Comparazione bonus scommesse
strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Tecniche di gioco, sistemi scommesse, gestione delle risorse. L'approccio 'professionale' al mondo delle scommesse.
Comparazione bonus
Ultimi post
-
Under/Over 2.5 Betting System | Scommesse
Under/Over 2.50 system data (04 Jun 2026) -
Pronostici Champions League | Europa League | Qualificazioni
Twenty One Lounge -
Under/Over 2.5 Betting System | Scommesse
Under/Over 2.50 system data (from 01 May to 31 May) -
Betting Strategy | Sistemi scommesse
Calcio Pronostici Derivati / Opposti -
Under/Over 2.5 Betting System | Scommesse
Under/Over 2.50 system data (02 Jun 2026) -
Pronostici Tennis Betting | Scommesse
Pronostici e scommesse Roland Garros 2026 -
Under/Over 2.5 Betting System | Scommesse
Under/Over 2.50 system data (03 Jun 2026) -
Scommesse e pronostici Ippica
Pronostici Cavallo del giorno [Ippica] -
Under/Over 2.5 Betting System | Scommesse
Under/Over 2.50 system data (01 Jun 2026) -
Free Zone (sez. TheSaint1530)
coincidenze? (app Sisal)
strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 22/08/2012 - 14:14
Smetter di scommettere non è meno facile di cominciare...
Ci vuole motivazione... certo ma ci vuole sopratutto consapevolezza.
Adottare una strategia di betting spin-off significa per qualcuno smettere di perdere....tempo, denaro, spazi di socializzazione, ecc.
Niente si improvvisa.. il rischio è quello di ritornare... "risucchiati" quasi... sugli stessi errori ... alle stesse condizioni...
che fare? come fare?
saluti Trim
Ci vuole motivazione... certo ma ci vuole sopratutto consapevolezza.
Adottare una strategia di betting spin-off significa per qualcuno smettere di perdere....tempo, denaro, spazi di socializzazione, ecc.
Niente si improvvisa.. il rischio è quello di ritornare... "risucchiati" quasi... sugli stessi errori ... alle stesse condizioni...
che fare? come fare?
saluti Trim
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 22/08/2012 - 20:33
beh.. si
effettivamente andare a GNOCCA è una di queste!
ciao Trim
effettivamente andare a GNOCCA è una di queste!
ciao Trim
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda cico61 » 23/08/2012 - 13:13
Ma magari andare a gnocca si finisce stirati più che nelle bet
allora ci si rituffa e si perde ancor di più......
Occhio che le gnocche prosciugano di più dei Book...........
allora ci si rituffa e si perde ancor di più......
Occhio che le gnocche prosciugano di più dei Book...........
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 23/08/2012 - 17:42
cico61 ha scritto:Ma magari andare a gnocca si finisce stirati più che nelle bet![]()
allora ci si rituffa e si perde ancor di più......
Occhio che le gnocche prosciugano di più dei Book...........
sarà senz'altro come dici.... ma...
"NAUFRAGAR M'E' DOLCE... IN QUESTO MAR!!!!!!!!!"
ciao.Trim
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 23/08/2012 - 17:55
cico61 ha scritto:Ma magari andare a gnocca si finisce stirati più che nelle bet![]()
allora ci si rituffa e si perde ancor di più......
Occhio che le gnocche prosciugano di più dei Book...........
Mi è venuto in mente che avevo un amico che non potendo dire alla moglie che giocava ai cavalli quando vinceva... frequentava donnine...
Quando litigava poi, andava via di casa ed aveva persino più tempo per giocare.. se la cavava benino e non di rado... finiva per andare alla cassa e li si innescava il giro perverso...
un giorno, per una infame spiata, la moglie lo scopri "intento"...
volle sapere dove prendesse il denaro... e lui le confesso la verità (lei stessa ammise che soldi da casa ne uscivano davvero pochi)... risultato? da quel giorno, incredibilmente, ne ebbe licenza a patto (cosi ci disse la moglie) che la finisse con "le donnacce...."
lo persi di vista... anche perche mi trasferii di città... ad un amico comune capito di chiedere notizie.. sai come si...fa...di solito...
"zitto" mi disse "poveretto..."
"ma come..." gli chiesi... "si era sistemato tutto andavano finalmente d'amore e d'accordo.. lui aveva pure messo la stesta a posto!"
"si certo.. all'inizio sembrava tutto a posto.. con il tempo però... la signora comincio a spender quel che il marito vinceva... una volta il vestitino... un'alta volta la borsetta... il profumo quello fico... che vuoi che ti dica... pian pianino ci prese gusto... sai come è finita?"
"come?" gli dissi ormai incredulo "è finita che se il poveretto tornava a casa con le pive nel sacco... non solo senza soldi ma pure amareggiato.. si doveva PURE sorbire le intemperanze della moglie che gli dava..... dell'incompetente... dell'incapace.. del fallito!"
incredibile!
