ROMA - All'alba Stefano Mauri è stato arrestato insieme ad altri 18 (tra i quali Omar Milanetto) nell'ambito dell'inchiesta «Last Bet» sul calcioscommesse. Nell'indagine sono a vario titolo coinvolti anche l'allenatore della Juventus Antonio Conte che ha subito una perquisizione in casa e il difensore della Nazionale e ora in forza allo Zenit San Pietroburgo Domenico Criscito. Gli uomini della Polizia hanno fatto un blitz a Coverciano. A Mauri e a Milanetto, gli inquirenti contesterebbero il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva. Gli investigatori avrebbero ricostruito che sia Mauri sia Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. A eseguire l'operazione gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (SCO).
I CONTATTI - Sarebbero stati anche accertati diversi contatti tra i giocatori e gli esponenti dell'organizzazione criminale. La Lazio è sotto choc. Non si sa dove finisce la sorpresa e dove inizia la rabbia del presidente Lotito, fino a poche settimane fa disposto a mettere la mano sul fuoco per Mauri e Brocchi, «ragazzi dei quali conosco le qualità morali». Salvo poi mostrare preoccupazione sulla responsabilità oggettiva, il meccanismo che lega la società alle vicissitudini dei suoi tesserati. Ora Mauri rischia la radiazione sportiva e la Lazio forti penalizzazioni. L'estate scorsa, nell'ambito della stessa inchiesta di Cremona, l'Atalanta si beccò un -6 perché il capitano, Cristiano Doni, aveva taroccato Atalanta-Piacenza. Se la Giustizia sportiva usasse lo stesso criterio per Mauri e le presunte combine col Genoa e a Lecce, la Lazio potrebbe rischiare il doppio, 12 punti. E, in più, si vedrebbe sfilare la possibilità di disputare l'Europa League: l'Uefa non ammette squadre che abbiano pendenze legali di questo tipo.
LA LAZIO - È una storia che si ripete ciclicamente per la Lazio. Dentro lo scandalo scommesse del 1980, quello del blitz della polizia in diretta tv su «90° minuto», che la trascinò in B insieme al Milan; dentro anche all'inchiesta dell'86 che, a seguito del -9 inflitto dalla Giustizia sportiva, portò i biancocelesti sul ciglio della terza serie dopo un campionato di B vissuto sempre con l'acqua alla gola. Quindi lo scandalo dei nonspammare nel 2001 con la Lazio condannata a pagare due miliardi di lire per i documenti di Veron, argentino fatto diventare comunitario «ad hoc». Nel 2006, due anni dopo la bancarotta sfiorata, il terremoto di Calciopoli fa tremare la nuova Lazio di Lotito: -3 punti (-11 in primo grado) ed estromissione dalla Coppa Uefa. Nel 2011/12 «agentopoli», le irregolarità sui tesseramenti di Zarate e Cruz, e ora la nuova bufera calcioscommesse. Non si finisce mai.
Sempre dal Corsera.
Indagato anche Belli Capelli
Serie A, perquisita la casa di Conte
Blitz a Coverciano, nel mirino Criscito
In manette 19 persone tra cui Mauri e Milanetto. Accertamenti su Pellissier e per i genoani Sculli e Kaladze
MILANO - Due calciatori di serie A in manette, perquisizioni persino a Coverciano, indagato l'allenatore campione d'Italia e poi quella dura accusa: associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. All'alba di lunedì il mondo del calcio italiano precipita nel buio delle scommesse alla vigilia degli Europei. I calciatori, Stefano Mauri, capitano della Lazio, e Omar Milanetto del Padova sono tra i destinatari di 19 provvedimenti restrittivi emessi nell'ambito di un'operazione contro il calcio-scommesse. Secondo le accuse erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. Ma a destare clamore anche che fra gli indagati c'è l'allenatore della Juventus Antonio Conte, Al neo campione d'Italia è stata perquisita l'abitazione. Anche per lui l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva ma nessun riferimento alla Juventus. Gli inquirenti gli contestano la mancata denuncia di un incontro combinato mentre sedeva nella panchina del Siena.
