temono la Stanley perchè le quote non sono competitive ma sono identiche.... punto sesto tu non sai per nulla il fatto tuo altrimenti non ti cacceresti in GUAIO simile
soprattutto con l'apertura delle buste (STANLEY DICEVA CHE IL BANDO NON SI FACEVA PECCATO CHE SI FA ECCOME SE SI FA!!!) punto settimo le agenzie stanley non vanno assoultamente bene anzi sono tutte in serie difficoltà chi più chi meno questo dipende dal fatto se l'agenzia è collacata in un bar e soprattutto da che bacino di utenza e dalla presenza degli aams e da quanto dichiarano al fisco (MOLTI NON FANNO DICHIARAZIONE REDDITTI ) caro mandrake smettila di scrivere sciocchezze!!
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda Enne » 24/02/2013 - 12:53
mandrake76 ha scritto:Se le dovessimo pagare noi .... hai ragione non ci sarebbe modo di rientrarci ma .... a me non sembra proprio che questo sia il caso
Scusa, Mandrake, ma se dici così significa che stai firmando un contratto
che già in partenza ti consentirà di registrare unicamente delle perdite.
Se la legge, come hai detto tu stesso, prevede che soggetto d'imposta sia il CED e non il book e se il contratto col book ti riconosce un corrispettivo insufficiente a coprire i soli oneri fiscali, abbi pazienza, ma c'è qualcosa che non va.
Questo indipendentemente dal fatto che la Stanley dichiari di pagare o paghi il PREU al tuo posto.
Non puoi firmare un contratto che ti dice "se fai questo ti do 10", sapendo che nel momento in cui esegui la tranzìsazione che ti da il diritto ad avere quei 10 scatta automaticamente un meccanismo per cui ti ritrovi debitore di 12.
Anche se i 12 li pagasse la Stanley, è il contratto che così, evidentemente, non va bene.
Hai detto che sei un giurista, cosa ne pensi al riguardo?
Re: DA REPUBBLICA
Messaggioda max90 » 24/02/2013 - 13:24
Enne ha scritto:mandrake76 ha scritto:Se le dovessimo pagare noi .... hai ragione non ci sarebbe modo di rientrarci ma .... a me non sembra proprio che questo sia il caso
Scusa, Mandrake, ma se dici così significa che stai firmando un contratto
che già in partenza ti consentirà di registrare unicamente delle perdite.
Se la legge, come hai detto tu stesso, prevede che soggetto d'imposta sia il CED e non il book e se il contratto col book ti riconosce un corrispettivo insufficiente a coprire i soli oneri fiscali, abbi pazienza, ma c'è qualcosa che non va.
Questo indipendentemente dal fatto che la Stanley dichiari di pagare o paghi il PREU al tuo posto.
Non puoi firmare un contratto che ti dice "se fai questo ti do 10", sapendo che nel momento in cui esegui la tranzìsazione che ti da il diritto ad avere quei 10 scatta automaticamente un meccanismo per cui ti ritrovi debitore di 12.
Anche se i 12 li pagasse la Stanley, è il contratto che così, evidentemente, non va bene.
Hai detto che sei un giurista, cosa ne pensi al riguardo?
caro enne forse ti sfugge che lui crede che iele paghi la stanley ma sino ad oggi la stanley non ha versato manco un centesimo per i suoi ctd.... il fatto è questo lui non intende aprire un ctd è semplicemente un dipendente della stanley...è assurdo pensare che vogliano pagare le tasse in italia per i loro ctd e continuare ad avere un interesse ad operare in italia??? i book non pagheranno mai questa imposta e infatti stanno mettendo in atto una vera e propra truffa ai danni dei loro affiliati!!! e la stanley su queste cose è una gran furbacchiona sono anni che lavora in italia aggratis!!!
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