Morì (penso proprio per la disperazione) 5 anni fà per un infarto, poveraccio, sulle scale di casa... (spero solo non per gli esiti della giornata!)
un saluto. Trim
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 23/08/2012 - 18:05
una "chicca"...
fonte: http://smetteredigiocare.wordpress.com/
Salve a tutti. Sono il dott. Maczak, di origine polacca, medico specialista in neuro-psichiatria, con alcuni miei colleghi di Dusselndorf in Germania, abbiamo sperimentato qualche anno fa un metodo per liberarsi definitivamente dalle dipendenze. Il principio su cui si fonda la nostra teoria è chiamato “Metodo dell’assuefazione non rigenerativa”, questa teoria nasce dall’osservazione sporadica di alcuni casi di pazienti affetti da dipendenze maniacali, ed è stato sperimentato sul oltre 15.000 pazienti con risultati straordinari. Su cosa si basa la nostra teoria : abbiamo notato che in pazienti con dipendenze maniacali, più note come nevrosi ossessive, pochi farmaci riescono ad attenuare questo disturbo del comportamento o a determinarne la scomparsa, invece come dicevamo all’inizio abbiamo sperimentato un metodo sorprendente che riesce a debellarlo del tutto. Come tutte le grandi scoperte dell’umanità molte nascono casualmente. Bene qualche anno fa un nostro paziente affetto da bulimia era stato scoperto durante il suo ricovero a gozzovigliare una serie di alimenti, che ingeriva impietosamente senza nemmeno renderne conto, per poi vomitarli qualche minuto dopo e a riprendere a mangiare subito dopo. Naturalmente il nostro personale addetto ai servizi ausiliari del reparto doveva provvedere a sistemare e a sanificare la stanza in cui il nostro paziente era accudito. In quella circostanza era di servizio quella sera la sig.ra Heidess la quale dopo aver riordinato l’ambiente per ben tre volte nel giro di due ore non né poté più e prese a inveire contro il nostro paziente costringendolo a mangiare tutto il cibo che aveva nascosto e riposto nei suoi armadietti. Lo costrinse a ingerire tutto minacciandolo che se avesse vomitato ancora lo avrebbe costretto a cose peggiori del ripristino della sua stanza. Il paziente ingerì tutto a gran fatica e sul primo conito di vomito gli occhi agguerriti della sig.ra Heidess lo bloccavano subitaneamente. All’indomani con la visita in reparto del medico primario il paziente mostrò i suoi segni d’ insofferenza per la notte passata in quello stato di malore, ma diversamente dal solito non manifestava quella fame maniacale che era solito manifestare tutte le mattine. Sul registro delle degenze il medico vi lesse l’appunto lasciato dall’infermiera che era stata di turno quella notte << costrizione forzata all’indigestione, senza conseguenza>> il medico attonito chiamò la sig.ra Heidess per telefono per chiederle cosa volesse significare e l’infermiera le raccontò tutto per filo e per segno, compresa la sua esasperazione. Nei giorni successivi lo stesso paziente manifestò un consistente attenuarsi della sua patologia fino alla totale scomparsa del disturbo. Questo episodio sollevò un gran polverone tra la comunità scientifica del reparto e dell’intero ospedale. Chi dichiarava che era il buon esito della terapia farmacologica, chi invece sosteneva che erano state le maniere forti della sig.ra Heidess a far scomparire definitivamente il disturbo. Il primario nel dubbio amletico che lo attanagliava raccomandò riservatamente la sig.ra Heidess di provare le sue maniere forti anche su un’altra paziente ricoverata con lo stesso disturbo nella stessa clinica; quasi come per miracolo anche quel caso fu risolto in breve tempo e così altri ancora. Il medico raccolse una serie di testimonianze e convinse alcuni suoi colleghi di altre cliniche a sperimentare lo stesso metodo: “Dell’assuefazione non rigenerativa”. Gli altri colleghi dopo una prima fase sperimentale pensarono che sarebbe stato meglio far diventare quel metodo un protocollo e che bisognava parlarne alla comunità scientifica a primo congresso sulle sindromi da dipendenza maniacale. Questo stesso metodo è stato poi sperimentato su altre forme di dipendenza come quella dal fumo, dall’alcool, dal gioco, e dai comportamenti ossessivi in generale. I tutti questi casi i risultati sono stati straordinari. Il paziente portato all’esasperazione, avvia un’insopportabile assuefazione che si andrà a marcare così profondamente nella sua memoria emotiva che sarà indotto a non ripetere più quel comportamento. Questo protocollo è stato sperimentato su più di 15.000 pazienti tutti ben risolti e si sono aperte in tutta Europa una serie di cliniche specializzate per la liberazione dalle dipendenze. Per quel che mi riguarda io come neuro psichiatra mi sono specializzato su una speciale e difficile dipendenza da debellare, in altre parole la dipendenza dal gioco. Ho curato molti pazienti che per anni hanno giocato a video poker dilapidando i loro altri, altri che partecipavano a bische di ogni tipo, altra ancora amanti dei Casinò, chi invece come mi è capitato innamorato dei cavalli e delle loro corse. Questo metodo funziona davvero: il metodo: “Dell’assuefazione non rigenerativa” è stato sperimentato su migliaia di casi con straordinari risultati. Molti dei miei pazienti affetti dalla dipendenza dalla dipendenza dal gioco hanno ottenuto un’immediata liberazione e si sono affrancati dalle terribili conseguenze che questo comporta sul piano economico. Come si applica il metodo : è importante innanzitutto avere un’estrema fiducia nel risultato finale che si otterrà. Sappiate che dopo averlo provato, non giocherete mai più perché le sensazioni che proverete appena vi rimetterete a giocare saranno insopportabili, superiori alle emozioni di piacere che si provano dall’eccitazione del gioco in generale. Bisogna innanzitutto riuscire a giocare la più grossa somma disponibile di cui disponete. 1.Puntare tutto e subito in un’unica giocata è preferibile scegliere i casinò on line, perché solo questi permettono di fare puntate estreme dopo esservi registrati. 2.E’ molto probabile che vinciate una grossa cifra, in tal caso sappiate che la vostra dipendenza dal gioco aumenterà, per cui puntate fino a che non provate una forte sensazione di disgusto e in sopportazione dal gioco. 3.Quando finalmente proverete una terribile sensazione di frustrazione dal gioco e percepirete che non è il gioco in sé che vi piace ma è la vostra mente ammalata perché dipende da quelle sensazioni, allora e solo allora smetterete. Perché il metodo funziona : Durante la fase di gioco è stato riscontrato attraverso alcune osservazioni fatte in clinica sperimentale, il livello di dopamina, che è un neurotrasmettitore aumenta notevolmente. La dopamina sprigiona una sensazione di benessere e la dipendenza più che dal gioco nasce da questo neurotrasmettitore, pertanto il problema non è il gioco in sé mala dopamina. Ciò premesso, con gli studi fatti abbiamo stabilito che bisognava creare una stabilizzazione della dopamina, quando il suo livello scendeva e provocava quella sensazione di malessere derivante dalla sua carenza. Si è notato che c’è un solo modo per stabilizzare a livello fisiologico la dopamina e cioè con uno scok emozionale molto forte. E questo è ciò che è accaduto su tutti i nostri pazienti, lo scok gli aveva stabilizzato la dopamina e finalmente quella sensazione di malessere scompariva definitivamente. Dopo l’esperienza fatta in Germania su molti, pazienti questo protocollo è stato sperimentato in tutta Europa, sono state aperte cliniche specializzate per la cura della dipendenza dal gioco. Addirittura sono state fatte delle convenzioni con società di giochi e scommesse, con spese a loro carico, per aiutare i loro clienti ammalati dalla dipendenza del gioco a liberarsene definitivamente, tutti i pazienti (giocatori ammalati) sono guariti definitivamente.
