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CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
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Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda duval » 19/02/2013 - 22:05
(sulle mie si preannuncia una stesa dolorosa
)
mastica e sputa, da una parte il miele
mastica e sputa, dall'altra la cera
mastica e sputa, prima che venga neve
mastica e sputa, dall'altra la cera
mastica e sputa, prima che venga neve
ameba ha scritto:Lasciamo le casse facili agli uomini privi di fantasia!
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda Kook » 19/02/2013 - 22:36
letta in maniera erratissima questa giornata di champions. 
Non aspettare che il vento gonfi la vela della tua fortuna. Soffiaci dentro tu.
Ugo Ojetti
Ugo Ojetti
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda bracchio » 19/02/2013 - 22:38
luigi21 ha scritto:Pure io oggi malissimo, solo un over preso, eppure ero molto convinto su tutti, mi hanno beffato clamorosamente![]()
A domani.
che sfiga
2 over
un 2 a 0 e un 1 a 1
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda duval » 19/02/2013 - 22:39
duval ha scritto:Stasera (anzi, tra pochissimo, 5 minuti ma arrivo di corsa, scusate.. magari idea per il live..) mi piace moltissimo l'over nella partita tra motherwell e dundee utd (Scozia): preso over 2,5 (c'è 1,70), over 3,5 (3 su WH.it) over 4,5 (5,5 su WH.it) e over 5,5 per non farmi mancare nulla..
![]()
![]()
![]()
stake alto in complessivo, spero che non finisca 2-0 (ho anche il goal in multipla con l'over del wimbledon)..![]()
sono due squadre che segnano e subiscono davvero moltissimo, io come quote le avrei fatte decisamente più basse, al 90' vedremo chi avrà avuto ragione tra me e i book
poi, come Ale, sono sull'over del Birmingham (anche 3,5 goal, un cippino)..
provare non costa nulla
di Champions' non mi piace nulla, fossi stato costretto a fare qualcosa avrei forse preso un handicap a favore del Malaga o un goal in Portogallo..
domani giocherò il Milan in handicap, il Barca, quest'ultimo Barca a 1,50 in casa del diavolo lo voglio pagare
0-1
e
0-0
Mi cospargo il capo con tutta la cenere che riesco a trovare..
Veramente pessima lettura, spero che nessuno abbia seguito
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ameba ha scritto:Lasciamo le casse facili agli uomini privi di fantasia!
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Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda Il Web » 19/02/2013 - 23:55
sera raga
stasera passato tutto come detto ...
nel pomeirggio vinto un copeco marcio bucato ma sfiorato colpo, ricordatevi l'Anderlecht al Viareggio ... passato ai rigori ma senza sfiga era una comica di ridolini ... certo, sono poco concreti e sbagliano molto ... del resto, so... ragazzi
domani ci sono i nuovi invincibili ...
caldi ...................
stasera passato tutto come detto ...
nel pomeirggio vinto un copeco marcio bucato ma sfiorato colpo, ricordatevi l'Anderlecht al Viareggio ... passato ai rigori ma senza sfiga era una comica di ridolini ... certo, sono poco concreti e sbagliano molto ... del resto, so... ragazzi
domani ci sono i nuovi invincibili ...
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adess biciclett e vuvuzela ...
I miei articoli scritti per il nostro blog: https://www.infobetting.com/blog/author/ilweb/
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Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 11:46
da gazzetta.it
Napoli, Europa League: a Plzen Mazzarri non avrà Hamsik influenzato
Milano, 20 febbraio 2013
Nel ritorno dei 16/mi Mazzarri pensa al turnover visto lo 0-3 dell'andata: riposeranno Cavani e Inler
Walter Mazzarri lunedì non aveva potuto dirigere la seduta di allenamento poiché influenzato, ma ieri è stato come al solito tra i primi ad arrivare a Castelvolturno. C’è da preparare la sfida di ritorno con il Plzen. Ribaltare lo 0-3 dell’andata non è certamente impresa facile ed inoltre lunedì l’impegno di Udine in campionato preoccupa non poco il tecnico azzurro, specie in virtù dei risultati in campionato di tutte le squadre che la settimana scorsa hanno giocato in campo internazionale. Ma c'è un ulteriore problema. Stamattina alla partenza di Capodichino non si è presentato Hamsik: rimasto a casa influenzato. Si conta di recuperarlo lunedì per Udine.
riposo — Tuttavia, Mazzarri ha deciso di convocare tutti gli effetti a sua disposizione, ma potrebbe ugualmente lasciare a riposo Cavani e Inler. Probabile che ci sia un discreto turn over in tutti i reparti. In difesa, infatti, dovrebbe essere riproposto lo stesso terzetto che giovedì scorso non ha certo incantato composto da Gamberini, Rolando e Britos. Del resto, in questo momento sia Campagnaro che Cannavaro sono giustamente ritenuti imprescindibili ed al Friuli ci sarà da tenere a bada un certo Di Natale. A centrocampo, spazio a Donadel e Dzemaili con El Kaddouri trequartista, visto che lo slovacco è indisponibile. Zuniga è l’unico candidato per la fascia sinistra (Armero non è in lista Uefa perché ha già giocato l’Europa League con l’Udinese) mentre a destra è ballottaggio tra Maggio (favorito) e Mesto. La partenza per la Repubblica Ceca è prevista mercoledì mattina, il rientro a Napoli all’alba di venerdì mattina.
Napoli, Europa League: a Plzen Mazzarri non avrà Hamsik influenzato
Milano, 20 febbraio 2013
Nel ritorno dei 16/mi Mazzarri pensa al turnover visto lo 0-3 dell'andata: riposeranno Cavani e Inler
Walter Mazzarri lunedì non aveva potuto dirigere la seduta di allenamento poiché influenzato, ma ieri è stato come al solito tra i primi ad arrivare a Castelvolturno. C’è da preparare la sfida di ritorno con il Plzen. Ribaltare lo 0-3 dell’andata non è certamente impresa facile ed inoltre lunedì l’impegno di Udine in campionato preoccupa non poco il tecnico azzurro, specie in virtù dei risultati in campionato di tutte le squadre che la settimana scorsa hanno giocato in campo internazionale. Ma c'è un ulteriore problema. Stamattina alla partenza di Capodichino non si è presentato Hamsik: rimasto a casa influenzato. Si conta di recuperarlo lunedì per Udine.
riposo — Tuttavia, Mazzarri ha deciso di convocare tutti gli effetti a sua disposizione, ma potrebbe ugualmente lasciare a riposo Cavani e Inler. Probabile che ci sia un discreto turn over in tutti i reparti. In difesa, infatti, dovrebbe essere riproposto lo stesso terzetto che giovedì scorso non ha certo incantato composto da Gamberini, Rolando e Britos. Del resto, in questo momento sia Campagnaro che Cannavaro sono giustamente ritenuti imprescindibili ed al Friuli ci sarà da tenere a bada un certo Di Natale. A centrocampo, spazio a Donadel e Dzemaili con El Kaddouri trequartista, visto che lo slovacco è indisponibile. Zuniga è l’unico candidato per la fascia sinistra (Armero non è in lista Uefa perché ha già giocato l’Europa League con l’Udinese) mentre a destra è ballottaggio tra Maggio (favorito) e Mesto. La partenza per la Repubblica Ceca è prevista mercoledì mattina, il rientro a Napoli all’alba di venerdì mattina.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 11:48
da gazzetta.it
Inter, rimpianti per Livaja
Ma per ora niente vice Milito
Appiano Gentile (Como), 20 febbraio 2013
Diventa complicato far rifiatare Palacio e Cassano, dopo l'infortunio dell'argentino: Rocchi non è stato inserito nella lista d'Europa League. Ma la volontà del croato è stata decisiva nel trasferimento all'Atalanta. Carew, Van Nistelrooy e Mpenza sono lontani da una forma accettabile, il club non ha individuato uno svincolato all'altezza
L’Inter resta così. I radar nerazzurri restano accesi, ma al momento non si vedono prospettive per sostituire Diego Milito, fuori per almeno sei mesi dopo la doppia lesione al crociato del ginocchio sinistro.