IL COMUNICATO DELLA POLIZIA - «Dalle prime luci dell'alba, gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco) stanno eseguendo 19 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni in Italia e all'estero nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio (match fixing), operante in Italia e in diversi Stati esteri», dice una nota della polizia di Cremona. «Tra gli arrestati Mauri Stefano, calciatore, capitano della S.S. Lazio e Milanetto Omar, già calciatore del Genoa, attualmente in forza al Padova calcio», prosegue la nota, precisando che i destinatari dei provvedimenti devono rispondere «di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva». I due sono già in carcere a Cremona. L'operazione «Last Bet» costituisce una nuova tranche dell'inchiesta conclusasi lo scorso 17 dicembre con l'arresto di 17 persone. In una prima fase, nel giugno 2011, erano state tratte in arresto altre 16 persone, tra cui Beppe Signori.
PERQUISIZIONI ANCHE A COVERCIANO - Sono intanto in corso 30 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti indagati: calciatori di serie A e B, tecnici e dirigenti di società professionistiche coinvolti nelle indagini, precisa la nota. Una delle perquisizioni, riferisce la polizia di Cremona, ha riguardato anche il ritiro della Nazionale a Coverciano. Nel mirino il difensore della Nazionale Domenico Criscito (attualmente in forza allo Zenit di San Pietroburgo) che risulterebbe tra gli indagati. L'avviso di garanzia gli sarebbe stato consegnato questa mattina intorno alle 6.30 al ritiro degli azzurri a Coverciano (Firenze) dalla polizia, che avrebbe anche effettuato nei suoi confronti una perquisizione. Agli atti dell'indagine di Cremona vi è anche il resoconto di un summit in un ristorante genovese, il 10 maggio 2011, nei giorni precedenti la partita Lazio-Genova a cui parteciparono Giuseppe Sculli, il calciatore della Nazionale Domenico Criscito, un pregiudicato bosniaco e due dei maggiori esponenti degli ultrà del Genova. L'incontro è stato documentato dagli agenti della polizia che hanno condotto le indagini. Su mandato della procura di Cremona la squadra mobile della Questura di Aosta ha perquisito lunedì mattina, alle 4, l'abitazione di Fenis di Sergio Pellissier, attaccante del Chievo coinvolto nell'inchiesta sul calcioscommesse. Analoga ispezione è avvenuta nella casa di Verona del giocatore, che risulta essere indagato. All'interno della villa sulla strada statale 26 sono stati sequestrati computer, ipad e pennette usb che verranno messi a disposizione degli inquirenti.
TRUCCATE ANCHE PARTITE DI SERIE A - Accertamenti sono in corso anche per i genoani Sculli (per il quale era stato chiesto l'arresto ma il gip lo ha negato) e Kaladze. «In questa nuova tranche dell'inchiesta sono emerse manipolazioni di partite di A del campionato 2010-2011, tra cui Lazio-Genoa e Lecce-Lazio», ha detto Raffaele Grassi, dirigente dello Sco, al telefono a SkyTg24. «Le indagini hanno oltremodo confermato l'esistenza di questa organizzazione transnazionale composta da singaporiani e balcanici, a cui si è aggiunta una componente ungherese», ha spiegato Grassi. Ecco l'accusa per i 19 destinatari di provvedimenti restrittivi, 17 sono arresti in carcere o ai domiciliari. Cinque - tre già eseguiti - riguardano l'Ungheria: «Per conto del gruppo criminale transnazionale, i giocatori italiani - militanti in serie A, B, Lega Pro - avrebbero agito, a vario titolo, come referenti del sodalizio transnazionale sul territorio italiano per la combine delle partite di calcio», spiega la polizia nella nota. Il gruppo criminale fa capo «al boss singaporiano Tan Seet Eng, colpito da provvedimento restrittivo nel dicembre scorso e ritenuto il capo dell'organizzazione internazionale dedita al match fixing».
Arrivederci alla prossima puntata