fonte: http://smetteredigiocare.wordpress.com/
Ultima modifica di trimmered il 23/08/2012 - 18:10, modificato 1 volta in totale.
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 23/08/2012 - 18:07
Naturalmente - e seriamente - un link utile non si nega a nessuno...
http://www.giocaresponsabile.it/?fuseaction=TestSOGS
http://www.giocaresponsabile.it/?fuseaction=TestSOGS
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trimmered » 23/08/2012 - 18:09
Quando il gioco diventa un problema
di Paolo G. Zucconi*
--------------------------------------------------------------------------------
Comprare biglietti della lotteria, gratta e vinci, scommettere ai cavalli, giocare al lotto, la schedina o dedicarsi ai tanto vituperati videopokers e ai numerosi giochi profusamente offerti dai casinos sono varie forme in cui si manifesta quella che il senso comune considera un passatempo o un'abitudine sociale, come il bere alcolici, fumare, guardare la televisione e, se vogliamo, anche navigare in Internet o dedicarsi ad evasioni sessuali fuori dalla coppia. Ma fino a che punto questi comportamenti rimangono socialmente accettabili e adattivi e quando tali comportamenti possono diventare, invece, problematici?
Solitamente la differenza tra l’abitudine sociale, o semplice passatempo gratificante, ed il problema psicologico, dipende dalla frequenza, dalla durata e dall’intensità con cui questi comportamenti vengono agiti e dall'incidenza delle loro conseguenze nocive in ambito organico, psicologico o sociale. Così, quando la persona supera con i suoi comportamenti, la soglia limite che separa la cosiddetta normalità dalla patologia, mentre dal punto di vista morale si tende benevolmente a giustificarsi tirando in ballo il concetto di “vizio”, da un punto di vista prettamente clinico si parla di alcolismo (v. Paolo Zucconi, L’alcolismo, Diagnosi & Terapia 3/1995), (v. Paolo Zucconi, Tabagismo: come si instaura e come si mantiene la dipendenza da fumo, Diagnosi & Terapia 8/200), videoperstesia (uso eccessivo del video) o irresponsable sex, per attività sessuali troppo disinvolte e disinibite.
Giocare d'azzardo o, in generale, dedicarsi a vari tipologie di gioco, non è di per sé dannoso, anzi è un utile svago ed in certi casi una piacevole evasione temporanea dalla routine quotidiana per scaricare le tensioni accumulate o per provare l’emozione connessa al gusto rischio. Ma, se si gioca in maniera inadeguata, con eccessiva polarizzazione mentale sulle giocate fatte e da farsi, con eccessivo tempo dedicato, magari sottratto agli impegni personali o familiari, con eccessiva spesa e con evidenti conseguenze economiche, sociali e familiari (v. Paolo Zucconi, Che tipo di giocatore sei?, Diagnosi & Terapia 5/1998), il gioco può essere un sintomo di un disturbo psicopatologico. E i disturbi psicopatologici che portano la persona a giocare in modo eccessivo e maladattivo sono vari. Hanno a che vedere con un alterazione dell'umore quando l’umore è elevato (v. Paolo Zucconi, L’altalena dell’umore, Diagnosi & Terapia 10/1999, pp. 11-22) o possono riferirsi ad un disturbo d'ansia con “arousal” molto elevata ad esiti compulsivi, oppure possono essere l’evidenza di alcuni disturbi di personalità, dove la persona ha difficoltà a seguire le regole o a controllare i propri impulsi o, ancora, il gioco eccessivo può dipendere da compromissioni neurologiche prevalentemente a danno del lobo frontale.
Infine, il più classico disturbo da gioco maladattivo è definito gioco d'azzardo patologico, una psicopatologia oggi così emergente e diffusa tanto da configurarsi come "malattia sociale". Da qui, dunque, l'importanza di una accurata valutazione clinica e di una diagnosi differenziale verso altre patologie dove si evidenzia l’abitudine a giocare in modo problematico, prima di trovare il sistema per smettere o almeno ridurre questo eccesso comportamentale.