Nessuno all’altezza — Branca e Ausilio nei giorni scorsi hanno provato a sfogliare la margherita degli attaccanti svincolati, ma non è emerso un nome all’altezza. Perché i vari Carew, Van Nistelrooy e Mpenza sono lontani da una forma accettabile e lo stesso Moratti non intende investire su un giocatore che non farebbe parte del progetto futuro. Quello che invece riguarderà da vicino Mauro Icardi, l’italo argentino della Sampdoria che giusto ieri ha compiuto 20 anni. Di fatto c’è già un accordo con i blucerchiati per una cifra vicina ai 13 milioni, anche se vanno ancora stabilite le modalità di pagamento.
La verità su Livaja e Longo — Per ora invece si resta vigili, ma di fatto si andrà avanti con quello che c’è. Un’altra punta sarebbe servita soprattutto in Europa League, per far rifiatare Cassano e Palacio. Ma una jella multipla ha lasciato Strama con poche scelte. Rocchi infatti non è stato inserito nella lista di Coppa perché le modifiche rispetto alla precedente erano al massimo tre (Alvarez, Chivu e Kovacic) e Milito si è rotto dopo. In Coppa aveva fatto bene Livaja. E inizialmente era nei piani nerazzurri di cedere all’Atalanta nell’affare Schelotto la metà del croato, che però sarebbe rimasto a Milano. Ma alla fine è stata decisiva la volontà del ragazzo e del suo agente di andare a giocare con più continuità a Bergamo. Discorso simile per Samuele Longo. Quando sembrava vicino il rientro anticipato dal prestito all’Espanyol, Pochettino ha iniziato a convocarlo e gli spagnoli non ne hanno più voluto sapere. Lo stesso Francesco Forte, la punta della Primavera che in Europa avrebbe potuto fare qualche spezzone non era iscrivibile nella lista B perché non ha ancora i 48 mesi di crescita nel vivaio richiesti dall’Uefa. Una Stramaledizione.
Inter, Palacio e Cassano fanno gli straordinari. Turnover difficile in attacco
Milano, 19 febbraio 2013
A Cluj Stramaccioni proverà a dosare le energie in vista del derby, ma con Milito operato e Rocchi fuori dalla lista Uefa i due attaccanti dovranno giocare almeno un tempo
L'Inter ha una linea guida per la trasferta in Romania: gestire le energie e gestire il vantaggio dell'andata senza rischiare. Il derby incombe, il Cluj non spaventa troppo, ma rischiare una figuraccia e di compromettere il cammino nella competizione non si può. Così in Romania sarà turnover, ma non totale, anche perché le soluzioni in attacco sono limitate e in quattro (Carrizo, Kuzmanovic, Schelotto, Rocchi). sono fuori dalla lista Uefa. Davanti quindi, a meno di ricorrere a Terrani (attaccante classe 1994, convocato come Pasa e Benassi), Palacio e Cassano dovranno giocare alemno un tempo a testa, in un assetto che probabilmente vedrà l'albero di Natale, con Alvarez titolare.
Intanto oggi allenamento per la squadra e visito di Elio degli "Elio e le Storie Tese" nella sede nerazzurra: Elio grande tifoso nerazzurro e autore dell'Inno del club, ha incontrato Moratti e scattato le foto di rito.
iStramaccioni ha convocato 21 giocatori. In lista torna Chivu, recuperato, ma non Stankovic e Samuel. Il primo ci sarà nel derby, il secondo no
I convocati per Cluj: Terrani rinforzo davanti
Stramaccioni, terrà la conferenza stampa della vigilia alle 16.15 italiane. Stramaccioni ha già diramato la lista dei giocatori convocati: oltre Benassi, ci sono anche i giovani Pasa e Terrani. Questa la lista completa:
Portieri: 1 Handanovic, 27 Belec, 77 Di Gennaro;
Difensori: 6 Silvestre, 23 Ranocchia, 26 Chivu, 40 Juan Jesus, 31 Pereira, 42 Jonathan, 55 Nagatomo;
Centrocampisti: 4 Zanetti, 29 Kovacic, 11 Alvarez, 14 Guarin, 19 Cambiasso, 21 Gargano, 24 Benassi, 28 Pasa;
Attaccanti: 8 Palacio, 49 Terrani, 99 Cassano.
Inter, rimpianti per Livaja
Ma per ora niente vice Milito
Appiano Gentile (Como), 20 febbraio 2013
Diventa complicato far rifiatare Palacio e Cassano, dopo l'infortunio dell'argentino: Rocchi non è stato inserito nella lista d'Europa League. Ma la volontà del croato è stata decisiva nel trasferimento all'Atalanta. Carew, Van Nistelrooy e Mpenza sono lontani da una forma accettabile, il club non ha individuato uno svincolato all'altezza
L’Inter resta così. I radar nerazzurri restano accesi, ma al momento non si vedono prospettive per sostituire Diego Milito, fuori per almeno sei mesi dopo la doppia lesione al crociato del ginocchio sinistro.
Nessuno all’altezza — Branca e Ausilio nei giorni scorsi hanno provato a sfogliare la margherita degli attaccanti svincolati, ma non è emerso un nome all’altezza. Perché i vari Carew, Van Nistelrooy e Mpenza sono lontani da una forma accettabile e lo stesso Moratti non intende investire su un giocatore che non farebbe parte del progetto futuro. Quello che invece riguarderà da vicino Mauro Icardi, l’italo argentino della Sampdoria che giusto ieri ha compiuto 20 anni. Di fatto c’è già un accordo con i blucerchiati per una cifra vicina ai 13 milioni, anche se vanno ancora stabilite le modalità di pagamento.
La verità su Livaja e Longo — Per ora invece si resta vigili, ma di fatto si andrà avanti con quello che c’è. Un’altra punta sarebbe servita soprattutto in Europa League, per far rifiatare Cassano e Palacio. Ma una jella multipla ha lasciato Strama con poche scelte. Rocchi infatti non è stato inserito nella lista di Coppa perché le modifiche rispetto alla precedente erano al massimo tre (Alvarez, Chivu e Kovacic) e Milito si è rotto dopo. In Coppa aveva fatto bene Livaja. E inizialmente era nei piani nerazzurri di cedere all’Atalanta nell’affare Schelotto la metà del croato, che però sarebbe rimasto a Milano. Ma alla fine è stata decisiva la volontà del ragazzo e del suo agente di andare a giocare con più continuità a Bergamo. Discorso simile per Samuele Longo. Quando sembrava vicino il rientro anticipato dal prestito all’Espanyol, Pochettino ha iniziato a convocarlo e gli spagnoli non ne hanno più voluto sapere. Lo stesso Francesco Forte, la punta della Primavera che in Europa avrebbe potuto fare qualche spezzone non era iscrivibile nella lista B perché non ha ancora i 48 mesi di crescita nel vivaio richiesti dall’Uefa. Una Stramaledizione.
