Leggendo le sentenze della CGE, ma anche altri provvedimenti che hanno portato alla situazione attuale, mi è sembrato di capire che Stanley abbia avuto interesse ad operare in Italia come concessionario AAMS da sempre.
Non credo che Stanleybet abbia da sempre cercato di operare sotto la supervisione di AAMS in quanto avrebbe dovuto rinunciare a tutte quelle pecularietà che contraddistinguono quest'ultima società rispetto ad un qualsiasi concessionario italiano. Avrebbe quindi dovuto rinunciare ai virtual, alla libertà di uscire con un palinsesto più ricco, all'offerta sui live, al massimale di vincita, etc etc etc... Credo, invece, che Stanleybet così come altri operatori esteri, cercano di ottenere facendo presentare apposita richiesta ai propri affiliati in fase di apertura della posizione commerciale, richiesta per il rilascio della licenza di pubblica sicurezza, 88 TULPS per intenderci. Se poi per un discorso prettamente giurisprudenziale, è stato opportuno partecipare a suo tempo ai vari bandi di gara, ecco spiegato il perchè dell'apparente interesse delle società estere a presentare domanda per la partecipazione salvo poi vedersi negare il diritto a farlo in quanto non operatori AAMS. Del resto è l'assunto su cui la CGE si è basata nelle tre storiche sentenze. Se non avessero partecipato al bando, il giudice europeo quale discriminazione avrebbe dovuto accertare? E' come un bambino che va dal papà piangendo e dice che la signora non ha voluto dargli un cono gelato alla fragola, e quello stesso papà andando a protestare nel negozio scopre che il figlio in quella gelateria neanche c'è mai entrato!!
Allora mi domando perchè debba destare stupore il fatto che adesso, alla vigilia di un bando che, auspicabilmente, rimuoverà gli elementi di contrasto tra norme interne e norme comunitarie, Stanley si manifesti interessata a partecipare alla gara per l'aggiudicazione delle concessioni se questo era dall'inizio il suo intento dichiarato.
Desta stupore perchè il giudice nazionale per la prima volta dopo che il giudice europeo si è espresso sancendo l'illeggitimità del sistema concessorio, ha applicato il principio obbligando il questore a rilasciare licenza (88 tulps). In pratica ha detto, Stanley, puoi lavorare in italia con le tue agenzie, richiedere licenza di PS, che ti sarà rilasciata, senza dover partecipare a nessun bando che ti assoggetterebbe ai dettami di AAMS in materia di organizzazione dell raccolta di gioco mantenendo la tua autonomia e lavorando in perfetta serenità!
Quelli che fanno? Vanno da AAMS a dire vogliamo lavorare con te rinunciando alla nostra offerta in cambio di un bollino nelle nostre agenzie, che a questo punto non servirebbe a nulla in quanto abbiamo anche l'88 TULPS?