Il gioco d'azzardo patologico è un importante problema di competenza psicoterapica, per gran parte sommerso e sottostimato, che rientra in una più vasta categoria diagnostica definita dalla più recente nosografia psichiatrica internazionale "Disturbi del controllo degli impulsi" o anche “Disturbi delle abitudini e degli impulsi”, secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale categoria raggruppa vari comportamenti dove la persona è incapace di resistere ad un impulso verso azioni persistentemente ripetute, anticipate da una sensazione di tensione, seguita da sollievo nel momento dell’atto, come ad esempio la cleptomania, la piromania, lo strapparsi i capelli, cui si può assimilare anche il comportamento sessuale troppo disinvolto ed irresponsabile, le spese eccessive e la videoperstesia.
Volendo tentare un identikit del giocatore affetto dal disturbo di gioco d’azzardo patologico in vari anni di osservazione clinica di centinaia di pazienti malati da gioco ho potuto notare che il “giocatore patologico” possiede una vita di relazione insoddisfacente, specialmente dal punto di vista sessuale dove non ottiene ciò che desidera sia come frequenza sia come qualità di rapporto; sperimenta durante la giornata più emozioni spiacevoli che piacevoli e si accosta al gioco, almeno in un primo periodo, non tanto per vincere, quanto per ottenere quell'eccitazione emotiva che gli manca, tanto più elevata quanto più alto è il valore attribuito al gioco. Si trattiene spesso fuori casa, dove non si trova più a suo agio, adducendo varie scuse, ha una vita sociale povera, ama e ricerca nella sua vita, in misura maggiore della media, sensazioni forti (sensation seeking) e per lo più rischiose (risk taking behavior) rischiando di vanificare le piccole e genuine emozioni della routine quotidiana. Coltiva l'illusione di poter "controllare" il gioco, o per sua volontà o per abilità personale, nonostante le ripetute perdite e l'oggettiva perdita di controllo (“illusione del controllo”) sostenuto dalla sopravvalutazione delle probabilità di successo, in base ad interpretazioni errate di dati oggettivi quando, ad esempio, dopo dieci uscite del rosso ritiene molto probabile l’uscita del nero su cui punta con disinvolta sicumera (“falso ragionamento del giocatore d’azzardo” detto anche “fallacia di Montecarlo”). Ha, a volte, difficoltà a controllare i propri impulsi, reagendo in modo spropositato rispetto alla provocazione subita o all'evento stressante. Infine mente, ha una condotta mendace pervasiva che investe non solo le spese di gioco o le perdite, ma prevalentemente anche le più svariate e comuni situazioni della vita. Mente per mentire, quasi su tutto. Infine dal momento che una delle caratteristiche più emergenti dei soggetti con psicodiagnosi di gioco d'azzardo patologico è quella di continuare a giocare non ostante consistenti e reiterate perdite, come "rincorsa alle perdite", e non ostante le conseguenze sociali, spesso con puntate più forti o assumendo rischi maggiori, all’esame neuropsicologico ho riscontrato la presenza di deficit in determinati compiti strutturati di problem solving attribuibili ad un ipometabolismo a carico della regione prefrontale, simili a quelli riscontrabili in vari pazienti neurologici con lesioni o disfunzioni ai lobi frontali e frontotemporali. Infatti il giocatore patologico persegue rigidamente il suo comportamento maladattivo non ostante continui ed immediati feedback dissuasivi, non muta le sue strategie di pensiero e di azione quantunque anche riconosca che le probabilità di vincita sono sempre del 50 su 100 e che le sue perdite sono solitamente superiori al 50 per cento. Si dimostra pertanto ottuso e cocciuto, perseverativo, imprevidente, inaffidabile ed irresponsabile anche in assenza di danaro da impiegare nel gioco in quanto accumula debiti che raramente potrà onorare.
Una qualche combinazione di tali caratteristiche personologiche può essere, agli occhi di un familiare attento, un campanello di allarme per poter accorgersi in tempo del problema che va comunque accertato sempre tramite un approccio neuropsicologico specialistico. Il giocatore patologico solitamente non percepisce il suo comportamento come una malattia, ma, con ostentata autobenevolenza, lo giustifica come un "vizio" e ritiene, erroneamente, di poter smettere in qualsiasi momento. Per questi motivi il giocatore che ha superato la soglia del cosiddetto gioco sociale non accede quasi mai spontaneamente allo studio dello specialista. Sono invece quasi sempre i familiari dei "giocatori patologici" che, per primi, colgono i segni della patologia in atto e si rivolgono, dopo numerosi vani tentativi di dissuasione, allo psicoterapeuta come l'unica e spesso l’ultima spiaggia per riuscire a modificare un comportamento che ha portato la famiglia al dissesto economico con un accumulo di ipoteche e debiti che, in tanti casi, non potranno mai essere onorati. Questo prima che la famiglia, di per sé ad alta problematicità, si smembri, lasciando il giocatore in balìa di sé stesso e dei suoi usurai con la prospettiva del ricovero ospedaliero per percosse ricevute o del carcere per approvvigionamento illegale di danaro.