Inter, Palacio e Cassano fanno gli straordinari. Turnover difficile in attacco
Milano, 19 febbraio 2013
A Cluj Stramaccioni proverà a dosare le energie in vista del derby, ma con Milito operato e Rocchi fuori dalla lista Uefa i due attaccanti dovranno giocare almeno un tempo
L'Inter ha una linea guida per la trasferta in Romania: gestire le energie e gestire il vantaggio dell'andata senza rischiare. Il derby incombe, il Cluj non spaventa troppo, ma rischiare una figuraccia e di compromettere il cammino nella competizione non si può. Così in Romania sarà turnover, ma non totale, anche perché le soluzioni in attacco sono limitate e in quattro (Carrizo, Kuzmanovic, Schelotto, Rocchi). sono fuori dalla lista Uefa. Davanti quindi, a meno di ricorrere a Terrani (attaccante classe 1994, convocato come Pasa e Benassi), Palacio e Cassano dovranno giocare alemno un tempo a testa, in un assetto che probabilmente vedrà l'albero di Natale, con Alvarez titolare.
Intanto oggi allenamento per la squadra e visito di Elio degli "Elio e le Storie Tese" nella sede nerazzurra: Elio grande tifoso nerazzurro e autore dell'Inno del club, ha incontrato Moratti e scattato le foto di rito.
iStramaccioni ha convocato 21 giocatori. In lista torna Chivu, recuperato, ma non Stankovic e Samuel. Il primo ci sarà nel derby, il secondo no
I convocati per Cluj: Terrani rinforzo davanti
Stramaccioni, terrà la conferenza stampa della vigilia alle 16.15 italiane. Stramaccioni ha già diramato la lista dei giocatori convocati: oltre Benassi, ci sono anche i giovani Pasa e Terrani. Questa la lista completa:
Portieri: 1 Handanovic, 27 Belec, 77 Di Gennaro;
Difensori: 6 Silvestre, 23 Ranocchia, 26 Chivu, 40 Juan Jesus, 31 Pereira, 42 Jonathan, 55 Nagatomo;
Centrocampisti: 4 Zanetti, 29 Kovacic, 11 Alvarez, 14 Guarin, 19 Cambiasso, 21 Gargano, 24 Benassi, 28 Pasa;
Attaccanti: 8 Palacio, 49 Terrani, 99 Cassano.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 11:57
Cagliari-Torino a Is Arenas,porte chiuse
(ANSA) - CAGLIARI - Cagliari-Torino si giochera' domenica allo stadio di Is Arenas di Quartu Sant'Elena, ma a porte chiuse. Questa la soluzione definita nella tarda serata e sancita dalla firma del vicesindaco Fortunato Di Cesare sull'autorizzazione per la disputa dell'incontro in programma per domenica prossima alle 15. Era stato proprio il Cagliari, per ottenere l'agibilita', a chiedere al Comune di valutare la possibilita' di giocare anche senza pubblico. Ora si attende solo la decisione ufficiale della Lega.
(ANSA) - CAGLIARI - Cagliari-Torino si giochera' domenica allo stadio di Is Arenas di Quartu Sant'Elena, ma a porte chiuse. Questa la soluzione definita nella tarda serata e sancita dalla firma del vicesindaco Fortunato Di Cesare sull'autorizzazione per la disputa dell'incontro in programma per domenica prossima alle 15. Era stato proprio il Cagliari, per ottenere l'agibilita', a chiedere al Comune di valutare la possibilita' di giocare anche senza pubblico. Ora si attende solo la decisione ufficiale della Lega.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 12:00
da sportmediaset
Roma, spunta un imprenditore arabo
Incontra Pallotta per entrare nel club
20/02/13
Dopo gli americani la Roma potrebbe presto avere anche investitori arabi. Dalla Capitale, infatti, arrivano le voci di un imprenditore giordano che avrebbe già un accordo con James Pallotta per entrare nel club e possibilmente investire soldi nel mercato. Questo facoltoso "mister X" avrebbe già incontrato la dirigenza giallorossa più volete e le trattative sarebbero in fase avanzata per acquistare una quota della società.
Massimo riserbo sulla vicenda, ma pare che l'investitore acquisterebbe una parte della quota americana e non di Unicredit. Portando nelle casse della Roma soldi freschi che andrebbero subito ad aumentare la seconda tranche dell'aumento di capitale previsto. La speranza dei tifosi è quella di poterli investire in modo più massiccio nella prossima sessione del mercato estivo.
Roma, spunta un imprenditore arabo
Incontra Pallotta per entrare nel club
20/02/13
Dopo gli americani la Roma potrebbe presto avere anche investitori arabi. Dalla Capitale, infatti, arrivano le voci di un imprenditore giordano che avrebbe già un accordo con James Pallotta per entrare nel club e possibilmente investire soldi nel mercato. Questo facoltoso "mister X" avrebbe già incontrato la dirigenza giallorossa più volete e le trattative sarebbero in fase avanzata per acquistare una quota della società.
Massimo riserbo sulla vicenda, ma pare che l'investitore acquisterebbe una parte della quota americana e non di Unicredit. Portando nelle casse della Roma soldi freschi che andrebbero subito ad aumentare la seconda tranche dell'aumento di capitale previsto. La speranza dei tifosi è quella di poterli investire in modo più massiccio nella prossima sessione del mercato estivo.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 12:03
da sportmediaset
Ibra:"Sono il più grande dopo Ali"
Zlatan non esclude un futuro al Bayern

Mai banale nelle sue dichiarazioni, Ibrahimovic fa ancora discutere di sè. In un'intervista rilasciata al magazine tedesco "11Freunde", riguardo al suo punto di riferimento, Muhammad Ali, ha dichiarato: "Anche io sono il più grande. Si può fare, davvero? Due più grandi? No, allora diciamo così: io sono il più grande dopo Ali. Sto da quasi vent'anni sull'autostrada del successo, correndo anno per anno più veloce" ha ribadito Zlatan.
Lo svedese poi, parlando della sua carriera, non ha escluso un futuro in Bundesliga: "Se un giorno dovessi venire a giocare in Germania, sarebbe al Bayern di Monaco. Mi resta ancora un po' di tempo e per me il Bayern è uno dei cinque grandi club al mondo". Del resto l'attaccante ha ricordato di aver già giocato in cinque Paesi, "in Svezia, nei Paesi Bassi, in Italia, in Spagna e ora in Francia. Mi piace conoscere persone e culture diverse".