I giocatori patologici raramente smettono definitivamente da soli, come la maggior parte ingenuamente crede. Necessitano, una volta diagnosticata la patologia, ed eventualmente altre psicopatologie associate, di seri interventi psicoterapici integrati, preferenzialmente ad orientamento cognitivo-neocomportamentale, di assistenza e supporto sociale e legale. Gli interventi sono erogati di norma ambulatoriamente con frequenza settimanale, anche se in certi casi complessi i trattamenti terapeutici vengono forniti in regime di ricovero, come hospital day. Il protocollo di intervento di maggior successo prevede: 1. Couseling familiare per la concertazione assieme alle famiglie, di sofisticate strategie di pressing psicologico, attraverso simulazioni comportamentali, atte a far venire presso la clinica il giocatore patologico che solitamente risulta riottoso (fase preparatoria); 2. la valutazione clinica del paziente stesso, con visite specialistiche, esami psicometrici, psicopatologici e neuropsicologici, interviste ai familiari, sistematiche osservazioni comportamentali, dirette ed indirette. Ciò sia a fini diagnostici sia per verificare il grado di gravità del problema ed accertare o escludere la presenza di altri disturbi comportamentali o compromissioni neuropsicologiche che impediscono al giocatore di controllarsi o smettere da solo; 3. La predisposizione di un progetto di intervento terapeutico individuale o di gruppo che coinvolga pure i familiari per far smettere di giocare e mantenere nel tempo l'astinenza dal gioco; 4. Terapia di mantenimento e di prevenzione delle ricadute, solitamente frequenti in presenza di comorbilità.
Con un approccio cognitivo-neocomportamentale integrato da sedute di ipnosi clinica, sotto forma multimediale, i tempi di divezzamento sono relativamente brevi rispetto ad altri interventi e in un’alta percentuale di casi il giocatore patologico entra in uno stadio di repulsione, tramite varie strategie terapeutiche avversivanti, come ad esempio la terapia faradica, e di “saturazione” e di “implosione” che lo portano a non desiderare più il gioco o averne addirittura repulsione.
* Dr Paolo G. Zucconi
Neuropsicologo e psicoterapeuta comportamentale
Udine tel. 0432 /33006
www.dr-zucconi.it
di Paolo G. Zucconi*
--------------------------------------------------------------------------------
Comprare biglietti della lotteria, gratta e vinci, scommettere ai cavalli, giocare al lotto, la schedina o dedicarsi ai tanto vituperati videopokers e ai numerosi giochi profusamente offerti dai casinos sono varie forme in cui si manifesta quella che il senso comune considera un passatempo o un'abitudine sociale, come il bere alcolici, fumare, guardare la televisione e, se vogliamo, anche navigare in Internet o dedicarsi ad evasioni sessuali fuori dalla coppia. Ma fino a che punto questi comportamenti rimangono socialmente accettabili e adattivi e quando tali comportamenti possono diventare, invece, problematici?
Solitamente la differenza tra l’abitudine sociale, o semplice passatempo gratificante, ed il problema psicologico, dipende dalla frequenza, dalla durata e dall’intensità con cui questi comportamenti vengono agiti e dall'incidenza delle loro conseguenze nocive in ambito organico, psicologico o sociale. Così, quando la persona supera con i suoi comportamenti, la soglia limite che separa la cosiddetta normalità dalla patologia, mentre dal punto di vista morale si tende benevolmente a giustificarsi tirando in ballo il concetto di “vizio”, da un punto di vista prettamente clinico si parla di alcolismo (v. Paolo Zucconi, L’alcolismo, Diagnosi & Terapia 3/1995), (v. Paolo Zucconi, Tabagismo: come si instaura e come si mantiene la dipendenza da fumo, Diagnosi & Terapia 8/200), videoperstesia (uso eccessivo del video) o irresponsable sex, per attività sessuali troppo disinvolte e disinibite.
Giocare d'azzardo o, in generale, dedicarsi a vari tipologie di gioco, non è di per sé dannoso, anzi è un utile svago ed in certi casi una piacevole evasione temporanea dalla routine quotidiana per scaricare le tensioni accumulate o per provare l’emozione connessa al gusto rischio. Ma, se si gioca in maniera inadeguata, con eccessiva polarizzazione mentale sulle giocate fatte e da farsi, con eccessivo tempo dedicato, magari sottratto agli impegni personali o familiari, con eccessiva spesa e con evidenti conseguenze economiche, sociali e familiari (v. Paolo Zucconi, Che tipo di giocatore sei?, Diagnosi & Terapia 5/1998), il gioco può essere un sintomo di un disturbo psicopatologico. E i disturbi psicopatologici che portano la persona a giocare in modo eccessivo e maladattivo sono vari. Hanno a che vedere con un alterazione dell'umore quando l’umore è elevato (v. Paolo Zucconi, L’altalena dell’umore, Diagnosi & Terapia 10/1999, pp. 11-22) o possono riferirsi ad un disturbo d'ansia con “arousal” molto elevata ad esiti compulsivi, oppure possono essere l’evidenza di alcuni disturbi di personalità, dove la persona ha difficoltà a seguire le regole o a controllare i propri impulsi o, ancora, il gioco eccessivo può dipendere da compromissioni neurologiche prevalentemente a danno del lobo frontale.
Infine, il più classico disturbo da gioco maladattivo è definito gioco d'azzardo patologico, una psicopatologia oggi così emergente e diffusa tanto da configurarsi come "malattia sociale". Da qui, dunque, l'importanza di una accurata valutazione clinica e di una diagnosi differenziale verso altre patologie dove si evidenzia l’abitudine a giocare in modo problematico, prima di trovare il sistema per smettere o almeno ridurre questo eccesso comportamentale.