Ibra:"Sono il più grande dopo Ali"
Zlatan non esclude un futuro al Bayern

Mai banale nelle sue dichiarazioni, Ibrahimovic fa ancora discutere di sè. In un'intervista rilasciata al magazine tedesco "11Freunde", riguardo al suo punto di riferimento, Muhammad Ali, ha dichiarato: "Anche io sono il più grande. Si può fare, davvero? Due più grandi? No, allora diciamo così: io sono il più grande dopo Ali. Sto da quasi vent'anni sull'autostrada del successo, correndo anno per anno più veloce" ha ribadito Zlatan.
Lo svedese poi, parlando della sua carriera, non ha escluso un futuro in Bundesliga: "Se un giorno dovessi venire a giocare in Germania, sarebbe al Bayern di Monaco. Mi resta ancora un po' di tempo e per me il Bayern è uno dei cinque grandi club al mondo". Del resto l'attaccante ha ricordato di aver già giocato in cinque Paesi, "in Svezia, nei Paesi Bassi, in Italia, in Spagna e ora in Francia. Mi piace conoscere persone e culture diverse".
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 12:03
da sportmediaset
Juve, Pepe si opera:stagione finita
Ricaduta al flessore per il bianconero
Sembra non finire la sfortuna di Simone Pepe, che ha avuto una nuova ricaduta (la quarta per la precisione) al flessore della coscia sinistra e ha deciso di operarsi: ''Farò un piccolo intervento d'accordo con lo staff medico della Juventus - confida - Ringrazio i tifosi che mi sono stati vicini perchè ho passato un'annata difficile con tutte queste ricadute''. Stagione praticamente finita quindi per il centrocampista bianconero.
Il problema di Pepe era nato in estate, dopo l'infortunio subito al Trofeo Tim, uno strappo muscolare tecnicamente riassorbito, ma il problema è rimasto perchè, a causa di calcificazioni avvenute in questi mesi, il muscolo non è riuscito a ritrovare la sua elasticità. Una ricaduta dopo l'altra, ma in realtà il giocatore non era mai guarito, anche se aveva disputato una ventina di minuti tre mesi fa e sembrava avviato al pieno recupero.
''Siamo vicini al giocatore, grande professionista. La sua mancanza si è sentita'', ha commentato il dg Beppe Marotta.
Juve, Pepe si opera:stagione finita
Ricaduta al flessore per il bianconero
Sembra non finire la sfortuna di Simone Pepe, che ha avuto una nuova ricaduta (la quarta per la precisione) al flessore della coscia sinistra e ha deciso di operarsi: ''Farò un piccolo intervento d'accordo con lo staff medico della Juventus - confida - Ringrazio i tifosi che mi sono stati vicini perchè ho passato un'annata difficile con tutte queste ricadute''. Stagione praticamente finita quindi per il centrocampista bianconero.
Il problema di Pepe era nato in estate, dopo l'infortunio subito al Trofeo Tim, uno strappo muscolare tecnicamente riassorbito, ma il problema è rimasto perchè, a causa di calcificazioni avvenute in questi mesi, il muscolo non è riuscito a ritrovare la sua elasticità. Una ricaduta dopo l'altra, ma in realtà il giocatore non era mai guarito, anche se aveva disputato una ventina di minuti tre mesi fa e sembrava avviato al pieno recupero.
''Siamo vicini al giocatore, grande professionista. La sua mancanza si è sentita'', ha commentato il dg Beppe Marotta.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 12:07
da gazzetta.it
Milan-Barcellona, sfida faraonica: El Shaarawy nuova arma contro Messi
Milano, 20 febbraio 2013
Alle 20.45 la gara d'andata degli ottavi di Champions. I rossoneri hanno ritrovato l'identità e possono giocarsela: il punto debole dei catalani è sugli esterni. E lì c'è Stepha
Il pensiero dal quale il Milan deve partire per provare a rovesciare un pronostico oggettivamente molto sfavorevole è la considerazione che la scorsa stagione ha affrontato il Barcellona quattro volte, sia nel girone che nei quarti di Champions, uscendone sempre in modo dignitoso. Se vogliamo, la partita nella quale venne più chiuso all’angolo dal gioco catalano fu la prima, paradossalmente quella conclusasi con il risultato migliore (2-2 al Camp Nou). Nelle altre tre (leggi la storia dei precedenti) il Milan oppose anche sprazzi di calcio propositivo, per non dire proprio coraggioso, alla meravigliosa macchina da gioco blaugrana, e senza il rigore estremamente fiscale concesso dall’arbitro Kuipers al 43’ del ritorno dei quarti, il Barcellona avrebbe passato il riposo con la scimmia di un risultato che lo eliminava sulla spalla (Nocerino aveva segnato l’1-1 dopo lo 0-0 dell’andata a San Siro). È certamente poco per sostenere che il Milan si sarebbe qualificato - non esageriamo con le sliding doors - ma è altrettanto certamente abbastanza per dire che l’anno scorso il temuto massacro di Fort Apache non si verificò mai. Il Barcellona passò il turno da squadra più forte, il Milan uscì con gli onori dovuti a chi aveva retto decentemente il confronto.
Ricrescita — Nel giro di 12 mesi molte cose sono cambiate, e se il Barça per nulla annacquato dall’addio di Guardiola fosse stato sorteggiato a settembre con il Milan sfasciato dalle cessioni estive, ci saremmo coperti gli occhi per non vedere lo scempio. L’accoppiamento negli ottavi resta una crudeltà della sorte, ma almeno Allegri (rileggi le sue parole)- dimostrando le sue doti persino più che nell’anno dello scudetto - ha utilizzato il tempo concessogli da Galliani (grande equilibratore delle sparate presidenziali) per ripulire il campo dalle macerie, piantare qualche seme e far crescere le prime piante di quello che in futuro potrebbe ridiventare un rigoglioso giardino. Considerato che Pato finisce esattamente con lo splendido gol del Camp Nou, si può dire che l’esplosione di El Shaarawy abbia molto attenuato la nostalgia per l’attacco dell’anno scorso, imperniato su Ibrahimovic. Allegri davanti sta facendo decollare anche Niang, in mezzo al campo ha responsabilizzato Montolivo avvicinandolo a ciò che deve essere un leader, e dietro si è inventato dal nulla un terzino sinistro di buon rendimento come Constant. Rispetto all’anno scorso il piatto continua a piangere al centro della difesa, ma va detto che il totem Thiago Silva saltò le due gare dei quarti contro il Barça perché infortunato. Ciò significa che rispetto alla formazione che al 43’ del Camp Nou era qualificata, variano sei uomini: due cambi ci sembrano migliorativi (Constant per Antonini, El Shaarawy per Robinho), due peggiorativi (Zapata per Nesta, Pazzini o Niang per Ibra), due sono pari (Muntari vale un Seedorf che non correva più, Montolivo un Nocerino che l’anno scorso era una sentenza). Il Milan della grande rivoluzione arriva al match col Barcellona con una squadra che a spanne ha lo stesso valore di quella del 2012.
Le mosse — Esistono mosse tattiche in grado di fermare lo squadrone catalano? Nel proporre una marcatura individuale su Messi, Berlusconi ricorda probabilmente la volta in cui un grande allenatore rossonero, Nils Liedholm, adeguò la sua abituale difesa a zona spedendo Filippo Galli sulle tracce di Platini: un’astuzia che andò a buon fine perché le doti di Galli in marcatura erano di primo livello - superiori a quelle degli attuali stopper milanisti - e perché la mobilità del grande Michel non era certo quella di Messi. Stando alle indiscrezioni di ieri Allegri sta studiando una mossa diversa, la conferma di Montolivo davanti alla difesa, nella zona in cui si recuperano più palloni, per dare al centrocampista più tecnico la responsabilità di primo passatore: se è vero che la grande forza del Barcellona è la capacità di recuperare subito (e in posizione altissima) la palla perduta, ci sentiamo di sottoscrivere l’idea di affidare a Montolivo la gestione di una ripartenza così pressata. Il problema collaterale è che Ambrosini, avanzato dalla posizione di tappo centrale a quella di mezzala, rischia di diventare un guscio di noce nel mare in tempesta di Jordi Alba, Fabregas e Iniesta. Gli aiuti di Abate e di Boateng (leggi le ultime dal campo) saranno fondamentali. Uscire bene e in fretta dalla fase difensiva potrebbe rivelarsi ancora più prezioso perché il Barcellona di Vilanova - cui auguriamo con tutto il cuore di essere in panchina al ritorno - non si protegge bene come in passato. Alle spalle dei terzini, che attaccano in contemporanea, si creano praterie di campo libero che in caso di pallone perduto e non recuperato diventano terra di conquista. In quella zona, segnatamente nella retrovia di Dani Alves, Montolivo dovrà verticalizzare per El Shaarawy. È questa l’arma migliore a disposizione del Milan per tenere viva la sfida e arrivare al Camp Nou con qualche ambizione (fino al pareggio per 1-1 si può sperare nel ritorno); e senza calcare la mano su un paragone troppo impegnativo, va detto che il giovane Stephan affronta oggi l’uomo che per originaria posizione in campo e rapidità del decollo ci è sempre sembrato il suo inevitabile modello. Si chiama Leo.
Milan-Barcellona, sfida faraonica: El Shaarawy nuova arma contro Messi
Milano, 20 febbraio 2013
Alle 20.45 la gara d'andata degli ottavi di Champions. I rossoneri hanno ritrovato l'identità e possono giocarsela: il punto debole dei catalani è sugli esterni. E lì c'è Stepha
Il pensiero dal quale il Milan deve partire per provare a rovesciare un pronostico oggettivamente molto sfavorevole è la considerazione che la scorsa stagione ha affrontato il Barcellona quattro volte, sia nel girone che nei quarti di Champions, uscendone sempre in modo dignitoso. Se vogliamo, la partita nella quale venne più chiuso all’angolo dal gioco catalano fu la prima, paradossalmente quella conclusasi con il risultato migliore (2-2 al Camp Nou). Nelle altre tre (leggi la storia dei precedenti) il Milan oppose anche sprazzi di calcio propositivo, per non dire proprio coraggioso, alla meravigliosa macchina da gioco blaugrana, e senza il rigore estremamente fiscale concesso dall’arbitro Kuipers al 43’ del ritorno dei quarti, il Barcellona avrebbe passato il riposo con la scimmia di un risultato che lo eliminava sulla spalla (Nocerino aveva segnato l’1-1 dopo lo 0-0 dell’andata a San Siro). È certamente poco per sostenere che il Milan si sarebbe qualificato - non esageriamo con le sliding doors - ma è altrettanto certamente abbastanza per dire che l’anno scorso il temuto massacro di Fort Apache non si verificò mai. Il Barcellona passò il turno da squadra più forte, il Milan uscì con gli onori dovuti a chi aveva retto decentemente il confronto.
Ricrescita — Nel giro di 12 mesi molte cose sono cambiate, e se il Barça per nulla annacquato dall’addio di Guardiola fosse stato sorteggiato a settembre con il Milan sfasciato dalle cessioni estive, ci saremmo coperti gli occhi per non vedere lo scempio. L’accoppiamento negli ottavi resta una crudeltà della sorte, ma almeno Allegri (rileggi le sue parole)- dimostrando le sue doti persino più che nell’anno dello scudetto - ha utilizzato il tempo concessogli da Galliani (grande equilibratore delle sparate presidenziali) per ripulire il campo dalle macerie, piantare qualche seme e far crescere le prime piante di quello che in futuro potrebbe ridiventare un rigoglioso giardino. Considerato che Pato finisce esattamente con lo splendido gol del Camp Nou, si può dire che l’esplosione di El Shaarawy abbia molto attenuato la nostalgia per l’attacco dell’anno scorso, imperniato su Ibrahimovic. Allegri davanti sta facendo decollare anche Niang, in mezzo al campo ha responsabilizzato Montolivo avvicinandolo a ciò che deve essere un leader, e dietro si è inventato dal nulla un terzino sinistro di buon rendimento come Constant. Rispetto all’anno scorso il piatto continua a piangere al centro della difesa, ma va detto che il totem Thiago Silva saltò le due gare dei quarti contro il Barça perché infortunato. Ciò significa che rispetto alla formazione che al 43’ del Camp Nou era qualificata, variano sei uomini: due cambi ci sembrano migliorativi (Constant per Antonini, El Shaarawy per Robinho), due peggiorativi (Zapata per Nesta, Pazzini o Niang per Ibra), due sono pari (Muntari vale un Seedorf che non correva più, Montolivo un Nocerino che l’anno scorso era una sentenza). Il Milan della grande rivoluzione arriva al match col Barcellona con una squadra che a spanne ha lo stesso valore di quella del 2012.
Le mosse — Esistono mosse tattiche in grado di fermare lo squadrone catalano? Nel proporre una marcatura individuale su Messi, Berlusconi ricorda probabilmente la volta in cui un grande allenatore rossonero, Nils Liedholm, adeguò la sua abituale difesa a zona spedendo Filippo Galli sulle tracce di Platini: un’astuzia che andò a buon fine perché le doti di Galli in marcatura erano di primo livello - superiori a quelle degli attuali stopper milanisti - e perché la mobilità del grande Michel non era certo quella di Messi. Stando alle indiscrezioni di ieri Allegri sta studiando una mossa diversa, la conferma di Montolivo davanti alla difesa, nella zona in cui si recuperano più palloni, per dare al centrocampista più tecnico la responsabilità di primo passatore: se è vero che la grande forza del Barcellona è la capacità di recuperare subito (e in posizione altissima) la palla perduta, ci sentiamo di sottoscrivere l’idea di affidare a Montolivo la gestione di una ripartenza così pressata. Il problema collaterale è che Ambrosini, avanzato dalla posizione di tappo centrale a quella di mezzala, rischia di diventare un guscio di noce nel mare in tempesta di Jordi Alba, Fabregas e Iniesta. Gli aiuti di Abate e di Boateng (leggi le ultime dal campo) saranno fondamentali. Uscire bene e in fretta dalla fase difensiva potrebbe rivelarsi ancora più prezioso perché il Barcellona di Vilanova - cui auguriamo con tutto il cuore di essere in panchina al ritorno - non si protegge bene come in passato. Alle spalle dei terzini, che attaccano in contemporanea, si creano praterie di campo libero che in caso di pallone perduto e non recuperato diventano terra di conquista. In quella zona, segnatamente nella retrovia di Dani Alves, Montolivo dovrà verticalizzare per El Shaarawy. È questa l’arma migliore a disposizione del Milan per tenere viva la sfida e arrivare al Camp Nou con qualche ambizione (fino al pareggio per 1-1 si può sperare nel ritorno); e senza calcare la mano su un paragone troppo impegnativo, va detto che il giovane Stephan affronta oggi l’uomo che per originaria posizione in campo e rapidità del decollo ci è sempre sembrato il suo inevitabile modello. Si chiama Leo.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 12:08
da gazzetta.it
Champions, Galatasaray-Schalke 04 Drogba: "Sneijder rivinciamo la Coppa"
ISTANBUL (Turchia), 20 febbraio 2013
I turchi a Istanbul contro i tedeschi. Terim: "Con l'arrivo di Didier e Wesley siamo la mina vagante"
Uno doveva essere il regalo di Natale della famiglia Agnelli ad Antonio Conte. Il top player d'attacco che la Juve ha inseguito per mesi. L'altro è stato accompagnato alla porta dell'Inter dopo tante polemiche, anche velenose, con il presidente Moratti. Didier Drogba e Wesley Sneijder si sono lasciati alle spalle il calcio italiano e stasera si lanciano a testa bassa in un'altra avventura: andare più avanti possibile in Champions con il Galatasaray. La loro nuova sfida professionale. L'Imperatore Terim si coccola i suoi fenomeni. La Turchia, con la sua tassazione benevola, è diventata una potenziale nuova terra dell'oro per i campioni del pallone.