Il gioco d'azzardo patologico è un importante problema di competenza psicoterapica, per gran parte sommerso e sottostimato, che rientra in una più vasta categoria diagnostica definita dalla più recente nosografia psichiatrica internazionale "Disturbi del controllo degli impulsi" o anche “Disturbi delle abitudini e degli impulsi”, secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale categoria raggruppa vari comportamenti dove la persona è incapace di resistere ad un impulso verso azioni persistentemente ripetute, anticipate da una sensazione di tensione, seguita da sollievo nel momento dell’atto, come ad esempio la cleptomania, la piromania, lo strapparsi i capelli, cui si può assimilare anche il comportamento sessuale troppo disinvolto ed irresponsabile, le spese eccessive e la videoperstesia.
Volendo tentare un identikit del giocatore affetto dal disturbo di gioco d’azzardo patologico in vari anni di osservazione clinica di centinaia di pazienti malati da gioco ho potuto notare che il “giocatore patologico” possiede una vita di relazione insoddisfacente, specialmente dal punto di vista sessuale dove non ottiene ciò che desidera sia come frequenza sia come qualità di rapporto; sperimenta durante la giornata più emozioni spiacevoli che piacevoli e si accosta al gioco, almeno in un primo periodo, non tanto per vincere, quanto per ottenere quell'eccitazione emotiva che gli manca, tanto più elevata quanto più alto è il valore attribuito al gioco. Si trattiene spesso fuori casa, dove non si trova più a suo agio, adducendo varie scuse, ha una vita sociale povera, ama e ricerca nella sua vita, in misura maggiore della media, sensazioni forti (sensation seeking) e per lo più rischiose (risk taking behavior) rischiando di vanificare le piccole e genuine emozioni della routine quotidiana. Coltiva l'illusione di poter "controllare" il gioco, o per sua volontà o per abilità personale, nonostante le ripetute perdite e l'oggettiva perdita di controllo (“illusione del controllo”) sostenuto dalla sopravvalutazione delle probabilità di successo, in base ad interpretazioni errate di dati oggettivi quando, ad esempio, dopo dieci uscite del rosso ritiene molto probabile l’uscita del nero su cui punta con disinvolta sicumera (“falso ragionamento del giocatore d’azzardo” detto anche “fallacia di Montecarlo”). Ha, a volte, difficoltà a controllare i propri impulsi, reagendo in modo spropositato rispetto alla provocazione subita o all'evento stressante. Infine mente, ha una condotta mendace pervasiva che investe non solo le spese di gioco o le perdite, ma prevalentemente anche le più svariate e comuni situazioni della vita. Mente per mentire, quasi su tutto. Infine dal momento che una delle caratteristiche più emergenti dei soggetti con psicodiagnosi di gioco d'azzardo patologico è quella di continuare a giocare non ostante consistenti e reiterate perdite, come "rincorsa alle perdite", e non ostante le conseguenze sociali, spesso con puntate più forti o assumendo rischi maggiori, all’esame neuropsicologico ho riscontrato la presenza di deficit in determinati compiti strutturati di problem solving attribuibili ad un ipometabolismo a carico della regione prefrontale, simili a quelli riscontrabili in vari pazienti neurologici con lesioni o disfunzioni ai lobi frontali e frontotemporali. Infatti il giocatore patologico persegue rigidamente il suo comportamento maladattivo non ostante continui ed immediati feedback dissuasivi, non muta le sue strategie di pensiero e di azione quantunque anche riconosca che le probabilità di vincita sono sempre del 50 su 100 e che le sue perdite sono solitamente superiori al 50 per cento. Si dimostra pertanto ottuso e cocciuto, perseverativo, imprevidente, inaffidabile ed irresponsabile anche in assenza di danaro da impiegare nel gioco in quanto accumula debiti che raramente potrà onorare.
Una qualche combinazione di tali caratteristiche personologiche può essere, agli occhi di un familiare attento, un campanello di allarme per poter accorgersi in tempo del problema che va comunque accertato sempre tramite un approccio neuropsicologico specialistico. Il giocatore patologico solitamente non percepisce il suo comportamento come una malattia, ma, con ostentata autobenevolenza, lo giustifica come un "vizio" e ritiene, erroneamente, di poter smettere in qualsiasi momento. Per questi motivi il giocatore che ha superato la soglia del cosiddetto gioco sociale non accede quasi mai spontaneamente allo studio dello specialista. Sono invece quasi sempre i familiari dei "giocatori patologici" che, per primi, colgono i segni della patologia in atto e si rivolgono, dopo numerosi vani tentativi di dissuasione, allo psicoterapeuta come l'unica e spesso l’ultima spiaggia per riuscire a modificare un comportamento che ha portato la famiglia al dissesto economico con un accumulo di ipoteche e debiti che, in tanti casi, non potranno mai essere onorati. Questo prima che la famiglia, di per sé ad alta problematicità, si smembri, lasciando il giocatore in balìa di sé stesso e dei suoi usurai con la prospettiva del ricovero ospedaliero per percosse ricevute o del carcere per approvvigionamento illegale di danaro.