Il progetto — Per dare ulteriore pubblicità a questo progetto servirebbe un risultato importante in Europa. Il biglietto da visita ideale per andare a giugno a bussare alla porta di altri top player. "Con Drogba e Sneijder - spiega Terim - siamo diventati la mina vagante del torneo. Il problema è che le nostre due stelle sono ancora in condizioni fisiche precarie ecco perché, in questa gara di andata, dovremo affrontare lo Schalke giocando con intelligenza. Per assurdo andrebbe bene anche uno 0-0 perché nel ritorno Didier e Wes saranno molto più forti". Drogba ha già rotto il ghiaccio con la nuova maglia. Un gol e tante parole bollenti: "Voglio vincere un'altra Champions dopo l'impresa con il Chelsea". E Sneijder ha le idee chiare: "Non vedo l'ora di tornare in Champions. E giocare la prima in casa non è un problema, se ci guadagniamo un vantaggio con cui poi giocare il ritorno in Germania".
Capitano — Il pianeta Galatasaray è impazzito e i tifosi stanno facendo pressioni con la società per consegnare al campione della Costa d'Avorio la fascia di capitano: "Un condottiero nato". Sneijder, invece, è entrato nella nuova casa in punta di piedi. L'Imperatore spiega: "A Istanbul è arrivato un ragazzo triste dopo tanti mesi vissuti senza il calcio vero. Ha dovuto ripartire da zero lavorando anche 5 ore al giorno. Prima con la squadra poi con un preparatore atletico. Oggi è solo al 50% del suo potenziale ma ha ritrovato l'allegria. E questa è una grande vittoria. Il vero Wes fa la differenza perché ha colpi fantastici, ha il senso del gioco, sa come scaraventare il pallone il rete. Lo ricordo come figura determinante per la conquista del Triplete con l'Inter". Terim, nel nome di Sneijder, sta pensando di cambiare qualcosa anche dal punto di vista tattico. Per il momento il Galatasaray continuerà con il 4-4-2, che lo ha portato a diventare la squadra pilota del calcio turco ma il punto d'arrivo, tra qualche settimana, potrebbe essere un 4-3-1-2 con Wes alle spalle di Drogba e di un'altra punta.
Champions, Galatasaray-Schalke 04 Drogba: "Sneijder rivinciamo la Coppa"
ISTANBUL (Turchia), 20 febbraio 2013
I turchi a Istanbul contro i tedeschi. Terim: "Con l'arrivo di Didier e Wesley siamo la mina vagante"
Uno doveva essere il regalo di Natale della famiglia Agnelli ad Antonio Conte. Il top player d'attacco che la Juve ha inseguito per mesi. L'altro è stato accompagnato alla porta dell'Inter dopo tante polemiche, anche velenose, con il presidente Moratti. Didier Drogba e Wesley Sneijder si sono lasciati alle spalle il calcio italiano e stasera si lanciano a testa bassa in un'altra avventura: andare più avanti possibile in Champions con il Galatasaray. La loro nuova sfida professionale. L'Imperatore Terim si coccola i suoi fenomeni. La Turchia, con la sua tassazione benevola, è diventata una potenziale nuova terra dell'oro per i campioni del pallone.
Il progetto — Per dare ulteriore pubblicità a questo progetto servirebbe un risultato importante in Europa. Il biglietto da visita ideale per andare a giugno a bussare alla porta di altri top player. "Con Drogba e Sneijder - spiega Terim - siamo diventati la mina vagante del torneo. Il problema è che le nostre due stelle sono ancora in condizioni fisiche precarie ecco perché, in questa gara di andata, dovremo affrontare lo Schalke giocando con intelligenza. Per assurdo andrebbe bene anche uno 0-0 perché nel ritorno Didier e Wes saranno molto più forti". Drogba ha già rotto il ghiaccio con la nuova maglia. Un gol e tante parole bollenti: "Voglio vincere un'altra Champions dopo l'impresa con il Chelsea". E Sneijder ha le idee chiare: "Non vedo l'ora di tornare in Champions. E giocare la prima in casa non è un problema, se ci guadagniamo un vantaggio con cui poi giocare il ritorno in Germania".
Capitano — Il pianeta Galatasaray è impazzito e i tifosi stanno facendo pressioni con la società per consegnare al campione della Costa d'Avorio la fascia di capitano: "Un condottiero nato". Sneijder, invece, è entrato nella nuova casa in punta di piedi. L'Imperatore spiega: "A Istanbul è arrivato un ragazzo triste dopo tanti mesi vissuti senza il calcio vero. Ha dovuto ripartire da zero lavorando anche 5 ore al giorno. Prima con la squadra poi con un preparatore atletico. Oggi è solo al 50% del suo potenziale ma ha ritrovato l'allegria. E questa è una grande vittoria. Il vero Wes fa la differenza perché ha colpi fantastici, ha il senso del gioco, sa come scaraventare il pallone il rete. Lo ricordo come figura determinante per la conquista del Triplete con l'Inter". Terim, nel nome di Sneijder, sta pensando di cambiare qualcosa anche dal punto di vista tattico. Per il momento il Galatasaray continuerà con il 4-4-2, che lo ha portato a diventare la squadra pilota del calcio turco ma il punto d'arrivo, tra qualche settimana, potrebbe essere un 4-3-1-2 con Wes alle spalle di Drogba e di un'altra punta.
Re: CheDerbySarà Sports BAR 18-24.02
Messaggioda luigi21 » 20/02/2013 - 16:02
da gazzetta.it
Nba, magico Triplete: vittorie per Bargnani, Belinelli e Gallinari
New York, 20 febbraio 2013
Toronto coglie a Washington il suo quinto successo consecutivo: il Mago realizza 9 punti; i Bulls reduci da due k.o. ritrovano il successo a New Orleans (Beli 9); Gallo con 26 punti fa la differenza contro i Celtics
Si riparte dopo la pausa per l’All Star Game e i tre azzurri sorridono. Denver, guidata dal Gallo, supera Boston, Toronto passa a Washington mentre Chicago ha la meglio su New Orleans.
Washington-Toronto 88-96
Toronto (22-32) continua a correre e coglie a Washington (15-37) il suo quinto successo consecutivo. La squadra canadese si affida alle giocate della coppia DeRozan-Gay, parte a vele spiegate e nella ripresa gestisce con maturità il vantaggio. Andrea Bargnani ancora una vota si deve accontentare di un ruolo da attore non protagonista. Il Mago parte dalla panchina e resta sul parquet 26’, mettendo a referto nove punti. In linea teorica il match di Washington, o quello in programma mercoledì contro Memphis, potrebbe essere l’ultimo con la maglia dei Raptors per l’azzurro ma nonostante i “rumors” difficilmente verrà ceduto prima della trade deadline di giovedì. Piuttosto, stando ai bene informati, la sua partenza da Toronto potrebbe avvenire nella offseason.
Toronto comunque gioca una discreta pallacanestro nei primi minuti del match ma cambia marcia con l’ingresso in campo di Bargnani. Il Mago firma due canestri consecutivi, i Raptors prendono fiducia e distanziano i padroni di casa con un parziale di 11-0 a cavallo tra la fine del primo e l’inizio del secondo quarto. Washington, nonostante la disastrosa serata di John Wall (1/12 dal campo con sette turnover) torna sotto ma DeRozan e Gay si rimettono a segnare e Toronto all’intervallo e’ avanti di nove lunghezze. In una clima per certi versi surreale a causa dei problemi al tabellone che costringono i giocatori ad adattarsi a un cronometro dei 24’’ improvvisato, stile high school, i Raptors pur senza fare cose straordinarie gestiscono il match nella ripresa. Bradley Beal prova a rimettere in scia i Wizards ma ogni volta che Washington si avvicina DeRozan la ricaccia indietro. I padroni di casa producono il loro massimo sforzo all’inizio dell’ultimo quarto, arrivano al -4, ma il canestro di Lucas e la tripla di Bargnani permettono ai Raptors di allungare e in pratica di chiudere i conti.
Washington: Beal 25 (6/13, 3/6), Webster 16. Rimbalzi: Okafor 9. Assist: Wall 6.
Toronto: BARGNANI 9 (3/4, 1/3), con quattro rimbalzi, un assist, un recupero e una stoppata in 26’. Gay, DeRozan 24. Rimbalzi: Gay, Valanciunas 8. Assist: Lowry 10.
New Orleans-Chicago 87-96
I Bulls (31-22) dimenticano le due sconfitte prima della pausa per l’All Star Game e ritrovano il successo in Louisiana. Marco Belinelli torna a New Orleans dove ha lasciato buoni ricordi nelle sue due stagioni con la maglia degli Hornets (19-35). L’ex di turno prova a dare il suo contributo ma vede il minutaggio diminuire per il rientro di Kirk Hinrich, out nelle ultime sette gare. L’azzurro comunque resta sul parquet 20’ e firma nove punti. I padroni di casa partono meglio e con la produzione di Eric Gordon provano a prendere in mano le redini del match. Belinelli entra in campo nelle battute finale del primo quarto e si presenta subito ai suoi ex tifosi con un bel canestro dal perimetro. L’azzurro poi nei secondi finali della frazione riporta i Bulls al +4 con una tripla delle sue. Un buon Jimmy Butler sale in cattedra nel secondo quarto e Chicago tenta di prendere il largo, Anthony Davis e Greivis Vasquez però riportano sotto i padroni di casa prima del riposo. I Bulls tornano sul parquet nel terzo quarto con il giusto atteggiamento e con la tripla del rientrante Hinrich arrivano al vantaggio in doppia cifra. New Orleans incassa il colpo ma non va al tappeto. Un Anthony Davis molto attivo si fa sentire sotto i tabelloni, Ryan Anderson prende confidenza con il canestro e i padroni di casa così riescono a tornare al -1 all’inizio dell’ultimo quarto. Una volta rientrati in partita però gli Hornets si mettono a fare confusione, commettono ben nove turnover nel quarto periodo, e facilitano il compito di Deng e compagni.Chicago così riprende possesso del match e fa partire i titoli di coda con il canestro di un ottimo Joakim Noah a 2’53’’ dalla sirena che regala alla squadra della Windy City il +10.
New Orleans: Gordon 20 (5/10, 3/7), Davis 15. Rimbalzi: Davis 10. Assist: Vasquez 10.
Chicago: BELINELLI 9 (2/4, 1/2), con tre rimbalzi e quattro assist in 20’. Deng 20 (5/7, 2/5), Boozer 17, Noah 15. Rimbalzi: Noah 17, Boozer 10. Assist: Hinrich 10.
Denver-Boston 97-90
Un Danilo Gallinari sempre più autoritario si scrolla di dosso la delusione per la mancata convocazione all’All Star Game facendo la differenza contro i Celtics (28-25). Denver (34-21) trascinata dall’azzurro e da un buon Ty Lawson (anche lui poteva legittimamente puntare alla partita delle stelle di Houston) mette fine alla striscia di tre sconfitte consecutive e supera Boston.
Come troppo spesso le capita Denver parte con il freno a mano tirato ma Boston, tradita da un deludente Pierce (2/14 dal campo) ne approfitta solo in parte. I Celtics arrivano al +6 ma Miller e McGee rimettono in corsa i padroni di casa. Le cose vanno molto meglio nella seconda frazione. Le penetrazione di Ty Lawson fanno male alla difesa di Boston, gli ospiti però rispondono con la produzione dei Kevin Garnett e Courtney Lee. Proprio il canestro sulla sirena di Lee permette alla truppa di Doc Rivers di andare negli spogliatoi in vantaggio (50-49) alla fine del primo tempo.
Il Gallo però cambia marcia nelle terza frazione e la difesa dei Celtics va in tilt. L’azzurro trova ritmo dalla lunga distanza e riporta avanti la squadra del Colorado. Gallinari mostra tutta la sua versatilità a metà frazione quando cattura un rimbalzo difensivo, fa partire il contropiede e serve a McGee uno splendido assist no look che il lungo di Denver trasforma in un gioco da tre. Alla fine della terza frazione i Nuggets sono avanti di otto lunghezze ma Boston torna sotto e pareggia i conti a 5’33’’ dalla fine con la tripla di Bradley. Ci pensa però il Gallo con un canestro pesante a riportare davanti i Nuggets, Ty Lawson fa il resto e la truppa di George Karl mette al sicuro il risultato nel finale con i liberi dei due eroi della serata, Lawson appunto e Danilo Gallinari.
Denver: GALLINARI 26 (3/8, 4/9), con cinque rimbalzi, cinque assist e un recupero in 39’. Lawson 26 (6/8, 2/5). Rimbalzi: Faried 16. Assist: Iguodala 7.
Boston: Green 20 (6/8, 2/4), Bradley 17, Lee 15. Rimbalzi: Bass, Garnett 9. Assist: Pierce 6.