I giocatori patologici raramente smettono definitivamente da soli, come la maggior parte ingenuamente crede. Necessitano, una volta diagnosticata la patologia, ed eventualmente altre psicopatologie associate, di seri interventi psicoterapici integrati, preferenzialmente ad orientamento cognitivo-neocomportamentale, di assistenza e supporto sociale e legale. Gli interventi sono erogati di norma ambulatoriamente con frequenza settimanale, anche se in certi casi complessi i trattamenti terapeutici vengono forniti in regime di ricovero, come hospital day. Il protocollo di intervento di maggior successo prevede: 1. Couseling familiare per la concertazione assieme alle famiglie, di sofisticate strategie di pressing psicologico, attraverso simulazioni comportamentali, atte a far venire presso la clinica il giocatore patologico che solitamente risulta riottoso (fase preparatoria); 2. la valutazione clinica del paziente stesso, con visite specialistiche, esami psicometrici, psicopatologici e neuropsicologici, interviste ai familiari, sistematiche osservazioni comportamentali, dirette ed indirette. Ciò sia a fini diagnostici sia per verificare il grado di gravità del problema ed accertare o escludere la presenza di altri disturbi comportamentali o compromissioni neuropsicologiche che impediscono al giocatore di controllarsi o smettere da solo; 3. La predisposizione di un progetto di intervento terapeutico individuale o di gruppo che coinvolga pure i familiari per far smettere di giocare e mantenere nel tempo l'astinenza dal gioco; 4. Terapia di mantenimento e di prevenzione delle ricadute, solitamente frequenti in presenza di comorbilità.
Con un approccio cognitivo-neocomportamentale integrato da sedute di ipnosi clinica, sotto forma multimediale, i tempi di divezzamento sono relativamente brevi rispetto ad altri interventi e in un’alta percentuale di casi il giocatore patologico entra in uno stadio di repulsione, tramite varie strategie terapeutiche avversivanti, come ad esempio la terapia faradica, e di “saturazione” e di “implosione” che lo portano a non desiderare più il gioco o averne addirittura repulsione.
* Dr Paolo G. Zucconi
Neuropsicologo e psicoterapeuta comportamentale
Udine tel. 0432 /33006
www.dr-zucconi.it
"I grandi uomini si riconoscono dalla attenzione che danno alle piccole cose..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
"...ho letto affermazioni tanto bizzarre quanto veementi, ma ho potuto incrociare timide esposizioni di grandi saperi..."
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trudola » 02/10/2012 - 13:19
premetto che non ho molta esperienza nel bet, pero' secondo me bisogna analizzarzi bene dentro, perche' si scomette? per avidita? per passione? per speranza? per noia? per sentirsi fighi? per abitudine?
tu xche' lo fai?
tu xche' lo fai?
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trudola » 02/10/2012 - 20:52
scusami, ma la tua risposta e' incompleta...per i soldi ok....
ma lo consideri un lavoro? (dalla tua risposta presuppongo sia il tuo unico lavoro)
o x i soldi inteso come speranza di guadagnare e diventare ricco?
ma lo consideri un lavoro? (dalla tua risposta presuppongo sia il tuo unico lavoro)
o x i soldi inteso come speranza di guadagnare e diventare ricco?
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda Clinton » 03/10/2012 - 08:46
Non è il mio unico lavoro ma parte importante del mio bilancio familiare.
Ma vedi, io ho una certezza maturata negli anni: non esiste fare utile e divertirsi. Io mi sono entusiasmato e divertito un mondo col betting, ma quando l'ho fatto ho sempre pagato.
Quando si tratta di fare utile bisogna mettere in campo delle strategie assolutamente testate e ripetitive, talmente ripetitive che la noia la fa da padrona.
Alcune sono automatizzabili altre no e devi passare delle ore al PC. E' una noia mortale, ma purtroppo i soldi, specialmente oggi, non te li regala più nessuno....
Se poi lo scopo è spendere qualche soldino tipo cinema per un po' di adrenalina a buon mercato nessun problema, dipende dall'approccio desiderato.
Ma vedi, io ho una certezza maturata negli anni: non esiste fare utile e divertirsi. Io mi sono entusiasmato e divertito un mondo col betting, ma quando l'ho fatto ho sempre pagato.
Quando si tratta di fare utile bisogna mettere in campo delle strategie assolutamente testate e ripetitive, talmente ripetitive che la noia la fa da padrona.
Alcune sono automatizzabili altre no e devi passare delle ore al PC. E' una noia mortale, ma purtroppo i soldi, specialmente oggi, non te li regala più nessuno....
Se poi lo scopo è spendere qualche soldino tipo cinema per un po' di adrenalina a buon mercato nessun problema, dipende dall'approccio desiderato.
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda trudola » 03/10/2012 - 12:35
capisco perfettamente...quindi per tornare all'argomento del post, la tua strategia x allontanarti, prevede che trovi un lavoro ben remurnerato che ti piaccia
...cmq credo (posso anche sbagliarmi) che l'argomento principale del post fosse indirizzato a chi ha "problemi col gioco" nel tuo caso non e' cosi'...al max tu hai problemi col tuo lavoro, perche' da quel che ho capito x te' e' una vera professione, riguardo alla ripetivita' puoi farci poco, anche nel trading sui mercati finanziari funziona cosi'...e funziona cosi' ovunque ci siano operatori che operano su sentiment (anche all'ingrosso del pesce dove fanno le aste del pescato), e questo e' anche uno dei principi fondamentali dell'analisi tecnica classica.
spero di poter aprofittare della tua disponibilita' e professionalita' chiedendoti di rispondere al post che ho postato "currioso....vengo dai future" perche' non mi caca nessuno

spero di poter aprofittare della tua disponibilita' e professionalita' chiedendoti di rispondere al post che ho postato "currioso....vengo dai future" perche' non mi caca nessuno
Re: strategie per chi si ALLONTANA dalle bet...
Messaggioda JIMMYBIS » 03/10/2012 - 13:04
Clinton ha scritto:io ho una certezza maturata negli anni: non esiste fare utile e divertirsi. Io mi sono entusiasmato e divertito un mondo col betting, ma quando l'ho fatto ho sempre pagato.
Quando si tratta di fare utile bisogna mettere in campo delle strategie assolutamente testate e ripetitive, talmente ripetitive che la noia la fa da padrona.