Nba, magico Triplete: vittorie per Bargnani, Belinelli e Gallinari
New York, 20 febbraio 2013
Toronto coglie a Washington il suo quinto successo consecutivo: il Mago realizza 9 punti; i Bulls reduci da due k.o. ritrovano il successo a New Orleans (Beli 9); Gallo con 26 punti fa la differenza contro i Celtics
Si riparte dopo la pausa per l’All Star Game e i tre azzurri sorridono. Denver, guidata dal Gallo, supera Boston, Toronto passa a Washington mentre Chicago ha la meglio su New Orleans.
Washington-Toronto 88-96
Toronto (22-32) continua a correre e coglie a Washington (15-37) il suo quinto successo consecutivo. La squadra canadese si affida alle giocate della coppia DeRozan-Gay, parte a vele spiegate e nella ripresa gestisce con maturità il vantaggio. Andrea Bargnani ancora una vota si deve accontentare di un ruolo da attore non protagonista. Il Mago parte dalla panchina e resta sul parquet 26’, mettendo a referto nove punti. In linea teorica il match di Washington, o quello in programma mercoledì contro Memphis, potrebbe essere l’ultimo con la maglia dei Raptors per l’azzurro ma nonostante i “rumors” difficilmente verrà ceduto prima della trade deadline di giovedì. Piuttosto, stando ai bene informati, la sua partenza da Toronto potrebbe avvenire nella offseason.
Toronto comunque gioca una discreta pallacanestro nei primi minuti del match ma cambia marcia con l’ingresso in campo di Bargnani. Il Mago firma due canestri consecutivi, i Raptors prendono fiducia e distanziano i padroni di casa con un parziale di 11-0 a cavallo tra la fine del primo e l’inizio del secondo quarto. Washington, nonostante la disastrosa serata di John Wall (1/12 dal campo con sette turnover) torna sotto ma DeRozan e Gay si rimettono a segnare e Toronto all’intervallo e’ avanti di nove lunghezze. In una clima per certi versi surreale a causa dei problemi al tabellone che costringono i giocatori ad adattarsi a un cronometro dei 24’’ improvvisato, stile high school, i Raptors pur senza fare cose straordinarie gestiscono il match nella ripresa. Bradley Beal prova a rimettere in scia i Wizards ma ogni volta che Washington si avvicina DeRozan la ricaccia indietro. I padroni di casa producono il loro massimo sforzo all’inizio dell’ultimo quarto, arrivano al -4, ma il canestro di Lucas e la tripla di Bargnani permettono ai Raptors di allungare e in pratica di chiudere i conti.
Washington: Beal 25 (6/13, 3/6), Webster 16. Rimbalzi: Okafor 9. Assist: Wall 6.
Toronto: BARGNANI 9 (3/4, 1/3), con quattro rimbalzi, un assist, un recupero e una stoppata in 26’. Gay, DeRozan 24. Rimbalzi: Gay, Valanciunas 8. Assist: Lowry 10.
New Orleans-Chicago 87-96
I Bulls (31-22) dimenticano le due sconfitte prima della pausa per l’All Star Game e ritrovano il successo in Louisiana. Marco Belinelli torna a New Orleans dove ha lasciato buoni ricordi nelle sue due stagioni con la maglia degli Hornets (19-35). L’ex di turno prova a dare il suo contributo ma vede il minutaggio diminuire per il rientro di Kirk Hinrich, out nelle ultime sette gare. L’azzurro comunque resta sul parquet 20’ e firma nove punti. I padroni di casa partono meglio e con la produzione di Eric Gordon provano a prendere in mano le redini del match. Belinelli entra in campo nelle battute finale del primo quarto e si presenta subito ai suoi ex tifosi con un bel canestro dal perimetro. L’azzurro poi nei secondi finali della frazione riporta i Bulls al +4 con una tripla delle sue. Un buon Jimmy Butler sale in cattedra nel secondo quarto e Chicago tenta di prendere il largo, Anthony Davis e Greivis Vasquez però riportano sotto i padroni di casa prima del riposo. I Bulls tornano sul parquet nel terzo quarto con il giusto atteggiamento e con la tripla del rientrante Hinrich arrivano al vantaggio in doppia cifra. New Orleans incassa il colpo ma non va al tappeto. Un Anthony Davis molto attivo si fa sentire sotto i tabelloni, Ryan Anderson prende confidenza con il canestro e i padroni di casa così riescono a tornare al -1 all’inizio dell’ultimo quarto. Una volta rientrati in partita però gli Hornets si mettono a fare confusione, commettono ben nove turnover nel quarto periodo, e facilitano il compito di Deng e compagni.Chicago così riprende possesso del match e fa partire i titoli di coda con il canestro di un ottimo Joakim Noah a 2’53’’ dalla sirena che regala alla squadra della Windy City il +10.
New Orleans: Gordon 20 (5/10, 3/7), Davis 15. Rimbalzi: Davis 10. Assist: Vasquez 10.
Chicago: BELINELLI 9 (2/4, 1/2), con tre rimbalzi e quattro assist in 20’. Deng 20 (5/7, 2/5), Boozer 17, Noah 15. Rimbalzi: Noah 17, Boozer 10. Assist: Hinrich 10.
Denver-Boston 97-90
Un Danilo Gallinari sempre più autoritario si scrolla di dosso la delusione per la mancata convocazione all’All Star Game facendo la differenza contro i Celtics (28-25). Denver (34-21) trascinata dall’azzurro e da un buon Ty Lawson (anche lui poteva legittimamente puntare alla partita delle stelle di Houston) mette fine alla striscia di tre sconfitte consecutive e supera Boston.
Come troppo spesso le capita Denver parte con il freno a mano tirato ma Boston, tradita da un deludente Pierce (2/14 dal campo) ne approfitta solo in parte. I Celtics arrivano al +6 ma Miller e McGee rimettono in corsa i padroni di casa. Le cose vanno molto meglio nella seconda frazione. Le penetrazione di Ty Lawson fanno male alla difesa di Boston, gli ospiti però rispondono con la produzione dei Kevin Garnett e Courtney Lee. Proprio il canestro sulla sirena di Lee permette alla truppa di Doc Rivers di andare negli spogliatoi in vantaggio (50-49) alla fine del primo tempo.
Il Gallo però cambia marcia nelle terza frazione e la difesa dei Celtics va in tilt. L’azzurro trova ritmo dalla lunga distanza e riporta avanti la squadra del Colorado. Gallinari mostra tutta la sua versatilità a metà frazione quando cattura un rimbalzo difensivo, fa partire il contropiede e serve a McGee uno splendido assist no look che il lungo di Denver trasforma in un gioco da tre. Alla fine della terza frazione i Nuggets sono avanti di otto lunghezze ma Boston torna sotto e pareggia i conti a 5’33’’ dalla fine con la tripla di Bradley. Ci pensa però il Gallo con un canestro pesante a riportare davanti i Nuggets, Ty Lawson fa il resto e la truppa di George Karl mette al sicuro il risultato nel finale con i liberi dei due eroi della serata, Lawson appunto e Danilo Gallinari.
Denver: GALLINARI 26 (3/8, 4/9), con cinque rimbalzi, cinque assist e un recupero in 39’. Lawson 26 (6/8, 2/5). Rimbalzi: Faried 16. Assist: Iguodala 7.
Boston: Green 20 (6/8, 2/4), Bradley 17, Lee 15. Rimbalzi: Bass, Garnett 9. Assist: Pierce 6.
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