Alcune sono automatizzabili altre no e devi passare delle ore al PC. E' una noia mortale.
Clinton mi trovi perfettamente concorde, sposo esattamente tutto ciò che scrivi e non mi pare la prima volta, io purtroppo non ho ancora la testa per farlo, non ci riesco ma è proprio come dici tu.. ci vuole ripetitività, pensare solo ai numeri e non vederli impersonificati nei colori della maglia o del proprio beniamino, o nella propria bravura del pronostico, puntare all'obiettivo, contare e vedere il numero (utile nel mirino) e niente altro, freddamente e ripetutamente
Chi fa la casa in piazza, o è troppo alta o troppo bassa..chi non si espone generalmente critica
Troppo spesso mi rendo conto che tanto più uno è fuori di testa, tanto più lo capisco, regolarità e normalità nella loro banalità sono per me incomprensibili
Troppo spesso mi rendo conto che tanto più uno è fuori di testa, tanto più lo capisco, regolarità e normalità nella loro banalità sono per me incomprensibili
Torna a “Betting Strategy | Sistemi scommesse”
Vai a
- Bookmaker
- Bookmaker in generale & sistemi di pagamento
- Referti errati dei bookmaker italiani
- PostePay e Bancoposta
- Betfair
- Bet365
- Bwin
- Sisal Matchpoint
- Betway
- Eurobet
- Unibet
- Goldbet
- Totosì
- Better
- Betclic
- Snai
- Giocodigitale
- Titan
- William Hill
- Betflag
- Marathonbet
- 888Sport
- SkyBet/BetStars
- Bookmaker senza concessione AMD/AAMS
- GazzaBet (chiuso)
- 10Bet e Betrally
- Victor Chandler (Betvictor)
- Pinnacle
- Bet-at-Home
- Expekt
- Betoddoreven (chiuso)
- Betdirect (chiuso)
- Globet (chiuso)
- Sportingbet
- Gewinbet (chiuso)
- Gamebookers/Partybets
- Bet1128 ex Paradisebet (chiuso)
- Ciaobet (chiuso)
- Interwetten
- Mansion
- Blue Square (chiuso)
- Supporterbet (chiuso)
- 188bet
- Canbet/IASbet (chiusi)
- Stan James (chiuso)
- Betsson
- WBEX (chiuso)
- Ladbrokes
- Sbobet
- Misterbet (chiuso)
- Mediabet.com (chiuso)
- Centrebet (chiuso)
- 1bet
- Tipico
- Nordicbet
- Betdaq
- Dafabet
- Matchbook
- 1XBET
- Intralot (chiuso)
- PaddyPower.it (chiuso)
- 21bet.com (sospeso/chiuso)
- Oscuramento - archivio
- Scommesse sportive
- Pronostici Tennis Betting | Scommesse
- Scommesse e pronostici Ippica
- Pronostici e Scommesse Formula 1, MotoGP
- Scommesse Sport Americani | Basket, Football, Baseball
- Pronostici Basket & Volley | Scommesse
- Scommesse sul Ciclismo
- Pronostici Giro d'Italia | quote e scommesse
- Hockey su ghiaccio & Sport Invernali
- Pronostici altri sport (Rugby, Golf, Vela, MMA)
- Pronostici e scommesse calcio
- Pronostici Champions League | Europa League | Qualificazioni
- Pronostici Serie A, Serie B, Serie C, Serie D, Coppe | Calcio Italia
- Mondiali 2026
- Pronostici Premier League | Gran Bretagna & Irlanda
- Pronostici Spagna & Portogallo | La Liga, Primeira Liga
- Russia, Est Europa e Turchia
- Germania, Svizzera, Austria
- Francia, Olanda, Belgio
- Grecia, Malta, Cipro
- Pronostici calcio scandinavo e Nord Europa
- Asia & Oceania
- Pronostici calcio sudamericano & CONCACAF
- Pronostici calcio africano
- Archivio Mondiali/Europei
- Mondiali Germania 2006
- Europei Austria/Svizzera 2008
- Mondiali South Africa 2010
- Europei Polonia/Ucraina 2012
- Confederations Cup 2013
- Mondiali Brasile 2014
- Fase a gironi
- Copa America 2016
- Europei Francia 2016
- Pronostici Confederations Cup 2017 | Scommesse
- Scommesse Mondiali Russia 2018
- Copa America 2019
- Copa America 2021 (Brasile)
- Euro 2020 (giugno-luglio 2021)
- Mondiali Qatar 2022
- Copa America 2024
- Europei Germania 2024
- Generale
- Discussioni generiche
- Scommesse Speciali (No Sport)
- TV & Radio
- Scommesse Finanziarie
- Poker Online
- Tornei Infobetting
- Fantafootball
- Cipsters
- Gestione scommesse, lavoro & tecnologia
- CTD/CED, Internet Point & Punti Remoti
- Betting Strategy | Sistemi scommesse
- Under/Over 2.5 Betting System | Scommesse
- Mobile Betting
- Out Topic
- Free Zone (sez. TheSaint1530)
- Archivio Raduni & Cene
- Service Forum
- Archivio Forum storici
- Hattrick Infobetting
- Bookmaker: Il forum analitico
- Betting Survivors
- Archivio Olimpiadi
- Olimpiadi Invernali 2010
- Olimpiadi Invernali 2006
- Olimpiadi 2004
- Olimpiadi 2008
- Olimpiadi 2012
- Pronostici e Scommesse Olimpiadi RIO 2016
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti









